Posts tagged ‘crisi economica’

febbraio 15, 2015

Gli italiani si stanno arricchendo! Forse!

In Italia la disuguaglianza nei redditi è alta. Lo è nel confronto con la maggioranza dei paesi occidentali, in particolare europei, e lo è in base a vari indicatori di disuguaglianza. Anche la disuguaglianza nella ricchezza accumulata – ovunque molto più accentuata di quella dei redditi – è alta sebbene in questo caso il confronto internazionale sia per noi me Altro…

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gennaio 28, 2015

Come risolvere la crisi.

gennaio 9, 2015

Perché tagliare le tasse non funziona?

80euro

La riduzione delle imposte, viene detto in continuazione sui giornali italiani, è una necessità impellente per il nostro paese se si vuole uscire dalla crisi economica. C’è chi, come Francesco Giavazzi, è arrivato a sostenere che pur di realizzarla non dovremmo preoccuparci di sfondare il tetto del 3% di rapporto deficit/PIL imposto dai trattati europei. Ma basta un taglio delle tasse per uscire dalla crisi? La teoria economica ci dice che – nelle attuali circostanze – esso è pressoché inutile e comunque molto meno efficace dell’aumento della spesa pubblica. Vediamo perché.

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gennaio 9, 2015

…e intanto lui fa i cazzi suoi!

gennaio 1, 2015

Nuove banconote.

Banconota 300 euro

Circola a Caserta e paesi di provincia ma qualcuno dice di averla avvistata anche nelle zone di Perugia.

E’ la nuova banconota da 300 euro che i falsari, dopo che è uscita la notizia sul web che la banca ritirerà tutte le banconote da 200 e 500 euro, si apprestano a far girare spacciando per ”la nuova banconota per evitare i falsari”.

gennaio 1, 2015

Crisi: con Renzi al Governo chiuse 260 imprese al giorno.

Crisi: con Renzi al Governo chiuse 260 imprese al giorno

Crisi: nel 2014 chiuse 260 imprese al giorno, record negativo al Sud. Mentre il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, continua a fare propaganda 24 ore su 24 in TV in perfetto stile berlusconiano, giungono impietosi i dati di Confcommercio relativi ai primi 10 mesi del 2014. Renzi è al governo da 305 giorni e da allora è riuscito a peggiorare … Continua a leggere »

dicembre 31, 2014

Meditate gente! Meditate!

…”Ciò che si profila è ormai un’Europa in preda alla disoccupazione e alla conflittualità sociale, mentre le riserve, le preoccupazioni, le prese d’atto realistiche si stanno levando in diversi paesi che si apprestano a prendere le distanze da un progetto congeniato in modo non più corrispondente alla concreta realtà delle economie e agli squilibri sociali che non possono essere facilmente calpe Altro…

dicembre 30, 2014

La neve non è poi così male!

dicembre 30, 2014

Il “modello americano” funziona? Solo per gli Usa!

Daniele Conti – tratto da http://contropiano.org/
Il modello americano funziona! I titoli di oggi non lasciano scampo al lettore che mastica poco di economia, e Renzi – o chi gli gestisce il tweet – ne approfitta subito per dire che è così che bisogna fare.
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febbraio 23, 2014

Indipendenza energetica, il primo passo verso la distruzione dell’economia: l’allarme di Noam Chomsky

La conferenza Noam Chomsky l’ha tenuta lo scorso 10 febbraio al Third Boston Symposium on Economics alla Northeastern University Economics Society a Boston e il tema era Come mandare in rovina l’economia in 3 mosse. Il discorso non è molto complicato e si basa sostanzialmente sull’accaparramento e sfruttamento delle risorse naturali. In effetti tutto parte dalla ricerca di energia a buon prezzo necessaria a sostenere la crescita e lo sviluppo e dunque la stessa economia. Ma questa energia non è a impatto zero e costa in termini ambientali.

La premessa che fa Chomsky è questa:

Supponiamo che per qualche motivo perverso siamo interessati a rovinare una economia e una società e per renderlo interessante, selezioniamo la società più ricca e più potente della storia, con vantaggi incomparabili, con la fortuna a portata di mano – vale a dire la nostra (quella americana NdR).


Sostanzialmente le risorse ci sono e per tutti, così come il lavoro, ma spiega Chomsky:

nascosto dove non è possibile accedere, nelle tasche traboccanti dei super-ricchi, in particolare le grandi banche , che sono state generosamente ricompensati per aver creato una crisi tanto grave da aver quasi fatto crollare l’economia nazionale e globale.

Spiega Chomsky che tutto ciò non accade all’improvviso ma è diretta conseguenza delle politiche liberiste adottate dalla generazione passata. Il primo passo per distruggere un economia consiste nel tagliare sulla ricerca sostenuta dallo Stato; il secondo passo riguarda il favorire la crescita di istituzioni finanziarie tenendo il mercato sotto rezzo attraverso interventi statali e il terzo e ultimo passo riguarda il convincere l’opinione pubblica che queste scelte non hanno impatto sul futuro.

Chomsky ha portato l’esempio dell’euforia attualmente in corso negli Stati Uniti in merito alla indipendenza energetica per cui ci si paragona all’Arabia Saudita. Sappiamo che questa indipendenza energetica si basa sulle estrazioni di gas scisto attraverso la tecnica del fracking che genera un notevole impatto ambientale.

Conclude quindi Chomsky:

La società è impegnata in una grande campagna di propaganda per convincere la gente cheil cambiamento climatico, se esiste, non deriva da attività umane.Nel caso di collasso climatico globale, tuttavia, la rovina andrà ben oltre l’economia.