Posts tagged ‘yoko ono’

luglio 14, 2011

E’ pronto il documentario di Scorsese su George Harrison.

Living in a material world” e’ ormai pronto. Il documentario del regista premio Oscar Martin Scorsese sull’ex Beatle George Harrison, morto nel 2001, e’ stato ultimato e uscira’ ad ottobre negli Stati Uniti. Il film verra’ trasmesso il 5 e 6 ottobre dalla televisione americana HBO e raccontera’ l’intera parabola artistica e personale del “Beatle tranquillo”, attraverso l’uso di immagini di repertorio, filmini famigliari e foto fornite dalla vedova Olivia. Il 10 ottobre verra’ pubblicato anche il dvd. Il progetto è stato co-prodotto con la vedova del chitarrista, Olivia, e ripercorre la vita di Harrison dai suoi esordi musicali a Liverpool al grande successo con i Beatles. Sono state inserite interviste esclusive a personaggi del calibro di Eric Clapton, Terry Gilliam, Eric Idle, Paul McCartney, Yoko Ono, Phil Spector, Ringo Starr e Jackie Stewart. “Non dimentichero’ mai la prima volta che ho sentito ‘All Things Must Pass’ – ha dichiarato Scorsese – George trasmetteva la sua spiritualita’ attraverso la musica e credo che nel cuore di ogni fan dei Beatles occupi un posto speciale.

giugno 22, 2011

22 GIUGNO 1981: Chapman condannato per l’assassinio di Lennon.

Il 22 giugno 1981 Mark David Chapman venne dichiarato colpevole per l’assassinio di John Lennon, malgrado durante il processo il pool di avvocati difensori tentasse di farlo passare per un malato mentale. A Chapman sicuramente non mancavano le prove della sua psicosi, avendo scritto a mano una folle lettera al New York Times già a febbraio che spronava i lettori a leggere Il giovane Holden di J. D. Salinger, il libro che aveva con sé proprio sulla scena dell’assassinio di Lennon, come un testo dalle mille risposte.

Chapman, ai tempi 26enne, venne dichiarato colpevole per le accuse di omicidio di secondo grado presso la corte di giustizia di New York nel giugno del 1981. Ammise di aver sparato al Beatles quattro volte nel retro della sua casa dell’Upper West Side di Manhattan. Chapman è stato condannato al carcere a vita e al momento si trova in carcere presso l’Attica Correctional Facility di New York. Gli è stata negata la grazie per sei volte.

giugno 20, 2010

Love.

giugno 20, 2010

buonanotte compagni.

Double fantasy è un album che John Lennon pubblica dopo aver trascorso cinque anni senza musica. Double fantasy è il nome di un fiore che attecchisce alle Bermude dove John lennon arrivò su una barca a vela. l’album è scritto a quattro mani con Yoko Ono la sua compagna ed è pieno di idee, di intuizioni che sarebbero servite come traccia per il futuro se dopo poco meno di un mese un folle non gli sparerà facendo diventare l’album il suo testamento spirituale.

aprile 24, 2010

Buonanotte compagni.

John Lennon non sapeva scrivere che di sè. A Lo Angeles incontra Arthur Janov, uno psicoanalista che teorizza il superamento dei traumi infantili attarverso l’espressione dei propri traumi. Non  a caso la prima canzone del suo nuovo album si chiama Mother e l’ultima si chiama My Mummi’s dead. God è invece una dichiarazine di fede. Con Working class Hero Lennon passa in rassegna i condizionamenti a cui ci sottopone la società. Plastic Ono Band è l’urlo di una persona che riflette sul mondo e  nello stesso tempo è testimone di una storia unica come la sua.

Il disco venne registrato in simultanea con il debutto discografico di Yoko Ono, l’album di musica avant garde Yoko Ono/Plastic Ono Band, agli studi di Ascot e agli Abbey Road Studios avvalendosi degli stessi musicisti e dello stesso team produttivo, e presentando una veste grafica di copertina quasi identica. John Lennon/Plastic Ono Band viene generalmente considerato uno dei migliori album da solista di John Lennon e una opera di riferimento nel campo della musica rock. Rolling Stone lo ha posizionato al ventiduesimo posto nella classifica dei più grandi album di tutti i tempi.[1]

aprile 1, 2010

Imagine.

Si può essere più forti senza potere? Così risponde Lennon a Vetrano
È il 1971. I Beatles si sono già sciolti da un anno, di comune accordo, su proposta di John Lennon che dal ‘67-’68 ha imboccato un nuovo cammino di ricerca espressiva con Yoko Ono. Qualcuno si illuse che  presto i Beatles sarebbero tornati insieme, qualcuno riversò ogni colpa per lo scioglimento della band su Linda e Yoko e le definì “dark ladies”.
Ma ecco che, inatteso, giunge l’album Imagine, con il quale Lennon non solo dimostra di aver ritrovato se stesso, ma si “marchia” con una canzone simbolo, destinata a diventare un inno universale, una preghiera laica di un ateo militante capace di riassumere con mirabile nitore l’utopia di un’intera generazione per consegnarla eternamente vergine ai posteri.
Il tempo, però, sembra aver dissolto il suo intento provocatorio
Se pensi ad una canzone sulla pace, ad una esistenza libera, senza confini e senza conflitti, canterai per sempre “Imagine”. Non importa quante volte l’hai già sentita; le parole, così semplici e allo stesso tempo  così profonde, ti emozionano ogni volta.
“Immagine” è la pace: la pace tra i popoli, ma anche la pace interiore!
Pensa di ballarla con la donna  che ami sotto un cielo coperto di stelle oppure  a casa mentre i bambini giocano sul letto; pensa di ascoltarla quando incontri dopo tanto tempo un amico carissimo o un figlio quando torna da un lungo viaggio: perché rinunziare all’Utopia, alla forza del Sogno, all’immaginazione che non ha bisogno di andare al Potere perché è più forte senza il Potere?