agosto 2, 2018

“Sporco comunista”, giornalista accoltellato sulla porta di casa

Riportiamo il testo dell’agenzia AdnKronos, con tutti i suoi condizionali dubbiosi, per far vedere come “il trattamento della notizia” non sia mai innocente. L’Aggressione c’è stata, la coltellata anche, la denuncia ai carabinieri pure. La figura di Nascimbeni è abbastanza nota, con una biografia senza zone d’ombra.

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Un fendente diretto al volto, parato con un braccio e sferrato sulla porta di casa. Questo quanto sarebbe accaduto ieri sera a Enrico Nascimbeni, cantautore, scrittore, giornalista e direttore di Border OnLine del Gruppo Saman, vittima di un agguato da parte di due uomini e sul quale stanno ora indagando i carabinieri. A raccontare l’episodio di violenza è stato lo stesso cronista, che su Facebook ha voluto rassicurare amici e colleghi sulle sue condizioni di salute e ringraziare tutti per la solidarietà ricevuta.

“Sono tornato poco fa dalla stazione Garibaldi dei carabinieri – ha scritto nella tarda serata di ieri Nascimbeni – che ringrazio per tutto quello che hanno fatto e per il loro garbo la loro umanità e per come stanno svolgendo il loro lavoro e le indagini (uno di loro in casa mia ha riempito la ciotola di acqua fresca al mio cane, gesto in certi momenti che non si scorda)”. Uno dei due aggressori, secondo quanto riferisce il cronista l’avrebbe aggredito sulla porta di casa. “Mi ha tirato una coltellata al viso – racconta Nascimbeni – che per reazione istintiva ho parato con un braccio che ovviamente ha un taglio non grave. Non grave davvero”.

“Se ne sono scappati via dicendomi ‘sporco comunista di merda’. Mi sono chiuso in casa. Mi sono ripigliato un po’ – ha raccontato ancora – e chiamato i carabinieri (e ne sono arrivati tanti) ed è arrivata una ambulanza. Una paramedica mi ha medicato e poi sono andato con i CC in caserma e ci sono rimasto fino a poco fa”.

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agosto 2, 2018

Blanchard: “Le élites hanno confidato troppo nel capitalismo”

Pubblicato da keynesblog il in Economia, Europa, Italia

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Intervista di Marie Charbel e Philippe Escande a Olivier Blanchard
da Le Monde del 10 luglio 2018.
Traduzione di Faber Fabbris

« Di fronte all’ascesa del populismo, i governi devono occuparsi urgentemente delle disuguaglianze », avverte l’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard. Presente ai Rencontres Économiques di Aix-en-Provence, il 6 luglio scorso, Blanchard esprime timori anche sulla fragilità della moneta unica.

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agosto 2, 2018

E’ solo un gerundio!

VADE RETRO GERUNDIO

L'immagine può contenere: una o più persone, bambino, oceano, spazio all'aperto e acqua
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso
L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, oceano, acqua e spazio all'aperto
agosto 2, 2018

Disoccupati boom nel Sud, due milioni emigrati in 16 anni

1 agosto 2018, di Mariangela Tessa 

Nel 2017 il Mezzogiorno ha rialzato la testa, ma in presenza di un contesto di grande incertezza nel 2019 e “senza politiche adeguate” l’economia del Sud rischia di “frenare”, con “un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo” nel giro di due anni (dal +1,4% dello scorso anno al +0,7% del prossimo).

E’ quanto mette in evidenza Svimez, l’associazione per lo sviluppo industriale nel Mezzogiorno, nelle anticipazioni del Rapporto di quest’anno, da cui emerge che la crescita nel triennio 2015-2017 ha infatti solo in parte recuperato il patrimonio economico e sociale disperso dalla crisi.

È una ripresa, quella del Sud, sbilanciata: trainata dagli investimenti privati, mentre manca il contributo della spesa pubblica.

Particolarmente drammatica appare la situazione a livello occupazionale:

“Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila)” si legge nel rapporto che parla “di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche“. E definisce “preoccupante la crescita del fenomeno dei ‘working poors’”, ovvero del “lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario”.

