Posts tagged ‘Borsellino’

gennaio 25, 2015

Borsellino su Renzi: “tratta con un criminale e rottama la costituzione”

http://www.laretenonperdona.it/2015/01/24/borsellino-su-renzi-tratta-con-un-criminale-e-rottama-la-costituzione/

La Notte dell’Onestà il 24 gennaio a Roma in piazza del popolo a partire dalle 16.30. Gli onesti di tutta Italia sono invitati a partecipare! Insieme a noi ci saranno Sabina Guzzanti, Dario Fo, Jacopo Fo, Fedez, Salvatore Borsellino, Ferdinando Imposimato, Enrico Montesano, Andrea Sartoretti, Claudio Santamaria e Claudio Gioè che reciteranno brani tratti dalle intercettazioni di Mafia Capitale e tanti altri che stanno dando la loro adesione in queste ore.

gennaio 3, 2015

E meglio trovare un accordo.Parola di Renzi!

aprile 30, 2013

Il 30 aprile 1982 la mafia uccideva Pio La Torre. I socialisti non dimenticano i martiri della democrazia.

 30 aprile 1982. La mafia uccideva Pio La Torre, uomo politico impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, promotore della coraggiosa legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. La lotta alle mafie deve restare un tema centrale nell’azione di ogni Governo.La sua battaglia è stata è e sarà la battaglia di tutti i cittadini onesti.

luglio 26, 2012

Quel rompipalle di Salvatore Borsellino.

A una settimana dalle commemorazioni della strage di via D’Amelio torna a parlare il fratello del giudice Borsellino, Salvatore. “Bisogna riaprire le indagini sull’agenda rossa. E Ayala sa qualcosa”
La classe politica italiana è affaccendata in altri e ben più seri affari e non ha tempo nè voglia di scoprire la verita sulla morte di Falcone e Borsellino, eppure nonostante questa deriva fascista sono in molti, tanti che vogliono sapere la verità.
Per ora il giudice Ingroia vola in Guatemala. La speranza è che il seme piantato da Falcone e Borsellino non abbia prodotto un solo albero ma una foresta. Questa è la speranza dei cittadini onesti che vorrebbero un’Italia come l’avevano pensata i nostri padri all’indomani della caduta del fascismo.
Per ora purtroppo dobbiamo registrare che la mafia e la camorra sono padrone in tutto il territorio nazionale, isole comprese come si soleva dire, fra l’indifferenza e la complicità dei poteri forti dello stato.
luglio 20, 2012

Ingroia: “Io, pazzo come Borsellino la stanza della verità è ancora buia”

Free Image Hosting

Il procuratore aggiunto di Palermo replica a Dell’Utri e insiste nella denuncia: “Nessuno vuole illuminare quella stanza”

“Un imputato, il senatore Marcello Dell’Utri, mi ha definito pazzo e devo dire che a volte mi ci sento. Mi piace essere un po’ pazzo come Paolo Borsellino, perché continuo a credere nella possibilità che, nonostante tutto, si possa raggiungere la verità sui grandi misteri del nostro paese”. Replica a distanza del procuratore aggiunto di Palermo Antonio ingroia al senatore Marcello Dell’Utri che ieri, dopo avere appreso di essere indagato per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ha definito appunto i pm di Palermo “pazzi e morbosi”. “Mi sento pazzo – ha proseguito Ingroia – di fronte all’imbarazzo per la verità e alla paura che spesso si denota dentro le istituzioni anche più insospettabili. Sono pazzo perché credo in un’Italia che abbia il coraggio della verità, conquistata a qualsiasi prezzo e senza paura”.

Ingroia è intervenuto ieri sera alle commemorazioni organizzate per il ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in un dibattito organizzato dal giornale Antimafia duemila. Sulle stragi mafiose del ’92 “abbiamo finalmente varcato l’anticamera della verità – ha detto fra l’altro -, ora siamo entrati nella stanza della verità. Pensavamo, però, di trovare una stanza illuminata, invece era buia. Qualcuno aveva sbarrato le finestre e qualcuno aveva fulminato le lampadine. Siamo da soli e con le candele”.

“Leggendo in questi giorni i giornali – ha proseguito Ingroia – con commenti illustri di giuristi, giornalisti e politici, ho notato che nessuno purtroppo vuole illuminare quella stanza buia della verità”. Sempre durante il suo intervento, più volte interrotto dagli applausi, Ingroia ha ribadito: “C’è il perpetuarsi dell’allergia alla verità. Da parte della politica non è mai stato fatto un passo avanti per l’accertamento della verità”. E ancora: “Vogliamo che nessuno dica alla magistratura di fare passi indietro su questo”.

