Archive for aprile 3rd, 2013

aprile 3, 2013

Grecia: un villaggio dice no alla carità razzista di Alba Dorata.

Il pomeriggio di domenica alcune decine di membri del partito neonazista ellenico Alba Dorata si sono presentati nella piazza principale di Potamia, un piccolo centro nell’isola greca di Thassos, una delle più povere e depresse del paese. Con loro avevano un camion carico di alimenti ed altri generi di prima necessità, che avevano intenzione di distribuire agli abitanti, come sono soliti fare da tempo. Ma solo a quelli greci. Un modo per alimentare il razzismo e farsi propaganda a buon mercato, che purtroppo in molti casi funziona e permette ai neonazisti di diventare punto di riferimento di ampie fasce sociali schiacciate dalla crisi e dai piani lacrime e sangue della troika.

Ma questa volta, in maniera probabilmente inaspettata, gli abitanti del villaggio non si sono messi in fila a ricevere la carità e ad ascoltare i proclami razzisti della banda neonazista. Al contrario i membri di Alba Dorata sono stati ricevuti da una folla di manifestanti che gridavano slogan contro il fascismo e la xenofobia, e innalzavano striscioni e cartelli che dicevano chiaramente “Il fascismo non passerà”. A scendere in piazza un centinaio di persone, aderenti ad alcune associazioni del villaggio, ad un club di tifosi di calcio e ai partiti di sinistra, che hanno confinato in un angolo i nazisti impedendogli di scaricare i prodotti da distribuire dal camion e obbligandoli a togliere le tende dopo circa mezzora.

Scrive in un comunicato la sezione di Syriza dell’isola di Thassos: “Si tratta di un successo fenomenale del movimento antifascista e di una risposta netta del popolo democratico e radicale di Thassos contro lo spaventoso espandersi del fenomeno neo-nazista nel nostro paese. La gente dell’isola ha mostrato la strada a tutti noi su come combattere e sconfiggere il fascismo attraverso una mobilitazione massiccia e di base”.

Si tratta di un episodio importante, per quanto avvenuto in un piccolo villaggio dell’isola nel nord della Grecia, in un paese nel quale i fascisti grazie alle coperture istituzionali, alle complicità delle forze di sicurezza e alla crescente disperazione sociale trovano sempre maggiori spazi per la propria propaganda.

http://www.contropiano.org/esteri/item/15585-grecia-un-villaggio-dice-no-alla-carità-razzista-di-alba-dorata

aprile 3, 2013

La BCE conferma: In Europa i depositi bancari non sono sicuri.

 

Il membro olandese della BCE Klaas Knot conferma : l’esproprio di depositi bancari  rientra in futuro nella “politica europea di liquidazione”. La BCE pretende che le banche rimettano a pari i loro bilanci. Il risparmiatore comune dovrebbe quindi riflettere bene sia sulla somma di danaro sia presso quale banca la voglia lasciare in deposito.

Ora sono le banche centrali che hanno preso in mano il comando del nuovo ordine del sistema bancario europeo- Il membro della BCE olandese e presidente della banca centrale del suo paese, Klaas Knot ha confermato giovedì durante un convegno ciò che aveva già annunciato la settimana scorsa Jereon Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo: la ristrutturazione delle banche europee verrà effettuata come dall’esempio di Cipro. Tutti i depositi bancari, se necessario, verranno espropriati. Dijsselbloem aveva detto che l’affare Cipro rappresenta per l’Europa una prova generale . Poi ha ritirato tutto. Dopodiché Benoit Coeuré della BCE ha affermato che Cipro è un caso a sé.

http://www.losai.eu/la-bce-conferma-in-europa-i-depositi-bancari-non-sono-sicuri/

aprile 3, 2013

Grecia anno zero. Poi toccherà a noi.

http://www.rassegna.it/video/2013/04/02/979/grecia-anno-zero

Uno dei paesi sull’orlo dell’abisso economico, insieme a Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Un capitolo di “A different crisis”, web-documentario in fieri. Autori: Cecere, Elia, Pozzoli, Sessa.

