Archive for ‘società’

maggio 17, 2020

Giornata mondiale contro la omofobia.

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Risorgimento Socialista-Lega dei Socialisti

Giornata mondiale contro la omo-bi-transfobia: per noi socialisti, ogni discriminazione e ogni forma di oppressione sono inaccettabili.

Il nostro ricordo oggi va a Pier Paolo Pasolini, indimenticato testimone della condizione omosessuale in un’Italia ancora conservatrice, coraggioso nelle sue denunce contro i lati più oscuri del Potere, critico attento del nuovo capitalismo.

Perchè tutte le lotte e le libertà sono solidali.

maggio 17, 2020

L’ODIO E IL SILENZIO

di Alberto Benzoni

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Fioriscono, anche a sinistra, gli interrogativi sulla vicenda Romano. C’è chi si interroga sul riscatto (ma lo pagano tutti)) o sulla Onlus ( com’era la zona: sicura, non sicura; così così ?). C’è chi contesta, magari giustamente,la sceneggiata del governo al suo ritorno in Italia. Ma i più si concentrano sul bersaglio più facile: la ragazza. Sulle ragioni del suo viaggio in Africa; sui perchè e i percome della sua conversione; sui suoi rapporti con i suo

Altro…

aprile 22, 2020

Carceri: evitare una strage annunciata.

di Beppe Sarno

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L’emergenza carceraria ormai non fa più notizia, eppure le carceri italiane per quanto emerge dai dati del Ministero della Giustizia, al 29 febbraio (dato più aggiornato) in Italia i detenuti erano 61.230, a fronte di una capienza regolamentare delle carceri pari a 50.931 posti.

In altre parole, dove dovrebbero stare 100 persone lo Stato italiano ne ha confinate 120. Le ribellioni di questi giorni,  peraltro a fronte di misure restrittive più stringenti per evitare il contagio da coronavirus hanno messo in evidenza la fragilità di questo sistema e la precarietà di una situazione insostenibile.

Il 15 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha redatto delle linee guida applicabili in ambiente detentivo allo scopo di prevenire la diffusione del coronavirus.

Tra queste raccomandazioni innanzitutto quella di osservare la distanza fisica di un metro. Ma è possibile questo nelle nostre carceri?

Il governo dal canto suo ignora il problema prevedendo misure per i  carcerati nel  decreto del 17 marzo che è stato  da più parti criticato perchè  dimostra l’assoluta indifferenza della nostra classe politica ad un problema così grave.

Sono stati vietati ai carcerati i colloqui con i familiari e  prevede la detenzione domiciliare per chi debba scontare una pena o un residuo di pena fino a 18 mesi. Secondo calcoli fatti  saranno poco meno di tremila i beneficiari di questa misura.

Mentre la politica si divide  la magistratura cerca di affrontare il problema  e tentare di risolvere l’emergenza carceraria utilizzando le norme esistenti.

Il primo aprile, il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, dopo una riunione via web con i Pg di tutta Italia, ha sottoscritto un documento di 19 pagine che, sfruttando le leggi attualmente in vigore, tenta di affrontare il surplus di detenuti chiusi nelle patrie galere che, per oggettiva mancanza di spazio, non possono rispettare le regole anti Covid-19 ovviamente obbligatorie per tutti gli italiani. La parola chiave con cui si chiude il testo è “detenzione domiciliare semplice”, indicata come la strada maestra da seguire.

Il documento parte  dalla constatazione semplice che per affrontare l’urgenza del coronavirus servono misure di effettiva emergenza.

 

L’ex PM Giuseppe Cascini, ex pubblico ministero a Roma, oggi consigliere al Csm propone che escano dalle carceri al più presto tutti coloro che devono scontare ancora tre anni di pena. E che non entri neppure in cella chi è stato condannato a 4 anni ed è in attesa dell’esecuzione.

la magistratura ordinaria ha immediatamente risposto con atti concreti adottando una serie di misure volte a scongiurare l’emergenza sanitaria in corso.

Vale la pena di sottolineare la decisone del tribunale di Sorveglianza di Milano che con ordinanza n. 2206 del 31 marzo 2020 ribaltando la decisone del tribunale di sorveglianza di Pavia annullava la decisone di rigetto di applicazione della detenzione domiciliare  nei confronti di un detenuto, con fine pena al 24 novembre 2020 condannato per reati gravi.

Per il magistrato di Pavia la detenzione in carcere non era incompatibile con l’epidemia da coronavirus. Beato lui!

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ribaltava la decisione del Giudice di Sorveglianza di Pavia e disponeva il differimento della pena nella forma della detenzione domiciliare fino al suo termine. Nel motivare il provvedimento il Presidente del Tribunale di Sorveglianza stabiliva che “non è possibile fronteggiare l’emergenza così drammaticamente insorta: il virus corre più veloce di qualunque decisone, che, alle condizioni date,è certo perverrebbe fuori tempo massimo.”

