Posts tagged ‘volontariato’

febbraio 6, 2012

Contadini e trattori liberano l’Italia dalla neve.

Trattori combattono la neve e il gelo

I contadini lasciano a casa i forconi e con i loro trattori scendono in strada non per protestare ma per liberare le strade dalla neve e spargere il sale. La notizia mi giunge nel mentre ragionavo in varie discussioni su Fb dell’impreparazione generale verso eventi naturali. La lezione é: che chi conosce gli elementi naturali sa anche come difendersi.

Si legge su CasertaNews:

Con l’emergenza, per pulire le strade, sono stati mobilitati molti agricoltori della Coldiretti. Il presidente regionale della Coldiretti (della Campania NdR) Gennaro Masiello attraverso le strutture territoriali ha lanciato un appello a tutti gli agricoltori associati, dotati di mezzi idonei, affinchè collaborino con le amministrazioni comunali e provinciali per ripristinare al piu’ presto la circolazione e garantire condizioni di sicurezza per i cittadini.

settembre 2, 2011

LA PARTE PEGGIORE

La vita è come una sorta di lotteria. Si può scegliere di viverla secondo i propri progetti o essere scelti da essa. Questa elementare libertà, che dovrebbe rappresentare l’archetipo di vita di ogni individuo in una società civile, sembra rappresentare una chimera per un’intera generazione di giovani che, dopo percorsi di studi più o meno articolati, si ritrovano ad affollare le statistiche meno incoraggianti per una società: disoccupazione e precariato. Avevamo il grosso dubbio se parlare di questa storia, ma dentro ognuno di noi sentivamo che, forse, questo è il momento migliore per scriverne. Per rispetto della protagonista, sempre molto schiva, useremo un nome di fantasia: Penelope. Questa è la storia di una nostra amica, una delle tante persone che appartengono alla “parte peggiore” del nostro Paese come ama definirla il ministro (?) Brunetta. Penelope ha due lauree e un cuore grande quanto una casa. Nell’incertezza di un futuro da precaria ha scelto la strada più difficile per una giovane donna. Oggi vive anonimamente la sua esperienza di cooperante in un paese dell’Africa martoriato da guerre e povertà. Banalmente ci piace definirla “artigiana delle ossa”. Ripara gli orrori della guerra e degli uomini con i pochi mezzi a disposizione e con pochi euro mensili. Penelope vive in un container di ferro che a sera somiglia a un forno, alimentando l’insonnia tipica da calura estiva. Non ha grandi comodità e, paradossalmente, ogni cosa che a noi può sembrare banale, come possedere un frigorifero o bere un bicchiere di latte, diviene privilegio. Vive tra pericoli continui: dall’azzardo di uno scatto fotografico al morso di una zanzara che, trasmettendo febbri malariche, svuota fisico e pensieri. Penelope ci racconta di corsie d’ospedale colme di malati ammassati a terra su giacigli di fortuna costituiti da materassi; ci racconta delle sottrazioni che quotidianamente vede sotto i suoi occhi e che potrebbero aiutare migliaia di persone: sedie a rotelle, medicine, protesi, personale qualificato. Lo scrittore Laurence Sterne in un passo del suo bel libro “Viaggio sentimentale” afferma: “ognuno può compiere un gesto casuale di bontà, ma la loro continuazione dimostra che essi fanno parte di un temperamento”. E allora ripensando ai racconti di Penelope, siamo convinti che una parte di quella sottrazione sia compensata dal suo coraggio e dal suo temperamento. Penelope alla fine del suo periodo da cooperante non avrà esterne televisive che parleranno di lei o articoli di giornali ad esaltarne le gesta dopotutto, al di qua dell’equatore, sono privilegi da “parte migliore” del paese. Resteranno queste poche righe, l’anonimato che protegge e la certezza che lei rappresenti la “porzione migliore dell’umanità”. In bocca al lupo amica…

Gianluca Capra – Redazione MoCA Press

dicembre 7, 2009

La lega contro il Cardinale Tettamanzi.

Nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, il cardinale Tettamanzi ha lanciato un invito alla «serenità e responsabilità» per i vescovi e i presbiteri. Nell’omelia della messa solenne nella Basilica di Sant’Ambrogio, Tettamanzi ha sottolineato la figura del Buon Pastore e il suo compito di proteggere e custodire il gregge dai lupi che Ambrogio individuava negli eretici. «Non sono forse da paragonare a codesti lupi – continua Tettamanzi citando le parole di Sant’Ambrogio – gli eretici, i quali stanno in agguato presso gli ovili di Cristo, e fremono attorno ai recinti più di notte che di giorno? È sempre notte per gli increduli, i quali, per quanto è loro possibile, si danno da fare per offuscare e oscurare la luce di Cristo con le nebbie di interpretazioni sinistre. Stanno a spiare quando il pastore è assente, e per questo fanno di tutto sia per uccidere sia per esiliare i pastori delle Chiese, perché se i pastori sono presenti, non possono assalire le pecore di Cristo». Le parole del Cardinale secondo il quale in tema di immigrazione «la risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive». Per questo, ha osservato il porporato, «la chiesa di Milano, il volontariato e altre forze positive della città hanno dimostrato, e rinnovano, la propria disponibilità per costruire un percorso di integrazione. Non possiamo, per il bene di tutta la città, assumerci la responsabilità di distruggere ogni volta la tela del dialogo e dell’accoglienza nella legalità che pazientemente alcuni vogliono tessere»La lega per bocca del ministro Calderoli contesta il Cardinale «La grande capacità della Chiesa territoriale dovrebbe essere la vicinanza con il territorio. Tettamanzi con il suo territorio non c’entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia», ha detto Calderoli. «Perché Tettamanzi non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?», chiede Calderoli. «Negare che persone di una certa etnia facciano un tipo di attività è disconoscere la realtà. Seguendo la logica dei poverini non si va da nessuna parte, si trasformano solo i nostri poverini in agnelli sacrificali». Tettamanzi, aggiunge, «faccia quello che vuole. Noi continueremo ad andare nel senso opposto. A Milano o in Lombardia un sacerdote che fa politica non lo ascolta nessuno». «Sono sereno, in questo momento riscopro il dono della libertà che trova radice e forza nella responsabilità», ha detto Tettamanzi ai giornalisti che gli hanno chiesto di commentare gli attacchi rivoltigli dalla Padania e dal ministro Calderoli. «La mia bussola – ha aggiunto – è la parola del Vangelo e le esigenze profonde stampate in ogni persona». E quando i giornalisti gli hanno chiesto di commentare l’affermazione di Calderoli secondo cui l’arcivescovo è lontano dal territorio, Tettamanzi ha replicato: «Non so se c’è ne è un altro in così alto loco che stia così in mezzo alla gente». La Lega nella sua furia razzista non si ferma neppure di fronte alle gerarchie ecclesiastiche, quando queste sono coerenti con l messaggio evangelico. Purtroppo continuiamo ad assististera ad un’escalation al razzismo e all’omofobia, non ultima la presunta “guerra santa” sui minareti. Ultimo caso di razzismo la donna di colore figlia di una madre italiana, picchiata davanti alla propria figlioletta italianissima da un diciasettenne imbecille. Non a caso il linguaggio usato dai leghisti e dai suoi parlamentari viene usato per inculcare un’idea distorta dell’integrazione  di tantissimi immigrati che vegono in Italia per lavorare onestamente e contribuire al benessere del Paese. La lega va fermata finchè siamo in tempo.