Posts tagged ‘Giovanni Paolo II’

Mag 14, 2013

Ior si cambia.

Ior, è tempo di glasnost

di Gianluca Roselli

Papa Francesco lo aveva detto in udienza circa un mese fa. “Siamo sicuri che lo Ior sia indispensabile per la Chiesa?”, si era chiesto il nuovo Pontefice. Aprendo la strada a un’operazione trasparenza che oggi trova conferma con la notizia che, entro la fine dell’anno, l’istituto per le opere di religione aprirà un sito internet e renderà pubblici i bilanci. Una vera e propria operazione glasnost per la banca vaticana, da almeno trent’anni al centro di numerosi scandali. E proprio la mancanza di trasparenza e i sospetti di riciclaggio di denaro e di finanziamento ad attività illegali aveva portato, nel maggio 2012, alle dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi.

L’operazione trasparenza è andata avanti nel corso dei mesi, ma ha trovato il suo volano nell’elezione di Josè Bergoglio. Sostenuto in questa operazione dal nuovo presidente dell’istituto, il tedesco Ernst von Freyberg. Che, incontrando il personale (111 persone) ha reso noto anche altre novità, tra cui la consulenza di una società internazionale di certificazione. Così da rispondere alla richiesta di trasparenza avanzata anche dall’Unione europea. Uno degli obbiettivi è quello di entrare nella white list dei paesi virtuosi nel campo dell’anti-riciclaggio.

febbraio 16, 2013

Sarà Ravasi il nuovo Papa?

Gianfranco Ravasi

Il cardinale Gianfranco Ravasi

Succede di rado che un prelato non ancora Vescovo venga posto al vertice di un dicastero e nel giro di un anno diventi cardinale, a meno che non abbia l’alone del primo della classe.

Benedetto XVI, nel novero delle porpore che un Papa riserva direttamente a se stesso, senza tenere conto di precedenze curiali e prelazioni geografiche, ha ragionato da professore, dando il massimo dei voti e promuovendo il Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

E oggi, con una chiara indicazione elettorale, lo mette addirittura in pole position, chiamandolo a predicare da domenica pomeriggio 17 febbraio gli esercizi alla Curia, con gesto analogo a quello di Giovanni Paolo II, che nel 2005 affidò a Ratzinger le meditazioni dell’ultima Via Crucis.

novembre 27, 2011

Pedofilia: Papa, flagello per societa’ Tutte le istituzioni esigano regole

La pedofilia è “un flagello che colpisce ogni livello della società”, e “così come la Chiesa è giustamente tenuta a esigere norme di comportamento a questo riguardo, tutte le altre istituzioni, senza eccezioni, dovrebbero essere tenute alle stesse regole”. Lo ha detto il Papa parlando ai vescovi americani.

Rivolgendosi nella Sala del Concistoro ai vescovi Usa giunti in visita Ad Limina, Benedetto XVI ha ricordato che “questo nostro incontro è il primo dalla mia visita pastorale del 2008 nella vostra nazione, che era rivolta a incoraggiare i cattolici d’America in seguito allo scandalo e al disorientamento causati dalla crisi degli abusi sessuali dei decenni recenti”.

Bene! Benedetto XVI° ha avuto l’onestà di ammettere lo scandalo della pedofilia all’interno della chiesa, lo stesso coraggio che era mancato a Giovanni Paolo II°. Questo gli va riconosciuto.

Mag 12, 2011

Grande miracolo di Giovanni Paolo II.( e magari qualcuno ci crede)

Ha deviato sulla Spagna il terremoto previsto per l’11 maggio, su Roma.

Mag 1, 2011

Come cattolico.

Come cattolico mi sento molto a disagio  per questa gigantesca messa in scena mediatica riguardante la Beatificazione di Giovanni Paolo II.

Non riesco ad  accettare l’idea che tutte le regole della Chiesa e i sentimenti nobili dei cristiani, che non hanno bisogno di queste sceneggiate per conservare la propria fede, vengano così platealmente calpestate per dare uno spettacolo di potenza che non c’è e per nascondere una crisi di idee che denota debolezza e paura del confronto. Questo Papa per un verso così grande, per un altro verso ha macchiato il suo pontificato con tante omissioni, con altrettante complicità ed infine con colpevoli silenzi. Questo Papa che ci ha fatto piangere quando è morto, ha avuto la colpa di iniziare una gigantesca opera di demolizione dei principi ispiratori del Concilio Ecumenico Vaticano II. Giovanni XXIII, il Papa Buono, ma non solo e Paolo VI° avevano aperto la Chiesa al mondo. La Chiesa si era fatta carico di recepire quel bisogno di partecipazione della gente alla vita e a sentirsi appartenenti ad una comunità in modo globale, confrontandosi a tutte le fedi, cominciando un dialogo che ci avrebbe portato ad un dibattito universale.  Per una volta La Curia aveva dovuto lasciare il primato al popolo di Dio. Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI° hanno chiuso le porte impedendo al vento del rinnovamento di  entrare nelle coscienze dei fedeli.

