Posts tagged ‘Vertice onu sul cambiamento climatico’

dicembre 19, 2009

Copenhagen: tutti scontenti.

L’assemblea del 15/o vertice Onu sul clima e’ continuata tutta la notte.Il documento preparato ieri sera non e’ stato ancora approvato.La discussione e’ stata infiammata dall’intervento del Sudan che ha accusato gli estensori della bozza di documento finale di ‘olocausto’ e di voler condannare a morte ‘milioni di persone’. Contro l’accordo, pubblicizzato dai leader, si sono levate anche le voci delle piccole isole del Pacifico che rischiano di scomparire con l’aumento della temperatura.

dicembre 17, 2009

Clima: gli Usa propongono un maxi-fondo da 100 mld

 Cento miliardi di dollari sul tappeto. Con l’intervento di Hillary Clinton il clima della conferenza di Copenaghen è cambiato. Se ci sarà un accordo “operativo e trasparente” – ha detto il segretario di Stato Usa – si potrà arrivare alla creazione di un fondo per il trasferimento delle tecnologie pulite ai paesi in via di sviluppo che arriverà a 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. Basterà per chiudere con un accordo il summit mondiale sul clima? In realtà ci sono vent’anni di ritardo. Non è facile recuperare vent’anni di ritardo in poco più di venti ore.
La delegazione cinese aveva mandato nella notte messaggi negativi. : fonti anonime avevano dato l’accordo per impossibile anticipando un’intesa solo politica. Poi il premier cinese Wen Jiabao ha detto che “il governo e il popolo cinese attribuiscono una grande importanza al problema del cambiamento climatico
Anche l’India, ha detto il premier Manmohan Singh, è disposta a “fare di più” nel rush finale del vertice a patto che vi siano “credibili” garanzie su trasferimenti tecnologici e sostegni finanziari da parte dei paesi ricchi. La cancelliera tedesca Angela Merkel appare preoccupata: “Le notizie che arrivano non sono buone. Al momento i negoziati non sembrano promettenti, ma spero ovviamente che la presenza di oltre 100 capi di Stato e di governo possa dare il necessario impeto all’evento”. La Merkel ha anche osservato che “la promessa degli Stati Uniti di tagliare le emissioni di CO2 del 4 per cento rispetto ai livelli del 1990 non è ambiziosa”.

Il problema è che, come spiega Loretta Napoleoni in un articolo apparso su “Internazionale”, Obama senza l’approvazione del congresso non può fare altro che promesse. I cinesi invece gli impegni che prenderanno sono in grado di mantenerli, non dovendo rendere conto ad alcuna autorità di controllo. D’altronde, come fa notare la Napoleoni, le differenze fra USA e Cina sono molteplici. Il sistema federale americano innanzitutto impedisce che ci sia una disciplina uniforme in tutto il territorio nazionale data l’ampia autonomia dei singoli stati. Mentre la California è all’avanguardia mondiale nella riduzione dei gas serra l’Indiana, altro stato, è in una situazione di grave arretratezza. Inoltre fino la 2007 un americano inquinava dieci volte in più di un cinese. L’America inquina perché spreca energia. L’inquinamento della Cina è dovuto alla  sua industrializzazione forzata e accelerata. La Cina però ha portato a Copenhagen un piano rivoluzionario per la sostenibilità energetica. con una previsione di diminuzione del 75/80% dell’intensità energetica. Secondo questo piano il 50% dell’energia elettrica consumata in Cina dovrà venire da fonti rinnovabili e nucleare.  In America il problema dell’inquinamento non è legato all’industrializzazione. In buona sostanza la Cina ha deciso che le energie rinnovabili sono il petrolio del futuro. L’America pensa invece che il problema si può eisolvere solo con un esborso di denaro.