Archive for ‘Ambiente’

maggio 9, 2020

Giù le mani dal fiume Sarno.

Buongiorno a tutti i membri del gruppo, ripropongo un mio post di qualche giorno fa.

PERCHÉ NON HANNO MAI CONTATO I MORTI PER Il TUMORE?

La curva è peggio di quella del COVID 19 e la CAMPANIA è al primo posto eppure nessuno ha mai fatto nulla per salvarci. Menomale che il coronavirus era contagioso altrimenti, ci avrebbero fatto morire come per il cancro.

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maggio 3, 2020

Nuova autodichiarazione, fase due: guida al modulo da compilare dal 4 maggio 2020

di  Antonio Cosenza

Nuova autodichiarazione, fase due: guida al modulo da compilare dal 4 maggio 2020

Ricordiamo che compilare e firmare il modello di autocertificazione è necessario quando si esce da casa; ecco perché è importante sapere cosa scrivere, in modo da non avere problemi con le autorità in caso di controllo.

Come noto dal 4 maggio 2020 si potrà uscire di casa con una maggiore elasticità; sono diverse, infatti, le casistiche che giustificano una semplice passeggiata, ma anche l’uscita dal Comune di residenza. Resta, invece, il divieto di uscire dalla Regione, salvo casi di “assoluta urgenza” (che deve essere dichiarata nell’autocertificazione).

Qui la nuova autodichiarazione rilasciata in queste ore dal Viminale; di seguito, invece, ecco una guida su come compilarla nella maniera corretta.

Autodichiarazione editabile: modello da utilizzare dal 4 maggio 2020
Clicca qui per scaricare il nuovo modello di autodichiarazione da utilizzare a partire dal 4 maggio 2020 per giustificare ogni spostamento.

Nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti dal 4 maggio 2020

A partire dalla giornata di domani, inizio della fase due, il modello per l’autocertificazione sarà quello allegato in precedenza. Come avrete notato, la prima parte è molto semplice da compilare, visto che è qui che vanno indicati i propri dati personali.

È successivamente che dovete fare attenzione a quello che dichiarate, anche perché vi ricordiamo che in caso di falsa dichiarazione scattano le conseguenze penali previste dall’articolo 495 del codice penale, dove si legge che “chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni”.

La prima voce è quella in cui dichiarate di non essere sottoposti alla misura della quarantena, ovvero di non essere positivi al COVID-19 (in caso contrario, infatti, non potreste uscire di casa salvo gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie). A tal proposito, vale la pena ricordare che anche i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali.

Nella parte successiva dovete indicare da dove è iniziato lo spostamento, specificando l’indirizzo, nonché la destinazione finale. Ricordate che gli spostamenti dentro Regione sono sempre consentiti per motivi lavorativi, di salute e per altre necessità, mentre quelli fuori Regione solo per lavoro, motivi di salute o assoluta urgenza.

Dopo ancora dichiarate di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio riguardanti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale.

Nel punto 4 dichiarate di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione. Nel dettaglio, se lo spostamento è dentro i confini regionali dovete indicare solo quello della Regione di partenza, se invece dovete spostarvi da una Regione all’altra allora dovrete indicare anche quella di arrivo. Sempre qui dovete specificare il motivo dello spostamento, come ad esempio il ritorno presso il proprio domicilio o residenza.

Nel quinto punto, invece, dichiarate di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’articolo 4 del decreto 19 del 25 marzo 2020, mentre in quello successivo che lo spostamento è determinato da uno tra i seguenti motivi:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (in caso di spostamento fuori Regione)
  • situazione di necessità (andare a trovare i congiunti è una situazione di necessità, così come l’attività motoria);
  • motivi di salute.

Se avete altro da dichiarare allora dovrete indicarlo nella parte finale dell’autodichiarazione, aggiungendo, se necessari, altri dettagli al motivo che comporta lo spostamento. Nel modulo va indicata la data e il luogo e va firmato sia dal dichiarante che – in caso di controllo – dall’operatore di Polizia.

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aprile 29, 2020

Caldo record: dai Poli all’Equatore la crisi climatica continua senza sosta

Secondo gli scienziati il 2020 si avvia a diventare l’anno più caldo da quando sono in corso le misurazioni. L’allarme è suonato già a gennaio, quando i record di temperatura sono stati superati dall’Antartico alla Groenlandia, lasciando vaste aree senza neve. A febbraio, una base di ricerca in Antartide ha registrato per la prima volta una temperatura di oltre 20°C. All’altro capo del mondo Qaanaaq, in Groenlandia, ha stabilito il record di 6°C in una domenica di aprile.