Questa Chiesa, così pavida e così arrogante  renderà noi cattolici sempre più minoranza. In una vacanza in Francia mi meravigliai che le Chiese nell piccole città di provincia fossero chiuse ai fedeli ed alle porte era affisso l’avviso delle celebrazioni domenicali. Si potranno proclamare altri cento Santi ma le chiese chiuse e vuote saranno sempre di più e la Chiesa, quella di Roma, assomiglierà sempre di più ad una multinazionale.

gennaio 15, 2011

Giovanni Paolo II santo subito.

Vaticano. Ufficialmente riconosciuto il miracolo di Giovanni Paolo II su una suora francese affetta da Parkinson.

Il miracolo è che prima era tedesca.

agosto 17, 2010

Trenta anni fa l’estate di Danzica.

Era la vigilia di ferragosto del 1980 quando a Danzica un volantino chiedeva agli operai dei cantieri navali un gesto di solidarietà per Anna Walentynowicz, addetta al reparto saldature, licenziata in tronco a pochi mesi dalla pensione. Il foglio era firmato da tre sconosciuti operai: Joanna Duda-Gwuazda, Andrzej Gwiazda, Bogdan Borusewicz (quest’ultimo oggi è presidente del Senato): cominciarono così i fatti dell’estate di Danzica destinata a cambiare il volto della Polonia e a imprimere una decisa svolta al volto del comunismo europeo. La Walentynowicz, operaia modello, coperta di onorificenze, aveva pagato cara la richiesta di un sindacato libero.

Quel volantino per Anna accese la miccia degli scioperi e i 17 mila operai dei cantieri navali si bloccarono. Le rivendicazioni presto crebbero ancora di numero e divennero ‘le 21 richieste’, mettendo in crisi il regime, tanto più che il Papa polacco Giovanni Paolo II non mancò di far arrivare pubblicamente il suo sostegno agli operai in sciopero. Si capì subito che era una rivoluzione diversa. Non c’era notizia di atti violenti o fatti esagerati. La richiesta di libertà e giustizia sociale si accompagnava ad un grande senso di responsabilità. Le prime trattative furono surreali. L’elettricista Lech Walesa salì su uno sgabello, arringando gli operai. Il capo aziendale Gniech invitò a riprendere il lavoro, la ricreazione é finita, disse. Walesa vinse, Gniech aveva dovuto indietreggiare di fronte a richieste fatte in pubblico, richieste che non erano più solo sindacali ma di buon senso, di dignità.

Domenica 17 agosto Walesa si presentò in fabbrica con una grande croce in legno e la piantò davanti all’ingresso, altri portarono l’immagine della Madonna nera di Jasna Gora e una foto di Giovanni Paolo II. Il giorno dopo nacque l’alleanza fra gli operai dei cantieri navali e quelli del nord: il pane portato agli occupanti dei cantieri navali fu diviso con gli operai dei cantieri del nord, che se la passavano peggio. Durante l’occupazione delle fabbriche si cominciò a pregare, i sacerdoti furono invitati a dire la Messa.

Quelle migliaia di tute blu inginocchiate durante le celebrazioni dentro ai cantieri furono un’immagine sconvolgente di fede popolare che rimbalzò su tv e giornali di tutto il mondo. Quella di Danzica è stata soprattutto la prima rivoluzione operaia non violenta, all’insegna dello slogan ‘non c’é libertà senza solidarietà”.  In ogni caso, come disse Bronislaw Geremek, protagonista di quella lontana estate polacca, poi ministro degli esteri e eurodeputato, a Danzica nel 1980 prese corpo quella che “é stata soprattutto la prima rivoluzione operaia non violenta”.

aprile 6, 2010

Non per i miei peccati.

