Posts tagged ‘Wall Street’

ottobre 6, 2013

Ha vinto Wall Street.


Joseph E. Stiglitz – Riprendendo il recente articolo “How Wall Street Won” in cui Rana Foroohar sul Time scrive di come gli Stati Uniti abbiano fallito a riformare il settore finanziario a cinque anni dal collasso Lehman, il premio nobel dell’economia Joseph Stiglitz interviene nel dibattito sul magazine americano per rincarare la dose di quanto espresso da Foroohar. Prenden…Visualizza altro

dicembre 18, 2012

Smontiamo i luoghi comuni (1): la finanziarizzazione dell’economia rende obsoleto il keynesismo?

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Questo articolo è il primo di una breve serie in cui analizzeremo le risposte alle affermazioni più comuni contro la possibilità di implementare politiche keynesiane nel contesto politico-economico attuale.

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settembre 22, 2011

Anonymous: la vendetta

Anonymous stavolta mira alto, sabato 24 settembre sarà il “giorno della vendetta” per una decina di città americane a quanto sembra. Già lo scorso 17 settembre hanno sfilato in 15.000 con le famose maschere ispirate alla serie fumetti V come Vendetta,  occupando le strade di New York e Wall Street. Vendetta contro la speculazione e la corruzione dei poteri forti e degli istituti finanziari a scapito del resto della popolazione.

Non è possibile essere certi dell’autenticità di quanto contenuto nel comunicato diffuso, ma gli Anonymous hanno annunciato attacchi informatici a partire da mezzogiorno di sabato a danno di Wall Street, del dipartimento di Polizia e degli istituti di credito corrotti. Gli aggiornamenti in tempo reale saranno visibili su  Twitter @PLF2012.

C’è qualcuno che fa veramente paura ai potenti. Finalmente!

aprile 8, 2011

La camorra sbarca a Wall Street.

Spremere soldi non dal riciclo ma dall’emergenza. Il meccanismo lo abbiamo capito, noi cittadini normali. La politica strozzata dagli interessi gode a essere strozzata e ci guadagna. Oggi, peraltro, il sequestro da parte della Dia di beni per 13milioni di euro.

Rosaria Capacchione, finissima penna napoletana, scrive oggi su Il Mattino della bella (si fa per dire, eh!) storia degli affari del clan dei Casalesi che gestisce il traffico di rifiuti in Campania e dunque, il balletto dell’emergenza rifiuti. I camorristi sono in giacca e cravatta e fanno business a Wall Street usando i soldi ricavati dall’emergenza. Anzi ci aprono proprio un ufficio a New York, zona Wall Street.

Come? Come solo cervelli sopraffini possono farlo e la Dia di Napoli si sta smazzando per venirne a capo. Si parte da tale Franco Caccaro 49enne imprenditore padovano che secondo la Dia di Napoli è prestanome di Cipriano Chianese, l’avvocato della provincia di Caserta e ideatore del business dei rifiuti pericolosi presi al Nord e seppelliti al Sud. Ne scrivevo a proposito dei 12 pozzi di Giugliano avvelenati dai liquami della Resit, intestata proprio a Chianese.

Come dire pecunia non olet, la munnezza sì!

luglio 15, 2010

Riforma di Wall Street: sarà legge.

Il Senato da’ il via libera definitivo alla riforma di Wall Street con 60 voti a favore e 39 contrari. Il via libera arriva dopo l’ok della Camera: per divenire legge, al progetto ‘Dodd-Frank’, dal nome dei due autori, manca solo la firma del presidente Barack Obama.

giugno 25, 2010

Nuove regole per Wall- Street

– La commissione congiunta Senato-Camera del Parlamento Usa ha approvato lo storico testo che riscrive i regolamenti finanziari degli Stati Uniti.

Il documento, al quale la commissione congiunta ha lavorato per tutta la notte, ora andrà ai due rami del Parlamento americano per essere approvato, con l’obiettivo di una promulgazione da parte del presidente Barack Obama prima del 4 luglio.

Tra i punti critici che i democratici sono riusciti a risolvere intorno alla mezzanotte i duri, nuovi limiti all’attività di negoziazione delle banche. Un compromesso è stato trovato anche sui derivati, in modo da proteggere asset bancari dei contribuenti da attività di trading a rischio che hanno portato alla crisi finanziaria del 2007-2009.

Dopo quindici ore di negoziazione, i democratici hanno concordato una versione modificata della cosiddetta “regola Volcker”, che vieterebbe la maggior parte degli scambi e attività di investimento da parte delle banche.