Nel primo trimestre, il riscaldamento è stato più pronunciato in Europa orientale e in Asia. Nelle ultime settimane, gran parte degli Stati Uniti ha subito un soffocamento. Venerdì scorso, secondo il National Weather Service, il centro di Los Angeles ha raggiunto i 34°C , record per il mese di aprile. Anche l’Australia occidentale ha registrato un caldo record.

Per dare una misura dell’anomalia climatica su tutte, basti pensare che negli ultimi 50 anni nella Penisola antartica le temperature sono aumentate di quasi 3° C e, nello stesso periodo, circa l’87% i ghiaccia lungo la costa dell’Antartide occidentale si sono ritirati, fenomeno che negli ultimi 12 anni è decisamente accelerato. Secondo uno studio pubblicato su Nature siamo in linea con il peggiore scenario climatico previsto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), «Di conseguenza, ciò comporterà un ulteriore aumento di 17 centimetri del livello del mare entro il 2100». Si tratta di un problema enorme non solo per l’Antartide, ma anche  per il resto del mondo. Entro la fine del secolo il livello del mare salirà di 70 cm con 400 milioni di persone a rischio inondazioni costiere ogni anno.

Nel frattempo il Mar Glaciale Artico potrebbe ritrovarsi del tutto libero dai ghiacci in estate anche prima del 2050. Un recente studio condotto dall’Università di Amburgo sostiene che “Anche riducendo le emissioni globali rapidamente in maniera sostanziale, e con ciò riuscendo a rimanere al di sotto dei 2°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali, ciò nonostante il ghiaccio marino nell’Artico potrebbe occasionalmente scomparire in estate anche prima del 2050″. Se le emissioni saranno ridotte in tempi brevi, anni liberi dai ghiacci si verificheranno solo occasionalmente. Se invece continueranno a esserci elevati livelli di emissioni, nessuno di questi nuovi record è destinato a durare.

aprile 27, 2020

Conte in conferenza stampa oggi, 26 aprile: ecco come sarà la Fase 2

Il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa oggi, domenica 26 aprile, ha annunciato le novità nell’ultimo DPCM dedicate alla Fase 2 a partire dal 4 maggio.

Conte in conferenza stampa oggi, 26 aprile: ecco come sarà la Fase 2

Si è conclusa la conferenza stampa del premier Conte di oggi, domenica 26 aprile, a presentazione del nuovo decreto (DPCM) che delinea le regole da seguire nella Fase 2.
Il Presidente descrive, così, come sarà l’Italia e cosa cambia a partire dal 4 maggio. Tante le novità pensate dal Governo all’interno della sua strategia per il funzionamento della Fase 2, quella di convivenza dell’Italia con il coronavirus.

Le novità nel decreto a partire dal 4 maggio

Oltre all’annuncio di aver fissato i prezzi di mercato delle mascherine, un prezzo giusto e equo a 0,50 euro per mascherine chirurgiche, e aver specificato che il recovery fund offrirebbe ai Paesi più colpiti una strada più rapida per la ripresa, Conte ha rivelato che il Governo sta attualmente studiando la possibilità di rinnovare in via automatica il bonus 600 euro per i liberi professionisti e di stare lavorando a quello che il premier ha definito il decreto sblocca Paese.

Nuovo DPCM 26 aprile: testo del decreto, novità, cosa prevede

In seguito, Conte ha spiegato i dettagli del piano del Governo valido dal 4 al 18 maggio e descritto nel nuovo DPCM presentato questa sera:

  • confermate le motivazioni attuali per gli spostamenti all’interno della stessa Regione;
  • aggiunta la possibilità di spostamenti mirati a far visita a congiunti, con mascherine e distanze di sicurezza;
  • non è possibile spostarsi in una Regione diversa se non per lavoro o assoluta urgenza o motivazioni di salute;
  • consentito il rientro presso proprio domicilio o residenza in ogni caso;
  • chi ha febbre oltre 37,5° e sintomi respiratori ha l’obbligo di rimanere presso il proprio domicilio;
  • confermato il divieto di assembramento;
  • sì all’accesso parchi e giardini pubblici con contingentamento degli ingressi, lasciando la facoltà ai sindaci di richiuderli se il divieto di assembramento non riuscirà ad essere garantito;
  • per l’attività sportiva, rispettando una distanza di 2 metri, 1 metro per l’attività motoria, anche oltre i 200 metri dalla propria abitazione;
  • consentiti allenamento atleti professionisti nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, singoli dal 4 maggio, di squadra dal 18 maggio;
  • ok alle celebrazioni funebri con esclusiva partecipazione fino a un massimo di 15 persone, possibilmente all’aperto e indossando le mascherine;
  • al via l’attività di ristorazione con asporto per bar e ristoranti senza assembramenti;
  • riapre il settore manifatturiero, edile e attività all’ingrosso ad essi correlati sul presupposto che le aziende interessate rispetteranno le disposizioni di sicurezza sul luogo di lavoro.

