Ior si cambia.

Ior, è tempo di glasnost

di Gianluca Roselli

Papa Francesco lo aveva detto in udienza circa un mese fa. “Siamo sicuri che lo Ior sia indispensabile per la Chiesa?”, si era chiesto il nuovo Pontefice. Aprendo la strada a un’operazione trasparenza che oggi trova conferma con la notizia che, entro la fine dell’anno, l’istituto per le opere di religione aprirà un sito internet e renderà pubblici i bilanci. Una vera e propria operazione glasnost per la banca vaticana, da almeno trent’anni al centro di numerosi scandali. E proprio la mancanza di trasparenza e i sospetti di riciclaggio di denaro e di finanziamento ad attività illegali aveva portato, nel maggio 2012, alle dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi.

L’operazione trasparenza è andata avanti nel corso dei mesi, ma ha trovato il suo volano nell’elezione di Josè Bergoglio. Sostenuto in questa operazione dal nuovo presidente dell’istituto, il tedesco Ernst von Freyberg. Che, incontrando il personale (111 persone) ha reso noto anche altre novità, tra cui la consulenza di una società internazionale di certificazione. Così da rispondere alla richiesta di trasparenza avanzata anche dall’Unione europea. Uno degli obbiettivi è quello di entrare nella white list dei paesi virtuosi nel campo dell’anti-riciclaggio.

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