Archive for settembre, 2012

settembre 30, 2012

la droga dell’austerità.

l premio Nobel Paul Krugman si schiera apertamente con i manifestanti in Spagna e Grecia: hanno ragione, in Europa si infliggono dolori senza motivo. Le politiche di austerity sono come l’eroina: tornano quando ci …Visualizza altro
Foto: L'austerità è una droga

Il premio Nobel Paul Krugman si schiera apertamente con i manifestanti in Spagna e Grecia: hanno ragione, in Europa si infliggono dolori senza motivo. Le politiche di austerity sono come l'eroina: tornano quando ci si dimentica quanto siano pericolose

A Madrid tornano gli indignados e Rajoy sprofonda nei sondaggi, ma il suo governo prepara un ulteriore taglio da circa 40 miliardi della spesa, dopo la stangata da 65 miliardi decisa con la Finanziaria 2012 solo 5 mesi fa. Ad Atene si rivedono le scene da guerra civile, con scontri e bombe molotov davanti al Parlamento, mentre il governo studia ulteriori misure di taglio alla spesa pubblica, come la soppressione della 13esima per gli statali. Insomma, la storia si ripete, da una parte i governi e l'Europa con le loro politiche di austerità e tagli al welfare, dall'altra i manifestanti, sempre più esasperati, a contestare politiche e classi dirigenti. 

Tra queste due parti contrapposte non ha dubbi dove schierarsi il premio Nobel all'economia Paul Krugman, secondo cui i manifestanti in Grecia e in Spagna “hanno ragione”, “ulteriori misure di austerity non servono a nessun proposito. Chi è realmente irrazionale sono i presunti seri politici che chiedono ulteriori sacrifici”. 

In Europa, afferma il Nobel, si “infliggono dolori senza una buona ragione”. “Se la Germania vuole realmente salvare l'euro, dovrebbe lasciare che la Bce facesse quello che è necessario per salvare i paesi e dovrebbe lasciarlo fare senza infliggere ulteriori dolori senza senso”.

Interessante la teoria che l'economista sviluppa sul suo blog in un post dal titolo “Debt Is a Drug (And So Is Austerity)”. Secondo Krugman, le politiche di austerity sono come l'eroina, una droga che ritorna ad intervalli periodici perché la nuova generazione ha dimenticato i danni che essa ha prodotto alla precedente. Così, spiega il premio Nobel, come l'eroina sta tornando di moda tra i giovani, così oggi tra finanzieri e politici è tornata in auge la “Treasury view”, che in italiano vuol dire “punto di vista del Tesoro”.

Come spiega bene in un post il Keynesblog, la “Treasury view” parte dall’assunto che il tasso di interesse (quello che le banche applicano ai prestiti alle imprese) sia il punto di equilibrio tra gli investimenti e i risparmi poiché, secondo la teoria neoclassica, il tasso di interesse altro non è che un “prezzo” al quale la domanda (prestiti) e l’offerta (risparmi) si equilibrano. Secondo questa teoria, una maggiore spesa pubblica andrebbe ad intaccare questo equilibrio naturale, provocando un aumento del tassi di interesse e quindi una minore spesa privata (in investimenti e consumi). Per usare il linguaggio neoclassico, la spesa pubblica “spiazza” quella privata e fa aumentare il tasso di interesse.

 Ma, secondo Krugman (come secondo Keynes) questa teoria non sta in piedi e l'esperienza della crisi del '29 dovrebbe aver insegnato ai politici e agli economisti che politiche monetarie restrittive e austerità non sono una buona cura in tempi di crisi. 

http://www.rassegna.it/articoli/2012/09/28/92333/lausterita-e-una-droga
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settembre 30, 2012

La Manovra della Francia di Hollande: 37 miliardi nel 2013 – Scheda: i provvedimenti uno per uno – Preparatevi ad una Francia in recessione

Il governo della Francia ha presentato il piano di bilancio 2013 che comporta una manovra da 37 mi…Visualizza altro

Foto: La Manovra della Francia di Hollande: 37 miliardi nel 2013 – Scheda: i provvedimenti uno per uno – Preparatevi ad una Francia in recessione

