Posts tagged ‘Benedetto XVI’

gennaio 31, 2015

Viviamo in un mondo di plastica

Nel 2014 la produzione mondiale di plastica ha forse superato le 300 milioni di tonnellate e per Gaelle Gourmelon del centro di ricerca ambientale fondato nel 1974, “il recupero e il riciclaggio restano insufficienti” e così la plastica finisce nelle discariche e negli oceani. Oggi il consumo di plastica in Europa occidentale e in Nord America è in media di 100 kg Altro…

febbraio 18, 2014

Giordano Bruno, eroe del pensiero libero.

Giordano Bruno, eroe della libertà di pensiero.
L’8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali inquisitori e dei consultori Benedetto Mandina, Francesco Pietrasanta e Pietro Millini, è costretto ad ascoltare inginocchiato la sentenza di condanna a morte per rogo; si alza e ai giudici indirizza la storica frase: «Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» («Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla»).
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio, con la lingua in giova – serrata da una morsa perché non possa parlare – viene condotto in piazza Campo de’ Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere.
A distanza di 400 anni, il 18 febbraio 2000 il papa Giovanni Paolo II, tramite una lettera del suo segretario di Stato Sodano inviata ad un convegno che si svolse a Napoli, espresse profondo rammarico per la morte atroce di Giordano Bruno, non riabilitandone la dottrina: la morte di Giordano Bruno “costituisce oggi per la Chiesa un motivo di profondo rammarico”. Tuttavia, “questo triste episodio della storia cristiana moderna” non consente la riabilitazione dell’opera del filosofo nolano arso vivo come eretico, perché “il cammino del suo pensiero lo condusse a scelte intellettuali che progressivamente si rivelarono, su alcuni punti decisivi, incompatibili con la dottrina cristiana”.

agosto 12, 2013

Forse ha ragione.

Negoziante a Roma, credo.

maggio 14, 2013

Ior si cambia.

Ior, è tempo di glasnost

di Gianluca Roselli

Papa Francesco lo aveva detto in udienza circa un mese fa. “Siamo sicuri che lo Ior sia indispensabile per la Chiesa?”, si era chiesto il nuovo Pontefice. Aprendo la strada a un’operazione trasparenza che oggi trova conferma con la notizia che, entro la fine dell’anno, l’istituto per le opere di religione aprirà un sito internet e renderà pubblici i bilanci. Una vera e propria operazione glasnost per la banca vaticana, da almeno trent’anni al centro di numerosi scandali. E proprio la mancanza di trasparenza e i sospetti di riciclaggio di denaro e di finanziamento ad attività illegali aveva portato, nel maggio 2012, alle dimissioni di Ettore Gotti Tedeschi.

L’operazione trasparenza è andata avanti nel corso dei mesi, ma ha trovato il suo volano nell’elezione di Josè Bergoglio. Sostenuto in questa operazione dal nuovo presidente dell’istituto, il tedesco Ernst von Freyberg. Che, incontrando il personale (111 persone) ha reso noto anche altre novità, tra cui la consulenza di una società internazionale di certificazione. Così da rispondere alla richiesta di trasparenza avanzata anche dall’Unione europea. Uno degli obbiettivi è quello di entrare nella white list dei paesi virtuosi nel campo dell’anti-riciclaggio.

marzo 2, 2013

Come si elegge il Papa.

Le modalità di elezione del papa hanno subìto numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni vennero nominati dall’imperatore del Sacro Romano Impero, che si avvaleva di questa facoltà attraverso il Privilegium Othonis, un documento stipulato il 1º febbraio del 962 dall’imperatore Ottone I e del quale si avvalsero anche i suoi successori, fino a Enrico III. Nel caso di papa Fabiano, l’elezione avvenne allorché una colomba si posò sul suo capo. Questo venne considerato come un inequivocabile segno della designazione divina. Nella chiesa delle origini il Papa veniva eletto come tutti gli altri vescovi, con il concorso del clero e della comunità romana. Col passare degli anni la componente laica venne eliminata dall’elettorato attivo. Ciò nonostante l’influenza del potere temporale non venne meno, si pensi al fatto che la nomina del vicario di Pietro era ratificata con proprio placet dall’imperatore. Solo con il Decreto di Niccolò II del 1059 il clero e il popolo romano vengono definitivamente espulsi dal processo di elezione del Papa e l’elettorato attivo viene riservato ai cardinali-vescovi.

