Posts tagged ‘violenza’

febbraio 16, 2013

Angeli e demoni.

femminicidi-cupido-s-valentino

In piazza contro la violenza.
p.s. Pistorius.

maggio 13, 2012

CasaPound aggredisce i militanti antifascisti a Parma.

 

Cocci di bottiglie rotte e qualche auto danneggiata. Sono i resti dell’aggressione che un gruppo di militanti di CasaPound Parma ha messo in atto ieri sera in via Carmignani di fronte al circolo Arci Minerva, sede in cui solitamente si ritrova il Comitato antifascista Montanara.

Gli scontri sono cominciati poco prima delle 20 dopo attimi di tensione che si erano protratti per tutta la giornata alla presenza delle forze dell’ordine. Da una parte la festa per l’inaugurazione della sede di CasaPound, che si trova proprio nel quartiere Montanara, dopo i lavori di ristrutturazione; dall’altra gli antifascisti, che difendono la tradizione “rossa” della zona e da anni chiedono un provvedimento contro la presenza dell’associazione.

aprile 20, 2012

Indifferent class.

La notizia è quella già segnalata qui sotto. Ora indaga la procura di Civitavecchia.

marzo 19, 2012

Anche in spagnolo si capisce.

gennaio 7, 2012

Bambini esposti a violenza tra le mura domestiche accusano lo stesso impatto del trauma di soldati in guerra.

esposti a tra le mura domestiche soffrono, dal punto di vista , come i soldati in guerra: sviluppano la capacita’ di riconoscere piu’ velocemente un’imminente minaccia da cui doversi difendere e sono piu’ in grado di attivare dei meccanismi di difesa.

A scoprirlo un gruppo di studiosi dello University College of London (Regno Unito) guidati da Eamon McCrory della Division of Psychology and Language Sciences che, in collaborazione con i colleghi dell’Anna Freud Centre (Londra, Regno Unito), spiegano che queste capacita’ di ”adattamento”, sul lungo periodo, possono predisporre a una maggiore vulnerabilita’ ad ansia, depressione e problemi di salute mentale di diverso tipo. Lo studio e’ stato pubblicato su Current Biology. Gli studiosi hanno esaminato le risonanze magnetiche condotte su 20 londinesi di 12 anni di eta’ media allontanati dalle rispettive famiglie per problemi di , e le hanno paragonate a quelle effettuate su un gruppo di controllo di 23 non sottoposti a violenze di alcun tipo.

marzo 22, 2010

Ancora su Stefano Cucchi.

Secondo la commissione parlamentare Stefano Cucchi è stato sottoposto a tortura che ha provocato fratture e poi lasciato morire in un reparto ospedaliero carcerario (reparti che sono illegittimi in quanto non rispettano i diritti costituzionali e che, pertanto, chiediamo che vangano chiusi). Sarebbe opportuno simbolicamente che la regione Lazio, che ne ha parte di responsabilità, procedesse alla chiusura immediata del reparto carcerario del Pertini. Si muore in carcere e di carcere, come è avvenuto nel reparto transito del carcere di Livorno il 4 marzo scorso a Snoussi Habib, 30 anni. Un carcere quello di Livorno dove negli ultimi 10 anni sono avvenute più di venti morti. Tra questi Marcello Lonzi, suicida secondo la versione ufficiale anche se le perizie sembrano parlare di una brutta fine, come nel caso di Aldo Bianzino e altre 10-100 vite spezzate mentre il proprio destino è sottoposto al controllo di un’autorità. In questo contesto ci tocca ritenere un risultato il recente esito dell’appello del processo sulle torture di stato perpetrate a Bolzaneto, dove tutti gli imputati hanno trovato condanna, seppur prescritta. Ma tanto è, nell’Italia dei centri di detenzione per stranieri dove l’identificazione e l’umiliazione dura 6 mesi, dove la fabbrica della paura della Bossi-Fini-Giovanardi aggravata dall’ex Cirielli producono patrie galere con cifre da capogiro: 66.700 detenuti che sfondano la “capienza massima regolamentare”, posta a 43 mila reclusi, e una media di meno di cinque metri quadri a disposizione per ogni detenuto. Carceri che grondano di suicidi (già 14 dall’inizio dell’anno, 20 volte di più che nella vita libera) e dove il piano carceri dell’attuale governo sembra più preoccupato a fare gli ennesimi regali ai signori della calcestruzzo piuttosto che a cercare di trovare concrete soluzioni. Un governo che non ha alcuna intenzione di introdurre il reato di tortura nel codice penale e la figura del garante nazionale delle persone private della libertà personale, due leggi previste praticamente in tutti gli ordinamenti democratici dell’occidente, Italia esclusa. Un governo che preferisce accanirsi sulle leggi ad personam e sulle leggi contro la persona. Un governo di un paese dove si dimentica Rosarno e si additano i genitori di alunni stranieri come “speculatori” dello stato che offre istruzione a tutti e ha in cambio genitori extra Ue che ne approfittano, a loro dire, per evitare espulsioni. (osservatorio sulla repressione)

Giovanni Russo Spena, Gennaro Santoro