Archive for ‘elezione del Papa.’

aprile 24, 2013

Un messaggio di speranza.

Papa Francesco La Chiesa, se cede alla burocrazia, ha detto Papa Francesco “corre il pericolo di trasformarsi in una ong. E la Chiesa non è una ong. E’ una storia d’amore … Ma ci sono quelli dello Ior scusatemi, eh! .. tutto è necessario, gli uffici sono necessari eh, va bé! Ma sono necessari fino ad un certo punto: come aiuto a questa storia d’amore. Ma quando l’organizzazione prende il primo posto, l’amore viene giù e la Chiesa, poveretta, diventa una ong. E questa non è la strada”.

”Potete contare su di me”. Questa la risposta di papa Francesco alle rappresentanti del movimento Nonne di Plaza de Mayo che al termine dell’udienza generale di oggi gli hanno chiesto aiuto nella ricerca, tramite gli archivi della Chiesa argentina e del Vaticano, dei figli dei desaparecidos sottratti ai genitori durante la dittatura.

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marzo 16, 2013

Per non cadere nella vomitevole retorica della TV.

San Pietro - by Here to avenge Laika

Il nuovo Papa è laureato in filosofia. Be’ dai, almeno uno ha trovato lavoro.

L’Italia si è fermata per ascoltare le prime parole del successore di Pietro. Poi ha ripreso a precipitare.

Papa Francesco: “Domani pregherò la Madonna”. Ehi, ha lo stesso programma di Bersani.

Continua ad arrivare gente a piazza San Pietro. “Vado bene per il Senato?”

marzo 16, 2013

Francesco e gli uccelli.

marzo 16, 2013

Papamobile.

Francesco I°

marzo 15, 2013

Una sopravvissuta accusa Francesco I°.

Una sopravvissuta: «Io ti accuso Bergoglio!»

Lettera scritta al futuro Papa da un’ex detenuta politica in seguito alla sparizione (nel 2006) di un avvocato dei diritti civili.

Franco Fracassi – Una ex detenuta politica in un carcere segreto della dittatura argentina tre anni e mezzo fa scrisse una lettera aperta all’allora cardinale Bergoglio, accusandolo di aver prima collaborato con il regime fascista e poi di aver cercato di far calare un velo di oblio su quegli anni. La lettera venne pubblicata dall’agenzia di stampa legata a Indymedia Comcosur nel tentativo di far riapparire un avvocato che si batteva in favore dei diritti civili (Julio Lopez), svanito nel nulla il 18 settembre 2006, poche ore prima della sua annunciata presenza, in qualità di testimone, all’udienza decisiva di un processo che vedeva come imputato un ispettore di polizia reo di aver fatto parte degli squadroni della morte argentini. Popoff ve la ripropone.

Lunedì 9 ottobre 2009. Vi chiediamo di diffondere questa mail, in modo che il Paese venga a sapere cosa sta succedendo. Non vogliamo che Julio Lopez scompaia. Non deve scomparire!

Questa è il testo della minaccia che ho ricevuto pochi giorni fa: «Zecca di merda. Devi fare attenzione perché stai calpestando un orto non tuo. Devi avere cura dei tuoi fratelli, perché noi siamo uomini d’onore. Il sinistrorso del marito di tua sorella sta in una lista. Vedrai quello che gli faremo. Viva la Patria!».

Dopo aver ricevuto questa email, il mattino seguente è avvenuto all’alba l’attacco: il fidanzato della nostra sorella, lasciando la nostra casa, è stato aggredito da due uomini. Gli hanno tatuato sul braccio la scritta: «Zecca di merda».

Firmato: Cristina Maria Sabol, ex detenuta desaparecida del Pozo de Banfield, a Quilmes, nel luglio 1977.

In virtù di quanto accaduto voglio accusare Bergoglio, personaggio leader di quella Chiesa cattolica, che cerca con ogni mezzo la riconciliazione in Argentina tra le vittime della dittatura e i loro carnefici.