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Si è poi predisposto un processo di controllo e coordinamento tra Stato e Regioni al fine di monitorare l’impatto dell’allentamento delle misure restrittive, il quale prevede che:

  • le Regioni devono informare ogni giorno il Governo sulla situazione del sistema sanitario e della curva dell’epidemia;
  • a tre giorni dall’attivazione di questo decreto il Ministero della Salute valuterà se intervenire e chiudere il rubinetto. «Ci assumiamo il rischio della riapertura, ma con tutte le precauzioni del caso», specifica il premier.

Conte anticipa, ancora, alcuni dettagli del futuro piano, ancora allo studio del Governo:

  • il 18 maggio abbiamo in programma la riapertura del commercio al dettaglio;
  • musei, mostre, biblioteche riaperte ancora al 18 maggio;
  • 1° giugno è la data in cui vorremmo riaprire bar, ristoranti, estetici, parrucchieri, barbieri;
  • il Governo sta pensando anche a un piano di apertura degli stabilimenti balneari.

La conferenza stampa fa seguito ad una lunga riunione in videoconferenza tra il Presidente del Consiglio Conte e i delegati delle Regioni, di Upi e Anci e l’incontro di questa mattina con i capi delegazione della maggioranza sul tema della Fase 2.

Conte in conferenza stampa 26 aprile, le nuove misure per la Fase 2

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Cibo da asporto per bar e ristoranti
Riapertura di bar e ristoranti, non solo per la consegna a domicilio ma anche per cibo da asporto, a partire dal 4 maggio.

Negozi aperti dal 18 maggio
Il premier ha anticipato che gli esercizi commerciali potranno riaprire da lunedì 18 maggio.

Estetisti e parrucchieri chiusi fino a giugno
Tuttavia, per la riapertura di centri estetici, barbieri e parrucchieri si dovrà aspettare il 1° giugno.

Allenamenti e sport
Dal 4 maggio via libera agli allenamenti sportivi professionali (2 settimane dopo anche in squadra) e libertà per l’attività motoria se praticata individualmente, eccezion fatta per minori e disabili.

Manifatturiero e edile tornano a lavoro
Sul fronte delle industrie confermata la riapertura per le realtà del settore manifatturiero e quello edile, sia pubblico che privato, e del commercio all’ingresso ad essi correlato.

Calcolo dell’indice di contagio R0
Da Palazzo Chigi si rende noto che nuove misure restrittive saranno possibili qualora la curva epidemica tornerà a salire. Quotidianamente ogni Regione dovrà riferire la disponibilità interna delle strutture ospedaliere per comprendere la loro capacità di accogliere nuovi pazienti e l’andamento della curva epidemiologica.

Servirà ancora l’autocertificazione
Rimane in vigore l’obbligo di usare l’autocertificazione per gli spostamenti durante la Fase 2, anche se questa cambierà, andando ad includere un nuovo motivo a spiegazione dell’allontanamento dalla propria abitazione, quello di visita ai propri parenti.

No agli spostamenti da Regione a Regione
All’interno della Fase 2 sarà ancora attivo divieto di spostamento da Regione a Regione. Questo è stato un tema altamente dibattuto ma ha prevalso la linea maggiormente cautelativa, mantenendo la validità delle regole attualmente in uso.

Via libera alle visite con i parenti
Via libera alle visite ai propri parenti, evitando però assembramenti e utilizzando le mascherine.

Ok ai funerali
A partire dal 4 maggio, sarà possibile lo svolgimento di funerali in chiesa, ai quali potranno però partecipare solo i parenti più stretti fino a un massimo di 15 individui.

Musei aperti dal 18 maggio
A partire dal 18 maggio potrebbero riaprire musei, mostre e luoghi culturali.

aprile 22, 2020

Giornata della Terra 2020: il clima e la covid

La Giornata della Terra 2020 deve fare i conti con la covid. Finita l’emergenza, i timori per l’economia metteranno in secondo piano il dibattito sul clima?

