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ottobre 12, 2013

Salvare la Costituzione.

E’ partito da piazza della Repubblica il corteo per la “difesa della Costituzione”. Ad aprire la manifestazione un camion con su affissi gli articoli della Costituzione italiana. Alla testa del corteo i promotori tra cui il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini, e Stefano Rodotà, accolto da applausi e cori al suo arrivo.

Il corteo è partito in direzione piazza del Popolo dopo un po’ di ressa di fotografi e giornalisti al suo avvio. Tante le bandiere rosse che sventolano alla manifestazione, il cui striscione di apertura recita “la via maestra”, a reggerlo tra gli altri anche Antonio Di Pietro. A promuovere la manifestazione oltre a Stefano Rodotà e Maurizio Landini ci sono stati anche don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassarre e Gustavo Zagrebelsky. “La difesa della Costituzione è innanzitutto la promozione di un’idea di società – recita l’appello – divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora operano per manometterla formalmente (…). Non è la difesa di un passato che non può ritornare ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

Landini, si dovrà rispondere a questa piazza – “Io non devo rispondere niente a nessuno. In tanti dovranno rispondere a questa piazza, ai tanti italiani che pensano che per cambiare il Paese bisogna applicare la Costituzione”. Così il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, all’avvio del corteo per la Costituzione, risponde ad una giornalista che gli chiede cosa risponde al Presidente Napolitano che ieri ha dichiarato che il momento è maturo per discutere su un cambiamento della Costituzione. Landini ha spiegato che si è scesi in piazza “non solo per difendere la Costituzione, ma per attuare la Costituzione per cambiare questo Paese”. Quanto all’art.138, Landini ha detto: “Credo che la forzatura sia quella di derogare un articolo per cambiare la Costituzione italiana: per ridurre il numero dei parlamentari, per far funzionare meglio il Parlamento non c’è bisogno di derogare all’art.138. La descrizione che viene data – ha continuato – che noi saremmo conservatori è una doppia sciocchezza”.