Posts tagged ‘Paul Krugman’

novembre 21, 2013

Krugman spiega la “trappola dell’euro”.


L’Economista Paul Krugman ha parlato della cosiddetta “trappola dell’euro” con toni molto polemici, accusando cioè l’austerity e la cura scelta dall’Ue di essere una vera e propria gabbia.

L’Euro era sicuramente una grande opportunità per tutti, ma oggi, a distanza di anni dall’inizio di quell’idea, possiamo dire che qualcosa è andato storto. Paul Krugman,Visualizza altro

novembre 11, 2013

LA INTERPRETAZIONE CORRETTA DI KRUGMAN DELLA DECISIONE DELLA BCE DI ABBASSARE IL TASSO DI SCONTO

 Paul Krugman - New York Times Blog

Just an obvious point that I’m not sure enough people have been making: Mario Draghi’s surprise rate cut is, in effect, a repudiation of the nascent triumphalism of Europe’s austerians.

Those who follow these things probably noticed that just a few weeks ago the austerians — Olli Rehn in particular, but many others too — were hailing signs of a bit of economic growth this quarter as vindication of their policies for the past four years. Yes, it was silly — I mean, I could keep hitting myself in the head, then slow the pace of the punishment,and I would start to feel better. Does this mean that hitting myself in the head was good for me?

Still, there it was. But then the ECB took a look at more relevant indicators: unemployment still rising, core inflation dropping below 1 percent (Japan here we come). And it seems to have gotten very worried.

Put it this way: the ECB wouldn’t be slashing rates if it thought Europe had turned the corner.

ottobre 6, 2013

La Germania, manipolatrice di valuta.

Paul Krugman – Il popolo tedesco si illude che beneficerà notevolmente nel liberarsi dai “pigri” abitanti del sud
Riprendendo il recente libro di Ian Fletcher, in uno dei suoi ultimi post sul suo blog sul New York Times “The Coscience of a liberal” Paul Krugman sostiene come i grandi surplus accumulati dalla Germania la rendono una manipolatrice valutaria.
L’e…Visualizza altro

maggio 29, 2013

Reinhart & Rogoff attaccano Krugman ma inciampano nei dati sull’Italia.

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Si infiamma la polemica tra Paul Krugman da una parte  e Reinhart e Rogoff dall’altra. Al centro della discussione, proprio il nostro paese. Pubblichiamo un articolo comparso sul sito del Center for Economic and Policy Research di Washington.

di David Rosnick da Cepr.net 

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maggio 21, 2013

Giappone, le luci e le ombre dell’Abenomics: più Keynes o più Friedman?

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L’Abenomics, la dottrina economica del premier giapponese Shinzo Abe, fa discutere il mondo. Il primo trimestre del 2013 ha segnato una crescita (annualizzata) del +3,5% del Pil. Due dati positivi sono evidenti: il primo è il calo della disoccupazione (4,1%) e il secondo è la svalutazione dello Yen (-30% rispetto al dollaro) che aiuta a trainare le esportazioni. Eppure l’indice delle attività composito, un indicatore dello stato di salute dell’economia reale, continua a mostrare segni di debolezza significativi.  Il rischio, paventano molti, è che l’espansione monetaria in atto stia sì ridando fiducia, ma che essa si stia riversando principalmente sui mercati finanziari (la Borsa di Tokyo macina rialzi record ogni giorno) e non sull’economia reale, con il rischio di creare nuove bolle. A tale proposito tuttavia occorre rilevare che i capitali, invece che fluire, stanno fuggendo dal Giappone, attratti dai rialzi dei titoli di stato dei paesi deboli dell’Europa. Mentre negli ultimi giorni si è assistito ad un improvviso rialzo degli interessi sui titoli di stato giapponesi, quelli dei PIIGS sono in calo. Se questo è un vantaggio per noi per i minori interessi, dall’altro è il sintomo di un incipiente massiccio indebitamento con l’estero che, un giorno non troppo lontano, potrebbe chiederci il conto, riproducendo la crisi dei debiti sovrani dalla quale apparentemente sembriamo in lenta guarigione.

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aprile 9, 2013

Krugman: “Quali sarebbero i meriti della Thatcher?”

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di Paul Krugman

Ci saranno presumibilmente molti commenti su Margaret Thatcher nel corso dei prossimi giorni, anche se probabilmente non come il “Reagasm” [gioco di parole tra “Reagan” e “orgasm”, ndt] del 2004. E ci saranno, in particolare, molte affermazioni circa il fatto che la Thatcher ha trasformato la moribonda economia britannica. Ma è giusto?

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marzo 27, 2013

Krugman: “Cipro lasci l’euro. Ora”

Paul-Krugman-218x218 (1)di Paul Krugman, da krugman.blogs.nytimes.com

Un corrispondente che stimo mi ha (gentilmente) sfidato a dire chiaramente quello che penso dovrebbe fare Cipro – lasciando da parte tutte le domande relative realismo politico. E ha ragione: mentre io penso che sia OK passare la maggior parte del mio tempo su questo blog entro i limiti del politicamente possibile, e basandosi su una combinazione di ragionamenti e ironia per spingere quei limiti nel corso del tempo, una volta ogni tanto dovrei solo affermare categoricamente che cosa avrei fatto se ne avessi la possibilità.

Per cui, ecco: sì, Cipro dovreb

marzo 2, 2013

Un voto contro l’austerità, ma senza prospettive.

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Per capire cosa è successo in Italia bisogna guardarla dall’estero. Ieri Paul Krugman spiegava che il nostro paese avrebbe votato Berlusconi e Grillo per protestare contro l’austerità di Monti. Oggi il Financial Times riprende lo stesso concetto: “Gli italiani arrabbiati dicono basta all’austerità”. E “basta” è scritto nella lingua di Dante, per sottolineare la sua perentorietà.

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gennaio 1, 2013

Due modi diversi di fare il banchiere centrale.

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Chiudiamo l’anno con la segnalazione di due articoli sui differenti comportamenti delle banche centrali in Europa e negli Stati Uniti. Un tema che tornerà sicuramente alla ribalta durante il 2013.

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dicembre 12, 2012

Monti se ne è andato? Meglio così. Krugman, Munchau, Evans Pritchard

 

ROMA: CONVEGNO FONDAZIONE ITALIANIEUROPEI CON PREMIER MARIO MONTI E MASSIMO D'ALEMA

A differenza di quanto si sostiene in Italia, la stampa internazionale non riserva solo elogi a Mario Monti. Un florilegio dei giudizi più caustici di alcuni noti commentatori.

L’economia dell’austerità è andata esattamente secondo copione – quello keynesiano, non quello dei fanatici dell’austerità. Di più e ancora, i “responsabili” tecnocrati hanno indotto i loro popoli ad accettare la medicina amara dell’austerità, più e più volte, non riuscendo a produrre risultati. L’ultimo caso in questione è l’Italia, dove Mario Monti – una brava persona, profondamente sincera – ha lasciato prima del termine del mandato, in ultima analisi perché le sue politiche stanno consegnando l’Italia alla depressione.

L’Europa sanguinante. Articolo di Paul Krugman sul suo blog [inglese]