L’elezione del papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059, stabilito con un sinodo in Laterano voluto da papa Niccolò II) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i venti dall’inizio della sede apostolica vacante[12]. I cardinali durante tutta la durata del conclave non possono avere alcun contatto con l’esterno. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all’esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato celibe, secondo il diritto canonico, cioè che non ha contratto un matrimonio cattolico, può essere eletto papa (sebbene l’elezione di un non vescovo sia avvenuta raramente) e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l’elezione del nuovo papa sono state promulgate nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Benedetto XVI con un motu proprio del 26 giugno 2007 ha stabilito che la maggioranza necessaria all’elezione del papa sarà di due terzi dei votanti per tutti gli scrutini e che a partire dal tredicesimo giorno di conclave si debba procedere al ballottaggio, sempre mantenendo la maggioranza dei due terzi per la validità dell’elezione, tra i due cardinali più votati nell’ultimo scrutinio. Questi ultimi perdono il diritto di voto: è stata così abolita la norma stabilita da Giovanni Paolo II, che prevedeva una riduzione del quorum alla maggioranza assoluta dei votanti a partire dal trentaquattresimo scrutinio (o trentacinquesimo se si era votato anche il giorno di apertura del Conclave).

febbraio 28, 2013

Doppia delusione.

Doppia delusione oggi. Questa mattina mi ha chiamato nientedimeno che Huffington Post offrendomi un blog sul giornale per quanto riguarda l’elezione del nuovo Papa. Subito ho accettato e ho mandato un bel pezzo su quello che a mio avviso è stato il pontificato di Benedetto XVI°. Niente di fatto. Non so se è stato giudicato non all’altezza o sono stato licenziato prima di cominciare. Amen. Poi questa sera era convocata una riunione per fare un’analisi del voto e le iniziative da prendere. Altra delusione. Eravamo in tre: io, il segretario di sezione ed un altro compagno. Ci siomo arresi. Il glorioso partito Socialista è morto e la mazzata finale l’ha data Riccardo Nencini, che non si è candidato alle primarie e non ha presentato il simobolo del partito. Lui, però, è senatore.

Ebbene sì! Maledetto Carter mi hai scoperto un’altra volta! Recitava una pubblicità nei mitici anni ’60.

febbraio 21, 2013

Impropriam influentiam.

papasaluta2.JPG  Questioni di sesso e carriera. Lotte di potere e denaro svelate in un “dossier segreto” con i risultati di un’inchiesta sul Vatileaks consegnato da tre cardinali al Papa. Quindi una serie di ricatti. La conseguenza di tutto ciò è l’addio del Santo Padre al soglio pontificio.

Spiega tutto Concita de Gregorio nel suo pezzo pubblicato oggi su Repubblica. Nel dossier “che sconvolge il Papa” si parla in particolare di due comandamenti che sarebbero stati violati: “Non rubare” e “Non fornicare”:

È disegnata, in quelle pagine, una geografia di «improprie influenze» che un uomo molto vicino a chi le ha redatte descrive così: «Tutto ruota attorno alla non osservanza del sesto e del settimo comandamento». Non commettere atti impuri. Non rubare. La credibilità della Chiesa uscirebbe distrutta dall’evidenza che i suoi stessi membri violano il dettato originario. Questi due punti, in specie. Vediamo il sesto comandamento, atti impuri. La Relazione è esplicita. Alcuni alti prelati subiscono «l’influenza esterna» — noi diremmo il ricatto — di laici a cui sono legati da vincoli di “natura mondana”. Sono quasi le stesse parole che aveva utilizzato monsignor Attilio Nicora, allora ai vertici dello Ior, nella lettera rubata dalle segrete stanze al principio del 2012: quella lettera poi pubblicata colma di omissis a coprire nomi. Molti di quei nomi e di quelle circostanze riaffiorano nella Relazione.

febbraio 15, 2013

Avanti un altro.

febbraio 12, 2013

Fittasi appartamento con vista sul colonnato del Bernini.

Le prime immagini del Papa dopo l’annuncio delle dimissioni
febbraio 12, 2013

Accadrà il 28 febbraio a mezzanotte.