Posts tagged ‘vietnam’

gennaio 19, 2021

DISSOCIAZIONE E “MEDIO-EGO”

di Luca Massimo Climati

Voglio ringraziare il rapper Ballarin per questa stupenda sintesi riassuntiva che è il “MEDIO-EGO e descriverò in poche righe lo stato di globale DISSOCIAZIONE.Vedo che aldilà degli “interessati soliti”, sia allo spolpamento del “Recovery” alla faccia dell’interesse generale che alla colonizzazione atlantica del nostro Paese, prevalga una diffusa CONFUSIONE-DISSOCIAZIONE LOGICA. Essa caratterizza soprattutto i sedicenti intellettuali, spesso blasonati, dal giornale unico padronale, quello che intervista Renzi h24, e si materializza in evidenti contraddizioni logiche.Basterebbe produrre un esempio sul come affrontare il COVID19,ovvero la PESTE ODIERNA.I “critici dissociati” dell’operato governativo, incuranti del fatto che in quasi tutti i paesi del mondo, tranne 5 o 6 ( Cina, Vietnam ,Coree, Cuba, Nuova Zelanda) la Peste sia passata in 2-3 ondate devastanti, (con esiti peggiori in rapporto alla età della popolazione e dei sistemi sanitari), sostengono tesi platealmente contraddittorie.Essi gridano allo scandalo per il fatto che il governo italianonon abbia applicato chiusure più nette ed abbia differenziato per aree regionali i provvedimenti.Non si considera minimamente il problema dei vari equilibri da rispettare ma soprattutto la rete da una parte di interessi economici che si contrappone strumentalmente a qualsiasi provvedimento severo e quindi efficace. Ma ci sta anche il problema della Scuola, dei giovani che non ce la fanno a vivere in uno stato d’assedio che dura da quasi un anno ed abbisogna probabilmente di un altro trimestre di somma attenzione. Ma soprattutto la disperazione di milioni di lavoratori allo stremo e non garantiti o parzialmente garantitiNon si può accontentare tutti, materializzare medici ed infermieri dopo quattro decine di anni di smantellamento del sistema sanitario Pubblico e di validi ed organizzati presidi locali che avrebbero ancor meglio prevenuto i problemi posti dal covid.Il governo in democrazia ,dove le regioni fanno come gli pare o addirittura creano impaccio alle decisioni centrali, almeno non goda di una autorevolezza plebiscitaria o una maturità compatta che solo popolazioni estremo-orientali posseggono per profonda cultura, diventa OVUNQUE COMPLICATO E DA SVOLGERE CON DIPLOMAZIA, PAZIENZA E SAGGEZZA: NON SI POSSONO ACCONTENTARE TUTTI.Invece i media bombardano spesso notizie infondate, allarmi o stati d’ansia 24 ore al giorno, remando contro il governo per chiari interessi economico-strategici diparte: la parte dei loro padroni .Ma su tutto, prevale una CONFUSIONE-DISSOCIAZIONE, spesso egoica e primitiva: si ha paura della Peste, ma si vorrebbe guadagnare uguale, si desidera ogni libertà, ma poi si pretenderebbe uno Stato pronto ed efficiente a far fronte a tutto.Lo stato confusionale e dissociato raggiunge vette inenarrabili nel caso di chi, da pulviscolari fazioni estremiste a sinistra o sovranisti immaginari ( sono la stessa cartata di roba) auspica la caduta del governo noncurante del fatto che i settori della popolazione più precari verrebbero ancor meglio danneggiati, nel nome del profitto e degli interessi particolari.Conclusione: in questa grande DISSOCAZIONE , spesso dei ceti pseudo-colti, è ora che il BUON-SENSO SILENZIOSO di una gran parte della Popolazione si faccia sentire. Ora o mai più…o nel caso alle prossime possibili elezioni.

aprile 30, 2012

30 Aprile, la Liberazione del Vietnam.

oggi ricorre il 33esimo anniversario della liberazione del Vietnam! La fine di una delle guerre più immotivate e sanguinose della storia.

Da una parte il Vietnam del Nord, comunista, che vuole riunire in un’unica nazione i “due Vietnam” (Nord e Sud). Dalla sua parte Cina, Russia e Corea del Nord molto interessati ad allargare la presenza comunista nell’area strategica indocinese.

