Posts tagged ‘1 maggio’

Mag 2, 2013

Concerto I° Maggio.

Mag 1, 2013

1° maggio all’Avana.

Mag 1, 2013

Pietrarsa: i primi martiri del lavoro dell’Italia Unita.

La loro unica colpa fu quella di ribellarsi ai soprusi della nuova dirigenza tosco-padana e reclamare il loro diritto al lavoro. Poche settimane prima, sulle pareti prossime ai bagni dello stabilimento erano state segnate col carbone queste parole:
“Morte a Vittorio Emanuele II, il suo Regno è infame,
la dinastia Savoia muoia per ora e per sempre”.

Mag 1, 2013

E l’Italia alla famiglia Benetton ha ragalato la rete autostradale.

le chiamano ‘delocalizzazioni’.
Solidarietà alle vittime della tragedia del Bangladesh, perite nel crollo della fabbrica tessile. Ai tempi nostri si sarebbe sceso in strada, sisarebbe discusso, si sarebbe fatta una dimostrazione di solidarietà.

e ora?

Mag 1, 2013

Bisogna partire da qui.

Mag 1, 2013

381.

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Trecentottantuno lavoratori tessili morti a Dacca nel crollo di un palazzo di 8 piani.

Una Sinistra normale ed il M5S dovrebbero occuparsi anche di questo. Si ricomincia guardando oltre il proprio ombelico. Non è sensibilità, è egoismo a ben vedere. Aumentare i diritti conviene a tutti. Il diritto di avere diritti, appunto.

Mag 1, 2013

Il lavoro è merce.

 

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La vignetta oggi su il manifesto. E buon primo maggio a TUTTI.

Mag 1, 2013

Primo maggio, a Bologna e Treviso Confindustria per la prima volta nella storia sale sul palco con i sindacati.

È lo sfondamento della linea gotica del conflitto nel mondo del lavoro. Una breccia, due brecce, nel muro che divide sindacati e imprese e che la tempesta della più profonda crisi dal Dopoguerra ad oggi ha finito per assottigliare progressivamente. A Bologna e Treviso domani le imprese saranno per la prima volta su un palco, quello del primo maggio, che è storicamente simbolo di uno solo dei due volti del mondo del lavoro.

L’unità sindacale. Troppo presto, prestissimo, per parlare di primi segnali verso quel “Patto della fabbrica” auspicato due settimane fa da Vincenzo Boccia e Giorgio Squinzi, ma episodi che la particolare, e unica, congiuntura storico-politica rende impossibile archiviare come semplici coincidenze. Mentre a Roma viene battezzato il primo governo della storia repubblicana composto da ministri, politici, di entrambi gli schieramenti, il mondo del lavoro continua a tessere la complessa tela del dialogo che oggi, peraltro, ha registrato un altro storico passo avanti: la riunione unitaria dei direttivi di Cgil, Cisl e Uil, il primo via libera all’accordo sulla rappresentanza e l’annuncio della mobilitazione unitaria per il prossimo 22 giugno.

aprile 30, 2013

Non prendetevela con gli anarchici, sono compagni.

aprile 30, 2013

Primo maggio per una nuova ecologia del lavoro.

Occorre uno sguardo ecologico sul lavoro a partire dale fatto che chi lavora può (oltre che deve) avere una vita dignitosa; occorre anche ripensare al rapporto tra gli uomini e le macchine.

Primo maggio per una nuova ecologia del lavoro

 Da oltre un secolo il primo maggio è la festa dei lavoratori e del lavoro. Credo sia utile iniziare a parlare di ecologia del lavoro, intendendo non solo la green economy, ma una riflessione più ampia che inserisca il lavoro all’interno delle reti ecologiche.

Alcuni brevi spunti:

(1) Il lavoro deve e può garantire una vita dignitosa a tutti: non è solo un principio etico e politico, è anche un fatto dimostrato dalla nostra storia. Come ci ricorda il biologo e antropologo  Jared Diamond, per la maggior parte della nostra storia siamo stati  cacciatori-raccoglitori ed abbiamo potuto godere di una vita dignitosa lavorando meno di 20 ore alla settimana per cercare il nutrimento.

(2) Con la rivoluzione industriale e la diffusione delle macchine , è come se l’umanità avesse messo in circolazione una razza di Titani che si nutrono di energia fossile e inquinano l’ambiente e che hanno una potenza da migliaia a milioni di volte quella di un essere umano.

 La grande potenza disponibile genera sovraproduzione e concorrenza con il lavoro artigiano, che è sparito quasi dappertutto.

Ora che l’energia fossile è meno disponibile (picco del petrolio) e meno desiderabile (cambiamenti climatici da CO2), questi Titani stanno anche diventando nostri concorrenti alimentari perchè iniziano a nutrirsi di biofuel coltivato nei campi. Vinceranno i Titani o gli homo sapiens più poveri e marginali?

(3) L’appetito smisurato dei Titani li rende meno resilienti, cioè più fragili rispetto ad una crisi energetica-climatica, un po’ come i grandi dinosauri del passato. Le piccole attività artigiane possono invece assicurare maggiore occupazione con un minore uso di energia.

Si tratta da un lato di riscoprire attività tradizionali (come quella del sarto e del calzolaio) per produrre prodotti non di lusso, ma di uso quotidiano. Potremmo avere meno oggetti di quelli che usiamo oggi, ma di migliore qualità e durata, ad un prezzo equo per produttore  e consumatore. Ma quando si parla di artigianato, non dobbiamo pensare solo all’ago e al filo, o ai chiodi e al martello e alla nostalgia del pasato.

Anche la tecnologia, quando è a dimensione umana, ci può essere alleata. Con le stampanti 3D è possibile virtualmente produrre qualsiasi cosa su piccola scala, in modo creativo e personalizzato e on demand, senza sovraproduzione e senza sprechi.

Per concludere,  se partiamo dal presupposto che il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro, abbiamo tutti gli strumenti per fare lavorare  dignitosamente tutti con un basso impatto ambientale.