Posts tagged ‘zuccheri’

giugno 17, 2011

Contro l’Alzheimer, pochi grassi e pochi zuccheri.

Una dieta povera di grassi e di zuccheri migliora la memoria e aiuta a combattere l’Alzheimer. A sostenerlo, è una ricerca del Veterans Affairs Puget Sound Health Care System di Seattle, negli USA, diretta dalla dottoressa Jennifer Bayer-Carter e pubblicata su “Archives of Neurology”.

Il team di ricercatori, ha coinvolto un gruppo di persone composto da adulti sia in buone condizioni di salute, sia affetti da disturbi della memoria, che solitamente precedono la comparsa del morbo di Alzheimer. Il decorso di questa malattia, infatti, è caratterizzato da sintomi circoscritti, come l’incapacità di acquisire nuovi ricordi e la difficoltà nel ricordare eventi osservati recentemente. Inoltre, con il progredire della patologia si presentano altri sintomi come confusione, irritabilità e aggressività, sbalzi di umore, difficoltà nel linguaggio, perdita della memoria a lungo termine e progressive disfunzioni sensoriali.

marzo 23, 2011

Gli zuccheri e il ruolo chiave che hanno nelle infezioni intestinali

La gastroenterite batterica è una delle piaghe dell’uomo moderno: , , e febbre alta sono i sintomi che contraddistinguono questa temibile malattia, ancora oggi non bene conosciuta, e curata solo attraverso l’utilizzo di antibiotici.

 

 

Secondo una nuova ricerca condotta dai ricercatori del Griffith University’s Institute for Glycomics, la chiave della malattia risiederebbe nella mutazione della forma degli in base alla temperatura corporea. Le implicazioni di questa scoperta sono molte, in particolare le prevenzione e la cura della malattia senza l’uso di antibiotici.

Si ritiene che certi vivano normalmente nell’intestino dei polli e provochino malattie solo negli esseri umani attraverso il contatto o l’assunzione di alimenti contaminati. Gli stessi possono anche causare una particolare patologia autoimmune chiamata di Guillain-Barre, in cui è il nostro stesso sistema immunitario a distruggere le cellule del corpo.

luglio 3, 2010

L’Europa fa spazio per i giovani.

 “Se il nostro lavoro porterà i frutti previsti, i nuovi farmaci antitumorali potrebbero essere pronti per il 2013, dice Milo Malanga, 33 anni, bolognese, che proprio grazie ai finanziamenti Ue del programma di ricerca Marie Curie, partecipa allo sviluppo di una terapia innovativa. Il giovane ricercatore, dopo la laurea in chimica e tecnologia farmaceutica a Bologna, alle proposte italiane ha preferito di andare vedere “cosa succede all’estero”, grazie ad una borsa di dottorato europea particolarmente alettante: pagata “quasi tre volte quello che avrei ricevuto in Italia”.
Ora lavora ad un progetto comune a nove paesi, sostenuto dall’Europa, a Budapest (Ungheria) nel più grande laboratorio al mondo per questo tipo di ricerche, il Cyclolab, All’Ansa racconta i primi risultati di quei lavori, “particolarmente promettenti” che illustrerà a Torino, alla Conferenza Marie Curie. L’obiettivo: un nuovo farmaco a base di zuccheri, i cui profili si stanno precisando, che potrebbe rappresentare una valida cura per la lotta contro il tumore celebrale, che spesso non può essere rimosso chirurgicamente. “L’idea – spiega Malanga – è di creare dei veicoli per trasportare farmaci antitumorali, o addirittura veicoli fatti di farmaci antitumorali, che colpiscono le cellule malate e non quelle sane”.

maggio 11, 2010

L’uva riduce il rischio diabete.

L’uva da tavola potrebbe rallentare l’insorgere di condizioni come l’ipertensione e l’insulino-resistenza la quale porta a malattie cardiache e diabete di tipo 2. Gli scienziati della University of Michigan Health System hanno trovato in questo frutto delle sostanze fitochimiche, antiossidanti presenti in natura, dal potere quasi miracoloso.

I risultati di uno studio effettuato sugli animali presentato al convegno Experimental Biology ad Anaheim, in California, mostra risultati incoraggianti di una dieta con molta uva, la quale è in grado di prevenire i fattori di rischio per la sindrome metabolica, una patologia che affligge centinaia di milioni di persone in tutto il mondo ed è spesso un precursore del diabete di tipo 2.

I ricercatori hanno studiato l’effetto delle uve da tavola di ogni tipo sulla dieta dei topi da laboratorio che prevedeva un’alta percentuale di grassi, com’è nello stile americano odierno. Tutti i ratti utilizzati appartenevano ad una razza che tende ad essere in sovrappeso. Dopo tre mesi, i ratti che avevano ricevuto la dieta con molta uva avevano abbassato la pressione sanguigna, presentavano una funzione cardiaca migliore, trigliceridi più bassi, una migliore tolleranza al glucosio, e gli indicatori di infiammazione nel cuore e nel sangue si erano ridotti rispetto ai topi che seguivano la dieta normale.

aprile 29, 2010

Gli zuccheri «nascosti» che fanno male al cuore.

Bibite gassate, succhi di frutta zuccherati e prodotti dolciari di vario tipo possono, se assunti in quantità eccessiva, nuocere alla salute del cuore. La responsabilità, secondo i ricercatori dell`Emory University School of Medicine di Atlanta (Usa), sarebbe degli zuccheri aggiunti usati per la preparazione di questi alimenti. La metà di questi zuccheri assunti quotidianamente si trova nelle bibite, spiega Miriam Vos, che ha guidato la ricerca, “ma si trovano in molti altri prodotti, dai cereali ai prodotti da forno”.

La ricerca, pubblicata sul Journal of the American Medical Association, è stata condotta su 6.113 soggetti esaminati per sette anni, dal 1999 al 2006. Gli studiosi hanno rilevato che in media un americano adulto assume attualmente il 15,8% dell`introito quotidiano di calorie dagli zuccheri aggiunti – circa 90,56 grammi, ovvero 21,4 cucchiaini, pari a 359 calorie – contro il 10,6% del 1977-78, e contro una media che dovrebbe attestarsi, secondo gli studiosi, a circa il 5% dell`introito calorico giornaliero.

Gli effetti degli zuccheri sul cuore, si legge nello studio, possono interessare già coloro che superano il 5% di calorie dagli zuccheri aggiunti: per chi arriva al 10%, ad esempio, il livello di colesterolo buono (HDL) presente nel sangue può diminuire fino a tre volte. Un elevato consumo di zuccheri è inoltre risultato associato ad alti livelli di trigliceridi e, in particolare nelle donne, all`incremento del colesterolo cattivo (LDL).

“Lo studio ha dimostrato l`esistenza di una correlazione tra i fattori di rischio cardiovascolare e il consumo di zuccheri aggiunti nei cibi – spiega Miriam Vos, ricercatrice dell`Emory University School -. Circa la metà di questi carboidrati si trova nelle bevande analcoliche, ma essi sono presenti in gran quantità anche in diversi altri prodotti”.(il sole 24 ore)