Dall’altra il Vietnam del Sud, con un governo-fantoccio filo occidentale, filo statunitense. Appoggiato dagli USA (e in parte molto minore da Australia, Nuova Zelanda, Thailandia, Corea del Sud e Filippine), spaventati dall’idea di una vittoria comunista, si avvarrà della forza di fuoco statunitense (che sgancerà un volume di ordigni e bombe, superiore persino a quello di tutta la seconda guerra mondiale). Gli USA manderanno al macello intere generazioni di giovani e giovanissimi che dalle aule scolastiche si troveranno catapultati nella folta giungla vietnamita. Molti di loro (circa 58.000) non torneranno mai più; il resto sarà orribilmente mutilato nel fisico e nella mente.

Molti di loro perderanno la testa e diverranno autori di atroci stragi nei confronti della popolazione civile. Uno di questi, il Massacro di My Lai (16/03/1968), passerà alla storia come il più orribile di tutti i tempi: un intero villaggio sterminato (donne e bambini soprattutto) da un plotone che aveva perso la testa.

gennaio 24, 2012

Commissione Ue e Fao per agricoltura ‘intelligente’.

Fao e Commissione Ue hanno unito le forze per aiutare Malawi, Vietnam e Zambia ad adottare un approccio ”intelligente” nel campo dell’agricoltura, di fronte al fenomeno dei cambiamenti climatici. Il progetto, che vale 5,3 milioni di euro, cerca di cambiare i sistemi di produzione, per dare un contributo nella lotta contro la fame e la poverta’, rendere questi paesi piu’ capaci di reagire all’impatto dei cambiamenti climatici, ridurre le emissioni e aumentare il potenziale di cattura e stoccaggio del carbonio dell’agricoltura.

gennaio 8, 2012

Troppi insetticidi nelle risaie, il Vietnam corre ai ripari.

fulgoridi riso

L’International Rice Research Institute ha riunito i principali leader asiatici nella produzione di riso il 16 dicembre scorso ad Hanoi in Vietnam, nell’ambito della conferenza Threats of insecticide misuse in rice ecosystems. Exploring options for mitigation. Oggetto dell’incontro i danni per milioni di dollari provocati dall’abuso di insetticidi nelle piantagioni di riso.

I coltivatori di riso utilizzano troppi insetticidi per contrastare i Fulgoridi, parassiti che rappresentano il flagello più grande per le piantagioni. Questi insetti succhiano infatti linfa dalle piante di riso, facendole seccare e morire. Inoltre trasmettono tre malattie virali alla pianta.

Il problema è che sono mancati in questi anni dei piani di prevenzione e gestione dell’epidemia sostenibili. Ci si limita, per evitare che il raccolto venga compromesso, a distruggerli abusando degli insetticidi.

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ottobre 10, 2010

Afghanistan: Di Pietro, e’ nostro Vietnam, quattro militari uccisi film gia’ visto.

”Quattro militari italiani sono stati uccisi stamattina in Afghanistan, vittime di un’imboscata a Farah. Quattro ragazzi che torneranno in Italia all’interno di una cassa mortuaria e saranno salutati, per l’ultima volta, con i funerali di Stato. Un film gia’ visto”. E’ quanto scrive il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sul suo blog www.antoniodipietro.it.

”Di loro -continua Di Pietro- non si parlera’ piu’ nel giro di una settimana. Restera’ il dolore delle famiglie, le foto attaccate ai muri. Sono gia’ 34 i nostri soldati uccisi in questa guerra senza senso. Illogica. Il nostro Vietnam, questo e’ oggi l’Afghanistan. A nome mio e dell’Italia dei Valori esprimo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo sempre stati vicini a tutti quei soldati impegnati in missione e che quotidianamente mettono a repentaglio la propria incolumita’. E lo siamo ancora. Oggi e’ il giorno del lutto, e dovremmo stare in silenzio, ma sono stati troppi i silenzi su questa guerra. Credo sia giunto il momento che il governo si assuma le proprie responsabilita’ e richiami immediatamente il nostro contingente”.

”L’Italia dei valori in Parlamento ha chiesto il ritiro dei nostri militari. La missione -prosegue il leader Idv- che avrebbe dovuto essere di pace ha cambiato i suoi connotati, trasformandosi in missione di guerra. Non ha piu’ senso ne’ logica rimanere in Afghanistan in queste condizioni. Ma poi, chi stiamo difendendo? Qual e’ il reale scenario politico di quel Paese? Che ci facciamo ancora in un posto dove i nostri soldati sono esposti al rischio della morte un giorno si’ e l’altro pure? E fino a quando dobbiamo restarci? Dal governo continuano a dirci che dobbiamo rimanere in Afghanistan perche’ bisogna rispettare gli impegni presi. Quali impegni? Quelli di continuare a prelevare dalle casse dello stato circa 500 milioni di euro all’anno? O quelli di lasciare piu’ vittime italiane possibili sul territorio afghano?”, conclude Di Pietro.