Archive for aprile, 2013

aprile 30, 2013

Booker T & The MG.s – Comin’ Home Baby.wmv

Booker T. & the M.G.’s is an instrumental R&B/funk band that was influential in shaping the sound of Southern soul and Memphis soul. Original members of the group were Booker T. Jones (organ, piano), Steve Cropper (guitar), Lewie Steinberg (bass), and Al Jackson, Jr. (drums). In the 1960s, as members of the house band of Stax Records, they played on hundreds of recordings by artists such as Wilson Pickett, Otis Redding, Bill Withers, Sam & Dave, Carla and Rufus Thomas and Johnnie Taylor. They also released instrumental records under their own name, such as the 1962 hit single “Green Onions“.[1] As originators of the unique Stax sound, the group was one of the most prolific, respected, and imitated of their era. By the mid-1960s, bands on both sides of the Atlantic were trying to sound like Booker T. & the M.G.’s.[2][3]

In 1965, Steinberg was replaced by Donald “Duck” Dunn, who played with the group until his death in 2012. Al Jackson, Jr. was murdered in 1975, after which the trio of Dunn, Cropper and Jones reunited on numerous occasions using various drummers, including Willie Hall, Anton Fig, Steve Jordan and Steve Potts.[2]

The band was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1992.[4]

Having two white members (Cropper and Dunn), Booker T. & the M.G.’s was one of the first racially integrated rock groups, at a time when soul music, and the Memphis music scene in particular, were generally considered the preserve of black culture.[5]

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aprile 30, 2013

Stop alle cure oncologiche di fine vita, la Sicilia azzera i fondi.

Stop alle cure ai malati oncologici terminali. La Sicilia non finanzierà più le così dette “cure palliative” o di “fine vita” abbandonando a se stessi i malati terminali che negli ultimi anni avevano potuto contare su cure per accompagnarli verso l’irreparabile limitando il dolore e garantendo loro una accettabile qualità della vita nella fase terminale e una “dignità” negli ultimi mesi di esistenza.

La Commissione bilancio ha, infatti, azzerato i tre capitoli di spesa che era dedicati alle sovvenzioni alle tre associazioni no profit che si occupano di questi malati attraverso assistenza domiciliare e attraverso la gestione di specifiche aree para ospedaliere.

aprile 30, 2013

Nuovi dati Istat: 248mila posti di lavoro persi. Per giovani e donne la crisi non ha fine


Il governo incassa la fiducia e promette riforme del mercato del lavoro. Intanto la disoccupazione è al 11,5%, quella giovanile al 38,4% e quella femminile risulta con 70mila unità in meno. Ed i suicidi aumentano, come afferma lo studio dell’’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane.

NUOVO GOVERNO, CRISI VECCHIA – Dopo il “rimbalzo tecnico” di febbraio, a marzo il numero di occupati (su base mensile) torna a diminuire: meno 0,2%, pari a una contrazione di 51mila lavoratori complessivi. Su base annua l’occupazione cala dell’1,1% per circa 248mila unità lavorative perse. Peggiora invece il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia d’età 15-24 anni) che sale al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali su febbraio e addirittura di 3,2 punti percentuali nel confronto tendenziale. Mentre a livello complessivo, a marzo, il tasso di disoccupazione complessiva si attesta all’11,5%, stabile rispetto al mese precedente, ma in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi.

Questi i dati diffusi dall’Istat pochi giorni fa che mostrano tutte le difficoltà del mercato del lavoro Italiano, confermando così come l’emergenza occupazionale – e quella salariale non allineata con l’inflazione – siano al centro delle necessità della crisi del sistema Italia.NUOVO…Visualizza altro

aprile 30, 2013

E berlusconi se la ride.

aprile 30, 2013

Noam Chomsky dice….

Noam Chomsky Quando parlo dianarcosindacalismo, voglio dire un sistema federato e decentrato di libere associazioni che incorporano le istituzioni economiche e le altre istituzioni sociali, e penso che questa è la forma adeguata di organizzazione sociale di una società tecnologicamente avanzata, in cui non si devono spingere gli esseri umani a prendere il posto di uno strumento, un ingranaggio nella macchina. Poiché non vi è alcuna necessità sociale che gli esseri umani sono trattati come componenti meccanici del processo di produzione, questo può essere superato e dobbiamo farlo per attraverso una società di libertà e di libera associazione, in cui l’impulso creativo che considero intrinseca alla natura umana è in grado di eseguire negli eventi .