E proprio in cerca di un futuro migliore,

“Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati”.

agosto 1, 2018

Fico: il razzismo va combattuto senza se e senza ma!

Lui non entra nella polemica sul razzismo in Italia che, secondo il ministro di polizia, è un’invenzione, mentre Mattarella (vagamente più autorevole…) parla di Far West.
Ma almeno non nasconde il problema generale: “l razzismo va sempre combattuto, senza esitare un secondo”, “al di là del fatto” che ci sia o meno un’escalation di violenza razzista in Italia “anche se ci fosse un solo episodio di razzismo oggi va combattuto senza se e senza ma”.
Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico .
Ha aggiunto il presidente della Camera affrontato una questione: alla luce degli ultimi episodi di cronaca, gli italiani si scoprono xenofobi e razzisti? “Assolutamente no. L’Italia è una Paese di grande rispetto per l’altro, di grande accoglienza. Un Paese democratico, che ha una Repubblica forte. Ma se ci sono episodi di intolleranza, vanno combattuti immediatamente senza se e senza ma facendo uno scudo democratico”.

agosto 1, 2018

Dovete pagare.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
agosto 1, 2018

Abbasasate la testa, per ricordare il dolore.

io non dimentico 2 agosto1980 ancora oggi chi ha compiuto quella strage non ha un nome ..chi è STATO

L'immagine può contenere: 46 persone, persone che sorridono
agosto 1, 2018

La solita canzone.

“Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila)”. Così la Svimez che parla “di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche”. E definisce “preoccupante la crescita del fenomeno dei ‘working poors'”, ovvero del “lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario”.

Nel 2019 “si rischia un forte rallentamento dell’economia meridionale: la crescita del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud”. E’ quanto prevede la Svimez, nelle anticipazioni del Rapporto di quest’anno. Nel 2017, si spiega, “il Mezzogiorno ha proseguito la lenta ripresa” ma “in un contesto di grande incertezza” e “senza politiche adeguate” rischia di “frenare”, con “un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo” nel giro di due anni (dal +1,4% dello scorso anno al +0,7% del prossimo).

“Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati”. E’ questo il ‘bollettino’ della Svimez sulla ‘fuga’ dal Sud, il cui peso demografico non fa che diminuire.

La Svimez, l’associazione per lo sviluppo industriale nel Mezzogiorno, nelle anticipazioni del Rapporto 2018 lancia l’allarme sul “drammatico dualismo generazionale”. E spiega: “il saldo negativo di 310 mila occupati tra il 2008 e il 2017 al Sud è la sintesi di una riduzione di oltre mezzo milione di giovani tra i 15 e i 34 anni (-578 mila), di una contrazione di 212 mila occupati nella fascia adulta 35-54 anni e di una crescita concentrata quasi esclusivamente tra gli ultra 55enni (+470 mila unità)”. Insomma, sintetizza, “si è profondamente ridefinita la struttura occupazionale, a sfavore dei giovani”.A GIUGNO LA DISOCCUPAZIONE TORNA A SALIRE, AL 10,9%

agosto 1, 2018

Lazar,migranti? Non lasciamo a populisti

Le elezioni europee del 2019 saranno un banco di prova, si gioca una partita importantissima per le sorti dell’Europa che potrebbe uscirne rafforzata o disgregata”. Così in un colloquio con l’ANSA il politologo francese Marc Lazar, ospite di punta del festival letterario “7Sere7Piazze7libri” in programma fino al 5 agosto a Perdasdefogu, in Ogliastra. “Lo scontro forte – argomenta Lazar – sarà tra Macron, che vuole rilanciare il processo di unificazione dell’Europa, e Salvini, che si presenterà a nome dei populisti per cercare di disgregarla con l’obiettivo di rinazionalizzare le politiche”. Lo studioso vede con interesse l’esperimento del governo giallo-verde. “C’è un elemento che unisce le due anime – spiega – benché divergano su tanti aspetti e benché gli interessi del loro elettorato siano quasi contrapposti: il filo rosso è la sovranità nazionale, l’Italia prima dell’Europa”.

agosto 1, 2018

Ridiamoci su!

ELENCO DI TUTTE LE COSE FATTE DA QUESTO GOVERNO GIALLO VERDE CACARELLA !!!

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