Il governo della Francia ha presentato il piano di bilancio 2013 che comporta una manovra da 37 miliardi di euro (di cui 7 milioni gia’ decisi a luglio), tra aumenti delle tasse e riduzioni della spesa, che servirà a blindare l’obiettivo di ridurre il deficit di bilancio al 3% del Pil. Il piano presentato ieri al Consiglio dei ministri, che verrà integrato lunedì da un programma sulla rete di assistenza sociale, prevede 20 miliardi di euro in più di entrate fiscali, di cui 10 miliardi dalle famiglie e altri 10 miliardi dalle imprese, a cui si aggiungono 7 miliardi di entrate extra già decisi questa estate, 10 miliardi di economie sulla spesa dello Stato. Quest’anno il disavanzo si attesterà al 4,5 per cento del Pil lievemente al di sopra di quanto precedentemente previsto, 3% nel 2013, al 2,2 per cento nel 2014 fino al pareggio di bilancio nel 2013. Il governo prevede il PIL del 2013 a +0,8%.

Scheda di RC:

-          Totale Manovra sul 2013: 37 miliardi (circa l’1,9% del PIL)

-          Composizione:  27 mld tasse, 10 mld tagli – 73% nuove tasse, 27% tagli – Il prelievo salirà così al 46,3% del Pil nel 2013 dal 44,9% del 2012

-          L’inasprimento del carico sulle imprese arriva soprattutto attraverso una stretta sulle deduzioni fiscali per gli oneri finanziari (limitati all’85%) che avvantaggiano i grandi gruppi

-          Le famiglie sono colpite delle imposte sul reddito (verranno colpite le 4 milioni di famiglie con redditi medio-alti), dall’incremento dell’imposta di solidarietà sui patrimoni e 200 milioni arrivano grazie al contributo straordinario al 75% sui redditi di attività superiori a un milione di euro; inoltre 3 miliardi verranno dall’inasprimento delle tasse sui capitali (i dividendi non verranno piu’ tassati al 19-24%, ma come gli altri redditi)

Commento di GPG Imperatrice:

In una nazione con Spese pubbliche al 56% sul PIL, scegliere di basare una manovra sulle tasse e’ suicida. La manovra e’ fortemente recessiva e genera sfiducia sui produttori. Il PIL  nel 2 trimestre 2012 ha fatto 0,0% trim/trim e +0,3% a/a. Il debito a fine giugno era esploso al 91%. Le stime del governo sul 2013 sono evidentemente assurde: gli investimenti fletteranno (e non aumenteranno dell’1,5% come prevede Hollande) e la domanda estera restera’ debole. Nel 2013 il PIL francese sara’ lontanissimo dal +0,8% (a mio avviso potrebbe essere negativo),  il Deficit con queste misure restera’ prossimo al 4% nel 2013 ed il Debito proseguira’ la sua corsa verso il 100% del PIL, che verosimilmente si realizzera’ nel 2014.

La Francia e’ una nazione fortemente debole nel manifatturiero (vi realizza appena l’11% del PIL contro il 17% dell’Italia ed il 20% della Germania), ed infatti ha una bilancia commerciale fortemente negativa (circa 70 miliardi, mentre quest’anno l’Italia avra’ un leggero attivo e la Germania superera’ i 200 miliardi di attivo). La manovra colpisce proprio le imprese, con la stretta sulle deduzioni fiscali, nonche’ la loro capacita’ di finanziarsi ed investire (con le tasse sui dividendi), nonche’ imprenditori e dirigenti (con l’aumento delle tasse su redditi e patrimoni). L’esito sara’ la riduzione degli investimenti, specie nel manifatturiero, settore gia’ asfittico, e quindi il mantenimento di fortissimi deficit commerciali e calo del PIL.

http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/la-manovra-della-francia-di-hollande-37-miliardi-nel-2013-scheda-i-provvedimenti-uno-per-uno-preparatevi-ad-una-francia-in-recessione.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FHAzvd+%28Rischio+Calcolato%29
settembre 30, 2012

I cento anni di Michelangelo Antonioni.

Nasceva cento anni fa a Ferrara, uno dei più grandi registi del nostro cinema: Michelangelo Antonioni. Una carriera con molte sfaccettature quella del regista ferrarese, segnato da un esordio quasi …Visualizza altro

Foto: I cento anni di Michelangelo Antonioni 

Nasceva cento anni fa a Ferrara, uno dei più grandi registi del nostro cinema: Michelangelo Antonioni.  Una carriera con molte sfaccettature quella del regista ferrarese, segnato da un esordio quasi tardivo nel cinema; la prima pellicola, del 1950 è “Cronaca di un amore”, quando Michelangelo ha già 38 anni. Seguiranno una serie di film caratterizzati dall'allontanamento dalle tematiche popolari e collettive che contraddistinguevano il neorealismo, allora dominante nel nostro cinema, in favore di tematiche individuali, incentrate sulle crisi esistenziali (ed individuali) dei protagonisti. Tematiche che il cineasta evidenzierà sopratutto negli anni '60, con la cosidetta “triologia esistenziale”, film dove trovano spazio elementi come: incomunicabilità, alienazione, disagio sociale e affettivo.

