Posts tagged ‘ministro passera’

novembre 23, 2012

Patto per la produttività: La generalizzazione del ricatto di Marchionne.


Come al solito, quando si prefigura una fregatura per i lavoratori, si alzano in coro autorevoli voci e si muovono autorevoli penne, per giustificare la necessità di…Visualizza altro

settembre 30, 2012

Spending review.

Della Seta e Ferrante (Pd): “Assurdo e inacettabile”. Bonelli (Verdi): “Uno schiaffo all’Italia onesta”

ROMA – Spiazzano completamente le voci sull’avvio a…Visualizza altro

Foto: Torna il Ponte di Messina. Clini e Passera avviano le procedure. Coro di critiche

Della Seta e Ferrante (Pd): "Assurdo e inacettabile". Bonelli (Verdi): "Uno schiaffo all'Italia onesta"

ROMA - Spiazzano  completamente le voci sull'avvio alle procedure di realizzazione del Ponte sullo Stretto condivisa da Corrado Passera e Corrado Clini, visto che i loro ministeri senza batter ciglio hanno accettato di dar seguito all'esame di impatto ambientale, nonchè alla conferenza dei servizi.

Un fulmine a ciel sereno si potrebbe definire, visto che l'idea di un ponte che collegasse la Sicilia alla terraferma, fermamente voluta da Silvio Berlusconi, si era eclissata dopo l'arrivo di Mario Monti. Non solo la struttura comporterebbe dei costi altissimi, si parla di quasi 9 miliardi di euro, ma provocherebbe a detta degli esperti danni incalcolabili  sul piano ambientale. Insomma un'opera rischiosa come hanno ben documentato le associazioni ambientaliste che si sono opposte con fermezza a questo progetto.

"E' assurdo e inaccettabile - commentano Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori del Pd -  che tutti i giorni si parli di spending review e poi si continuino a buttare soldi dei contribuenti tenendo in vita l'iter di un'opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, inutile per la collettività e che non è all'ordine del giorno. Il governo Monti finalmente l'aveva detto con chiarezza, non si capisce perché i ministri Clini e Passera si muovano al contrario".

"Da alcuni decenni - affermano i due parlamentari ecodem - i contribuenti italiani pagano centinaia di milioni per tenere in vita la Società Stretto di Messina e coltivare l'idea di sperperare miliardi per costruire un'infrastruttura che non serve. Nel frattempo, il sistema dei trasporti del Sud è al collasso, con danni sempre più gravi per i cittadini e per le imprese. Clini e Passera invece di cimentarsi in questo ridicolo accanimento terapeutico su un'opera morta e sepolta, farebbero bene a seguire l'esempio di un loro collega più saggio e concreto, il ministro Barca, impegnato a utilizzare le risorse disponibili per far partire subito i cantieri di opere pubbliche di cui l'Italia abbia davvero bisogno".

Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli parla di "uno schiaffo all'Italia onesta".  "Ieri - afferma l'ecologista -  abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Polillo che il governo non ha i soldi per le bonifiche di aree dove l'inquinamento compromette la salute dei cittadini mentre oggi apprendiamo della riattivazione di  procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina, che, tradotto, significa buttare 8,5 miliardi di euro per soddisfare le lobby del cemento mentre il paese cade a pezzi a causa del dissesto idrogeologico e non ci sono fondi per il trasporto pubblico e per bonificare i territori devastati dall'inquinamento".

"Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto si potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici rivoluzionando il trasporto pubblico nelle nostre città e affrontare finalmente il problema dei pendolari che vivono una situazione drammatica - continua il leader ecologista -. Si potrebbe attivare un vero e proprio piano nazionale per il trasporto pubblico che consentirebbe di salvare i posti di lavoro messi in pericolo dalla crisi del settore automobilistico e dalle minacce della Fiat di lasciare l'Italia".

"In questi giorni si è fatto un gran parlare di un possibile Monti-bis. Per quello che sta accadendo bisognerebbe parlare di un Lobby-bis. Non c'è altra definizione per definire i l'azione di questo governo ed in quella del ministro Passera con i suoi provvedimenti sulle trivelle selvagge del ministro Passera o quella del ministro 'contro' l'Ambiente Clini che, tralasciando la gestione della vicenda Ilva, si dichiara pro Ogm, Pro nucleare e che oggi, a quanto apprendiamo dai giornali ha riaperto le procedure per il rilascio della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per il Ponte sullo Stretto di Messina. Ma Clini e Passera a chi rispondono?".

Fonte: Dazebao l'informazione on line
settembre 26, 2012

Marchionne: chiacchere e distintivo.

di Vladimiro Giacché da Pubblico del 24 settembre 2012

Quanto all’individuazione di proposte concrete per affrontare la crisi della Fiat, il comunicato congiunto emesso al termine dell’incontro di sabato tra Fiat e governo è a dir poco deludente. E tuttavia quel comunicato contiene diverse informazioni importanti. La prima è che Marchionne non garantisce nulla. Certo, “i vertici Fiat hanno manifestato l’impegno a salvaguardare la presenza industriale del gruppo in Italia”. Ma non si dice se questo varrà per tutti gli impianti oppure no.

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giugno 30, 2012

Da Passera a Costa Crociere,bandiere nere Legambiente.

