Posts tagged ‘virus’

giugno 25, 2012

Virus respiratorio: gli animali domestici, oltre all’affetto, riescono ad essere scudo naturale.

Affetto incondizionato, compagnia e anche una buona dose di protezione contro alcuni problemi di salute. Il cane, oltre alla sua proverbiale amicizia, rappresenta involontariamente uno ‘scudo’ soprattutto nei confronti di disturbi respiratori. I ricercatori della University of California a San Francisco hanno infatti scoperto che la polvere delle casa in cui abita un quattrozampe, grande o piccolo che sia, sembra avere un effetto protettivo contro un associato con lo sviluppo di asma nei bambini. Gli esperti presenteranno le loro conclusioni oggi al meeting 2012 della American Society for Microbiology, in corso nella citta’ americana.
Possedere un animale, in particolare un cane, era gia’ stato precedentemente associato a una funzione protettiva contro lo sviluppo dell’asma infantile, dice Kei Fujimura, uno degli autori.

giugno 23, 2012

H5N1: pubblicato lo studio che ha suscitato il vespaio di polemiche.

Modificando il in modo da renderlo più facilmente trasmissibile ai mammiferi, i ricercatori sono riusciti a scoprire cinque mutazioni che, tutte insieme, consentono al di acquisire la capacità di trasmettersi per via aerea. Dato che due di esse si riscontrano in natura, indicando che per mutare i influenzali non hanno bisogno di mescolare i loro genomi con un altro all’interno di un ospite animale intermedio , gli esperti ne hanno concluso che la  trasmissibilità aerea di è “potenzialmente una seria minaccia”. 

Lo studio sulla produzione di mutati che alcuni mesi fa aveva scatenato roventi polemiche e la richiesta di bloccarne la pubblicazione è ora apparso su “Science”. Il direttore della rivista, Bruce Alberts, osserva che la pubblicazione dei nuovi dati sulla potenziale trasformazione di in una forma che può essere trasmessa per via aerea tra furetti spingerà politici e scienziati a lavorare per ridurre la probabilità che il evolva in modo da causare una pandemia.

Lo studio – a prima firma Sander Herfst – è pubblicato nel quadro di uno “speciale” della rivista dedicato all’influenza aviaria, in cui compare anche un altro articolo a prima firma Colin Russell, in cui viene approfondito il problema del rischio che mutazioni come quelle descritte da Hefst e colleghi possano verificarsi spontaneamente in natura.

giugno 13, 2012

Studio sulla resistenza all’AIDS.

Promettenti i risultati di un nuovo studio sulla al dell’. Un team internazionale di ricercatori guidati dal Bruce Walker del Ragon Institute in Massachusetts, USA, ha infatti scoperto come mai alcuni individui (circa 1 su 300) presentano la capacita’ innata di controllare l’ senza fare ricorso ai farmaci. Lo studio, pubblicato su Nature Immunology, mostra come questi individui presentino un ceppo specifico di “killer”, molto efficaci contro il . “Ogni essere umano presenta delle dette linfociti T (CTL).

Tuttavia, nonostante vengano prodotte in grandissime quantita’ durante un’infezione da , queste non sono efficaci contro il ; a meno che non appartengano a uno specifico ceppo che presenta un recettore in grado di riconoscere il ” ha spiegato Walker. “Finora, la produzione di un vaccino contro l’ e’ stata inefficace perche’ si sono prodotte T, ma del tipo sbagliato. Il prossimo passo e’ ora capire come c’e’ in questi recettori da renderli cosi’ efficaci. Ogni nuova scoperta di questo tipo ci porta un passo piu’ vicini alla sconfitta dell’AIDS”.

maggio 28, 2012

Tutti i poteri benefici del curry sul nostro sistema immunitario.

Una ‘tuttofare’. Il curry incassa un’altra recensione in suo favore: questa volta arriva da uno studio Usa che svela un’altra dote di uno degli ingredienti del condimento usato da centinaia di anni.

 

Ricercatori dell’Oregon State University hanno scoperto che la può provocare un modesto ma misurabile incremento dei livelli di una proteina ritenuta strategica per l’immunità innata, aiutando a prevenire nell’uomo e in altri animali. Si tratta del (), che aiuta il sistema immunitario a respingere batteri, e , anche se il nostro organismo non li ha mai incontrati prima.
Finora questa capacità di aumentare i livelli del in questione era nota per la vitamina D. La scoperta di un meccanismo alternativo in grado di influenzare o accrescere il , spiegano gli scienziati in uno studio pubblicato sul ‘Journal of Nutritional Biochemistry’, potrebbe aprire nuove vie alla ricerca sul fronte della nutrizione e della farmacologia.

maggio 17, 2012

Tumori al fegato: rischio triplicato se già casi presenti in parenti di primo grado.

Con un parente di primo grado che ha avuto un del , il rischio di sviluppare la stessa aumenta di tre volte. E’ quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata nel numero di maggio di Hepatology, una rivista scientifica dell’American Association for the Study of Liver Diseases. La ricerca, mostra, inoltre, un rischio di oltre 70 volte piu’ elevato per coloro che hanno familiari con del e hanno contratto, in forma cronica, l’infezione da dell’ B o C.

 

Lo studio e’ frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (PN), l’Istituto Tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano. I risultati sono stati ricavati dall’analisi statistica di dati raccolti, retrospettivamente, tra 229 persone affette da e 431 persone ricoverate negli stessi ospedali per malattie non neoplastiche.

