Posts tagged ‘vertice di copenhagen’

dicembre 5, 2010

Wikileaks: Obama boicottò Copenhagen.

Wikileaks: senza accordo con la Cina Obama boicottÃ�² CopenhagenGiunge da Wikileaks la conferma che il fallimento del vertice sul clima di Copenhagen sia stato causato dagli Stati Uniti, a causa del mancato accordo con la Cina sulla riduzione delle emissioni di CO2 in entrambi i paesi. Lo riporta il Guardian, confermando quanto già si intuiva dall’atteggiamento dei delegati dei due stati sia a Copenhagen che, in questi giorni, a Cancun.

Il vero vertice sul clima, in realtà, si era tenuto ben prima: a Singapore, ed era ovviamente bilaterale tra i due giganti dell’economia e delle emissioni. Non essendo stato trovato l’accordo a Singapore, per il rifiuto della Cina, Barack Obama diede mandato ai suoi delegati di seguire le indicazioni della grande industria americana: nessun passo indietro sulle emissioni, nessun passo avanti per il clima.

E’ evidente, a questo punto, che neanche il vertice di Cancun può portare a nulla: non è stato preceduto da un accordo tra Cina e Usa

dicembre 19, 2009

La lettera di Greenpeace

 Ciao giuseppe

Come le decine di migliaia di attivisti attorno al globo che hanno lavorato in modo così duro perché da Copenhagen uscisse un trattato equo, ambizioso e legalmente vincolante, ho sperato fino all´ultimo che i nostri leader avrebbero agito, raggiungendo un accordo sul clima sufficiente a evitare la catastrofe climatica. Ma la realtà è stata diversa. Nonostante il mandato ricevuto dai cittadini di tutto il mondo, e più di un centinaio di capi di governo arrivati a Copenhagen, il battibecco continua. I nostri leader non hanno agito come tali. Non hanno portato a termine il loro compito. Il risultato non è equo, né ambizioso e legalmente vincolante. Oggi, i potenti della Terra hanno fallito l´obiettivo di impedire cambiamenti climatici disastrosi. La città di Copenhagen è la scena di un crimine climatico, con i colpevoli che scappano verso l´aeroporto, coperti di vergogna. I leader mondiali hanno avuto un´occasione unica per cambiare il pianeta in meglio, evitando i cambiamenti climatici. Alla fine hanno prodotto un accordo debole, pieno di lacune abbastanza grandi da farci passare attraverso tutto l´Air Force One. Ma non è finita. I cittadini di tutto il mondo chiedevano un vero accordo prima che il Summit iniziasse, e continuano a chiederlo. Possiamo ancora salvare centinaia di milioni di persone dalle devastazioni di un mondo sempre più caldo: ma è solo diventato molto più difficile. La società civile, la maggior parte della quale è stata chiusa fuori nei giorni finali di questo Summit sul clima, ora deve raddoppiare i propri sforzi. Ciascuno di noi deve costringere i propri leader ad agire. Dobbiamo portare la lotta per impedire la catastrofe climatica a ogni livello politico: locale, regionale, nazionale e internazionale. E lo stesso per le stanze dei consigli di amministrazione e le strade principali delle nostre città. O lavoreremo per un cambiamento effettivo della nostra società o soffriremo le conseguenze di questo fallimento. Come insulto finale, abbiamo appena saputo che i tre attivisti di Greenpeace entrati nel Palazzo Reale danese, nel corso della cena ufficiale dei capi di Stato, aprendo un banner con la richiesta di una vera azione per il clima, sono stati spediti in prigione per tre settimane. Si tratta dei leader sbagliati. I veri leader mondiali che hanno provato ad agire realmente sono ora in cella, mentre i presunti leader stanno abbandonando la scena.

Kumi Naidoo Direttore esecutivo Greenpeace International

dicembre 12, 2009

Buonanotte compagni.

Buonanotte  ai no- global che hanno invaso Copenhagen.

Buonanotte ad Adele mia che a 30 anni è felice perchè le hanno concesso una sostituzione per tre mesi.

dicembre 12, 2009

Copenhagen:oggi grande manifestazione pacifica

E’ scattata fin dalle prime ore del mattino la rete di sicurezza intorno al Bella Center, la sede del vertice Onu sul clima in corso a Copenaghen fino al 18 dicembre prossimo. Misure di sicurezza decise dall’amministrazione locale per far fronte alla manifestazione che oggi vedrà in piazza oltre 80 mila persone, secondo le stime della polizia. Per raggiungere la sede del vertice i mezzi fermano a un quarto d’ora a piedi di distanza. Il corteo partirà alle 13.00 dal centro della capitale danese e l’intenzione dei manifestanti è quella di raggiungere i rappresentanti dei Paesi che stanno decidendo sul futuro del Pianeta.

