Posts tagged ‘eu’

marzo 29, 2020

L’etica protestante e lo spirito del capitalismo

 

di Gaetano Petrelli

In questo dipinto di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553) si vede Martin Lutero sulla sinistra, con i capelli grigi, mentre assiste al miracolo di Gesù che resuscita Lazzaro dalla morte

Forse non tutti sanno che “Schuld”, in tedesco, significa non solo “debito” ma anche “colpa”. La concezione luterana (o calvinista) del mondo è meritocratica, e per comprenderla davvero bisogna leggere, tra gli altri, il grande Max Weber, “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”.

La reazione della UE alla grande crisi dei debiti pubblici, a partire dal 2010, si spiega in buona parte con l’esigenza, etica prima ancora che politica ed economica, fortemente sentita dalle nazioni nordeuropee, di non incoraggiare l’azzardo morale foraggiando gli Stati spendaccioni del sud Europa. Poi, certo, c’era anche l’esigenza di tutelare i creditori esposti sui debiti sovrani, tra i quali anche le banche tedesche e francesi. Ma pecca di semplicismo, ai limiti del grottesco, chi considera solo quest’ultima come causa della c.d. austerità imposta a partire dal 2010, come condizione alla quale la Grecia, l’Italia, la Spagna e altri hanno potuto accedere a meccanismi quali le Omt, o il quantitative easing della Bce, salvandosi da un sicuro default. Proprio perché, ripeto, l’elettore tedesco, olandese o finlandese non avrebbe mai accettato di dare aiuti senza condizionalità, incentivando l’azzardo morale. La cifra per la comprensione della realtà è la complessità, non l’ottuso semplicismo dei sovranisti, siano essi europei meridionali o settentrionali. Ed è proprio il complesso scenario suddescritto (ossia, la storia economico-politica dell’Europa nell’ultimo decennio) che viene descritto in questi giorni da Conte e Macron come crisi “asimmetrica”.

Orbene, la tragedia che sta piegando tutto il mondo in queste settimane è qualcosa di totalmente diverso. Nessun azzardo morale, nessuna colpa, nessuna asimmetria. Ci sono persone, popoli, che stanno soffrendo l’indicibile a causa di una terribile pandemìa, e se non si comprende questo, se non sorge ora uno spirito di fratellanza tra popoli che stanno soffrendo insieme, quegli stessi popoli che si sono date istituzioni comuni per evitare guerre fratricide dopo il disastro della seconda guerra mondiale, allora – e lo dice un europeista convinto – non c’è davvero futuro per questa Europa. Perciò bene ha fatto Conte, nella conferenza stampa di ieri sera, come all’Eurogruppo dell’altro ieri, ad essere duro e determinato nei confronti dei partners europei. La storia sta bussando violentemente alla porta, e non si può far finta di niente rifugiandosi, ottusamente, negli schemi e nelle soluzioni pensati per gestire problemi totalmente diversi. La soluzione – per alleviare la drammatica situazione vissuta soprattutto, sul versante economico, dai popoli del sud Europa – c’è ed è semplice: si scorpori il debito contratto per far fronte alla crisi da coronavirus, tutto il debito che serve senza limiti, e si emettano i c.d. coronabond, che godranno di un buon rating e saranno in tal modo meno onerosi, e potranno essere acquistati in buona parte dalla Bce, e per il resto dagli investitori. Certo, si possono studiare altre soluzioni tecniche, ma se vogliamo parlare di Europa al singolare l’epidemia non deve generare debito aggiuntivo per le disastrate finanze pubbliche dei singoli Stati, perché esso non è dovuto a loro colpa, la crisi non è responsabilità di nessuno.

Se così non sarà, prepariamoci a un disastro europeo di proporzioni immani. I popoli italiano, spagnolo, portoghese, greco, non accetteranno di essere ridotti alla fame per l’intransigenza dei popoli del nord (e parlo di popoli, non di governi, perché oggi il conflitto è, purtroppo, in primis tra le diverse opinioni pubbliche, la “pancia” dei diversi paesi). Perché appare chiaro che gli strumenti della Bce, che pure sta agendo bene, non saranno sufficienti, se gli Stati del sud Europa vedranno esplodere i propri debiti pubblici.

Le élites dei paesi nordici devono fare una scelta, e devono farla oggi, altrimenti non potremo mai più parlare di “etica protestante”, ma solo dell’ottuso rigido fanatismo di quanti avranno egoisticamente – e assai poco cristianamente – sepolto insieme a milioni di cadaveri il sogno europeo, per sempre.

luglio 26, 2018

Sei punti per uscire dall’austerità, non dall’euro.

