Posts tagged ‘vitamina D’

dicembre 5, 2012

Alzheimer: la protezione dall’osteoporosi arriva dalla vitamina D »

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| Due studi diversi pubblicati entrambi su Journals of Gerontology, un solo risultato: la vitamina D protegge le donne di mezza età, oltre che dal rischio di osteoporosi, dal…

5 dicembre 2012 / Leggi tutto »

luglio 6, 2012

Vitamina D: assumerne quantità elevate, aiuta ridurre fratture dell’anca nella delicata terza età.

Dopo i 65 anni è possibile prevenire le , soprattutto quelle dell’, assumendo dosi elevate di . E’ questa la conclusione cui sono i giunti i ricercatori del Center on Aging and Mobility dell’University Hospital di Zurigo (Svizzera) in un’analisi dei risultati ottenuti in 11 diversi studi clinici sulla somministrazione orale di questo prezioso nutriente. A darne notizia è il New England Journal of Medicine.

 

Nonostante diverse ricerche abbiano cercato di gettare luce sul ruolo svolto dalla nella prevenzione delle , i risultati ottenuti nel corso degli anni si sono rivelati, a volte, contraddittori. Per questo motivo gli autori di questo nuovo studio hanno deciso di analizzare l’insieme dei dati raccolti nelle varie ricerche. L’analisi ha riguardato, in totale, 31.022 individui di età superiore a 65 anni, nel 91% dei casi donne. Nei diversi studi sono state registrate 1.111 all’ e 3770 non-vertebrali.

maggio 31, 2012

Ossa forti: la vitamina D, il pro-ormone che non fortifica solo “l’impalcatura”.

 

I meno giovani lo ricordano: il cucchiaio di olio di fegato di merluzzo era un rito quotidiano, nel tempo reso più dolce e gustoso da aromi di agrumi o simili. Lo consigliavano il medico e il tam tam tra le neomamme, unite contro un nemico antico, il rachitismo, che rendeva fragili le dei bambini e le faceva crescere storte e asimmetriche, simbolo di una povertà da scacciare. E invece era mancanza di sole e luce e quindi di , come Huldschinsky scoprì nel 1919: i bambini con il rachitismo guarivano se esposti a raggi ultravioletti. Da allora, il livello di guardia sul valore della si è molto abbassato, confinandola a sola prevenzione per l’osteoporosi, la malattia delle deboli, nella terza età. “Pensare che la serva solo alle è come guardare la punta di un iceberg senza accorgersi di quello che c’è sotto, vale a dire il potere di difesa che ha per il sistema immunitario, la circolazione sanguigna e persino contro il cancro“, afferma Annamaria Colao, professoressa di Endocrinologia dell’Università Federico II di Napoli.

settembre 15, 2011

Alzheimer: la vitamina B, utile nella prevenzione.

Assumere una pillola di ogni giorno potrebbe proteggerci dall’, ritardando significativamente la perdita di memoria in eta’ avanzata.

 

Uno studio della Oxford University, presentato in occasione del British Science Festival, ha dimostrato che questi supplementi sono in grado di diminuire il declino della memoria del 70 per cento in alcune persone anziane. Non solo. I ricercatori hanno rilevato che le pillole di e di dimezzano il tasso di riduzione del volume cerebrale in alcuni pazienti. “Tra i 40 e i 50 anni d’eta’ – ha detto Celeste de Jager, che ha coordinato lo studio – si verificano molti cambiamenti a livello cerebrale prima di arrivare ai sintomi clinici. Nella mezza eta’ la gente dovrebbe cominciare a pensare ai loro livelli di vitamina”.

settembre 11, 2011

Sclerosi Multipla: studio globale individua nuove varianti genetiche.

Un team internazionale di scienziati, guidati dalla Charité – Universitätsmedizin Berlin e dall’Istituto Max Delbrück di medicina molecolare (MDC) in Germania, ha trovato nuove varianti che contribuiscono allo sviluppo della , una immunologica.

Lo studio, presentato sulla rivista Nature, è stato in parte finanziato dal progetto NEUROPROMISE (“Neuroprotective strategies for multiple sclerosis”), che si è aggiudicato una sovvenzione di 11,4 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro dell’UE (6° PQ). I ricercatori ritengono che i risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi metodi di trattamento.

Nel complesso sono emerse 29 varianti , che vanno ad aggiungersi alle altre 23 che sono già registrate. Il team, composto da 24 gruppi di ricerca provenienti da 15 nazioni, spiega che la è caratterizzata da un danno causato alle fibre nervose e allo strato di mielina che avvolge le fibre nervose sia nel cervello che nel midollo spinale. Quando questo accade, i pazienti possono lamentare intorpidimento, incontinenza, disturbi della vista e dell’andatura.

luglio 6, 2011

Scienziati sviluppano analisi del sangue per monitorare carenza vitamina D

L’indebolimento del sistema immunitario è il risultato di una quantità insufficiente di in circolo nell’organismo umano che potrebbe far aumentare il rischio di cancro e osteoporosi.

 

Un team di scienziati britannici ha però creato un nuovo test ematico super preciso in grado di determinare l’influenza che la dieta di una persona ha sulla sua carenza di . Il test è descritto in due articoli del Nutrition Journal.

