Posts tagged ‘vittorio feltri’

dicembre 25, 2013

Il Natale secondo Feltri.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi in seguito alle dichiarazioni del segretario della Lega Matteo Salvini, l’editoriale di oggi diVittorio Feltri va oltre e, senza mezzi termini o giri di parole, titola così: “Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro”, che fa il paio col titolo di apertura della prima pagina del quotidiano di cui è direttore, Il Giornale: “I migranti stiano a casa loro”.

Il contenuto del pezzo è in evidente linea coi due titoli destinati a far indignare, a ragione. Si comincia con la strage di Lampedusa dello scorso 3 ottobre, costata la vita a 360 persone.

Qualche tempo fa una delle famigerate carrette del mare colò a picco e noi – in particolare vari politici – ci flagellammo: dovevamo essere più pronti nei soccorsi, siamo colpevoli, che Dio ci perdoni. Si trascurò di considerare un fatto che dimostrava la nostra innocenza: il barcone, quando cominciò a essere in balia delle onde, si trovava nelle acque territoriali di Malta. Le autorità della Valletta si guardarono bene dall’intervenire. Nonostante questo, ci siamo addossati responsabilità che non avevamo.

Poi si passa al video choc che appena pochi giorni fa ha fatto gridare allo scandalo: migranti in fila nel cortile del centro di accoglienza di Lampedusa, nudi e al freddo in attesa della disinfestazione contro la scabbia. Le dichiarazioni di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, erano stata durissime nei confronto di quella “pratica da lager”:

Questo modello di accoglienza, di cui Lampedusa e l’Italia si vergogna, deve cambiare. Non era quello che ci aspettavamo di vedere appena due mesi dopo il naufragio che ha suscitato lacrime e promesse.

E’ innegabile che un trattamento del genere non sia in alcun modo compatibile col concetto di civiltà, eppure nell’editoriale di Feltri se ne parla con questi termini:

A Lampedusa, un gruppo di poveracci arrivati nella nostra patria, spinti dall’illusione di abbandonare l’inferno e di conquistare il paradiso, sono stati denudati, condotti in un cortile delle strutture cosiddette di prima accoglienza e irrorati con un potente disinfettante. Sadismo degli inservienti? Disprezzo per i diseredati? Figuriamoci. Questa gente aveva la scabbia, malattia parassitaria caratterizzata da eritemi, che provoca un prurito irresistibile alle mani e ai polsi ed è assai contagiosa, basta un contatto superficiale per beccarsela. L’unico modo per debellarla è quello adottato dai «torturatori» dell’isola a sud della Sicilia. Via ogni indumento e avanti con gli spruzzi di sostanze idonee a neutralizzare il maledetto acaro. Non si poteva agire diversamente.

L’editoriale, poi, prosegue nel fornire un diverso punto di vista sulla disinfestazione oggetto del video e delle polemiche, abbozzando un paragone con gli italiani nell’immediato dopoguerra, ormai 65 anni fa e in condizioni ben diverse da quelle in cui si trovava il nostro Paese in quel momento.

La conclusione, per Feltri, è una sola, strettamente connessa al titolo dell’editoriale:

Se una quantità sterminata di persone lascia il Terzo mondo per venire qui, ci sarà pure una ragione. Probabilmente, più che una ragione è una speranza. Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio, c’è un solo rimedio: non la ribellione, ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra. Se meno disperati optassero per l’Italia, meglio sarebbe per loro e per noi. Siamo brutti e cattivi? Stateci alla larga.

Della serie: non vi piace come vi trattiamo, statevene a casa. Pensieri e parole di Vittorio Feltri, accolte con ovazione dai lettori de Il Giornale – vi basta fare un giro tra i commenti per mettervi le mani nei capelli – e destinate a far indignare da una parte all’altra non soltanto i sostenitori di una corrente politica avversa, ma anche e soprattutto chi crede che un Paese civile abbia l’obbligo e il dovere di comportarsi in modo civile sempre e comunque.

ottobre 5, 2012

Uno che sa scrivere.