Io ti accuso BERGOGLIO!

Forse perché dopo tanto tempo puoi anche prendere distanza da certi personaggi.
Forse perché dopo tutto questo tempo il tuo cuore ancora non si ribella per quel che è stato fatto ai sacerdoti denunciati agli sgherri della dittatura.
Forse perché con il passare degli anni pensarti non mi fa provare sensazioni diverse dalla desolazione e lo straniamento.
Io ti accuso!
Contesto il tentativo di cancellare il passato in nome di un’armonia. Passo necessario, da quel che dici, per salvare la propria anima.
Ti contesto perché ti sei spogliato dell’umiltà che dovrebbe portarti a mostrare il culo sudicio del nostro Paese, ovvero a dittatura.
E poi riconciliarsi con chi?
Con persone che hanno pregato di giorno e assassinato di notte?
Con persone che posavano le loro mani sudice sui nostri seni e la loro lingua sui nostri capezzoli mentre ci trovavamo legate e non in grado di difenderci?
Con persone che hanno rubato i nostri figli per consegnarli alle famiglie dei “ragazzi dell’Esercito”?
Con coloro che hanno preso in giro le nostre madri e le hanno chiamate pazze?
Con coloro che ci hanno fracassato la testa contro le sbarre delle loro celle per godere sadicamente delle grida e delle urla di dolore prodotte dalla nostra carne e dalle nostre ossa che si rompevano contro il ferro?
Avresti il coraggio di tenere un sermone mostrando il culo sudicio dell’Argentina?
Invece hai preferito far calare il silenzio sull’impudenza e sull’immoralità.
Non bisogna rispondere con il silenzio al silenzio prodotto dalla morte di tanti colleghi e compagni.
Trentamila compagni non torneranno. Trentamila persone fatte tacere grazie al silenzio della Chiesa che ha consegnato questa gente agli angeli della morte.
Perché parli ora e allora sei stato zitto?
Altri come te non lo sono stati.
Portavano l’abito talare e attraversavano i villaggi, erano i miei compagni.
Nessuno di loro è tornato.
Questo fardello me lo porto ogni giorno della mia vita: io sono ancora viva, loro no.
Questo fardello mi fa ancora piangere ogni notte.
La mia speranza è quella di abbracciare un giorno i tanti colleghi spariti.
È brutto sapere che nella Chiesa si celano i delatori che intrigavano e segnalavano.
È brutto rendersi conto che chi porta l’abito talare è convinto che sia giusto far sprofondare quelle grida nel profondo della mia anima.

Io ti accuso BERGOGLIO!

Resto convinta che ci siano altri come me, che sentono quello che sento io.
Quando si è fatto parte di quel sudiciume e si ha avuto un’anima nera dopo un accordo con il diavolo non si può venire a dirci di rimanere in silenzio.
Che bisogna pregare e recitare i mea culpa in silenzio, così da portarci a perdonare i vostri peccati.
Io sono una sopravvissuta, e non ti perdono.
Tantomeno dimentico.
E nemmeno mi riconcilio.

Maria Cristina Saborido / ex – detenuta – scomparsa a Pozo de Banfield, a Quilmes, nel mese di luglio 1977.

marzo 15, 2013

Bergoglio in Santa Maria Maggiore caccia il prelato di Boston.