Un cinema, quello di Antonioni, marcato da un alto grado di ricerca formale e figurativa, elementi che diventano evidenti anche nella produzione in inglese del regista (Blow Up, Zabriskie Point, Professione Reporter). “Antonioni è un ipnotizzatore geniale, mi ha comunicato la passione, l'ossessione per l'immagine. C'è qualcosa di ossessivo nelle sue immagini, le 'compone' con una cura straordinaria” ebbe a dire un maestro della nouvelle vague come Alain Resnais. Una carriera che si interromperà bruscamente nei primi anni '80, a causa di una malattia che limiterà l'attività del  regista ferrarese a qualche breve collaborazione con altri registi (“Al di là delle nuvole” co-diretto con Wim Wenders e l'episodio di “Eros” con  Sodenbergh e Wong-Kar- Wai), non prima di averci regalato storie e fotogrammi capaci di entrare di diritto nella storia del cinema (A cura di Daniele Tempera)

Galleria fotografica: 

http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/i-cento-anni-di-michelangelo-antonioni/32277210/1/1?ref=fbpr
settembre 30, 2012

Crisi. Un milione di poveri in più in cinque anni.

Secondo un’analisi della Cgia di Mestre in meno di cinque anni in Italia la crisi avrebbe causato 988.000 nuovi poveri e quasi un milione e mezzo di nuovi disoccupati.

Ecco il conto, salat…Visualizza altro

Foto: Crisi. Un milione di poveri in più in cinque anni

Secondo un’analisi della Cgia di Mestre in meno di cinque anni in Italia la crisi avrebbe causato 988.000 nuovi poveri e quasi un milione e mezzo di nuovi disoccupati.

Ecco il conto, salatissimo, che la crisi fino a questo momento sta esigendo dal nostro Paese. Si tratta di 988.000 nuovi poveri, 1.247.000 disoccupati in piu’ e 421.000 nuovi cassa integrati. Si tratta dei dati divulgati da un’analisi effettuata dalla Cgia di Mestre, che ha anche sottolineato l’allargamento per certi versi spaventoso dell’area  del disagio sociale/economico presente nel Paese. La causa secondo la Cgia sarebbe la crisi economica che, a partire dal 2007, avrebbe aumentato a dismisura la povertà assoluta, i senza lavoro e i cassa integrati a zero ore, con il risultato che oltre a peggiorare le condizioni di vita delle fasce sociali piu’ deboli del Paese, questa situazione di difficolta’ ha fatto aumentare la spesa pubblica a sostegno di queste persone e diminuire i consumi. Tra il 2007 e l’anno in corso, i consumi reali delle famiglie italiane hanno registrato, secondo i calcoli dell’associazione, una flessione del 4,4%.”Visto che nel 2012 e’ prevista una contrazione del Pil attorno al 2,5%, mentre nel 2013 la caduta dovrebbe attestarsi attorno allo 0,2%  e’ evidente che l’area del disagio socio/economico e’ destinata ad allargarsi, soprattutto nel Mezzogiorno che, sino adesso, e’ stata la ripartizione geografica che ha subito maggiormente gli effetti negativi della crisi. In termini assoluti e’ stato il Sud ha segnare gli aumenti piu’ significativi sia delle sacche di poverta’ assoluta sia del numero dei nuovi disoccupati. Mentre spetta al Nordest, sempre analizzando la variazione in valori assoluti, l’aumento piu’ significativo del numero di lavoratori in cassa integrazione a zero ore”, ha spiegato il capo della Cgia, Bertolussi.”Cosi come ci segnala sovente l’Istat  la poverta’ assoluta tende ad aumentare nelle famiglie monoreddito con un alto numero di figli o in quelle dove la persona di riferimento non risulta occupata. Visto che ci troviamo di fronte ad una crisi che e’ legata in particolar modo al calo dei consumi, se non verranno prese delle misure che consentiranno di lasciare piu’ soldi in tasca alle famiglie italiane, difficilmente potranno ripartire gli acquisti, la produzione industriale e di riflesso l’occupazione”, ha concluso. La Cgia ha anche fatto notare come i dati relativi alla povertà assoluta si riferiscano in realtà al periodo che va dal 2007 al 2011.Per quanto concerne i dati relativi ai disoccupati, l’analisi della Cgia ha misurato la variazione avvenuta tra il 2007 e la media dei primi 6 mesi del 2012. Infine, il numero di cassa integrati e’ stato calcolato nel periodo compreso tra il 2007 ed i primi 8 mesi del 2012, ipotizzando un’assenza completa dal lavoro su tutto il lasso di tempo considerato.

