Posts tagged ‘Bettino Craxi’

dicembre 31, 2014

Meditate gente! Meditate!

…”Ciò che si profila è ormai un’Europa in preda alla disoccupazione e alla conflittualità sociale, mentre le riserve, le preoccupazioni, le prese d’atto realistiche si stanno levando in diversi paesi che si apprestano a prendere le distanze da un progetto congeniato in modo non più corrispondente alla concreta realtà delle economie e agli squilibri sociali che non possono essere facilmente calpe Altro…

agosto 20, 2013

Ripartire dal Midas?

DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE SONO ALLO SBANDO, RIPARTIRE  DAL MIDAS.
giugno 16, 2013

Vecchi arnesi del craxismo.

Mag 22, 2013

150 anni dell’SPD, dall’Internazionale democratica del Psi di Craxi all’Alleanza progressista dei socialisti tedeschi

” Di che si tratti ancora non si sa. Sembra che sia il progetto di un’associazione promossa da partiti socialisti che oltrepassi i rigidi confini dell’Internazionale, ma che per ora vi si affianchi e non ne costituisca un’alternativa. Naturalmente la proposta tende comunque a superare la vecchia organizzazone che ha perso negli utlimi vent’anni sia un chiaro profilo politico sia la sua influenza, priva di temi e campagne internazionaliste coordinate, priva di peso nell’Onu.
E’ una proposta che, al momento, ci pare indirizzarsi verso una analoga idea avanzata dal PSI di Craxi e Martelli alla vigilia del crollo dell’Unione sovietica e alla vigilia della ormai fortemente voluta dal cancelliere Kohl, prima degli altri, della riunificazione tedesca: l’Internazionale Democratica.
Oggi la Germania – in cui la SPD di allora si oppose con forza alla proposta del Partito socialista italiano, viceversa condivisa dal socialismo latino, sia spagnolo, portoghese che di Mitterrand – è una sola e nelle prossime elezioni di settembre potrebbe scalzare (è l’auspicio) Angela Merkel: una Alleanza progressista a guida sociademocratica tedesca avrebbe una grande influenza sulla politica europea, dimostrerebbe che la SPD è capace di influenza internazionale competitiva a quella dell’attuale Cancelliere conservatore.

http://stecarluccio.com/2013/05/22/150-anni-dellspd-dallinternazionale-democratica-del-psi-di-craxi-allalleanza-progressista-dei-socialisti-tedeschi/

aprile 30, 2013

Qualcuno parla bene di noi.

Nel momento in cui, almeno in controluce, si prefigura la riorganizzazione del partito cattolico, in Italia, è bene non dimenticare il passato. La caccia contro i socialisti è stato uno sport antico. Non cominciò con Bettino Craxi: il leader che, secondo la definizione di Enrico Berlinguer, aveva subito, come un OGM, una mutazione genetica. Bisogna, invece, risalire nel tempo, quando Lenin chiamava ‘rinnegato’ Kautsky il capo della Seconda Internazionale. E gli uomini di Stalin condannavano o uccidevano uomini come Bernestein o Bukarin: tutti colpevoli di essere eccentrici rispetto al nuovo verbo della “rivoluzione in un solo Paese”.

Una lunga persecuzione, quindi, che in Italia ha assunto una dimensione inusitata. Ancora oggi, si può continuare ad essere socialisti, ma solo nel privato. Si può partecipare alla vita politica, ma solo sotto le bandiere altrui. Si può anche assumere una posizione di leadership, come in tanti casi che non è necessario elencare, ma nel rispetto di quell’antica convenzione.

Eppure i socialisti, nella storia d’Italia sono stati, quasi sempre, la punta del cambiamento. Quando i giovani comunisti – e noi tra questi – studiavano il tedesco per comprendere meglio gli scritti di Marx, uomini come Giolitti, Ruffolo, Brodolini rendevano più giusto e moderno questo Paese. E solo pochi anni dopo, era Gianni De Michelis, con il Trattato di Maastricht, a porre la prima pietra della futura costruzione europea, nelle vesti che oggi conosciamo.