La norma darebbe ai regolatori poco spazio di manovra per rinunciare al divieto di trading, ma consentirebbe anche alle banche di investire fino al 3% del loro patrimonio Tier I.

La questione dei derivati è stato un punto più ostico. Il giro di vite mira a controllare un mercato dei derivati da 615.000 miliardi dollari, portando molta dell’attività di negoziazione su piattaforme di contrattazione e stanze di compensazione.

Per evitare salvataggi dell’ordine di grandezza di Aig o bancarotte dagli effetti disastrosi come Lehman Brothers, il documento chiede la creazione della cosiddetta “commissione della morte”, un nuovo meccanismo di governo per la “liquidazione regolata” delle finanziarie sull’orlo del collasso, con le autorità che possono prenderne il controllo e liquidarle e coprire i costi con la vendita di asset.

Tra le disposizioni è prevista la creazione di una Authority, un’unità indipendente all’interno della Federal Reserve, con potere di regolamentazione sottoposto al controllo di altri regolatori, per vigilare sulla tutela dei consumatori in materia di mutui e carte di credito, dal quale però sono esclusi i venditori di auto.

L’azione della Fed in caso di interventi di salvataggio sarà oggetto di revisione, che però non si estenderà alle sue decisioni di politica monetaria.

maggio 22, 2010

Usa, Senato approva legge radicale di riforma finanziaria.

Il Senato americano ha approvato nella notte di ieri una legge per una radicale riforma finanziaria, dopo mesi di trattative per realizzare la principale revisione della regolamentazione in campo finanziario dagli anni 30.

La legge, che impone regole più dure per banche e mercati dopo la crisi finanziaria che tra il 2007-2009 ha stroncato l’economia, ha ottenuto 59 voti favorevoli e 39 contrari.

Prima della firma di Obama, alla legge deve essere accorpata una misura approvata a dicembre dalla Camera. Alcuni analisti pensano che il presidente potrebbe firmare direttamente il prossimo mese.

I cambiamenti proposti in entrambe le leggi minacciano di limitare la libertà del settore bancario, riducendone i profitti per diversi anni.

I punti critici delle trattative in Senato potrebbero includere la controversa proposta di limitare il “swap-trading” bancario.

Obama ha dichiarato che la versione finale della legge dovrebbe rendere le società finanziarie responsabili senza soffocare però il libero mercato. “Nell’ultimo anno, l’industria finanziaria ha ripetutamente provato a bloccare questa riforma con orde di lobbisti e milioni di dollari in pubblicità, e quando non potevano affossarla hanno cercato di annacquarla… Oggi, penso sia giusto dire che questi sforzi sono falliti”, ha detto Obama. (reuters) E in Italia quando si farà una legge simile che blocchi la pirateria bancaria e gli speculatori selvaggi? Mai!

maggio 3, 2010

Cosa si nasconde dietro la crisi che ha colpito la Grecia ?

Dietro l’attuale crisi del debito che ha colpito la Grecia (e che sta contagiando anche Portogallo, Spagna, Irlanda e, molti temono, anche l’Italia) non c’è solo la nota frode di bilancio commessa dai governanti ateniesi in combutta con le principali banche americane, in particolare la Goldman Sachs di Lloyd Blankfein e la JP Morgan Chase di Jamie Dimon.
Su tutto incombe infatti il sospetto, o meglio, la certezza di una spregiudicata operazione speculativa orchestrata dalla cupola finanziaria di Wall Street per lucrare sull’indebolimento dell’euro. Questo è lo scenario su cui sta timidamente indagando il dipartimento della Giustizia Usa.Sotto scrutinio ci sono le colossali e contemporanee movimentazioni di fondi speculativi Usa (che scommettono sul futuro deprezzamento della valuta europea) registrati subito dopo la famosa cena tenutasi l’8 febbraio a Manhattan tra i finanzieri che quei fondi amministrano: George Soros (Soros Fund), John Paulson (Paulson & Co.), Steven Cohen (Sac), David Einhorn (Greenlight), Donald Morgan (Brigade) e Andy Monness (Monness Crespi Hardt & Co.).
A garantire il successo di questa operazione speculativa ci ha pensato il loro potente socio Harold ‘Terry’ McGraw III, che – attraverso il braccio armato della sua McGraw-Hill, ovvero l’agenzia di rating Standard & Poor’s – ha declassato i titoli di Stato greci, portoghesi e spagnoli innescando la ‘necessaria’ crisi dell’euro. Una cosa è certa: a pagare il conto degli imbrogli dei politici europei e delle speculazioni dei predatori finanziari americani saranno le masse popolari. Per ora quelle greche, domani si vedrà.(Peacereporter)