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aprile 23, 2020

ESTOY AQUI PARA QUIBARME LA EUCARISTIA!Sto qui per prendere l’Eucarestia!

Oscar Arnulfo Romero y Galdámez (Ciudad Barrios, 15 agosto 1917 – San Salvador, 24 marzo 1980).

Oscar Arnulfo Romero è stato un vescovo cattolico salvadoregno.Nato il 15 agosto 1917 e assassinato il 24 marzo 1980 da un cecchino dello squadrone della morte,mentre celebrava la Santa Messa.Pastore secondo la classica della Chiesa,pieno di compassione per il popolo affidatogli.Il suo senso di responsabilità era tale da essere disponibile a dare la vita per fedeltà alla sua missione.E in effetti andò incontro al martirio del tutto cosciente che presto sarebbe stato ucciso. Anche se avrebbe potuto farlo,non voleva abbandonare i suoi fedeli,i suoi poveri,allora preda di violenza e ingiustizia.Era un uomo umile,con un ideale di vita semplice.Ma anche un uomo fermo dinanzi al male e all’ingiustizia.Da grande predicatore divenne il riferimento del suo Paese nella scena pubblica.Papa Francesco ha approvato il 7 marzo di quest’anno il decreto del miracolo che lo farà diventare santo.

aprile 23, 2013

Una notizia bellissima.

 

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco vuole una rapida conclusione della causa di beatificazione di monsignor Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador ucciso da un sicario il 24 marzo 1980, mentre celebrava la messa nella cappella di un ospedale della capitale salvadoregna.

Romero, considerato il martire della chiesa dei poveri e della teologia della liberazione, fu ucciso per il suo impegno nel denunciare le disuguaglianze sociali nel continente latinoamericano e le violenze della dittatura del suo Paese. Proprio l’orientamento molto politico del messaggio di Romero è stato considerato a lungo uno degli ostacoli frapposti dalle gerarchie cattoliche alla sua beatificazione. La pratica vaticana, aperta nel 1997, è stata infatti ferma fino a oggi. Il vescovo di San Salvador è già considerato un martire dalla chiesa anglicana e da quella luterana che lo celebrano il 24 marzo.

Consentitemi di esprimere la mia gioia per la beatificazione di un eroe dei diritti civili delle popolazioni dell’america latina. Monsignr Romero fu consulente di Paolo sesto durante il Concilio Ecumenico Vaticano II°. Da cattolico dico che lo Spirito Santo ha volto lo sguardo dall parte della Chiesa delle origini che guarda agli ultimi e cerca la liberazione dalle miserie terrene.Da socialista dico che Monsignor Romero è stato un eroe e non merita l’oblio a cui la Chiesa ufficiale lo aveva relegato.

marzo 24, 2010

La Chiesa che ci piace.

Oscar Romero fu ucciso il 24 marzo del 1980. nel 2003 iniziò la cuasa di beatificazione, ma a oggi non si hanno più notizie

Esattamente un anno fa, quando Mauricio Funes del Fronte di Liberazione Nazionale fu eletto presidente, dopo vent’anni di governo della destra Arena, nel suo discorso di insediamento citò il “suo maestro e guida spirituale monsignor Romero” suscitando applausi e lacrime. A trent’anni dalla morte, da quel 24 marzo 1980 in cui fu assassinato nella cappella di un piccolo ospedale per malati di cancro a San Salvador dal colpo di un sicario dell’esercito, la figura di questo mite sacerdote rimane scolpita nell’animo del popolo salvadoreño, così come il suo nome, insieme a quello di altre 25.000 vittime della guerra civile, nel granito nero del Monumento a la Memoria y la Verdad nel parco di Cuscatlán.
Quella di Monsignor Romero fu una morte annunciata: nel clima di oppressione e di ingiustizia sociale che si respirava in Salvador alla fine degli anni Settanta, lui decise di schierarsi apertamente dalla parte del popolo, dei contadini, arrivando a concludere le sue messe domenicali con una specie di bollettino di guerra: il bilancio settimanale della repressione con il numero e l’identità dei contadini, degli operai, dei sindacalisti, degli studenti, degli insegnanti assassinati dagli squadroni della morte, da bande che agivano insieme con le forze armate e per conto della ristretta oligarchia nazionale di destra. Romero divenne dunque la “Voz de los que no tienen voz” la voce di un popolo che veniva massacrato (alla fine dei dodici anni di guerra civile, nel 1992, si contarono oltre 70.000 vittime) in nome della difesa di interessi egoistici. L’Arcivescovo non solo denunciò l’efferatezza dei corpi armati, ne fornì le prove, ma chiamò per nome uno dei suoi massimi ispiratori, il maggiore D’Aubuisson, fondatore del partito Alianza Repubblicana Nazionalista – Arena. Il potere reagì accusando l’arcivescovo di incitamento alla diserzione e alla rivolta. Fu minacciato di morte. Non era la prima volta. Nell’ultima messa di febbraio lesse sull’altare la lettera che aveva spedito al Presidente americano Carter: “La imploro, come cittadino del Salvador e come arcivescovo: proibisca l’invio di nuovi aiuti militari al governo del Salvador, armi mortali destinate a reprimere ancora più violentemente il popolo”. Firmò la sua condanna a morte.(Peacereporter)