Il pontificato di papa Francesco segna un cambio di marcia. E non solo per la sua vicinanza ai poveri, lo stile sobrio, la volontà di stare in mezzo alla gente. A due giorni dalla sua elezione al Soglio di Pietro, Bergoglio ha già preso una netta posizione sugli scandali della pedofilia che hanno macchiato la Chiesa.
L’ATTACCO AL CARDINALE LAW. Durante la sua visita a Santa Maria Maggiore, il 14 marzo, il nuovo pontefice ha incrociato il cardinale in messicano Bernard Law, ormai in pensione e accusato di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston. Nel 2002, come ha riportato Il Fatto Quotidiano, Law fu costretto addirittura a dimettersi annunciando un ritiro spirituale che, però, non è mai avvenuto. Divenne invece arciprete della basilica romana.
LA GIUSTIFICAZIONE DI LOMBARDI. Bergoglio dopo averlo incontrato ha chiesto immediatamente che fosse allontanato. «Non voglio che frequenti ancora questa basilica», ha detto secco. Imbarazzato il portavoce della sala stampa vaticana Padre Lombardi che ha sottiolineato come la presenza di Law in basilica fosse una iniziativa personale del prelato 82enne. «Il cardinale Law», ha detto Lombardi, «era stato onformato dell’arrivo del papae ha voluto essere presente in questo momento».
L’IPOTESI DI ALLONTANAMENTO DEL CARDINALE. Sempre secondo il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, tra le priorità di papa Francesco ci sarebbe proprio l’allontanamento definitivo del prelato per destinarlo alla clausura.

marzo 14, 2013

Un gesuita e l’Argentina sul trono di Pietro: una grande novità.

Dal pantano della politica italiana incapace di rinnovarsi, di cambiare uomini e cose, attenta solo a sopravvivere, all’aria fresca di piazza San Pietro. La Chiesa Cattolica sorprende tutti ed elegge un pontefice fuori dagli schemi tradizionali ed in forte discontinuità con il passato recente. Francesco I° dovrà rinnovare la Chiesa, ma non aspettiamoci cambiamenti radicali. La chiesa di Roma ha venti secoli ed il dogma riveste un ruolo fondamentale. Certamente inciderà il  bubbone purulento della Curia Romana e prenderà provvedimenti che non ha osato o non ha avuto la forza di fare Benedetto XVI°. Ricordiamo che il motto dei Gesuiti è  ‘Ad maoirem gloriam Dei  e questo rende abbastanza imprevedibile il modo in cui Francesco I° affronterà la sua missione. Con piacere constatiamo che il nuovo Papa ha salutato Benedetto XVI° chiamandolo “Vescovo Emerito di Roma” e non “Papa Emerito” come aveva decisio di chiamarsi Benedetto XVI° e questo è significativo in un ambiente in cui le parole hanno un peso. In ogni caso un gesuita e l’Argentina sul trono di Pietro è una grande novità.

marzo 14, 2013

Benvenuto Francesco I°

Gesuita, arcivescovo di Buenos Aires, nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936, Jorge Mario Bergoglio è di origine italiana ed è noto per uno stile di vita segnato dall’austerità e la semplicità.

marzo 3, 2013

Chi sarà il nuovo Papa?