http://tribunodelpopolo.com/2012/09/29/crisi-un-milione-di-poveri-in-piu-in-cinque-anni/
settembre 30, 2012

Monti bis, chi festeggia!

Foto: Matteo Bertelli
settembre 30, 2012

ragazzi si fuma!

Cannabis terapeutica anche in Friuli Venezia Giulia?

Il Friuli Venezia Giulia segue l’esempio di Toscana e Puglia e potrebbe diventare la terza regione in Italia ad autorizzare la cannabis a scopi terapeutici.

Si tratta di una proposta a…Visualizza altro

Foto: Cannabis terapeutica anche in Friuli Venezia Giulia?

Il Friuli Venezia Giulia segue l’esempio di Toscana e Puglia e potrebbe diventare la terza regione in Italia ad autorizzare la cannabis a scopi terapeutici.

Si tratta di una proposta apparsa sul sito della Regione lo scorso 11 settembre, avanzata dalla consigliera regionale Annamaria Menosso e sostenuta, oltre che dal suo partito (PD), anche dall’Italia dei Valori e dalla lista Cittadini-Libertà Civica.

Il disegno prevederebbe un accordo tra la regione e un centro autorizzato alla produzione di cannabinoidi con fini terapeutici, individuato al momento nello stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze, e la vendita di tali farmaci tramite una sola farmacia autorizzata dalla Regione.

Secondo la Menosso, l’introduzione dei farmaci derivati dalla cannabis non graverebbe affatto sul bilancio della regione Friuli Venezia Giulia, in quanto si utilizzerebbero le risorse già stanziate per l’acquisto dei farmaci tutt’ora utilizzati e che sarebbero sostituiti da quelli a base di cannabis. Sempre la Menosso ha inoltre aggiunto, durante un’intervista, che con questo disegno di legge si vuole allargare l’uso dei farmaci cannabinoidi, definire delle terapie specifiche ed agevoli per gli eventuali utenti e introdurre un iter più snello e semplice per l’acquisto, senza dover ricorrere alle importazioni di cannabis medicinale.

Il tema della legalizzazione della marijuana è di particolare attualità in questo periodo, in cui il dibattito si sta sviluppando sia a livello locale che nazionale, e in un momento in cui, rispetto al passato, risulta essere più facile procurarsi ad esempio semi da coltivare e accessori per il consumo direttamente su internet grazie agli headshop online. La Menesso ha comunque subito precisato che la proposta non ha nulla a che vedere con la legalizzazione delle droghe leggere a scopo ludico, e ne ha preso le distanze, sostenendo che i medicinali a base di principi attivi derivati da cannabinoidi devono essere utilizzati in seconda o terza istanza, solo dopo che le normali terapie non hanno portato alcun frutto.

In Italia al momento tali farmaci non sono vietati per alcun tipo di malattia o cura, ma possono essere prescritti solo su formula magistrale e sotto l’esclusiva responsabilità del medico, dopo aver ottenuto il nulla-osta dal malato. In sostanza, con questa proposta di legge si vuole dare la possibilità anche nella regione Friuli Venezia Giulia di prescrivere liberamente la cannabis terapeutica, soprattutto nelle cure palliative e come antidolorifici, niente che riguardi la legalizzazione della cannabis o il suo acquisto legale, dei quali si parlerà e si continuerà a parlare per molto.

http://bora.la/2012/09/24/cannabis-terapeutica-anche-in-friuli-venezia-giulia/
settembre 30, 2012

Ingordigia.

Foto
settembre 30, 2012

Spending review.

