Posts tagged ‘woodstock’

Mag 30, 2013

Country Joe & the Fish – Electric Music For The Mind And Body.

For many, 1967’s “Electric Music For The Mind And Body” is the premier, defining moment when the attitude and philosophies of the emergent 1960s counter-culture were actually matched by what was in the grooves. The rabble-rousing element of much of Country Joe & the Fish’s subsequent career – the Fish Cheer, Woodstock and their sarcastic musical stance – obscured the fact that the group was responsible for some of the most evocative and striking sounds associated not just with their native San Francisco Bay Area, but the entire late 60s rock movement. More importantly, over the years, “Electric Music” has transcended the era of its creation and remains a truly bold and powerful musical statement. Our new 2CD reissue celebrates the fact with the kind of presentation this cornerstone album has long deserved.

Country Joe & the Fish had only really been an electrified unit since early 1966, having emerged from the insular, politicised Berkeley folk scene. Out of the initial chaos, a distinct style evolved: a combination of “Country Joe” McDonald’s strong songwriting and a wilful desire of the musicians to reach out to the extremes of their capabilities. The first evidence of the band’s unique sound came with their second self-released Rag Baby disc (available on “The Berkeley EPs” CDWIKD 153). The latter half of 1966 saw the band make inroads into the burgeoning adult rock scene of San Francisco. Original members Paul Armstrong and John Francis Gunning were jettisoned, David Cohen’s organ began to take a larger role in the sound and each player developed their own adroit musical personality, lead guitarist Barry Melton in particular taking to his role with gusto. Bassist Bruce Barthol and new addition Chicken Hirsh on drums made equally distinctive musical contributions, but the centre of the Country Joe sound was the distinctively structured material, by turns angular and romantic, that McDonald brought to the table.

By the time they entered the studio in February 1967 to make their debut for venerable NY folk label Vanguard, Country Joe & the Fish were in the ascendant. They were now one of the hippest and hottest groups in the Bay Area, known for eclecticism and musical unorthodoxy.  The ensuing sessions reflected this with a programme of cutting-edge, frequently original excursions into frontiers unknown, such as the wide-eyed waltz time in ‘The Masked Marauder’ or the elegiac mood music of ‘Section 43’. ‘Bass Strings’ and ‘Superbird’ were knowing and ultra-hip, with a psychedelic nod and a wink, and a sideways glimpse of the biting political satire the group employed on stage. The band was no longer folk-rock – they were not even rock, by 1967 standards. The erotic acid trip detailed in ‘Porpoise Mouth’ or the obtuse yet evocative ‘Grace’ had rarely been encountered in popular music up to this point. The strangled guitar, smoky organ lines and poetic whimsy of “Electric Music” would quickly prove to be influential upon a whole generation of musicians. There are very few ensembles of any genre that have equalled the psychedelic magic this album has in spades.

This deluxe edition is the first time producer Sam Charters’ original stereo mixdown of “Electric Music For The Mind And Body” has been reissued on compact disc. In the decade after the album was first released, the 2-track master suffered irreparable tape damage and oxide loss. In the early 1980s, a decision was made by Vanguard to remix the record, and that is how it has appeared in subsequent repackages. The mono mix, which has notable disparities to the stereo, has also not been available since the late 1960s. All the members of the group as well as Charters and manager ED Denson contribute to a lengthy and illuminating note, accompanied in the booklet by many eye-catching examples of the iconic art that was associated with Country Joe & The Fish in their early years. As McDonald proudly but quite accurately puts it, “If you want to understand psychedelic music, and you haven’t heard “Electric Music For The Mind And Body”, then you probably don’t know what you’re talking about.”

 

marzo 7, 2013

Addio ad Alvin Lee dei Ten Years After.

Alvin Lee, che fu leader dei Ten Years After, è morto ieri per le complicazioni derivanti da un intervento chirurgico di routine, come si legge sul sito internet ufficiale del chitarrista. Aveva 68 anni.

Lee era nato a Nottingham e aveva suonato prima con gli Jaybird e poi con quelli che diventarono noti come Ten Years After. La formazione fu la prima rock band a suonare al Newport Jazz Festival nel 1969, e il successo fu tale da far invitare i TYA al festival di Woodstock, dove Lee impressionò il pubblico con I’m Going Home, che vi mostriamo qui sopra.