Il nuovo Papa sarà sicuramente un conservatore.  Benedetto XVI° durante il suo pontificato ha nominato Cardinali, che oggi sono elettori di sicura fede conservatrice. Inoltre il cardinal Sodano, che non partecipa al Conclave ha molti seguaci presenti e pronti a seguire le sue direttive. E’ difficile che sia un italiano perchè la pattuglia italiana conta pochi sostenitori: Abbiamo però Bertone, Nosiglia, Scola  l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, il cardinale Giuseppe Betori da Firenze, Agostino Vallini, Crescenzio Sepe,Paolo Romeo.Fra questi il più forte ed il più accreditato fra le gerarchie vaticane sembra essere proprio Scola, uomo di cultura, già Rettore della pontificia Università lateranense, giàPatriarca di venezia come Giovanni XXIII° ed ora vescovo di Milano.Diciamo però che al di là della pattuglia italiana il nome può ridursi ad una decina di nomi che già circolano nelle segrete del Vaticano. Vediamoli: Angelo Scola, arcivescovo di Milano, Teologo di spessore e uomo del dialogo interreligioso ed abbiamo chiuso con gli Italiani. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila  è uno dei beniamini del collegio dei Cardinali. Apprezzato da BendettoXVI° è apprezzato per le sue qualità di pastore. Marc Ouellet, cardianle dal 2003, arcivescovo del Quebec, teologo e prefetto della congregazione dei Vescovi, presiede la Commissione per l’america latina ed è quindi ben visto dai paesi del Sud America. Timothy Dolan, cardinale arcivescovo di New York, conservatore modernista, ottimo comunicastore, dirige una diocesi che è stata all’avanguradi nella lotta contro i preti pedofili. Laurent Monsengwo arcivescovo di  Kinshasa (Congo), consocitore profondo della bibbia è stato chiamato a dirigere  da Benedetto XVI° gli esercizi spirituali in vaticano ed ha ha giocato un ruolo di mediazione per risolvere il conflitto nel suo paese.Peter Turkson, cardinale  in Ghana, presidente del Consiglio Pontifico della giustizia e della pace parla sei lingue ed è stato nominato cardinale nel 2003, le sue chqncez sono diminuite dopo una sua gaffe sul pericolo islamico in Francia. André Vingt-trois, arcivescovo di Parigi, presidente della conferenza episcopale francese, è membro direttore del comitato della Conferenza episcopale della famiglia.Christoph Schöborn, Cardinale arcivescovo di Vienna, è uno dei più forti nella competizione, Amico di Bendetto XVI°, nel 2010 in pieno scandalo sulla pedofilia dei preti sollevò la questione del celibato dei preti. Molto critico nei confronti della curia Romana. Oscar Andres Maradiaga, Cardinale e arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), considerato un ortodosso ma moderno per i suoi interventi, si è mostrato favorevole nel 2009 qal colpo di Stato contro il Presidente  Manuel Zelaya.Francis Arinze, cardinale della Nigeria è il favorito fra i bookmakers, perchè il numero dei cattolici aumentano rapidamente nel continente africano.

marzo 2, 2013

Come si elegge il Papa.

Le modalità di elezione del papa hanno subìto numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni vennero nominati dall’imperatore del Sacro Romano Impero, che si avvaleva di questa facoltà attraverso il Privilegium Othonis, un documento stipulato il 1º febbraio del 962 dall’imperatore Ottone I e del quale si avvalsero anche i suoi successori, fino a Enrico III. Nel caso di papa Fabiano, l’elezione avvenne allorché una colomba si posò sul suo capo. Questo venne considerato come un inequivocabile segno della designazione divina. Nella chiesa delle origini il Papa veniva eletto come tutti gli altri vescovi, con il concorso del clero e della comunità romana. Col passare degli anni la componente laica venne eliminata dall’elettorato attivo. Ciò nonostante l’influenza del potere temporale non venne meno, si pensi al fatto che la nomina del vicario di Pietro era ratificata con proprio placet dall’imperatore. Solo con il Decreto di Niccolò II del 1059 il clero e il popolo romano vengono definitivamente espulsi dal processo di elezione del Papa e l’elettorato attivo viene riservato ai cardinali-vescovi.

L’elezione del papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059, stabilito con un sinodo in Laterano voluto da papa Niccolò II) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i venti dall’inizio della sede apostolica vacante[12]. I cardinali durante tutta la durata del conclave non possono avere alcun contatto con l’esterno. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all’esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato celibe, secondo il diritto canonico, cioè che non ha contratto un matrimonio cattolico, può essere eletto papa (sebbene l’elezione di un non vescovo sia avvenuta raramente) e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l’elezione del nuovo papa sono state promulgate nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Benedetto XVI con un motu proprio del 26 giugno 2007 ha stabilito che la maggioranza necessaria all’elezione del papa sarà di due terzi dei votanti per tutti gli scrutini e che a partire dal tredicesimo giorno di conclave si debba procedere al ballottaggio, sempre mantenendo la maggioranza dei due terzi per la validità dell’elezione, tra i due cardinali più votati nell’ultimo scrutinio. Questi ultimi perdono il diritto di voto: è stata così abolita la norma stabilita da Giovanni Paolo II, che prevedeva una riduzione del quorum alla maggioranza assoluta dei votanti a partire dal trentaquattresimo scrutinio (o trentacinquesimo se si era votato anche il giorno di apertura del Conclave).