 

Dopo aver valutato i dati ottenuti in 20 anni di ricerca, i ricercatori hanno scoperto che mancava un legame chiaro tra la carenza di e lo stato di salute e malattia. E qui entra in gioco il test…

Coordinati dal professor Declan Naughton, i ricercatori della Kingston University di Londra hanno sviluppato il test in un periodo di cinque mesi, scoprendo come sia possibile distinguere varie forme di assorbite dal corpo attraverso la dieta e la del (cioè la 12 e la 3) da composti ad esse strettamente legati.

“Molte persone sanno che la fonte principale di è l’esposizione alla del perché gli esseri umani producono questo tipo di naturalmente dall’azione del sulla pelle,” dice l’autore anziano dello studio, il professor Naughton del Dipartimento di Scienze della vita della Kingston. “Ma forse non tutti sanno che un altro tipo di questa vitamina si può trovare in alimenti come il salmone, lo sgombro, le sardine e il tuorlo dell’uovo. Il nostro nuovo test può misurare singolarmente tutte le forme della che contano e, potenzialmente, aiutarci ad individuare con esattezza la causa di un’eventuale deficienza. Magari i soggetti hanno semplicemente bisogno di più o forse dovrebbero fare più attenzione alla dieta.”

giugno 24, 2011

Sarcopenia: allarme ‘muscoli deboli’ per cinque milioni di italiani

degli italiani sotto la lente con la campagna nazionale itinerante ‘Più forza nella vita’, un tour che toccherà con check-up gratuiti 8 città della Penisola per informare i cittadini sulla .

E’ il nome tecnico della perdita progressiva e generalizzata di muscolare e forza fisica, che inizia a manifestarsi dai 40-50 anni e aumenta con l’età fino a colpire il 30% degli ultra 60enni e il 50% degli over 80: più di 5 milioni di italiani. Molti già a 50 anni hanno perso il 10% della muscolare; entro i 70 anni il deficit supera il 30%, col risultato che la rappresenta la principale causa di invalidità e debolezza nell’anziano. ‘Più forza nella vita’ – prima iniziativa del genere nel nostro Paese, sostenuta da Abbott e presentata oggi a Milano – partirà da Torino per poi far tappa a Milano, Brescia, Bologna, Pescara, Bari, Roma e Latina. Un team di esperti del Centro di medicina dell’invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma salirà su un camper e viaggerà lungo lo Stivale, per misurare con test specifici la forza e l’efficienza muscolare degli italiani. L’obiettivo è informare soprattutto gli over 60 sulla e sul modo per prevenirla e combatterla: un’alimentazione completa e bilanciata, se necessario l’uso di supplementi nutrizionali ad hoc e una regolare attività fisica. “

maggio 23, 2011

Il sole: il piu’ grande stimolatore del sistema immunitario.

 

Le () sono la difesa dell’organismo umano contro le infezioni. Individuando e distruggendo i patogeni esterni, queste cellule ci aiutano a rimanere sani. Una nuova ricerca svolta in Danimarca rivela che le necessitano di dosi fisiologiche di nel sangue per poter essere attive e compiere il proprio ruolo di difesa in modo adeguato. Quest’ultima scoperta, i cui particolari sono pubblicati sulla rivista Nature Immunology, potrebbe aiutare i medici a risolvere i casi di reazioni e anche a contrastare il rigetto di organi trapiantati.

Le sono un tipo di che rivestono un ruolo centrale nel sistema immunitario. Per poter trovare, reagire e combattere le varie infezioni dell’organismo, le devono trasformarsi, da dormienti e innocue, in cellule attive in grado di uccidere e spesso anche pericolosi.

maggio 23, 2011

Pediatria: i bambini liberi dall’asma con sole e vitamina D

più protetti dall’ grazie al : a sostenerlo è un team di ricercatori spagnoli del Public Health Centre di Castellón guidati da Alberto Arnedo-Pena in uno studio pubblicato sull’International Journal of Biometeorology, da cui emerge che l’esposizione al incrementa i livelli di , e che sarebbe quest’ultima a proteggere i più piccoli dall’.

 

Lo studio è parte del più ampio progetto di ricerca International Study of Asthma and Allergies in Childhood (ISAAC) condotto dall’Università della Murcia (Spagna).

Il 90% della presente nel nostro corpo viene sintetizzata durante l’esposizione al , spiegano i ricercatori, e spesso nei soggetti asmatici i livelli di questa vitamina sono inferiori

aprile 5, 2011

Cuore a rischio senza sufficiente vitamina D.

La carenza di mette a rischio le , che perdono la loro elasticita’. Lo afferma uno studio presentato al meeting dell’American College of Cardiology, secondo cui questa condizione porta a pressione alta e maggior rischio cardiovascolare.

I ricercatori della Emory University hanno studiato 554 persone sane intorno ai 47 anni d’eta’ verificando il tasso di nel sangue, che nel 14 per cento dei casi era sotto i 20 nanogrammi per millilitro, mentre nel 33 per cento sotto i 30. A tutti i partecipanti e’ stata misurata l’elasticita’ delle comprimendo il braccio e misurando la velocita’ di rilassamento dei vasi sanguigni e con altri metodi: il risultato e’ stato che le persone con scarsi livelli di avevano le piu’ indurite, ma la condizione e’ stata rimossa dopo la somministrazione per sei mesi di supplementi.

“Non sappiamo bene il meccanismo che lega la alle ”, hanno spiegato gli autori, “potrebbero essere coinvolte le cellule endoteliali dei muscoli intorno ai vasi, o l’ormone angiotensina che regola l’apertura e la chiusura delle . Il risultato pero’ ci dice che la salute del passa per un sufficiente tasso di nel sangue” .