Intanto salgono i fermati ieri dalla polizia: quasi un’ottantina di cui una ventina rilasciati nella tarda serata. La maggior parte stranieri. Ieri in 500 circa si sono riversati nelle vie centrali della capitale intonando lo slogan: “E’ il nostro clima non il vostro business”. Tra i manifestanti oggi attivisti di Greenpeace di 32 nazionalità. Presente anche il Wwf.

La mobilitazione globale è stata organizzata da 516 gruppi provenienti da 67 Paesi. La polizia teme incidenti anche se l’iniziativa dovrebbe essere pacifica.

dicembre 9, 2009

Copenaghen, mentre si decide la terra si scioglie.

dicembre 8, 2009

Copenaghen/ Svolta Usa: i gas serra sono pericolosi

Il governo americano ha ufficialmente riconosciuto la “pericolosità” delle emissioni di Co2 aprendo così la strada a un intervento normativo che potrebbe nei prossimi mesi imporre per la prima volta un tetto alla produzione di gas inquinanti. A dare l’annuncio ufficiale è stata ieri Lisa Jackson, direttrice dell’Environmental Protection Agency, l’agenzia federale che si occupa della protezione dell’ambiente, che in una conferenza stampa a Washington ha spiegato come il 2009 si pone come “l’anno in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a fronteggiare la sfida dei gas serra e a cogliere l’opportunità di una riforma sull’energia pulita”. L’annuncio, atteso, è arrivato nelle stesse ore in cui a Copenaghen si è aperto il vertice internazionale sul clima al quale il presidente americano, Barack Obama, parteciperà il prossimo 18 dicembre. I primi limiti alle emissioni dell’industria americana potrebbero entrare in vigore già in primavera. La mossa è considerata decisiva perché consente a Obama di avere un’arma di riserva nel caso il Senato non approvasse la legge sul clima fortemente voluta dalla Casa Bianca. Il riconoscimento ufficiale consente infatti all’Epa di fissare dei limiti alla produzione di Co2 che potrebbero essere imposti anche in caso di fallimento del dibattito in Congresso, dando così a Obama maggiore potere negoziale al momento delle trattative di Copenaghen. Contemporaneamente, a Copenaghen, sette Stati membri della Ue, guidati da Gran Bretagna e Danimarca, spingono perché l’Unione Europea faccia il massimo possibile per arrivare a un accordo alla Conferenza Onu sul clima e, in particolare, perchè l’obiettivo di riduzione delle emissioni da parte degli europei passi dal 20 al 30 per cento entro il 2020, in modo da ‘tirare la volata’ agli altri partner. Meglio tardi che mai. Speriamo che alle parole seguano i fatti. Vorrei vivere fino al 2020 per vedere se saranno stati di parola.

dicembre 4, 2009

Berlusconi si è liquefatto.

Questa la trovata dei sostenitori di Greepeace che nella giornata di ieri ha posizionato una statua di ghiaccio, raffigurante il Presidente del Consiglio, al fianco delle statue dei grandi imperatori del passato nei Fori Imperiali a Roma.

La statua è un omaggio a Silvio Berlusconi, per la decisione di partecipare ai lavori del vertice delle Nazioni Unite sul clima di Copenhagen. Ma il suo ghiaccio si scioglie al sole – come quello dei poli a causa del riscaldamento globale – per effetto dell’inconsistenza della posizione italiana su un tema così importante come quello dei cambiamenti climatici.

La statua di ghiaccio dovrebbe sciogliersi in circa quattro giorni, esattamente all’apertura del vertice di Copenhagen, il prossimo 7 dicembre. Andare a Copenhagen è sicuramente una decisione positiva da parte di Berlusconi: tuttavia, oltre a partecipare alle ‘vetrine’ internazionali, occorrerebbe perseguire politiche coerenti qui in Italia, politiche che al momento non vediamo. Sul clima, Berlusconi rischia di essere dunque un leader che si scioglie.

Per l’occasione Greenpeace diffonde oggi il rapporto“Energy [R]evolution – Uno scenario energetico sostenibile per l’Italia”, il primo studio che mostra i potenziali di crescita delle fonti rinnovabili in Italia.
Secondo il rapporto, le fonti rinnovabili saranno in grado di coprire circa il 60% della domanda di energia primaria del Paese, riducendo le emissioni di gas serra del 71% al 2050, rispetto ai livelli del 1990. L’Italia continua, invece, in una folle politica di ritorno al nucleare e al carbone che impedirà di centrare gli obiettivi internazionali ed europei di riduzione delle emissioni di gas serra. Cosa che esporrà il Paese a nuove sanzioni, con costi per lo Stato e per i contribuenti.