Archive for ‘santi laici’

marzo 9, 2014

Ciao dolce Franca

Il 9 marzo del 1973 a Milano, Franca Rame fu sequestrata da cinque fascisti, costretta a salire su un furgone, e qui venne torturata e violentata.
Alla notizia dell’avvenuto stupro, qualcuno a Milano gioì: era il generale Palumbo, comandante della divisione Pastrengo. “La notizia dello stupro della Rame in caserma fu accolta con euforia, il comandante era festante come se avesse fatto una bella operazione.
secondo la testimonianza di Nicolò Bozzo, che sarebbe diventato stretto collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa, e che all’epoca era in servizio alla Pastrengo.
Uno stupro su commissione, ordinato proprio dai Carabinieri.
Le sue colpe? Essere una Compagna, una di quelle che non chinava la testa e si sa, chi non piega la testa da sempre fastidio, ed essere una Donna, una gran bella Donna (altrimenti si sarebbero “limitati” alle sevizie e alle torture, di certo non l’avrebbero anche stuprata) e da qui la sua “punizione”, la più umiliante, avvilente, devastante esperienza che una donna possa vivere.

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marzo 9, 2014

Placido Rizzotto

   Corleone, 1948. Aveva 34 anni. Il sindacalista comunista Placido Rizzotto scompare misteriosamente nella notte del 10 marzo. Il giovane Placido Rizzotto, da bambino ha assistito all’arresto da parte dei carabinieri del padre, ingiustamente accusato di associazione a delinquere; durante la seconda Guerra Mondiale si trovava con l’esercito nel Nord Italia e dopo l ‘8 settembre dei 1943 scelse di unirsi ai partigiani, testimone impotente di alcuni eccidi scampato alla violenza della guerra, torna nella sua terra natale alla fine della seconda guerra mondiale. L’aver partecipato alla Resistenza aveva profondamente cambiato Placido Rizzotto, non poteva accettare la realtà corleonese fatta da pochi padroni terrieri, dei loro servi mafiosi e di moltissimi contadini in miseria, in una Corleone del dopoguerra ancora inevitabilmente regolata dall’incontrastabile legge del potere mafioso. Negli anni della guerra ha maturato una forte coscienza sociale e non può guardare inerte le ingiustizie che stanno accadendo nella sua comunità né tollerare l’appropriazione delle terre da parte della mafia e l’assunzione dei lavoratori per motivi esclusivamente nepotistici. Diviene sindacalista e cerca di organizzare i lavoratori per spingerli a vincere la paura e a resistere alle tirannie. Li spinge a occupare le terre e a distribuire a famiglie di contadini onesti quelle tenute incolte dalla mafia. La mafia non tarda a reagire, intimidisce i suoi compagni e lo isola in ogni modo.

http://www.reti-invisibili.net/placidorizzotto/

marzo 8, 2014

Auguri Compagne!

febbraio 24, 2014

Onore al compagno Pertini.

febbraio 18, 2014

Giordano Bruno, eroe del pensiero libero.

Giordano Bruno, eroe della libertà di pensiero.
L’8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare inginocchiato la sentenza di condanna a morte per rogo; si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla»).
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, con la lingua in giova – serrata da una morsa perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de’ Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.
A distanza di 400 anni, il 18 febbraio 2000 il papa Giovanni Paolo II, tramite una lettera del suo segretario di Stato Sodano inviata ad un convegno che si svolse a Napoli, espresse profondo rammarico per la morte atroce di Giordano Bruno, non riabilitandone la dottrina: la morte di Giordano Bruno “costituisce oggi per la Chiesa un motivo di profondo rammarico”. Tuttavia, “questo triste episodio della storia cristiana moderna” non consente la riabilitazione dell’opera del filosofo nolano arso vivo come eretico, perché “il cammino del suo pensiero lo condusse a scelte intellettuali che progressivamente si rivelarono, su alcuni punti decisivi, incompatibili con la dottrina cristiana”.

gennaio 27, 2014

Martiri socialisti.

“Molti non sono tornati, non è tornata la mia figliuola Vittoria, e pure domani è giorno ancora, cioè la morte stessa è un atto di vita, quando chi l’affronta, e non la teme, con il sangue sottoscrive i più alti ideali della umanità ” (Pietro Nenni ).

gennaio 10, 2014

anche tu…….

 

     Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro.

Cesare Pavese

dicembre 16, 2013

Evviva l’Anarchia.

Un santo laico di cui molti ma non tutti si sono dimenticati.

novembre 21, 2013

Giuseppe Di Vagno: socialista.

Soltanto poche righe della biografia di Giuseppe Di Vagno, assassinato dai fascisti nel 1921, al quale alcuni parlamentari grillini, che non gli arriveranno mai nemmeno alle caviglie per statura politica, vogliono negare l’aggettivo “socialista”.

Soprannominato da Filippo Turati “il gigante buono” per la sua statura, Di Vagno ottenne il seggio parlamentare nel nome dei “pezzenti e diseredati” del sud e nel nome di questi si batté, riuscendo ad ottenere dal Governo Giolitti l’avvio dei lavori per l’Acquedotto Pugliese.
Una sera di settembre del 1921, a Mola di Bari, dove aveva terminato un comizio elettorale, subì l’agguato di un gruppo di squadristi fascisti guidato da Peppino Caradonna, venendo colpito alla schiena con tre colpi di pistola. Sarebbe deceduto poco dopo, il 25 settembre.
Gli assassini furono individuati e processati, ma non subirono alcuna condanna in seguito all’amnistia voluta da Mussolini per i “crimini in favore dello stato fascista”.
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novembre 15, 2013

Gloria eterna ai partigiani

14 novembre 1943 – BATTAGLIA DEL SAN MARTINO contro i Tedeschi ed i loro servi traditori aSSaSSini fascisti.
GLORIA ETERNA agli eroici Partigiani “Gruppo Cinque Giornate”