Earth Day 2020: la Terra e il suo sgradito ospite

Il 22 aprile si celebra il 50° anniversario della Giornata della Terra. Un appuntamento che quest’anno, in molti Paesi del mondo, si terrà perlopiù con iniziative in streaming a causa della CoViD-19: i programmi della giornata sono su Earth Day Italy e #OnePeopleOnePlanet.

Al momento la covid è la maggiore sfida per i governi di tutto il mondo, e il punto è proprio questo: se nel breve periodo l’obiettivo è sconfiggere il coronavirus SARS-CoV-2, non ci si deve dimenticare di uno dei maggiori problemi della nosta epoca, la crisi climatica. Il tema dell’Earth Day 2020 è agire per il clima, ed è proprio ciò che gli esperti del Programma di Valutazione degli schemi di Certificazione Forestale italiano (PEFC) temono non accadrà, superata l’emergenza sanitaria, e per questo sottolineano l’importanza di tutelare l’ambiente e le foreste e di vegliare sull’operato dei Governi, che, preoccupati di far ripartire l’economia, potrebbero rendere più flessibili le leggi a tutela dell’ambiente.

DEFORESTAZIONE… Secondo le stime della FAO (Food and Agriculture Organization), tra il 2010 e il 2015 il mondo ha perso in media 6,5 milioni di ettari di foreste l’anno (65.000 km quadrati, quasi tre volte la Lombardia). Tra le principali cause imputabili all’umanità spiccano zootecnia, agricoltura intensiva, conversione di foreste in piantagioni e utilizzo del legname. «Il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile», afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia. «Deve però provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dalla loro distruzione.»

 

… E CORONAVIRUS. Coronavirus e deforestazione, epidemie ed estinzioni, sono fenomeni interconnessi. La distruzione delle grandi foreste e la compravendita e il consumo di specie animali selvatiche favoriscono la diffusione di virus zoonotici, che possono cioè passare da animale a uomo, come il coronavirus SARS-CoV-2.

aprile 22, 2020

Il collasso del petrolio.

Il prezzo del petrolio è collassato ulteriormente.

Shock petrolio: la situazione sta addirittura peggiorando. Occhio ai dati

Per la quotazione del WTI, e ormai anche per quella del Brent, la terza settimana di aprile si è rivelata disastrosa.

Prima c’è stato il tracollo dei futures USA sui contratti di maggio, affondati persino sotto la parità. Poi, invece, il caos ha definitivamente travolto l’intero mercato e il prezzo del petrolio è crollato ancora lasciando tutti a bocca aperta. La situazione, oggi, è addirittura peggiorata.

Prezzo del petrolio: quotazione WTI sotto la lente

Ad attirare l’attenzione nelle ultime ore è stata in particolar modo la quotazione del WTI visto che, in previsione della scadenza dei contratti di maggio ieri avvenuta, il mercato ha dato vita a un imponente sell-off che ha imposto al prezzo del petrolio di crollare in negativo a -37 dollari al barile.

Con il passare delle ore, però, la drammatica situazione ha smesso di interessare solo la scadenza di maggio. Anche i futures sui contratti di giugno sono affondati tanto da riportarsi intorno ai minimi del 1974, in area $10.

Il sentiment di avversione al rischio ha nuovamente guadagnato terreno, mentre l’OPEC+ non è sembrato propenso ad azioni immediate per frenare il tracollo del mercato. Dalla conferenza telefonica avuta ieri, d’altronde, non sono emerse novità di rilievo tra i Paesi produttori.

Al momento in cui si scrive, i futures sui contratti di giugno stanno continuando a perdere quota: il prezzo del petrolio WTI sta scambiando poco sopra i $10,8 al barile.

Occhi sul Brent

Nelle prime ore di ieri, il greggio del Mare del Nord ha continuato a viaggiare per la sua strada, quasi ignorando il tracollo della quotazione del WTI. Una situazione, questa, che ha tuttavia avuto vita breve.

In giornata, anche il Brent è stato travolto dalle vendite e ha registrato perdite a doppia cifra percentuale. I futures sui contratti di giugno, nello specifico, si sono inabissati di oltre il 15%.