Dopo essersi pericolosamente avvicinato alle porte del carcere, l’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti si sfoga con un’intervista rilasciata a Vanity Fair: “Renato Farina è diventato onorevole grazie ad una lettera di raccomandazione di Vittorio Feltri data a Berlusconi“. Tra un’infamia giornalistica e l’altra, Renato “Betulla” Farina resta uno dei parlamentari più impresentabili in assoluto, quindi segnalo la cosa su twitter , e questa è la risposta di Vittorio Feltri.

maggio 12, 2012

Berlusconi innamorato di Luxuria.

novembre 18, 2010

Incredibile iniziativa del “Giornale”

“Bla, bla, bla. Chi parla? Saviano”. Dopo la raccolta firme contro Fini, il quotidiano di Paolo Berlusconi ci riprova. E questa volta alza il tiro contro il giornalista, reo di avere portato in prima serata i rapporti tra mafia e politica al Nord e di avere fatto arrabbiare il ministro dell’Interno Roberto Maroni tirando in ballo la Lega. Campione della legalità? Macché, per il quotidiano di via Negri, il giornalista è uno “scopiazzatore” che scrive “cronache redditizie”. “Dov’è il suo coraggio?” si chiede Vittorio Sgarbi: “Dov’è la sua minaccia alla mafia che lo insegue per ucciderlo?”. Saviano è infallibile? Certamente no. Si può criticare Saviano? Certamente sì. Ma resta il fatto che ciò che lo scrittore ha detto è documentato. Non solo nelle (poche) cronache dei giornali che si occupano dell’infiltrazione mafiosa al Nord. E’ lo Stato stesso a mettere nero su bianco l’allarme sull’integrazione tra potere criminale ed economico, da ultimo con la relazione della direzione distrettuale antimafia resa nota ieri . Brutte “coincidenze” e “tempismo singolare”, secondo il quotidiano. Peccato che, come ammette lo stesso Maroni, l’ultima firma sul documento spetti al ministro dell’Interno. Insomma, il ritornello è lo stesso di sei mesi fa, quando Berlusconi puntò il dito contro Saviano e chiunque parli di mafia facendo fare “una brutta figura” all’Italia: “E’ la sesta al mondo – disse – ma è la più conosciuta” a causa di serie come “la Piovra e della letteratura, Gomorra e tutto il resto”

marzo 26, 2010

Una buona notizia.

Sei mesi di sospensione a Vittorio Feltri per la vicenda relativa a Dino Boffo e per aver continuato a far scrivere Renato Farina dopo la sua radiazione dall’ordine dei giornalisti. Il Consiglio dell’Odg della Lombardia – si legge in una nota – ha invece “assolto” il direttore del ‘Giornale’ per i suoi attacchi a Gianfranco Fini “ritenendo che, nel caso specifico, abbia agito nell’ambito del diritto di cronaca e di critica”. (AGI)

febbraio 18, 2010

La resistibile ascesa di Renata Polverini


 Renata Polverini possiede due appartamenti (con quattro ingressi) per complessivi 16,5 vani catastali più tre box e due cantine in un palazzo non lussuoso ma incastonato nel verde della collina di San Saba, tra Aventino e Testaccio. Come ha fatto ad accumulare un patrimonio che vale oggi circa 1,5 milioni di euro? La leader sindacale nel 2002 ha acquistato una delle sue case a prezzo stracciato dallo Ior, la banca del Vaticano. Mentre la seconda è arrivata (a prezzo più alto) da una società vicina allo Ior, la Marine Sud Investimenti, intestata per il 99 per cento a una società anonima.

Non solo: la leader sindacale ha comprato con lo sconto un appartamento all’Eur dell’Inpdap, l’ente nel quale l’Ugl è rappresentato. Non c’è nulla di illecito ma è bene chiarire tutto. Renata Polverini è sostenuta dalla Chiesa contro l’abortista Emma Bonino, che però non sembra altrettanto ricca. Ma, per risanare la sanità laziale dovrà intervenire anche sulle cliniche del Vaticano.