“Per accertare la verità sulla strage di Borsellino – è la tesi di Ingroia – prima ancora che domandarci chi uccise Paolo dobbiamo interrogarci sul perché Paolo è stato ucciso. Era questa la stessa domanda che Borsellino si poneva a pochi giorni dalla morte dell’amico e collega Giovanni Falcone. In tutti noi che al tempo eravamo lì in via d’Amelio c’era la consapevolezza che c’era qualcosa di anomalo in quella strage, di quasi unico che non si spiega solo con il fatto che Paolo era un nemico giurato di Cosa Nostra”. Poi il procuratore aggiunto di Palermo ha continuato: “Vent’anni sono tanti e troppi perché si accerti la verità su un fatto del genere”. “E’ scandaloso – ha concluso Ingroia – che non si sia
mai istituita alcuna commissione che indaghi sulle stragi del ’92 e del ’93 e sulla trattativa Stato-mafia”.

giugno 23, 2012

Il fratello di Borsellino:”Impeachment per Napolitano: tentò di bloccare indagini su trattativa Stato-Mafia”

Micromega intervista il fratello del magistrato assassinato dalla mafia: “È sconvolgente che al Quirinale si dia ascolto a chi come Mancino cerca di frenare quei magistrati coraggio che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia. Parlare addirittura di avocazione o di accorpamento delle indagini significa una cosa sola: si vuole fermare il lavoro della Procura di Palermo. Che questo avvenga dalla più alta carica dello Stato è una cosa estremamente grave e non può che portare a una sola conseguenza: l’ipotesi di impeachment per il Presidente della Repubblica. Fino a quando non sarà cancellato il peccato originale di una Seconda Repubblica fondata sulle stragi del ’92 e ’93 l’Italia non potrà mai dirsi un paese democratico e civile”.

Mag 23, 2012

Oggi è una giornata di lutto nazionale!


Vent’anni fa, un attentato mafioso lasciò attonita l’Italia: la strage di Capaci costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta. Il 23 maggio 1992, Giovanni Brusca, detto “u verru” in lingua siciliana (il porco), premette il pulsante che fece esplodere circa 500 kg di tritolo e uccise Falcone.

Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte sarebbe toccata all’altro magistrato in prima linea nella lotta contra Cosa Nostra, Paolo Borsellino.

I protagonisti di quelle stragi sono finiti tutti in carcere: il mandante Brusca, Totò Riina, capo di Cosa Nostra, e Bernardo Provenzano, ritenuto il capo di tutti i capi, catturato, dopo una latitanza quarantennale, nel paesino di Corleone. I veri mandanti sono ancora nascosti nelle istituzioni, ma tutta l’Italia sa che hanno un nome e un cognome.

Mag 17, 2012

Ricordando falcone e Borsellino.

Illustrazione per la prossima cover de “I Siciliani“.
Quelli di Falcone e Borsellino. Uomini soli? No. Con loro, è cresciuta una generazione. Ecco la sua storia“.

luglio 16, 2011

Borsellino sapeva della trattativa stato-mafia.

La rivelazione al programma televisivo “Dixit” del procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari

“Possiamo dire con certezza che Paolo Borsellino era a conoscenza della cosiddetta trattativa gia’ dal 28 giugno 1992. Noi abbiamo motivo di ritenere che la strage di via d’Amelio si inserisca in questo percorso di trattativa tra Stato e Cosa Nostra’. E’ la testimonianza esclusiva di Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, a ‘Dixit’ in onda martedi’ 19 alle 21.30 su Rai Storia, Digitale terrestre e Tivu’Sat nella puntata ‘Giovanni Falcone, un giudice italiano’

MEMORIA –
Nel ricordare quella drammatica stagione del ’92, Claudio Martelli, allora Guardasigilli, rivela che rischio’ di perdere il ministero per essere spostato alla Difesa. Alcuni politici allora lo accusarono di aver ‘esagerato nella lotta alla mafia’. Ricorda Martelli: ‘Quanti avevano convissuto con la mafia. Convissuto non vuol dire che erano andati a braccetto, magari l’avevano subita, ma pensavano che si sarebbe fermata. Qualche cadavere eccellente ogni tanto, ma non un’aggressione di tipo terroristico e stragista’.

aprile 27, 2011

Ingroia il nemico pubblico n.1

Lo indicano come il persecutore di Berlusconi, il magistrato che si ostina a inseguire favolette mediatiche come la trattativa mafia-Stato, il procuratore populista che arringa da un palco centinaia di migliaia di persone, parlando della “controriforma della giustizia” progettata dal governo. Con la scusa del falso di Ciancimino, da più parti nel Pdl e tra i giornalisti vicini al premier, si levano le voci contro Antonio Ingroia. Obiettivo: bloccare le inchieste che coinvolgono il Capo (e non solo lui). Qualche esempio della strategia mediatica? Giuliano Ferrara chiede la condanna di Ingroia a dieci anni di carcere per “attentato a organi costituzionali”. Il senatore Luigi Compagna vuole una commissione d’inchiesta sulla gestione dei pentiti. Maurizio Gasparri sollecita la Procura di Palermo a spogliarsi dell’inchiesta sulla trattativa mafia-Stato. Il vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, vuole un intervento del Csm sul procuratore aggiunto di Palermo. Per Sgarbi i pm continuano a tutelare Ciancimino, icona dell’antimafia”. E dal randello mediatico all’iniziativa parlamentare il passo è breve