Al momento in cui si scrive, il prezzo del petrolio nordico sta scambiando intorno ai $16 al barile.

aprile 21, 2020

Il petrolio va in crisi ma non è una buona notizia: parola di chi lo ha combattuto per anni

La mia crociata anti petrolio è iniziata quando l’ENI e compari volevano trivellare i campi vicino ai posti dove sono cresciuta. Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Prima del 2007 non sapevo e non seguivo nulla dei mercati petroliferi, poi ci sono stati 12 anni di battaglie, a volte feroci, con ENI, politici e sfruttatori.
 A un certo punto il petrolio era arrivato a costare oltre 100 dollari al barile.
 Poi è arrivato il coronavirus.

La notizia di oggi è che a causa della pandemia e del fatto che è tutto fermo – aerei e autobus, con superstrade vuote e scampagnate fuori città ridotte a ricordi vicini e lontani allo stesso tempo – il prezzo del petrolio è crollato. Ma nel frattempo hanno continuato a pomparlo e ora non sanno dove metterlo. Le raffinerie sono sature e non ne vogliono più. Così il prezzo dei futures del greggio per maggio 2020 è diventato negativo, ciò significa che se accetti ora tra meno di un mese ti daranno soldi se te lo prendi e te lo stocchi a casa tua. E quant’è questo prezzo?  -$37.63 dollari per barile.

Nei limiti del possibile, finora il governo USA ha dato soldi a tutti per cercare di sostenere l’economia, ma niente o quasi ai petrolieri. Al massimo Trump ha un po’ allargato lo stoccaggio nazionale a Cushing, Oklahoma, dove ci sono le riserve strategiche di greggio: il governo ha comprato un po’ più di petrolio e ha concesso ai petrolieri di usare il sito come un parcheggio a pagamento temporaneo. Ma niente di più di questo. Nel frattempo le tasche dei consumatori, come sappiamo, sono a secco.
Il consumo mondiale di petrolio è calato di almeno il 20-30%. Prima era di circa 100 milioni di barili al giorno. Solo negli USA ci sono 2 milioni di barili al giorno pompati di fresco che non si sa dove mettere mentre ci sono ancora a zonzo per il mondo petroliere cariche di greggio dell’Arabia Saudita che non si sa se e dove sbarcheranno e scaricheranno.

Che fare? E chi lo sa.
La Russia e l’Arabia Saudita hanno accettato di diminuire la produzione, per un totale di meno 9.7 barili al giorno, a partire da maggio 2020.  Molti pozzi saranno chiusi. Ma tutto questo non basterà. Si prevede la bancarotta per molte ditte di petrolio, specie quelle più piccole e meno finanziariamente solide.

Il petrolio nell’astratto e nel reale è stato il lupus in fabula della mia vita per tanto, forse troppo tempo.
 Di fronte a questi sviluppi non sono contenta perché il prezzo da pagare è stata questa pandemia mondiale che ha portato morte e paura ovunque. Perché volevo che vincessimo ad armi pari, anche se le armi dei petrolieri e dei politici sono sempre state più forti di quelle di tutti noi. Perché volevo vincere con l’energia pulita, con le macchine elettriche, con una cittadinanza attiva, cosciente, intelligente, con una classe politica volente o nolente impegnata ad uscire da questo pantano fossile.

Così non è stato. È stato un virus a sconfiggere i petrolieri, anche se temporaneamente.

aprile 17, 2020

Altro che pangolino, il coronavirus è figlio della globalizzazione capitalista. L’analisi dello storico Andrew Liu

L’espansione del coronavirus ha più a che fare con la globalizzazione capitalista che con pangolini e sistema cinese. Ne è convinto Andrew Liu, professore associato di storia alla Villanova University (USA) e autore del libro “Tea War: A History of Capitalism in China and India” che in una sua riflessione su El diario, cerca di sdoganare una per una le convinzioni che da quando è scoppiato il Covid-19 sono rimbalzate alla cronaca.

Cominciando dal concetto di ‘Cina’, che secondo Liu è diventata il capro espiatorio per i politici degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale che ‘cercano di distogliere l’attenzione dai loro terribili errori nella gestione della pandemia di coronavirus’.

“Il fascino di incolpare la “Cina” sta nella sua ambiguità. Le critiche si limitano al modo in cui il Partito comunista ha trattenuto informazioni durante quelle settimane cruciali di gennaio, poiché negli Stati Uniti difendono progressisti e conservatori, incluso Donald Trump? O è il messaggio ovvio tra le righe che il vero colpevole è il “popolo cinese” con i suoi costumi e la cultura esotici?”, scrive Liu.