aprile 3, 2013

Grecia: è cominciata la svendita, tocca alle ferrovie. Poi 30 mila licenziamenti.

vendita ferrovie greche-Redazione- 3 aprile 2013- La Grecia rinuncia alle sue reti Ferroviarie, autorizzandone la privatizzazione, alla vigilia della visita dei rappresentanti della Troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea) che deciderà la concessione di un’ennesima trance di aiuti, questa volta da ben 9 miliardi di euro. Costas Hatzidakis, ministro dello Sviluppo, ha iniziato, infatti, le procedure di dimissione dell’ente nazionale ferroviario, affidandone la vendita sul mercato privato del 100% delle azioni all’Hellenic Asset Development Fund, ente nazionale che si occupa della privatizzazione dei beni pubblici, che tanto ha avuto a che fare in questi ultimi tragici mesi ellenici.

La decisione è stata presa in linea con le richieste della Troika per l’ottenimento di un nuovo credito che dovrà essere deciso proprio in un incontro atteso per giovedì nella capitale ellenica.

Le imposizioni fiscali nel paese continuano e sono previste, per garantire l’adempimento delle garanzie richieste dalla Troika, che dovrebbero provocare più di 30.000 licenziamenti nel settore pubblico ed introdurre nuove imposte nell’anno fiscale in corso.

Samaras è chiamato ad un ulteriore, e difficile, missione di conciliazione tra gli schieramenti parlamentari per ottenere, ancora una volta, l’adempimento della volontà dei creditori internazionali che, interessati alle garanzie di restituzione del proprio prestito, piuttosto che alle finalità sociali cui dovrebbe essere vincolato, spingono per sempre nuove contrazioni dell’assistenzialismo statale, lasciando i greci alla mercé di un mercato sempre meno generoso.

http://www.articolotre.com/2013/04/grecia-e-cominciata-la-svendita-tocca-alle-ferrovie-poi-30-mila-licenziamenti/156160

aprile 3, 2013

Ecco i nomi dei 10 manager italiani più ricchi: si arricchiscono con la crisi, guadagnano 100 volte più dei deputati, ma nessuno ne parla.

 

E’ una casta di cui pochi o nessuno osa parlare: incassano milioni di euro al mese per gestire quelle banche, quelle assicurazioni e quei consigli di amministrazione che hanno, con le loro scelte e le loro strategie speculative, condotto il nostro paese verso il baratro della crisi economica e finanziaria.
In tanti dicono che sono amministratori di società private e quindi liberi di fare le loro scelte e fissare i loro lauti stipendi: peccato però che in Italia la commistione tra pubblico e privato ha causato per decenni e continua a causare solo costi per molti e guadagni per pochi.
Questi sono i personaggi che si spacciano liberali e liberisti quando si tratta di pagare tasse e imposte, ma poi fanno i socialisti e invocano l’intervento pubblico quando c’è da incassare il denaro pubblico per risanare i conti e le imprese da loro malgestite, dopo averne saccheggiato le casse, dirottando fiumi di denaro verso i paradisi fiscali.
Non ci sono elezioni per loro, inamovibili ed eterni, sono da decenni lì ai vertici manageriali del nostro paese, alternandosi tra aziende pubbliche e aziende private e nessuno riesce a scalfirne la loro potenza.
Ecco, piuttosto che la discussione sul dove convenga pranzare tra la mensa aziendale del parlamento e la buvette, se veramente vogliamo affrontare i mali del nostro paese, potremmo iniziare anche da qui, dal tagliare le teste (senza ghigliottina, per carità, in senso metaforico) di questi pescecani.
aprile 3, 2013

Quelli che lottano sul serio.

aprile 3, 2013

Grillo crolla nei sondaggi.