E’ giunto il momento d’uscire da quell’antica maledizione, ricordando le lezioni della storia. Il torto non era di chi cercava di coniugare il principio di uguaglianza con quello di libertà. Ma di chi negava in radice il nocciolo problematico di quella relazione. Naturalmente i socialisti italiani non sono stati dei santi. Ma chi in Italia ed in Europa può lanciare la prima pietra? Il PCI di Greganti? Kohl, in Germania? Giscard in Francia?

La corruzione, che va combattuta con un impegno ancora maggiore, é la mala pianta di tutte le democrazie. La gramigna da estirpare, ma senza condannare un’intera cultura. Tanto più che in essa si sono riconosciuti milioni di uomini, per i quali il socialismo é stato, per decenni, la luce in fondo ad un tunnel pieno di disperazione.

Naturalmente i socialisti devono fare ammenda degli errori passati. L’unico modo per salvare l’onore della loro grande tradizione. Dovranno cedere il testimone ad una generazione più giovane che ha avuto la fortuna di non essere partecipe di quello scontro politico impietoso. Ma questo non basta.
Già da oggi, non devono più nascondersi, quasi per far dimenticare quello che sono stati.

Ritrovare l’orgoglio di chi era nel giusto e poi sconfitto da una congiuntura avversa che non può essere confusa con la storia. Perché questa si é già pronunciata, sgretolando le fondamenta di quell’antica fortezza costruita sulla “ragion di stato” di un Paese straniero e sulla condanna dei tanti “rinnegati”, che hanno saputo tenere alta la bandiera della libertà.

ottobre 14, 2012

Sigonella, un anniversario taciuto.

Non è un caso che quest’anno l’anniversario del “braccio di ferro” di Sigonella tra l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi ed il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan stia passando così sot…Visualizza altro

gennaio 2, 2012

Ricordando Pietro Nenni.

« Sarebbe stato uno splendido presidente delle Repubblica, e ci avrebbe fatto bene averlo al Quirinale. Ma non glielo permisero, non ce lo permisero. I suoi amici prima ancora dei suoi nemici. »(oriana fallaci) Pietro Nenni morì, il giorno di capodanno del 1980, quando il PSI era da tempo guidato da Bettino Craxi, suo delfino politico, che era divenuto segretario del partito nel congresso del 1976, con il suo decisivo appoggio.

gennaio 1, 2012

la memoria corta della lega.

«Con un Parlamento delegittimato occorre un governo di tecnici affidato a Mario Monti». Indovinello: chi l’ha detto? Bersani? Nooo! Casini? Nooo! Fini? Nooo! Sono parole di Umberto Bossi. Dette in una situazione non così dissimile da quella di oggi. Ma abissalmente distanti dalle pernacchie e dagli insulti di questi giorni. È il 23 aprile 1993. Il mondo politico è scosso dall’inchiesta Mani pulite, Bettino Craxi è stato costretto a lasciare dopo molti anni la segreteria del Psi, Giorgio La Malfa quella del Pri, Renato Altissimo quella del Pli. Il 18 aprile una schiacciante maggioranza di italiani ha appena spazzato via la quota proporzionale al Senato e il finanziamento pubblico dei partiti. Non passa giorno senza un arresto per tangenti o un allarme sulla gravità del momento economico. La maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni del 1992 con 206 seggi democristiani, 92 socialisti, 17 liberali, 16 socialdemocratici, sarebbe teoricamente ancora salda. Per capirci: una svolta potrebbe esser dipinta, esattamente come oggi, come un tradimento della volontà espressa 11 mesi prima dagli elettori che avevano dato al quadripartito una larga maggioranza iniziale con 33 voti in più al Senato e 50 alla Camera. Ma la politica, come è ovvio, non è fatta solo di numeri. E il 22 aprile Giuliano Amato è salito al Quirinale per dare le dimissioni. Mentre da una parte e dall’altra dibattono sulle
novembre 10, 2010

Per chi vuole dedicare una via a Craxi

9 mesi e 24 giorni di carcere sono la condanna inflitta a Sandro Pertini per un presunto oltraggio ad una guardia carceraria durante il suo confino sull’ isola di Pianosa (Resistenza Toscana.it). 

settembre 22, 2010

Guevara o Craxi?

Chissà perchè mi convince più lui di Bettino Craxi.