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Questo tipo di atteggiamento secondo il docente non fa altro che creare un’esclation di violenza razzista contro i cinesi e gli asiatici in generale. “Siamo finiti a discutere di identità e differenze culturali quando ciò che dovremmo analizzare sono processi storici complessi. Qualsiasi tentativo serio di affrontare il ruolo della Cina in questa pandemia deve anche considerare le condizioni politico-economiche dell’ascesa della Cina sul mercato mondiale negli ultimi anni, un fenomeno che ha facilitato la diffusione del virus e ha piantato i semi per questa reazione in Europa e negli Stati Uniti”.

Liu parte dall’affermazione (non confermata) secondo cui il nuovo coronavirus deriva dal pangolino. Il loro commercio è figlio della globalizzazione.  “I prezzi degli animali sono passati da 14 dollari al chilo nel 1994 a oltre 600 dollari oggi, con spedizioni illegali confiscate che generalmente superano le 10 tonnellate”. Ciò succede secondo Liu perché gli animali selvatici sono simbolo di uno status.

“I clienti che acquistano animali selvatici lo fanno per vantarsi della propria ricchezza o per celebrare una buona giornata in borsa, sebbene siano una minoranza. Per la maggior parte, i cittadini cinesi sostengono limiti rigorosi , se non direttamente vietati, per il consumo di animali selvatici. Pertanto, per spiegare l’aumento del consumo di pangolino, non è necessario pensare tanto a una peculiarità culturale ma alla liberalizzazione economica della Cina, difesa dagli Stati Uniti”, dice ancora.

Forze economiche che avrebbero contribuito alla diffusione del virus in altri paesi. Tutto ha avuto origine da Wuhan, città solo apparentemente di secondo livello perché è anello di congiunzione tra le metropoli costiere di Guangzhou e Shanghai.

“A febbraio e marzo, nuovi casi di coronavirus hanno rivelato legami economici a lungo nascosti, come investimenti cinesi a Qom, infrastrutture dell’Iran o collegamenti tra l’industria dei ricambi auto di Wuhan e le fabbriche in Germania, Serbia e Corea del Sud. Il coronavirus potrebbe essere apparso per la prima volta in Cina, ma la successiva diffusione e crisi sono dovute al commercio globale, al turismo e ai sistemi della catena di approvvigionamento costruiti da potenti interessi durante il 21° secolo”.

Quindi, secondo Liu, ritenere che la cultura cinese sia l’unica responsabile della pandemia è ‘particolarmente ironico’.  “Combattere la posizione anti-cinese non significa trovare scusanti per lo Stato o difendere le sue azioni. È chiaro che il governo cinese ha sistematicamente minimizzato il livello di contagio e morti e che le autorità locali hanno sbagliato a mettere a tacere il dottor Li Wenliang”, dice ancora.

Tuttavia, secondo Liu, bisogna chiedersi se ci sia veramente una differenza tra regimi autoritari e quelli democratici, nella gestione dell’emergenza. “La maggior parte degli analisti concorda sul fatto che la Cina abbia coperto la crisi di Wuhan per tre settimane a gennaio. Ma i rapporti sul ritardo nella risposta di altri governi da metà gennaio forniscono anche spunti di riflessione: il Regno Unito ha impiegato otto settimane interminabili per reagire e gli Stati Uniti hanno ignorato chiari segnali di avvertimento per 70 giorni.

“Durante le peggiori settimane italiane , i funzionari hanno ammesso di aver visto la crisi di Wuhan come un “film di fantascienza che non aveva nulla a che fare con noi”. Negli Stati Uniti, un politico del Kansas ha dichiarato che la sua città era al sicuro perché c’erano pochi residenti cinesi . In una manifestazione ancora più estrema del pensiero razzista, a Filadelfia circolavano voci secondo cui il virus non poteva infettare i neri americani perché era una malattia cinese”.

In sintesi, quindi, la questione va affrontata al di la del semplice razzismo e inserita in un contesto di capitalismo mondiale. “Da ciò ne consegue che questi sentimenti pericolosi non scompariranno automaticamente con lo sviluppo di un vaccino. Dobbiamo riconoscere e affrontare le forze politico-economiche alla base della reazione dell’Occidente contro la Cina e l’inadeguatezza del nazionalismo, per rispondere alle crisi sociali e di salute pubblica globali che stiamo affrontando oggi”.

Fonte: El Diario

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aprile 16, 2020

Steve McCurry rende omaggio all’Italia con una serie di fotografie incredibili.

“Tribute to Italy”. Il grande fotografo statunitense Steve McCurry ha reso omaggio al nostro Paese con una serie di fotografie incredibili scattate lungo lo stivale.