(fonte keynes blog)

di Giovanni Dosi, Marco Leonardi, Tommaso Nannicini e Andrea Roventini

Caro direttore,

questa lettera aperta è sottoscritta da economisti di tendenze politiche molto diverse, accomunati però dalla preoccupazione riguardante le politiche macroeconomiche in Italia e i nostri rapporti con l’Unione Europea, la discussione dei quali sembra polarizzata tra chi invoca l’inevitabilità dell’obbedienza a regole di rigore che paiono di provenienza divina e chi sconsideratamente invoca l’uscita dall’euro come soluzione di ogni male.

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febbraio 1, 2015

Ma che vuol dire?

gennaio 15, 2015

I gattopardi che comandano a Bruxelles

Claudio Conti – Due notizie in un solo giorno sono già una “grossa novità”, in quel mondo felpato che sono i vertici dell’Unione Europea. Se poi si tratta di decisioni che vanno a incidere sui meccanismi di funzionamento dell’Unione stessa, è necessario vederli da vicino e soppesarne l’importanza.

La prima, e più mediatizzata, riguarda la sentenza attesa Altro…

gennaio 11, 2015

Una BCE per ricchi.


Tribuno del Popolo – Secondo quando riportato dalla stampa economica di mezza Europa, il prossimo 22 gennaio la BCE dovrebbe annunciare il varo del quantitative easing, un programma di acquisto di titoli di stato (ma non solo) volto a rilanciare le malandate economie del vecchio continente.
Tale misura monetaria, non convenzionale rispetto alle politiche perseguite solitamente Altro…

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ottobre 31, 2013

L’europa che vogliamo.

Una fotografia scattata da alcuni medici e postata su Facebook ha aperto un forte dibattito in Grecia. Nell’immagine si vede una stanza di uno dei più grandi ospedali della Grecia, l’Evanghelismos, nella quale i pazienti sono ammassati come sacchi umani. I letti e le barelle all’interno della stanza sono così tanti che manca lo spazio per camminare tra uno e l’altro, e le condizioni di degrado dell’ospedale ellenico sono impressionanti. La foto ritrae i pazienti in una sala d’attesa, e dopo la sua pubblicazione, il ministero della Sanità greca ha precisato come la condizione sia stata causata dal guasto del macchinario che avrebbe dovuto fare la Tac. Dopo due giorni di non funzionamento, la sala di attesa si è ridotta in queste condizioni.

Nel messaggio di corredo alla fotografia, i dottori hanno scritto come i pazienti siano stati portati all’Evanghelismos dagli altri ospedali, al fine di vedere specialisti oppure effettuare gli esami che non erano possibili negli altri nosocomi. I medici hanno rimarcato come le ambulanze stiano scaricando centinaia di pazienti in poche ore. Questi pazienti sono costretti a tentare la sorte aspettando molte ore prima di ricevere le cure. La situazione è degenerata, tanto che  tra i pazienti nella sala d’attesa una persona è morta, un’altra è dovuta essere intubata mentre un paziente ha subito un attacco di cuore. La foto ha fatto particolare scalpore alla luce del piano di chiusura di alcuni ospedali di Atene proposto dal ministro della Sanità, Adonis Georgiades. Secondo i critici la ristrutturazione sanitaria sarebbe stata introdotta al fine di realizzare una parte dei licenziamenti della PA che la Grecia si è impegnata ad effettuare con la Troika.

 

ottobre 28, 2013

Israele, fuori la Ue da Gaza

Il governo di Tel Aviv nega l’accesso alla Striscia a una delegazione ufficiale dell’Ue. “Punizione contro le direttive sugli insediamenti” afferma un’europarlamentare

Roma, 26 ottobre 2013, Nena News – Le autorità israeliane hanno negato l’accesso a Gaza a una delegazione ufficiale del Parlamento europeo in missione per ragioni umanitarie. E’ quanto riporta l’agenziVisualizza altro

Uno stato fascista non può che compartarsi così!

ottobre 15, 2013

Grecia, ecco i costi per l’Italia e i ricavi per Francia e Germania


14 – 10 – 2013 | Guido Salerno Aletta

Il Gatto e la Volpe hanno recuperato: la Germania (che paga per una quota del 27,13%) contribuisce agli aiuti per 56,9 miliardi di euro, che coprono circa la metà dei suoi investimenti di portafoglio in essere nel 2009. Per i cittadini tedeschi, uno sconto niente male. La Francia (che paga pVisualizza altro

ottobre 12, 2013

L’intelligence europea a caccia dei critici della Trojka

Federico Rucco – Un recente saggio di Barbara Spinelli, ha ricordato che, intervenendo al forum di Cernobbio nel settembre 2012, l’allora premier Mario Monti invitò i poteri forti e i rappresentanti della grande borghesia presenti a preoccuparsi ed organizzarsi nei confronti del crescente risentimento popolare contro i diktat della Trojka …Visualizza altro

settembre 16, 2013

IL CAPITALISMO NON PUO’ ESSERE RIFORMATO


MICKEY Z (worldnewstrust.com) – “L’essenza del capitalismo è trasformare la natura in merci e le merci in capitali”
– Michael Parenti
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