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ottobre 12, 2011

Vino e dolci alla marijuana: il business segreto che sta contagiando la California.

Il giro d’affari potrebbe decollare in breve tempo, mentre proseguono le sperimentazioni anche sulla birra

La marijuana non è stata ancora legalizzata nella gran parte degli Stati Uniti, ma questo non ha impedito alle persone di sperimentare stravaganti mix di alimenti o bevande con le droghe leggere. Se non dove in California, uno degli stati meno conformisti del paese, nel quale vino e birra già si sono prestati alla fusione con un estratto liquido di cannabis. Il mix viene fatto decantare per un lungo periodo. Nello specifico, il vino che si ottiene è di colore rosso, ed è soprannominato ‘vino speciale’, ‘vino dell’albero’ oppure ‘vino verde’. La percentuale di marijuana va dai 400 grammi a più di 1,5 kg a barile (220 litri ciascuno). Con effetti assimilabili a quelli dell’assenzio o a quelli di un anestetico enologico.

 

Al processo di infusione, per scopi medici, si sta affiancando quello per scopi eno-gastronomici. Un mercato potenzialmente molto esteso, rivolto a cultori, e non solo, del consumo di droghe leggere. Bottiglie di vino non contrassegnate sono degustate al termine di cene esclusive, con i produttori che lasciano decantare l’erba in alcuni barili ogni anno. Una pratica, allo stato attuale, clandestina, poiché l’utilizzo della marijuana è consentito negli Stati Uniti solo per realizzare cocktail di medicinali. Tuttora in campo medico, sono 16 paesi, negli Stati Uniti, dove è consentito produrre ‘medibles’ (marijuana medica in forma commestibile o bevibile).

La marijuana non è stata ancora legalizzata nella gran parte degli Stati Uniti, ma questo non ha impedito alle persone di sperimentare stravaganti mix di alimenti o bevande con le droghe leggere. Se non dove in California, uno degli stati meno conformisti del paese, nel quale vino e birra già si sono prestati alla fusione con un estratto liquido di cannabis. Il mix viene fatto decantare per un lungo periodo. Nello specifico, il vino che si ottiene è di colore rosso, ed è soprannominato ‘vino speciale’, ‘vino dell’albero’ oppure ‘vino verde’. La percentuale di marijuana va dai 400 grammi a più di 1,5 kg a barile (220 litri ciascuno). Con effetti assimilabili a quelli dell’assenzio o a quelli di un anestetico enologico.

Al processo di infusione, per scopi medici, si sta affiancando quello per scopi eno-gastronomici. Un mercato potenzialmente molto esteso, rivolto a cultori, e non solo, del consumo di droghe leggere. Bottiglie di vino non contrassegnate sono degustate al termine di cene esclusive, con i produttori che lasciano decantare l’erba in alcuni barili ogni anno. Una pratica, allo stato attuale, clandestina, poiché l’utilizzo della marijuana è consentito negli Stati Uniti solo per realizzare cocktail di medicinali. Tuttora in campo medico, sono 16 paesi, negli Stati Uniti, dove è consentito produrre ‘medibles’ (marijuana medica in forma commestibile o bevibile).