 

aprile 30, 2013

Non prendetevela con gli anarchici, sono compagni.

aprile 30, 2013

Il 30 aprile 1982 la mafia uccideva Pio La Torre. I socialisti non dimenticano i martiri della democrazia.

 30 aprile 1982. La mafia uccideva Pio La Torre, uomo politico impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, promotore della coraggiosa legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. La lotta alle mafie deve restare un tema centrale nell’azione di ogni Governo.La sua battaglia è stata è e sarà la battaglia di tutti i cittadini onesti.

aprile 30, 2013

Qualcuno parla bene di noi.

Nel momento in cui, almeno in controluce, si prefigura la riorganizzazione del partito cattolico, in Italia, è bene non dimenticare il passato. La caccia contro i socialisti è stato uno sport antico. Non cominciò con Bettino Craxi: il leader che, secondo la definizione di Enrico Berlinguer, aveva subito, come un OGM, una mutazione genetica. Bisogna, invece, risalire nel tempo, quando Lenin chiamava ‘rinnegato’ Kautsky il capo della Seconda Internazionale. E gli uomini di Stalin condannavano o uccidevano uomini come Bernestein o Bukarin: tutti colpevoli di essere eccentrici rispetto al nuovo verbo della “rivoluzione in un solo Paese”.

Una lunga persecuzione, quindi, che in Italia ha assunto una dimensione inusitata. Ancora oggi, si può continuare ad essere socialisti, ma solo nel privato. Si può partecipare alla vita politica, ma solo sotto le bandiere altrui. Si può anche assumere una posizione di leadership, come in tanti casi che non è necessario elencare, ma nel rispetto di quell’antica convenzione.

Eppure i socialisti, nella storia d’Italia sono stati, quasi sempre, la punta del cambiamento. Quando i giovani comunisti – e noi tra questi – studiavano il tedesco per comprendere meglio gli scritti di Marx, uomini come Giolitti, Ruffolo, Brodolini rendevano più giusto e moderno questo Paese. E solo pochi anni dopo, era Gianni De Michelis, con il Trattato di Maastricht, a porre la prima pietra della futura costruzione europea, nelle vesti che oggi conosciamo.

E’ giunto il momento d’uscire da quell’antica maledizione, ricordando le lezioni della storia. Il torto non era di chi cercava di coniugare il principio di uguaglianza con quello di libertà. Ma di chi negava in radice il nocciolo problematico di quella relazione. Naturalmente i socialisti italiani non sono stati dei santi. Ma chi in Italia ed in Europa può lanciare la prima pietra? Il PCI di Greganti? Kohl, in Germania? Giscard in Francia?

La corruzione, che va combattuta con un impegno ancora maggiore, é la mala pianta di tutte le democrazie. La gramigna da estirpare, ma senza condannare un’intera cultura. Tanto più che in essa si sono riconosciuti milioni di uomini, per i quali il socialismo é stato, per decenni, la luce in fondo ad un tunnel pieno di disperazione.

Naturalmente i socialisti devono fare ammenda degli errori passati. L’unico modo per salvare l’onore della loro grande tradizione. Dovranno cedere il testimone ad una generazione più giovane che ha avuto la fortuna di non essere partecipe di quello scontro politico impietoso. Ma questo non basta.
Già da oggi, non devono più nascondersi, quasi per far dimenticare quello che sono stati.

Ritrovare l’orgoglio di chi era nel giusto e poi sconfitto da una congiuntura avversa che non può essere confusa con la storia. Perché questa si é già pronunciata, sgretolando le fondamenta di quell’antica fortezza costruita sulla “ragion di stato” di un Paese straniero e sulla condanna dei tanti “rinnegati”, che hanno saputo tenere alta la bandiera della libertà.

aprile 30, 2013

L’intervista.

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Terrificante intervista.
La vignetta oggi su il manifesto.

P.s. segnalo un pezzo del Gubi su l’Espresso. Si parla della mia vigna “disoccupato vs Brunetta” del 2008. Daccordo o meno, ricordo benissimo il “clima” di strumentalizzazione da destra a “sinistra”. Non porto rancore, sono troppo pigro, ma non dimentico.

aprile 30, 2013

Smoking gun.