Keynes in difesa del protezionismo economico.

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Pubblichiamo ampi estratti del saggio di John Maynard Keynes “Autosufficienza economica” pubblicato nel 1933, le cui suggestioni sembrano attuali oggi come allora, anche in connessione alle vicende dell’eurozona, la cui crisi ha origine negli squilibri delle bilance dei pagamenti. Keynes smonta l’idea che i commerci internazionali liberi portino alla pace e alla concordia tra le Nazioni, sottolineando invece che la conquista di mercati esteri spesso è all’origine dei conflitti, sicché le guerre commerciali divengono con facilità guerre militari. Ma anche la pretesa dell’assoluta necessità di un mercato internazionale libero da ogni vincolo non trova giustificazione nel capitalismo moderno, perché i progressi della tecnica e la sostituzione delle materie prime permettono alle nazioni di liberarsi, almeno in parte, dai vincolo delle importazioni dall’estero. Per Keynes si tratta di cogliere l’opportunità di rivedere in modo critico i presupposti del liberoscambismo ottocentesco, che ai giorni nostri è nuovamente dominante nella teoria economica, non per chiudersi ai commerci in modo pregiudiziale, ma per valutare un bilanciamento tra grado di liberalizzazione dei commerci e grado di autonomia in campo economico che permetta di mantenere la piena occupazione. Da queste riflessioni scaturì l’idea, che Keynes portò a Bretton Woods, di un sistema monetario internazionale che mantenesse per ogni paese l’equilibrio della bilancia dei pagamenti.

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