Questa Pasqua non sono andato a messa. Andare a messa Pasqua in genere e piu bello che andarci in altri periodi. La Pasqua corrisponde con il risveglio della natura e la resurrezione di Cristo trova una risposta nella natura che dona di nuovo i sui frutti. Non mi sono sentito di andare a messa e non ho potuto prendere la comunione. Troppo colpito dallo scandalo dei preti pedofili. Si tratta di uno scandalo planetario. E successo in America, in Irlanda, in Inghilterra in Germania, in Italia e chi piu ne ha piu ne metta. La reazione del Vaticano e stat vergognosa e scandalosa. Il Papa non poteva non sapere. Questo Papa, capo della inquisizione prima di diventare Papa sapeva tutto. Chi ha mandato al rogo tante streghe, Giovanna D`Arco, Giordano Bruno, sapeva e come.Infischiandosene del proprio popolo, quei cattolici a cui si chiede tutto senza nulla dare ha preferito nascondere crimini gravissimi, anziche dire la verita, chiedere scusa, risarcire gli offesi, consegnare alla giustizia i colpevoli. Date a Cesare….diceva Cristo.Questa Chiesa non mi rappresenta. Benedetto XVI e il mio Capo Spirituale, ma non per affinita. Giovanni XXIII era il mio Papa, quando diceva portate una carezza ai vostri figli, Paolo VI era il mio Papa quando scongiurava le Brigate rosse di fare salva la vita di Aldo Moro. Giovanni Paolo II era il mio Papa quando con la sola forza delle parole ha fatto crollare il muro di Berlino, cambiando il volto della storia. Nessuno di questi gesti Benedetto XVI ha l`autorita morale per farlo. Quest`anno Cristo non e risorto ma e sato ucciso un`altra volta , ma non per i miei peccati.

marzo 18, 2010

19 marzo: quaderni ricorda Don Peppe Diana.

Qualsiasi parola per ricordare Don Peppe Diana sarebbe inutile.

Alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana viene assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa. Due killer lo affrontano con una pistola calibro 7.65. I quattro proiettili vanno tutti a segno, due alla testa, uno in faccia e uno alla mano, Don Peppe muore all’istante. L’omicidio, di puro stampo camorristico, fece scalpore in tutta Italia. Un messaggio di cordoglio venne pronunciato anche da Giovanni Paolo II durante l’Angelus.

Hai dato coraggio e dignità ad una terra mortificata dai suoi stessi figli. Grazie!

gennaio 8, 2010

Persone per bene.

“Persone per bene”: così gridava un cittadino di Rosarno. Forse, ma anche razzisti e xenofobi. I migranti vengono da lontano e sono tanti vivono da da noi circa 4 milioni di stranieri, di cui almeno mezzo milione clandestini. Su quasi 60 milioni di abitanti, si tratta del 6,7% della popolazione. Lo stato non riesce a gestire questo flusso inarrestabile che proviene  da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e Filippine. Vivono “intrappolati dietro un muro di discriminazione, xenofobia e razzismo a seguito dell’aumento, in alcune società, delle tensioni culturali e religiose.” come affermava Giovanni Paolo II  nella l’Erga migrantes caritas Christi[3] (n. 5), l’ Istruzione approvata da Papa Giovanni Paolo II il 1° Maggio 2004. Che cosa sono i migranti di Rosarno se non schiavi senza diritti. Percepiscono un salario di venti euro al giorno. Senza una casa, senza dignità, senza nessuna solidarietà, senza una famiglia. Fino ad oggi i cittadini di Rosarno hanno voltato la faccia dall’altra parte, fingendo di non vedere. Qualcuno per combattere la noia decide di fare il tiro al migrante. E’ possibile? E’ umano? Che gente siamo diventati? La patria delllo statuto dei lavoratori ha deciso che questi uomini, nostri fratelli, come  ci hanno insegnato al catechismo da ragazzi, sono poco più che bestie. Lavorare e non  protestare. In Calabria poi, dove lo Stato si è arreso alla criminalità organizzata, come a Castelvolturno. Maroni, il ministro della paura, invece di condannare chi si è sentito libero di poter sparare contro cittadini stranieri e piuttosto di denunciare le condizioni di schiavitù in cui vivono e lavorano migliaia di persone  denuncia addirittura ‘troppa tolleranza con i clandestini’ e individua nella clandestinità la causa della  criminalità e del degrado. E’ vero invece il contrario: lo Stato non esiste e non sa far rispettare i diritti fondamentali dei cittadini sanciti e riconosciuti dalle convenzioni internazionali.  Bisogna reagire come cittadini, come cittadini di una nazione che non vuole arrrendersi alla barbarie verso cui un modo vergognoso di governare ci sta portando. La società civile , se esiste ancora deve reagire. Lo dobbiamo alla nostra dignità di uomini, di persone stanche di fingere che tutto sia un problema di ordine pubblico e non invece un probema umano e politico. Quello che è successo è solo il risultato della continua violazione di diritti, dignità e libertà fondamentali. Prendiamo coscienza ed ognuno nel suo piccolo faccia in modo che tutto questo finisca. Dimostriamo di essere degni di chiamarci cristiani. Mettiamo in pratica quei precetti  di tolleranza, solidarietà, fraternità, che sono la base minima del vivere civile. Facciamolo prima che sia troppo tardi.