”I nostri risultati confermano che gli individui con familiarita’ di del hanno un rischio di sviluppare tre volte superiore rispetto a chi non ha familiarita’ – osserva Renato Talamini del CRO di Aviano – il monitoraggio degli individui con e storia familiare puo’ aiutare nell’identificazione precoce dei carcinomi epatocellulari, e quindi ridurre la mortalita’ per del ”.

aprile 30, 2012

HIV: ricercatori spagnoli svelano meccanismo diffusione virus.

Svelato il di del dell’ nell’: e’ il risultato di uno studio dell’istituto spagnolo di ricerca sull’Aids IrsiCaixa pubblicato su PLoS Biology. Gli scienziati hanno trovato prove significative che descrivono per la prima volta il ruolo chiave dei – un lipide presente nella membrana dell’ – nella penetrazione del nelle cellule responsabili dell’attivazione di una risposta contro il – le cellule dendritiche – e della nel corpo. “Normalmente le cellule dendritiche circolano in tutto il corpo per catturare microbi, che poi frammentano e conducono al centro del sistema immunitario affinche’ i globuli bianchi sterminino questi ‘invasori’ – ha spiegato Javier Marti’nez-Picado dell’IrsiCaixa, che ha condotto la ricerca insieme all’Istituto di Chimica Avanzata de Catalunya del Csic e l’universita’ tedesca di Heidelberg -. Nel caso dell’Aids, invece, queste cellule non sono capaci di frammentare il microbo e il rimane nel corpo senza degradarsi”.

aprile 15, 2012

Cancro alla prostata: il vaccino passa alla fase III.

Un trattamento che utilizza in grado di veicolare umano per ‘dirigere’ le difese naturali del corpo solo contro le cellule tumorali, il Prostvac, sviluppato dalla Bavarian-Nordic Immunotherapeutics, e’ il primo contro il alla ad aver raggiunto in Europa la fase 3 della sperimentazione.

 

La notizia e’ stata pubblicata sul ‘Guardian’. Finora in Gran Bretagna non e’ stato ancora approvato alcun contro i tumori, ma gli scienziati ritengono che possa non solo raddoppiare l’indice di sopravvivenza, ma anche offrire la base per curare altri tipi di .

marzo 23, 2012

Influenza: il meccanismo con cui il virus viola le sicurezze dell’organismo.

I ricercatori hanno identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite
di ALESSIA MANFREDI
UN trasformista, maestro nell’arte di mimetizzarsi e alla continua ricerca di nuove tattiche per sopravvivere il più a lungo possibile, sotto traccia, nell’organismo ospite.

 

E che invece di tentare di sconfiggere il sistema immunitario, prova ad ingannarlo: è uno dei punti di forza dell’, tanto difficile da combattere proprio perché il che la provoca cambia frequentemente, rendendo inutili gli anticorpi sviluppati nella stagione precedente. Ora un gruppo di ricercatori della Rockefeller University di New York guidato da Alexander Tarakhovsky, a capo del laboratorio di Lymphocyte signaling, ha identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite. I risultati dello studio, pubblicato su Nature, mostrano che una proteina del dell’ stagionale, chiamata – che non è strutturale ma si esprime solo quando è in atto un’infezione – “imita” una componente essenziale del meccanismo di regolazione genica, riuscendo in questo modo a bloccarne la funzione e a mettere ko i meccanismi di difesa dell’organismo infetto. Un’osservazione che ha implicazioni importanti per permettere di comprendere meglio il a livello biologico, la sua patogenicità, e allo stesso tempo individuare nuovi bersagli terapeutici.

marzo 13, 2012

La latenza del virus HIV viene stanata da un farmaco usato per trattare alcuni tipi di linfoma.

Un team di ricercatori della University of North Carolina a Chapel Hill ha scovato con successo una infezione da latente attraverso un farmaco usato per trattare alcuni tipi di . Fornire nuove strategie per scoprire la forma latente di nel e’ fondamentale per trovare una cura per l’. I risultati dello studio sono stati presentati alla conferenza “Retroviruses and Opportunistic Infections” di Seattle. Le attuali terapie antiretrovirali riescono in modo molto efficace a controllare i livelli di presenza del ma non riescono ad eliminarlo completamente dalle cellule e dai tessuti infettati.

Il nuovo studio e’ il primo a mostrare il meccanismo biologico che mantiene latente il e lo rende irraggiungibile dalle attuali terapie antivirali, offrendo una nuova speranza per una strategia di sradicamento completo dell’. L’indagine ha coinvolto sei uomini con infezione da clinicamente trattati con farmaci anti-. Ai pazienti e’ stato somministrato , un farmaco oncologico. e’ riuscito ad attaccare anche gli enzimi nascosti dell’ in alcune cellule specifiche del che il utilizza per replicarsi (+ T). A poche ore dall’assunzione del farmaco, tutti i pazienti hanno avuto un aumento significativo dell’ dell’ in queste cellule, la prova che il e’ stato costretto ad uscire dal suo nascondiglio. E’ la prima volta che si trova un modo per trattare specificamente la latenza virale, il primo passo, secondo il team di scienziati coinvolti nella ricerca, verso la cura dell’infezione da .

febbraio 13, 2012

AIDS: meccanismo sbarra la strada al virus HIV, contrastandone la progressione

Scoperto un nuovo meccanismo attraverso il quale il sistema immunitario sbarra la strada al dell’ e potrebbe contrastare la progressione dell’.

Lo studio del Langone Medical Center della New York University, pubblicato su Nature Immunology, si e’ soffermato su una , la SAMHD1 che impedisce al di ‘violare’ i globuli bianchi attaccati con i (trifosfati deossinucleotidi). I costituiscono il materiale molecolare su cui poi si viene a formare il dell’ e che poi costringe i geni della cellula a produrre a sua volta altre copie del . Questa e’ particolarmente diffusa nei pazienti africani.