E poi c’è la questione dei soldi. Ogni volta la sindacalista ha acceso un mutuo per comprare ma le rate sono state onorate grazie a uno stipendio rilevante per una sindacalista. Al Magazine, disse di guadagnare “solo” 3 mila euro al mese. Ma nella classifica delle dichiarazioni dei redditi pubblicate nel 2008 risultava davanti agli altri leader sindacali con 140 mila euro lordi annui. Per fortuna va meglio con gli affari. Il 28 marzo del 2002 compra dall’Inpdap vicino all’Eur, al Torrino, un secondo piano di sette vani catastali più box e cantina. Sono i palazzi abitati anche da sindacalisti e politici raccomandati, quelli descritti dal Giornale di Vittorio Feltri nel 1995.

Evidentemente Affittopoli non riguardava solo i sindacati di centrosinistra. Dopo quella campagna, alla fine degli anni novanta, l’allora rampante sindacalista ottiene un appartamento appena costruito in affitto. Poco dopo lo compra, grazie allo sconto riservato a tutti gli inquilini e pari al 40 per cento, al prezzo stracciato di 148 mila e 583 euro. La casa sarà poi venduta il 4 aprile del 2007 per un prezzo dichiarato di 234 mila euro, 150 mila in contanti e il resto come accollo del mutuo.
Ancora più interessante è la storia dell’abitazione di San Saba. Polverini compra dallo Ior, la banca del Vaticano coinvolta in tanti scandali, il 17 dicembre del 2002 un primo piano con doppi ingressi, 5 camere, cameretta più tre bagni, cucina e tre balconi, più due box e cantina, al prezzo di 272 mila euro, un vero affare. Il prezzo di mercato è il doppio. “Non c’è stato nessuno sconto dello Ior”, dice oggi Renata Polverini, “ho seguito la stessa trafila degli altri acquirenti di appartamenti nel palazzo . Ho comprato tramite un’agenzia”. Meno di due anni dopo, nel 2004, il leader Ugl compra un secondo appartamento gemello al piano terreno dalla Marine Sud Investimenti amministrata da Michele D’Adamo. Il piano terra costa 666 mila euro, più del doppio, e ha solo un box. Le ipotesi sono due: lo Ior ha fatto un prezzo basso alla Polverini oppure ha dichiarato meno del pagamento reale. Se pensate di votare per lei alle regionali del Lazio, pensateci bene, con il clima che corre, pensate quanti buoni affari potrà fare la Polverini da Presidente della Regione Lazio. Tanto poi arriva Berlusconi e dice che deve rimanere, perché sono tutte chiacchiere inventate dai magistrati

febbraio 13, 2010

Feltri ci da ragione:9 a 4 per la sinistra nelle regionali

Vittorio Feltri conferma le previsioni che, molto più modestamente abbiamo fatto alcuni giorni fa sull’esito delle elezioni regionali. Il giornalista infatti ha detto”Credo che Vendola vincera’ le elezioni in Puglia e credo anche che alle regionali non assisteremo ad un successo del PdL, temo proprio di no. Posso anche azzardare…direi 8 a 5 o addirittura 9 a 4 per la sinistra”. Il duro (per la PDL) pronostico e’ stato fatto nel corso dell’ultima puntata di KlausCondicio, programma televisivo condotto da Klaus Davi su You Tube. Per Feltri, se per la PDL fosse una sconfitta potrebbero cambiare i vertici: “Se alle prossime regionali il PdL fosse sonoramente sconfitto dice -, credo che Berlusconi cambierebbe i vertici di Forza Italia, del PdL. Non so se verra’ spazzato via il triumvirato, ma non potrebbe piu’ rimare l’attuale assetto”.  Speriamo bene.