Da Venezia a Ischia, passando per i borghi del Reatino. Come solo un grande artista sa fare, la selezione coglie lo spirito, le tradizioni e la bellezza dell’Italia, alle prese con il lockdown e l’emergenza del coronavirus.

“Sono vicino al popolo italiano. Siete sempre nel mio cuore. Durante la sfida mondiale al Covid-19, gli italiani hanno mostrato altruismo e coraggio nell’affrontare una tragedia inimmaginabile. Vivere bene e pienamente: è questa la filosofia di vita degli italiani. E la gioia di vivere non li ha abbandonati neppure in questo periodo”, scrive l’artista.

Dopo il celebre scatto della “Ragazza afgana” sulla copertina del National Geographic nel 1984, oggi queste parole e queste immagini sono destinate a diventare storia.

Accompagnate dalla citazione di Giuseppe Verdi “Avrai tu l’universo, resti l’Italia a me” e dalla melodia di “Nessun dorma”, queste foto fanno bene al cuore all’anima.

Grazie Steve McCurry! Un’infusione di coraggio e resilienza!

marzo 28, 2020

Massimo Ammaniti: “Diamo ai bambini un’ora d’aria. Evitiamo che si sentano sequestrati”

Intervista allo psicoanalista e neuropsichiatra infantile: “Creiamo sportelli online di supporto psicologico per genitori. Gli adulti controllino l’ansia con l’autodisciplina”

HUFFPOST ITALIA
Il prof. Massimo Ammaniti, psicoanalista e neuropsichiatra infantile

“I bambini sono scomparsi dai decreti. Ma bisogna occuparsi anche di loro. Concediamogli un’ora d’aria al giorno, evitiamo che si sentano sequestrati. Creiamo degli sportelli online che siano di supporto ai genitori e agli adulti che ne hanno bisogno”. Massimo Ammaniti, psicoanalista e neuropsichiatra infantile, parla ad HuffPost delle ricadute psicologiche dell’emergenza coronavirus sulle famiglie. “Dobbiamo attrezzarci perché abbiamo davanti una lunga traversata nel deserto. I bambini, che già all’interno dello sviluppo demografico italiano si riducono sempre di più, restano il nostro futuro. Abbiamo il dovere di valorizzarli anche all’interno di un momento così difficile in cui le preoccupazioni sembrano essere altre”.

Professore, nei decreti anti-contagio non c’è spazio per bambini. Eppure in ballo c’è una generazione di 10 milioni di bimbi e ragazzi italiani chiusi in casa da settimane. E che lo saranno ancora per molto. Quale è il rischio di questa scelta?

“Bisognerebbe essere molto più attenti e garantire degli spazi di ricreazione all’aperto per il genitore e il bambino, evitiamo che questi si sentano sequestrati. Scendere a fare una piccola passeggiata o giù in cortile per mezz’ora o un’ora al giorno può solo far bene. Così come si possono portare i cani a fare i bisogni, diamo ai bambini la possibilità scendere a camminare, soprattutto quando vivono in case ristrette. Il Governo ha previsto dei contributi per le baby sitter, ma è parte della soluzione solo per chi fa smart working. Poi c’è un altro aspetto di cui parlare, e riguarda chi va a scuola. Qui giocano un ruolo importante gli insegnanti che devono essere in grado di organizzare il materiale di studio. Eppure ci sono molti casi in cui vengono dati compiti senza nemmeno spiegare le lezioni, per cui alla fine devono intervenire i genitori. In questo momento sia le scuole, sia gli insegnanti devono essere più attenti, usiamo meglio le risorse digitali”.

Prendiamo il caso di un bimbo che all’improvviso vede solo mamma e papà, che non incontra più i nonni, che non va più al nido o alla materna. Non scende più in piazza o al parchetto a giocare. Come ridurre al massimo l’impatto psicologico dell’isolamento?

“Intanto spieghiamo loro cosa sta succedendo. Ma non parliamo di virus, che è un’entità astratta. Raccontiamo che è come quando un compagno di scuola ha la tosse o il mal di gola e contagia gli altri. E questo sta succedendo anche agli adulti. Perciò è stata presa la decisione di stare tutti a casa. In questo momento di stress che i bambini stanno vivendo è importante essere particolarmente protettivi. Fargli fare le attività a cui era abituato e limitare, per quanto possibile, la televisione. Organizziamo la giornata in maniera regolare, utilizziamo tutti gli spazi casalinghi e di gioco. Evitiamo che i bambini sviluppino nuovi comportamenti, come per esempio andare a letto più tardi. Lasciamo dei punti fermi, evitiamo che saltino le norme che abbiamo introdotto fino ad ora. Conserviamo le loro routine, non facciamoli restare in pigiama tutta la giornata. E ricordiamoci che siamo anche di fronte a una grande occasione. Nella quotidianità viviamo di fretta, con tempi accelerati. Portiamo i nostri figli di corsa al nido e corriamo al lavoro. Usiamo questo tempo per occuparci di loro, vivendo una quasi seconda maternità”.

