Posts tagged ‘argentina’

febbraio 23, 2014

Così emergenti, così europei.

Diversi paesi emergenti, con il recente deprezzamento delle valute, sono di fronte ad una nuova stagione di crisi da debito estero nelle periferie. Una dinamica non dissimile a quella che affligge l’Europa, nonostante l’assenza del cambio fisso. Senza un ritorno alla repressione finanziaria, la sequenza di euforia e collasso continuerà a spostarsi indisturbata da un paese all’altro del pianeta.

di Francesco Bogliacino, Universidad Konrad Lorenz di Bogotà (Colombia). Da Sbilanciamoci.info

La scorsa settimana l’Economist mostrava in un grafico la generale tendenza delle valute dei principali Paesi emergenti a deprezzarsi, con una forte caduta nell’ultimo mese [1].

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settembre 23, 2013

Gardel non c’entra.

maggio 18, 2013

E’ morto Videla…abbiamo speranze.

E’ morto Videla, 
disgustoso personaggio che negli anni della sua 
dittatura argentina fece uccidere migliaia di oppositori, 
gettandoli vivi in mare dall’aereo.
Vendette i loro orfani alle famiglie dei suoi fedelissimi, cancellando per sempre le tracce delle loro origini.
Con la complicità della chiesa, sempre servile con i regimi ed i loro affari economici, e di prelati di alto grado.
Molto alto.
marzo 16, 2013

Francesco come il capitano della Roma.

 
Pubblicato da 
marzo 15, 2013

Una sopravvissuta accusa Francesco I°.

Una sopravvissuta: «Io ti accuso Bergoglio!»

Lettera scritta al futuro Papa da un’ex detenuta politica in seguito alla sparizione (nel 2006) di un avvocato dei diritti civili.

Franco Fracassi – Una ex detenuta politica in un carcere segreto della dittatura argentina tre anni e mezzo fa scrisse una lettera aperta all’allora cardinale Bergoglio, accusandolo di aver prima collaborato con il regime fascista e poi di aver cercato di far calare un velo di oblio su quegli anni. La lettera venne pubblicata dall’agenzia di stampa legata a Indymedia Comcosur nel tentativo di far riapparire un avvocato che si batteva in favore dei diritti civili (Julio Lopez), svanito nel nulla il 18 settembre 2006, poche ore prima della sua annunciata presenza, in qualità di testimone, all’udienza decisiva di un processo che vedeva come imputato un ispettore di polizia reo di aver fatto parte degli squadroni della morte argentini. Popoff ve la ripropone.

Lunedì 9 ottobre 2009. Vi chiediamo di diffondere questa mail, in modo che il Paese venga a sapere cosa sta succedendo. Non vogliamo che Julio Lopez scompaia. Non deve scomparire!

Questa è il testo della minaccia che ho ricevuto pochi giorni fa: «Zecca di merda. Devi fare attenzione perché stai calpestando un orto non tuo. Devi avere cura dei tuoi fratelli, perché noi siamo uomini d’onore. Il sinistrorso del marito di tua sorella sta in una lista. Vedrai quello che gli faremo. Viva la Patria!».

Dopo aver ricevuto questa email, il mattino seguente è avvenuto all’alba l’attacco: il fidanzato della nostra sorella, lasciando la nostra casa, è stato aggredito da due uomini. Gli hanno tatuato sul braccio la scritta: «Zecca di merda».

Firmato: Cristina Maria Sabol, ex detenuta desaparecida del Pozo de Banfield, a Quilmes, nel luglio 1977.

In virtù di quanto accaduto voglio accusare Bergoglio, personaggio leader di quella Chiesa cattolica, che cerca con ogni mezzo la riconciliazione in Argentina tra le vittime della dittatura e i loro carnefici.

Io ti accuso BERGOGLIO!

Forse perché dopo tanto tempo puoi anche prendere distanza da certi personaggi.
Forse perché dopo tutto questo tempo il tuo cuore ancora non si ribella per quel che è stato fatto ai sacerdoti denunciati agli sgherri della dittatura.
Forse perché con il passare degli anni pensarti non mi fa provare sensazioni diverse dalla desolazione e lo straniamento.
Io ti accuso!
Contesto il tentativo di cancellare il passato in nome di un’armonia. Passo necessario, da quel che dici, per salvare la propria anima.
Ti contesto perché ti sei spogliato dell’umiltà che dovrebbe portarti a mostrare il culo sudicio del nostro Paese, ovvero a dittatura.
E poi riconciliarsi con chi?
Con persone che hanno pregato di giorno e assassinato di notte?
Con persone che posavano le loro mani sudice sui nostri seni e la loro lingua sui nostri capezzoli mentre ci trovavamo legate e non in grado di difenderci?
Con persone che hanno rubato i nostri figli per consegnarli alle famiglie dei “ragazzi dell’Esercito”?
Con coloro che hanno preso in giro le nostre madri e le hanno chiamate pazze?
Con coloro che ci hanno fracassato la testa contro le sbarre delle loro celle per godere sadicamente delle grida e delle urla di dolore prodotte dalla nostra carne e dalle nostre ossa che si rompevano contro il ferro?
Avresti il coraggio di tenere un sermone mostrando il culo sudicio dell’Argentina?
Invece hai preferito far calare il silenzio sull’impudenza e sull’immoralità.
Non bisogna rispondere con il silenzio al silenzio prodotto dalla morte di tanti colleghi e compagni.
Trentamila compagni non torneranno. Trentamila persone fatte tacere grazie al silenzio della Chiesa che ha consegnato questa gente agli angeli della morte.
Perché parli ora e allora sei stato zitto?
Altri come te non lo sono stati.
Portavano l’abito talare e attraversavano i villaggi, erano i miei compagni.
Nessuno di loro è tornato.
Questo fardello me lo porto ogni giorno della mia vita: io sono ancora viva, loro no.
Questo fardello mi fa ancora piangere ogni notte.
La mia speranza è quella di abbracciare un giorno i tanti colleghi spariti.
È brutto sapere che nella Chiesa si celano i delatori che intrigavano e segnalavano.
È brutto rendersi conto che chi porta l’abito talare è convinto che sia giusto far sprofondare quelle grida nel profondo della mia anima.