Il diritto alla salute posto come una dei cardini della nostra Carta Costituzionale è stato considerato in questa decisione meritevole di tutela prevalente rispetto ad ogni altra considerazione, mettendo in secondo piano le istanze sociali correlate alla pericolosità del detenuto.
l’Unione delle Camere penali e l’Associazione dei docenti di diritto penale ha dichiarato che servono “ulteriori misure di rapida applicazione che portino la popolazione detenuta al di sotto della capienza regolamentare effettivamente disponibile“. (10.000 in meno)

le indicazioni di Cascini se inserite in un contesto normativo, magari nella legge di conversione del dl 17 marzo  dimostrerebbe una solidarietà che i detenuti nella situazione attuale, e non solo, meritano, quindi la proposta  per evitare una strage annunciata deve essere  che tutti coloro che devono scontare ancora tre anni di pena possano scontare la pena residua nella forma di detenzione domiciliare e chi è stato condannato a 4 anni ed è in attesa dell’esecuzione non entri neppure in carcere applicando anche a questi la misura del differimento della pena nella forma della detenzione domiciliare fino al suo termine o mediante l’affidamento ai servizi sociali.

aprile 20, 2020

Coronavirus, medico Nobel africano: “Da noi sarà ecatombe”. Neanche 1000 letti di terapia intensiva.

premio nobel e medico africano Denis Mukwege ha dichiarato “Quarantena impossibile, prepariamoci ad un’ecatombe”. Il Coronavirus è giunto in Africa ormai da qualche giorno ed i dati riportano già ufficialmente oltre 5000 contagiati. La drammatica situazione sanitaria che sta flagellando l’Europa, l’Asia e l’America del Nord, rischia di diventare una vera e … Leggi tutto

aprile 17, 2020

Verso il 25 Aprile……………

(Tiziana Parisi)
Tra gli antifascisti aumenta la rabbia verso Togliatti che aveva, in nome della pacificazione, concesso l’amnistia ai fascisti.
Anche militanti del PCI scrissero lettere di protesta. Riportiamo il testo della lettera fornitaci dal partigiano Enzo Galasi, compagno di lotta di Sergio Bassi.
Caro Togliatti, sono un vecchio comunista compagno di Picelli . Lei mi crederà settario perché così sono chiamati quelli che hanno la propria fede e sono disposti a qualunque sacrificio. Intendo parlare dell’amnistia. So già che lei mi dirà che si tratta di una mossa politica indispensabile e strategica. I lavoratori, anche se ignoranti, sono in grado di capire certe necessità date le condizioni in cui ci troviamo, gli alleati ecc. Ma i lavoratori capiscono anche che c’è un limite a tutto, specie se hanno sofferto. I migliori compagni pensano che lei ha passato ogni limite e non conosce i fascisti se pensa che questi si ammansiranno di fronte al generoso gesto dell’amnistia generale. Perché di questo si tratta non si è ridotta la pena di cinque o dieci anni. No signori.
Si sono mandati addirittura a casa uomini che avevano meritato l’ergastolo o trent’anni di galera, che sono fra i maggiori responsabili della rovina del popolo.
Si è dato ragione in questo modo alle canaglie fasciste che si atteggiavano a martiri e che chiamano delinquenti i valorosi partigiani che hanno combattuto contro tedeschi e fascisti.
Io che le parlo sono il padre di Sergio Bassi. A 19 anni si è battuto come un leone in difesa della libertà e ha compiuto circa venti azioni pericolose. Anche lui è morto abbattuto alla mitraglia insieme ad altri cinque giovani generosi come lui all’idroscalo di Milano.
Ma il compagno Togliatti queste cose riesce a comprenderle? Mio figlio non può avere pace se io tengo ancora la tessera del Partito per il quale egli è morto, di quel Partito che trascura i migliori che favorisce i profittatori, di quel partito che non rispetta più nemmeno i suoi morti perché manda in libertà i loro assassini. Lei mi dirà che è stato obbligato a questo da altri componenti del governo, ma piuttosto che commettere una cosa simile era molto meglio dimettersi.
Distinti saluti.
Bassi Roberto
Via Carlo Imbonati 9, Milano. Buona giornata Comunisti Resistenti 

 

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aprile 16, 2020

In Danimarca riaprono le scuole, ma con nuove regole: banchi distanziati e più lezioni all’aperto

Da ieri in Danimarca le scuole stanno pian piano riaprendo. Naturalmente ci saranno regole nuove a cui attenersi: niente baci e abbracci, banchi separati e tante lezioni all’aperto.

La Danimarca è la prima nazione in Europa a riaprire le scuole. Tutti gli istituti di ogni ordine e grado erano stati chiusi dal 12 marzo nel tentativo di contenere l’aumento dei casi di Covid-19 ma da ieri però, sia pur con regole speciali, i bambini fino ai 11 anni sono tornati in classe. Anche altri Paesi europei vogliono sperimentare un rientro graduale in aula.

All’inizio di aprile, il governo del paese aveva annunciato la riapertura delle scuole a patto di rispettare le linee guida del National Board of Health per mantenere le distanze e garantire un’igiene adeguata.