MARE: SALPA GOLETTA VERDE,A PASSERA E COSTA LE BANDIERA NERE MARE: SALPA GOLETTA VERDE,A PASSERA E COSTA LE BANDIERA NERE

 

Ci sono il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e il gruppo Costa crociere tra le cinque bandiere nere che Goletta verde, l’imbarcazione di Legambiente pronta a salpare oggi da Imperia per circumnavigare l’Italia in difesa delle nostre coste, assegna ai nuovi ‘pirati’ del mare. La campagna di Legambiente, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia (il viaggio si concluderà il 14 agosto a Trieste), in quasi due mesi di navigazione terrà alta la guardia sui pericoli ambientali che corre l’ecosistema marino. Gli altri eco-pirati, cioé coloro che a detta di Legambiente portano avanti un modello insostenibile per il mare, sono Francesco Bellavista Caltagirone, Grimaldi Lines, Raffaele Lombardo.

giugno 18, 2012

Decreto sviluppo: le furbate sulle trivellazioni in terraferma e off shore.

Il decreto sviluppo licenziato da qualche giorno dal governo a una più attenta lettura sta generando molta preoccupazione tra chi, tra qualche tempo, potrebbe vedere il fiorire di trivelle sul suo territorio, incluso marino.

Sul sito della Regione Basilicata, infatti è apparsa una riflessione di Nicola Benedetto capogruppo Idv in Consiglio Regionale che nota che accanto alla norma che prevede il limite di 12 miglia per le trivellazioni in mare, vi siano anche norme più gentili verso chi effettuerà trivellazioni su terraferma.

Il limite delle 12 miglia per le trivellazioni off shore in parte accontenta chi si scagliò contro la precedente possibilità studiata dalla Prestigiacomo di accorciare le miglia a 5. Ma di fatto questo limite di 12 miglia contente di andare a trivellare nel golfo di Taranto proprio nei pressi della costa metapontina, peraltro il limite non vale per le autorizzazioni pregresse per cui chi ha ricevuto il via libera dal ministero dell’Ambiente (si proprio lui) a trivellare a 5 miglia dalla costa può tranquillamente procedere.

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giugno 1, 2012

Il gioco sporco del governo sulle accise.

accise benzina anteprima 600x399 536212 e1338513013178 Il gioco sporco del governo sulle acciseLa tassa di scopo che diventa fiscalità ordinaria è ormai un classico nel nostro Paese. E la via più sbrigativa per applicarla è inserire nuove accise sui carburanti che però – terminata l’emergenza – non vengono eliminate.

Basti pensare che paghiamo ancora un sovrapprezzo sulle benzine per sovvenzionare la guerra di Abissinia (1935), le missioni delle truppe italiane in Bosnia e in Libano (1996), la crisi del canale di Suez del 1956, il disastro del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966), gli aiuti legati ai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980). E in molti casi si tratta di eventi storici archiviati e risolti. La domanda sorge spontanea: dove finiscono i soldi ricavati dalle accise per la crisi petrolifera del 1956 o per la guerra in Abissinia? Perché lo Stato continua a imporle?

La risposta del governo alle proteste per questo ulteriore aumento dei carburanti è stata quantomeno curiosa: il ministro Passera si è rivolto ai petrolieri chiedendo di mitigare i prezzi per contenere l’aumento, quasi fosse stata loro l’iniziativa di alzare il balzello.

Un piano, quello della maggiorazione delle accise, che il governo aveva nel cassetto dall’aprile scorso, quando già si parlava di un aumento di cinque centesimi sul prezzo dei carburanti, per sovvenzionare la Protezione Civile. Provvedimento subito tirato fuori e riproposto a pochi giorni dal sisma in Emilia. Solidarietà, si dirà. Eppure è quantomeno curiosa la circostanza secondo cui il Governo torna a chiedere soldi ai cittadini per le spese relative al terremoto in Emilia ma poi spende 3,5 miliardi di euro (in tre tranche) per l’acquisizione di parte di Snam da parte della Cassa depositi e prestiti. Il sospetto è che i soldi ci siano, ma che le tragedie siano sempre utili per “far cassa”. Con buona pace della solidarietà.

maggio 11, 2012

Qualche problema?

Il governo inizia a sospettare che esista qualche problema …
aprile 17, 2012

AEEG: in bolletta elettrica il 13% per le rinnovabili.

bolletta trasparente e costo reale delle rinnovabili

Quanto incidono le rinnovabili, le assimilate (inceneritori & co.) e il fotovoltaico in bolletta elettrica? A leggere le stime dell’AEEG che calcola gli incentivi del IV Conto energia di aprile 2012 sulla bolletta elettrica, si scopre che su una spesa annua di 515 euro (consumi medi di una famiglia pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW) si pagano circa 68 euro di tasse, mentre il 13% ossia circa 66 euro è riservato alle rinnovabili. I benefici economici derivati dalle rinnovabili e stimati dallo studio OIR – AGICI nel periodo 2012-2020 ammontano a 72 miliardi di euro. Stime che però l’attuazione del V Conto energia cancella inesorabilmente. Ecco perché domani 18 aprile si tiene a Roma una manifestazione a cui prende parte tutto il comparto rinnovabili.

La spesa totale stimata di un utente domestico tipo con consumi pari a 2700 kWh/anno e contatore da 3 kW di circa 515 euro è ripartita così:

  1. servizi di vendita: pari al 57% circa della spesa complessiva per un totale di 294
    euro/anno;
  2. servizi di rete: pari a circa il 13,4% della spesa complessiva, per un totale di 69
    euro/anno;
  3. oneri di sistema: pari al 16,3% circa della spesa complessiva, per un totale di 84
    euro/anno;
  4. imposte: pari al 13,3% circa della spesa complessiva, per un totale di oltre 68
    euro/anno.

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novembre 18, 2011

C’entra sempre la Passera.

Discontinuità col passato ?
A giudicare dai nomi e dai ruoli non si direbbe !