Ma esistono anche situazioni limite. Bambini che vivono in famiglie numerose in case di 50 metri quadri,  figli di coppie che stavano divorziando, bambini ai quali i genitori non sono in grado di spiegare cosa stia succedendo, bambini costretti a convivere con genitori violenti. 

“Casi come questi andrebbero gestiti con programmi di home visiting, ossia visita all’interno della famiglia, in cui un educatore o un giovane psicologo va lì ed è di supporto. Ma se già di norma i genitori tendono a rifiutare un intervento del genere, in una situazione estrema come questa del coronavirus è ancora più difficile. Una cosa che proporrei è di fare degli sportelli online che spieghino ai genitori come affrontare al meglio questa emergenza. Sia che li supportino nelle situazioni più critiche sia che consiglino come organizzare la giornata: quali attività fare, per esempio. Non dimentichiamo che ci troviamo tutti in una situazione complessa. Nei primi giorni in cui sono stati introdotte le restrizioni coltivavamo la speranza che si trattasse di un periodo breve. Prima sembrava fossimo di fronte a una corsa, ora ci troviamo ad affrontare una maratona”.

Quali sono le difficoltà psicologiche che tutto questo comporta?

“Ci troviamo di fronte a una forte limitazione della nostra libertà individuale: non possiamo andare al lavoro, i bimbi non possono andare a scuola, gli adolescenti non possono uscire. La restrizione fisica può creare una specie di ansia claustrofobica: ovvero la paura di restare intrappolati in questa situazione. Altro problema è l’ansia legata a un obiettivo pericolo di contagio da coronavirus. Se da un lato questa è una reazione emotiva utile perché ci obbliga a trovare delle risorse, dei comportamenti, che tendono a proteggerci, dall’altro può diventare ansia accentuata. In questo caso invece di aiutarci ci blocca, crea stati di tensioni, somatizzazioni. Infine c’è l’ansia ipocondriaca: accade quando una persona tende a guardare continuamente se stesso, controlla la temperatura, si lava continuamente le mani, pulisce continuamente casa. Questa può bloccarci la vita perché genera comportamenti ossessivi. E ci fa vivere in una bolla fatta di rituali ossessivi e ripetitivi”.

Se poi ci mettiamo fattori come la perdita del lavoro, o difficoltà lavorative serie, o difficoltà familiari di ogni tipo, l’ansia aumenta. Come si può arginare?

“Per combattere l’ansia è fondamentale organizzare le giornate in modo da non soccombere alla depressione. Per esempio limitare la dipendenza dalle notizie. È  meglio evitare il tritacarne da social network fatto di numeri, di morti, di notizie di ogni tipo. Sarebbe meglio invece ascoltare il telegiornale una o due volte al giorno. Manteniamo autodisciplina e autocontrollo: conserviamo i nostri orari, prendiamoci cura di noi stessi: facciamo yoga per la respirazione, ed esercizi per la schiena. Rimettiamo mano a tutte quelle cose che si sono accumulate. Lettere materiali, appunti. È un occasione per ritornare alle cose del passato e selezionare quello che è importante rispetto a quello che è secondario: questo ci aiuta organizzare una sorta di coerenza personale. Impariamo a tranquillizzarci: con il respiro ritmico, proviamo a creare dei rifugi mentali per tranquillizzarci e dove ritrovarci. Leggiamo, immaginiamo di viaggiare, cuciniamo a turno in famiglia, ritroviamo i nostri amici in chat. Ricordiamo che i traumi si possono sopportare meglio se condivisi”.

Oggi abbiamo paura dell’altro. Quando torneremo a vivere insieme non c’è il rischio di una maggiore diffidenza? 

“Oggi quando camminiamo e incontriamo qualcuno ci allontaniamo. Quando vediamo dei film dove c’è gente che si incontra ci sembra strano. Ma sono sicuro che ricominceremo a vivere come abbiamo sempre fatto. Dobbiamo ricomporre le nostre relazioni e dimenticare questo periodo buio della nostra vita”