Della Seta e Ferrante (Pd): “Assurdo e inacettabile”. Bonelli (Verdi): “Uno schiaffo all’Italia onesta”

ROMA – Spiazzano completamente le voci sull’avvio a…Visualizza altro

Foto: Torna il Ponte di Messina. Clini e Passera avviano le procedure. Coro di critiche

Della Seta e Ferrante (Pd): "Assurdo e inacettabile". Bonelli (Verdi): "Uno schiaffo all'Italia onesta"

ROMA - Spiazzano  completamente le voci sull'avvio alle procedure di realizzazione del Ponte sullo Stretto condivisa da Corrado Passera e Corrado Clini, visto che i loro ministeri senza batter ciglio hanno accettato di dar seguito all'esame di impatto ambientale, nonchè alla conferenza dei servizi.

Un fulmine a ciel sereno si potrebbe definire, visto che l'idea di un ponte che collegasse la Sicilia alla terraferma, fermamente voluta da Silvio Berlusconi, si era eclissata dopo l'arrivo di Mario Monti. Non solo la struttura comporterebbe dei costi altissimi, si parla di quasi 9 miliardi di euro, ma provocherebbe a detta degli esperti danni incalcolabili  sul piano ambientale. Insomma un'opera rischiosa come hanno ben documentato le associazioni ambientaliste che si sono opposte con fermezza a questo progetto.

"E' assurdo e inaccettabile - commentano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori del Pd -  che tutti i giorni si parli di spending review e poi si continuino a buttare soldi dei contribuenti tenendo in vita l'iter di un'opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, inutile per la collettività e che non è all'ordine del giorno. Il governo Monti finalmente l'aveva detto con chiarezza, non si capisce perché i ministri Clini e Passera si muovano al contrario".

"Da alcuni decenni - affermano i due parlamentari ecodem - i contribuenti italiani pagano centinaia di milioni per tenere in vita la Società Stretto di Messina e coltivare l'idea di sperperare miliardi per costruire un'infrastruttura che non serve. Nel frattempo, il sistema dei trasporti del Sud è al collasso, con danni sempre più gravi per i cittadini e per le imprese. Clini e Passera invece di cimentarsi in questo ridicolo accanimento terapeutico su un'opera morta e sepolta, farebbero bene a seguire l'esempio di un loro collega più saggio e concreto, il ministro Barca, impegnato a utilizzare le risorse disponibili per far partire subito i cantieri di opere pubbliche di cui l'Italia abbia davvero bisogno".

Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli parla di "uno schiaffo all'Italia onesta".  "Ieri - afferma l'ecologista -  abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Polillo che il governo non ha i soldi per le bonifiche di aree dove l'inquinamento compromette la salute dei cittadini mentre oggi apprendiamo della riattivazione di  procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina, che, tradotto, significa buttare 8,5 miliardi di euro per soddisfare le lobby del cemento mentre il paese cade a pezzi a causa del dissesto idrogeologico e non ci sono fondi per il trasporto pubblico e per bonificare i territori devastati dall'inquinamento".

"Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando il trasporto pubblico nelle nostre città e affrontare finalmente il problema dei pendolari che vivono una situazione drammatica - continua il leader ecologista -. Si potrebbe attivare un vero e proprio piano nazionale per il trasporto pubblico che consentirebbe di salvare i posti di lavoro messi in pericolo dalla crisi del settore automobilistico e dalle minacce della Fiat di lasciare l'Italia".

"In questi giorni si è fatto un gran parlare di un possibile Monti-bis. Per quello che sta accadendo bisognerebbe parlare di un Lobby-bis. Non c'è altra definizione per definire i l'azione di questo governo ed in quella del ministro Passera con i suoi provvedimenti sulle trivelle selvagge del ministro Passera o quella del ministro 'contro' l'Ambiente Clini che, tralasciando la gestione della vicenda Ilva, si dichiara pro Ogm, Pro nucleare e che oggi, a quanto apprendiamo dai giornali ha riaperto le procedure per il rilascio della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma Clini e Passera a chi rispondono?".

Fonte: Dazebao l'informazione on line
settembre 30, 2012

Da vomito.

 

[via – grazie a Gian Luca Minotti]
settembre 30, 2012

Il più grande statista.

Dal Giornale di oggi (clicca per ingrandire). Tutto vero.

«[…] Sei giustamente considerato uno dei più esperti, saggi ed autorevoli statisti non soltanto dell’Europa, ma di tutto il mondo […]»