L’exploit di Woodstock portò Lee e i suoi a essere famosi presso il grande pubblico, e fu così che entrarono nelle classifiche brani come Love Like a Man del 1970 e aI’d Love to Change the Worlddel 1971, ma il successo portò con sé anche l’inevitabile crisi del gruppo, che Lee abbandonò nel 1973 per concentrarsi su una carriera da solista. Nello stesso anno, insieme a Mylon Le Fevre pubblicò On the Road to Freedom, disco dal titolo praticamente autobiografico nel quale suonavano amici eccellenti come Ronnie Wood, George Harrison, Steve Winwood E Mick Fleetwood.

 

giugno 6, 2012

I festival dell’estate 2012: chi, dove, quando.

Che cosa vi viene in mente quando sentite la parola “estate”? A noi, prima di tutto, “festival” (ok, e poi anche altro, ma sorvoliamo…). Tutto ha avuto inizio quell’estate del 1969, quando si tenne un certo festival a Woodstock, avete presente?… Bè, da allora, ci è rimasto il chiodo fisso. E non passa estate senza che, al primo caldo della stagione, ci si chieda: a che festival andiamo, questa volta?Bene, dato che è giugno, dato che non ne possiamo più di stare in città e dato che le line up dei festival di tutto il mondo sono già bell’e pronte, vi chiediamo: a quale festival ci consigliate di andare? Ne abbiamo selezionati 15. Diteci voi, li trovate qui. Cliccate su “mi piace” e…fateci sapere.


aprile 28, 2010

Buonanotte compagni.

Joni Mitchell ha inventato la figura della donna cantautore, vulnerabile ed ineffabile  cui il rock’n roll non ha saputo più rinunciare. Con Blue  Joni Mitchell racconta la storia di una donna sola, in viaggio, che teme e desidera il ritorno e che al tempo stesso se ne vuole andare lontano: “ah se avessi un fiume sul quale potessi pattinare lontano da qui.” Autobiografia ed invenzione del personaggio coincidono e fanno di Joni Mitchell una figura insostituibile nel panorama musicale degli anni ’70.

aprile 17, 2010

E questo?

dove lo mettiamo questo Antò?

 Non a caso l’album è al 148° posto della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone

Il Brano Woodstock fu usato come sigla sui titoli di coda del film dedicato al raduno di Woodstock

Antò questa è musica seria, mica stiamo parlando di noccioline.

aprile 16, 2010

Buonanotte compagni.

Mi è capitato parlare con un compagno di Napoli, che sapeva tutto di “Quaderni socialisti”. In particolar modo seguiva questa strana storia del rock che invento ogni sera per augurare la buona notte ai miei compagni virtuali. Sapere che dietro il vituale c’è il reale è fonte di gratificazione e stimolo per andare avanti. Certo il web sembra a volte come un diario dove uno scrive cose che nessuno leggerà. Poi ti accorgi che non è vero e qualcuno non solo legge, ma apprezza, condivide, critica, ti rimprovera se per errore o negligenza non hai messo la fonte. Questa consapevolezza ti da forza e la voglia di resistere perchè a furia di scrivere qualcosa resterà.

Questa sera vi do la buonanotte con Van Morrison che a soli 25 anni pubblicò Moondance. Un album raffinato “sofisticato” Van Morrison si traserisce a Woodstock dove lavora la Band. E’ Morrison stesso che sottolinea il legame con The Band, quando dopo averla sentita alla radio afferma “è arrivata la musica improvvisamente in una botta sola, senza interruzioni.” Van Morrison da una personale versione del rhythm and blues,una versione calda, jazzata controllata,sofisticata. Incredibilmente matura per un ragazzo di venticinque anni.  

L’album raggiunge la 29^ posizione della classifica curata da Billboard. Lo stile di questo album è in netto contrasto con quello di Astral Weeks: se questo era un album intriso di tristezza e tenerezza, Moondance è invece ottimistico ed allegro. La title track, sebbene mai pubblicata negli Stati Uniti come singolo, diviene un grande successo radiofonico. Anche Into the mystic(molto evocativa) e Caravan divengono molto popolari nel corso degli anni.

Il lato A di Moondance è stato considerato dalla critica (sul finire degli anni ’70) come la migliore sequenza di canzoni della musica rock.

marzo 21, 2010

Buonanotte compagni.

Ho cambiato la testata. Vi piace? Spero di sì. Questa sero ho visto un film di Antonio Albanese: “Questioni di cuore”. una delicata storia sull’amicizia. Vedetelo se vi capita.

Questa sera vi do la buonanotte con “The band” Music from big Pink

dicembre 25, 2009

buonanotte compagni

Buonanotte al Papa. Siamo cattolici, o no?