Crolla la fiducia degli italiani in Beppe Grillo, per Bersani e Berlusconi riamane stabile, mentre Matteo Renzi fa boom. Questo in sintesi ciò che emerge dall’intervista che Roberto Weber, sondaggista presidente dell’Swg, ha rilasciato al Quotidiano.Net

Ecci i dati che snocciola Weber
Bersani è al 32%, Grillo, parlo di fiducia, non di voti, era arrivato al 36%, ora è sceso sotto il 29% Berlusconi è sempre nel suo perimetro intorno al 24%. E poi c’è questo inspiegabile 54% di Renzi.

Il sondaggista spiega le ragioni del calo di Grillo

In una decina di giorni ha bruciato 6 punti in termini di fiducia personale. Questo non significa che il M5S abbiano perso voti, stanno sempre lì. Significa che il suo potenziale di richiamo si è molto indebolito. Una volta ci volevano anni. Ora vale solo l’assoluto presente.

aprile 3, 2013

Quanto le ha dato ancora Berlusconi?

Dopo quella del PDL, ecco la solitaria di Ruby

Una manifestazione di protesta contro i magistrati e gli avvocati, compresi quelli di Berlusconi, che non l’hanno voluta convocare come parte offesa nei processi a carico dell’ex premier e di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti e anche contro quei giornalisti che l’hanno fatta passare per una prostituta. E’ questa l’intenzione di Ruby, la giovane marocchina al centro dei 2 processi milanesi sui presunti festini a luci rosse ad Arcore.

Secondo fonti a lei vicine, la protesta dovrebbe avere luogo giovedi’ mattina davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. La ragazza, che ha reso nota la sua iniziativa ad alcuni cronisti, in particolare di Sky, ha affermato di voler manifestare anche con cartelli e scritte di protesta. Nei due dibattimenti milanesi la bella ‘rubacuori’ inserita nelle liste di vari difensori e dei pm, e’ stata poi cancellata in quanto si e’ preferito rinunciare al suo esame in aula. L’unica possibilita’ al momento e’ quella di essere convocata dai giudici della quinta sezione penale dove e’ in corso il procedimento che vede imputati l’ex talent scout, l’ex direttore del Tg4 e l’ex consigliere regionale lombardo nonche’ ex igienista dentale del Cavaliere. (ANSA)

aprile 3, 2013

Contestati i deputati 5 stelle.

Un piccolo gruppetto di passanti ha protestato per la linea consigliando ai 5 Stelle di stringere un'alleanza con il Pd

Deputati grillini contestati a due passi da Montecitorio, di fronte allo storico bar Giolitti, da un piccolo gruppetto di passanti che protesta per la linea e preme affinchè i 5 Stelle stringano un’alleanza con il Pd per formare il governo.

Il primo ad esser preso di mira è Massimo Artini, che viene subito circondato da una folla di curiosi. In realtà ad alzare la voce è soltanto un contestatore, che dà al deputato “stellato” del “populista” e del “bamboccione”.

”Sveglia – grida – che qui sta affondando il Paese”. Qualche passante si unisce e con tono conciliante suggerisce ai giovani parlamentari: “fate in modo che questo signore alla fine non abbia ragione, fate l’alleanza e salvate il Paese”. In soccorso di Artini arriva il collega Massimo De Rosa: “non ci sto – risponde a muso duro all’uomo che continua ad urlare – a farmi dare del bamboccione da lei, perché non se la prende con chi in questi anni ha affondato l’Italia?”, domanda polemico.

A sedare gli animi ci pensano i carabinieri, che arrivano poco dopo anche per consentire alla fila di macchine formatasi nel frattempo di procedere regolarmente lungo la via. I grillini rientrano a Montecitorio e poco dopo De Rosa spiega ai colleghi che domandano cosa sia successo fuori: “ci stavano demolendo, non potevo star zitto”. A far salire i toni, a detta del deputato ‘stellato’, “ci ha pensato un contestatore di professione, che gridava solo se a favore di telecamere”. “I soliti troll”, taglia corto il collega Vittorio Ferraresi allungandogli una pacca sulla spalla. (Ile/Col/Adnkronos)

aprile 3, 2013

Prima di dormire.

Dottore mi salvi di Enzo Scarton