Dunque aperti asili, scuole d’infanzia ed elementari, anche se non ancora in tutti i comuni, c’è  infatti chi si sta adeguando alle nuove norme di sicurezza (tutti saranno comunque operativi entro il 20 aprile).

Gli studenti più grandi, invece, quelli di medie e licei, riprenderanno il 10 maggio. La decisione comunque potrebbe essere rivista nel caso i contagi tornassero a salire.

C’è da dire che, come si poteva immaginare, non è tutto come prima, anzi, molto è cambiato. Diverse le modifiche necessarie per limitare la diffusione dei contagi da coronavirus: i banchi devono essere tenuti a due metri di distanza, le mani devono essere lavate più volte durante il giorno e gli intervalli sono organizzati in piccoli gruppi. Niente baci e abbracci ma, in compenso, la possibilità di fare molta più didattica all’aria aperta.

Tante scuole danesi stanno optando proprio per questa possibilità e si sono attrezzate per fare lezioni fuori dalle tradizionali aule, anche se piove o tira vento. Alcune si sono infatti dotate di apposite tende per poter rimane all’aperto anche in caso di maltempo.

Non tutti però sono soddisfatti di questa scelta. Alcuni genitori, preoccupati, hanno deciso comunque di non mandare i propri figli a scuola.

Nel resto d’Europa, anche altri paesi hanno già annunciato la riapertura delle scuole.  Pronta ad esempio la Norvegia, mentre in Francia, Emmanuel Macron, ha dichiarato che si tornerà gradualmente in classe a partire da maggio; in Germania e Lussemburgo si parla del 4 Maggio, 10 Maggio poi per la Grecia e persino la Spagna sta valutando una possibile riapertura, con le dovute cautele.

aprile 3, 2020

Se questo è un uomo!

Homeless parcheggiati in un parcheggio a Las Vegas.

Ma non c’è il filo spinato. Pietà l’è morta.

febbraio 15, 2015

A volte succede.

Galileo e Copernico tornano a casa: la Germania restituisce 500 libri storiciLa Germania ha restituito all’Italia oltre cinquecento volumi storici che erano stati comprati da una casa d’aste a Monaco dopo essere stati trasportati illegalmente dall’Italia. I libri, fra i quali spiccano edizioni originali di Galileo Galilei e Copernico, erano stati trafugati dal direttore della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, Marino Massimo De Caro, con l’aiuto di una organizzazione criminale. Le ‘cinquecentine’, ossia i libri stampati fra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo hanno un valore stimato fra i due e i tre milioni di euro (afp)

febbraio 6, 2015

L’artigianato napoletano d’eccellenza in mostra dal 9 al 15 febbraio.

L’artigianato napoletano d’eccellenza in mostra dal 9 al 15 febbraio  La piccola chiesa di San Biagio Maggiore tra via San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno, ospiterà dal 9 al 15 febbraio 2015 ManinArt una mostra mercato di opere rigorosamente artigianali prodotte dal collettivo della Tribù dell’Artigiano di Napoli.

Durante la mostra saranno in mostra e in vendita opere realizzate tutte a mano, in pezzi unici, con materiali quali alluminio, argento, argilla, bronzo, carta, cuoio, filati e tessuti, legno, materiali di recupero (plastica ed alluminio), ottone, pelle, pietre dure e rame. Nei giorni dell’evento si daranno vita anche a laboratori e dimostrazioni riguardanti la creazione di opere artigianali allo scopo di incuriosire e sensibilizzare i visitatori.

La Tribù dell’Artigiano è nata da un infinito amore, un grande entusiasmo, e tanti sogni comuni per il proprio lavoro, per l’artigianato e per le tradizioni, nonché da una ferma volontà e necessità di voler cambiare lo stato attuale delle cose e ridare la collocazione giusta all’artigianato. La tribù si pone pertanto come obiettivo di diffondere e valorizzare l’artigianato di eccellenza e si rivolge a chi crede concretamente in una rinascita dell’artigianato, di quell’Artigianato che ha fatto la storia del nostro Paese, terra di grande cultura e antichi mestieri. Durante ManinArt, e cioè dal 9 al 15 febbraio 2015, si terranno anche laboratori e/o dimostrazioni di ceramica, chiacchierino e uncinetto, lavorazione cuoio, lavorazione rame, modellazione legno, origami, riciclo plastica e struttura della cartapesta..  La mostra aprirà lunedì 9 febbraio ore 10,00 presso la Chiesa di San Biagio Maggiore  e proseguirà ad ingresso libero fino al 15 del mese.

ManinArt mostra sull’artigianato: prezzi, orari e date

  • Quando:  dal 9 febbraio 2015 al 15 febbraio 2015, dalle ore 10.00 alle 19.00
  • Dove:  Chiesa di san Biagio Maggiore, via S.Gregorio Armeno 35, Napoli
  • Prezzo biglietto:ingresso libero  
  • Contatti e informazioni:  info  3383772799  Pagina Evento Facebook
 
febbraio 5, 2015

Terrorista islamico! Forse.