Posts tagged ‘violenze’

luglio 10, 2011

val di Susa il Tunnel come il ponte sullo Stretto

Trentamila per i No-Tav, ma solo seimila per la questura. Oppure, a scelta, almeno diecimila per i quotidiani. O ancora: ventimila per la Fiom, che di conteggi ai cortei se ne intende. RaiTre si limita a parlare di “migliaia” di manifestanti, mentre il sito ufficiale No-Tav parla di 25.000 persone. Tantissime, comunque: troppe, in ogni caso, per chi le teme. E a ragione: l’8 luglio, Torino è stata letteralmente invasa. Non solo dai valsusini in lotta per difendere coi denti il proprio diritto al futuro, ma anche da migliaia di torinesi, per niente convinti dalle chiacchiere dell’establishment sulla sempre più fantomatica Torino-Lione; come osserva “La Stampa”, almeno metà del “popolo delle primarie” non se la sente di schierarsi contro la valle di Susa.

Non casuale, infatti, la chiusura totale da parte del Pd, in allarme dopo la sortita di Vendola, che all’indomani della manifestazione oceanica di fiaccolata 1Chiomonte il 3 luglio – 70.000 persone – ha finalmente avanzato riserve, pretendendo rispetto per le ragioni della valle assediata. Risposta: la consueta reticente arroganza da parte di una élite di potere sempre più trincerata nella paura di non riuscire a far partire il cantiere più costoso e, probabilmente, più inutile della storia delle opere pubbliche italiane. In prima linea Bersani, secondo cui il problema non esiste: si tratta solo di rassicurare chi ha «qualche dubbio». Il pallido Fassino sembra un disco rotto, come Chiamparino: non fa che ripetere che la Torino-Lione si deve fare, punto e basta. E i gerarchi del partito, da Morgando a Saitta, ora auspicano che i sindaci “dissidenti” della valle di Susa, vicini ai No-Tav, vengano finalmente espulsi dal Pd. Niente male anche il centrodestra: l’assessore regionale Barbara Bonino plaude all’opposizione della Comunità Montana, dichiarando di poter finalmente avviare «un confronto serio» coi valsusini meno votati, ignorando il presidente Sandro Plano e cioè la rappresentanza legittima delle istituzioni locali.

novembre 16, 2009

Sicignano degli Alburni non è poi tanto lontano.

Sicignano degli alburni. Sono arrivati ieri mattina con alcuni blindati e un pullman a finere il lavoro iniziato mercoledì mattina a San Nicola Varco. Così le forze dell’ordine hanno “bussato” alla porta di Palazzo Belvedere e hanno sgomberato gli ospiti del sindaco Alfonso Amato. Portando via 27 irregolari per i controlli.
Il primo cittadino infatti si era reso disponibile ad ospitare, nonostante la contrarietá di una parte della popolazione locale scesa in piazza in trecento per chiedere la modifica dell’ordinanza, circa una sessantina di immigrati nord africani. Loro, gli extracomunitari, avrebbero dovuto lasciare il paese alla mezzanotte di sabato ma il conto alla rovescia è scaduto ieri, in serata gli ultimi marocchini immigrati sono andati via.
La loro permanenza a Sicignano non è stata vista di buon occhio neanche dal Prefetto Sabatino Marchione. Ieri, infatti, a mezzogiorno le forze dell’ordine si sono dirette in carovana nel piccolo borgo. Palazzo Belvedere, l’area interessata, è stata circondata dai militari: in quel momento gli immigrati si trovavano all’esterno della struttura in compagnia di alcuni volontari che nelle ultime ore gli hanno offerto abiti e un piatto caldo. Anche loro sono stati identificati.
«Volevamo riprendere quello che stava accadendo con i nostri cellulari per avere una prova dell’irruenza con la quale si sono rivolti ma siamo stati bloccati anche noi, ci hanno fatto allontanare dalla struttura e poi ci hanno identificato», ha denunciato uno di loro. La zona è stata completamente bloccata al traffico, neanche ai vigili urbani è stato permesso il passaggio. In pochi minuti è sembrato di assistere ad un piccolo assetto di guerra. I celerini hanno ordinato a tutti di rientrare nella struttura ma uno di loro ha tentato il tutto per tutto dandosi alla fuga.
Ha iniziato a correre, dietro di lui altri poliziotti, ha attraversato parte di un bosco alle spalle della struttura comunale, si è calato lungo una piccola scarpata di fango e si è nascosto sotto un ponte. La caccia all’uomo è durata poco. I carabinieri, anche loro presenti al blitz, lo hanno individuato e fermato. Subito dopo sono stati divisi in più stanze, come ci ha raccontato Azhzair, 24 anni, marocchino regolare. «A tutti è stato chiesto di spogliarsi per la perquisizione – racconta – Ci hanno strattonato, insomma un inferno».