Io ti accuso BERGOGLIO!

Resto convinta che ci siano altri come me, che sentono quello che sento io.
Quando si è fatto parte di quel sudiciume e si ha avuto un’anima nera dopo un accordo con il diavolo non si può venire a dirci di rimanere in silenzio.
Che bisogna pregare e recitare i mea culpa in silenzio, così da portarci a perdonare i vostri peccati.
Io sono una sopravvissuta, e non ti perdono.
Tantomeno dimentico.
E nemmeno mi riconcilio.

Maria Cristina Saborido / ex – detenuta – scomparsa a Pozo de Banfield, a Quilmes, nel mese di luglio 1977.

dicembre 7, 2012

In Argentina più pluralismo e più democrazia.

argentinadi Giorgio Ceriani
Il 7 dicembre, in Argentina, entra in vigore finalmente la legge che regola la proprietà dei mezzi di comunicazione di massa e l’assegnazione delle frequenze. Sono ormai passati tre anni dalla sua approvazione, ma i ricorsi presentati da importanti quotidiani nazionali erano finora riusciti a rinviare l’entrata in vigore della legge. La nuova normativa assesta un duro colpo al potere dei monopoli dell’informazione, della diffusione culturale e del mercato pubblicitario. Essa andrà a sostituire la legge approvata durante l’ultima dittatura militare (1976-1982).

In Italia non ci si pensa nemmeno, per non dispiacere Berlusconi.

novembre 11, 2012

Crisi: “Sbagliato tagliare il welfare Ricetta tedesca vi porta in Grecia”

 

“Attenzione, se continuate a fare quello che vi chiede la Germania rischiate di fare la fine della Grecia”. Il caso italiano visto da Roberto Lavagna, il ministro che ha resuscitato l’economia argentina Dicendo no ai diktat dell’Fmi. Prima di azzerare i servizi “bisogna colpire i settori improduttivi”

giugno 3, 2012

8 DE MAYO DE 1781 – 231 AÑOS DE LA MUERTE DE UN REVOLUCIONARIO.


En el pueblo de Tinta, al Sudeste del Cusco, en la noche del 4 de Noviembre de 1780, mientras se celebraba una fiesta, el cacique mestizo de Pampamarca, Surimana y Tungasuca, José Gabriel Condorcanqui o TUPAC AMARU II, se sublevó en armas en protesta contra las malas autoridades, por los abusos que cometían los Corregidores españoles en el cobro del tributo y por las injusticias que cometían en el sistema de los repartimientos mercantiles,. Consiguió movilizar un gran ejército entre 20,000 hasta 60,000 personas, compuestos por hombres, mujeres y hasta niños.
El 18 de Noviembre de 1780, Túpac Amaru II, realiza su primera batalla en Sangarara, a pesar que los españoles se habían atrincherado en el templo de la ciudad, el caudillo no vaciló en el ataque logrando derrotarlos. Después cometería un gran error estratégico, pues en enero de 1781, dejó la ciudad y se dirigió hacia el Sur en busca de más gente, en lugar de atacar la ciudad del Cusco, en los meses siguientes controló el territorio del sur del Cusco hasta el Alto Perú. Este error estratégico le dio tiempo al VirreyAgustín de Jaúregui para que reorganizara el ejército realista, siendo apoyado por los Curacas fieles a España, quienes reclutaron guerreros indígenas que sumados a las fuerzas españolas organizaron un ejército de más de 17,000 hombres, quienes fueron enviados desde Lima, al mando del visitador Juan Antonio de Areche, con la orden de derrotar a las fuerzas del revolucionario.
Desde Lampa Túpac Amaru regresó para atacar el Cusco, pero fue rechazado y tuvo que retirarse a Tinta en donde se libró una cruenta y sangrienta batalla el 6 de Abril de 1781, siendo derrotado obligado a replegarse. Cuando pasó por la ciudad de Langui, en un acto de traición, fue apresado por los realistas junto a su esposa, hijos y parientes.
El visitador Juan Antonio de Areche dispuso un proceso judicial breve, por el cual Túpac Amaru II, su esposa Micaela Bastidas, con toda su familia y principales seguidores fueron sentenciados a la pena de muerte.
El 18 de mayo de 1781 Túpac Amaru presenció la muerte de su esposa, hijos y parientes, quienes fueron ahorcados y luego descuartizados; luego sería el caudillo atado de las extremidades sujetas con sogas a las monturas de cuatro caballos montados por mestizos, los que empezaron a tirar en cuatro direcciones; al no poder descuartizarlo, se le corto la lengua y se le decapitó.

giugno 3, 2012

In Argentina festeggiano i migranti, in Italia li mettiamo nei centri di accoglienza.

 

maggio 18, 2012

Argentina: una Grecia latinoamericana?