Posts tagged ‘Zingari’

gennaio 28, 2012

La memoria dimenticata, l’olocausto di Rom e Sinti.

La legge 211 del 20 luglio 2000 della Repubblica Italiana istituisce il Giorno della Memoria. Una memoria lacunosa, che dimentica importanti stralci di quei tempi bui che si sforza di ricordare.

Nella sua strenua lotta contro negazionismo e tendenze neonaziste mal sepolte sotto la cenere del tempo, la Giornata della Memoria tralascia un tassello importante nella ricostruzione della follia razzista della Germania degli anni Trenta e Quaranta: il Porajmos (o Porrajmos), lo sterminio di Rom e Sinti, più comunemente chiamati zingari.– La deportazione di Rom e Sinti nei campi di sterminio iniziò nel 1934, un anno dopo la promulgazione delle Leggi di Norimberga. Spesso agli zingari era destinata una zona separata rispetto agli altri internati, con condizioni ancora più umilianti.

I prigionieri Rom e Sinti venivano usati dai nazisti come vere e proprie cavie da laboratorio per esperimenti scientifici. Sterilizzati con pratiche brutali, venivano tenuti in gabbie per diversi giorni. Venivano iniettati nei loro corpi germi e virus patogeni per osservare le reazioni dell’organismo, oppure veniva fatta ingerire loro una quantità di acqua salata tale da farli morire. Anche qualora riuscissero a sopravvivere alle sevizie degli esperimenti, i prigionieri erano consegnati alla morte dalle condizioni disumane del campo.

dicembre 23, 2009

te piace ‘o Presepe?

Guardate questo filmato e vergognamoci.

 Bossi, partecipando all’inaugurazione del presepe a Palazzo Marino, ha detto:  “La gente oltre alla cristianità dà peso alla tradizione e si sente sicura quando la tradizione è rispettata”. Sono d’accordo, ma vorrei fare qualche precisazione. In senso lato il presepe era presente già nella cultura latina ed etrusca presso cui gli antenati (i lari) rappresentati con una statuetta(sigillum), di terracotta o di cera, che in prossimità del Natale durante la festa detta Sigillaria (20 dicembre), i parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno. Il presepe è  simbolo (sun-ballo, dal greco: unire insieme) e tutti gli elementi del presepe, compresa la sua storia ne parlano come di un monumento universale. Il bue secondo alcuni rappresenta il dio Apis, quindi il mondo pagano, mentre l’asino il mondo ebraico. Tutti e due uniti a proteggere il Redentore. I pastori rappresentano l’intera umanità. I tre re Magi simboleggiamo le tre razze in cui si divide l’umanità, la semita, la giapetica e la camita. Il presepe cristiano, che nasce originariamente a Greccio   si diffonde in tutto il mondo, ma è a Napoli che si impone dove diventa tradizione consolidata per secoli. Cosa c’entra la Lega con tutto questo? A Napoli il presepe diventa elemento laico e simbolo del secolo dei lumi. Ma nel presepe c’è di più. Non ci sono solo gli extracomunitari come dice Fini, ma anche la zingara, Santa Stefania, che è scura di pelle, la meretrice, che si contrappone alla purezza della Vergine. Il fiume simbolo pagano paragonabile all’Acheronte. Benino trasposizione del dio Pan. Infine gli Arabi insieme ad una corte di personaggi di sicura fede islamica, che i Borbone introdussero nel presepe per omaggiare un sultano che aveva fatto visita alla corte dei Borbone. Sicuramente il presepe rappresenta una tradizione, ma non quella cui si riferisce  Bossi. Nel  presepe sono già presenti tutte le religioni e le razze, per scelta e non per caso. Inoltre è simbolo universale nato per unire e non dividere, laico e religioso nello stesso tempo. Faccio mie le parole di monsignor Pistolato che ha  detto : «Dio non esclude nessuno. Con i musulmani abbiamo in comune almeno tre punti: Abramo, il padre delle tre religioni; Gesù, il profeta; e la figura di Maria. Questo scambio di segni religiosi è il segno che, pur nella diversità, si può avere un dialogo costruttivo con la consapevolezza che parlando delle cose di Dio gli uomini non si separano ma si uniscono».

dicembre 2, 2009

buonanotte compagni.

Questa mattina tornando da Sondrio, passando col treno ho visto sotto un ponte delle tende da campeggio. Piccole tende con delle coperte sopra pe renderle più calde di notte. Donne che mettevano panni a stendere, uomini attorno ad un fuoco a giocare a carte e bambini seminudi che giocavano fra di loro. Forse non sono compagni, magari anche un pò reazionari.

Comunque buonanotte agli zingari, ai rom, a quelli che fanno campeggio d’inverno soto un ponte a Sesto San Giovanni.

Che originali!

Siete miei fratelli.

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