Posts tagged ‘Vendola’

agosto 18, 2012

Ilva: gli operai morivano di cancro e chi doveva vigilare sulla salute intascava mazzette.

Il passaggio di denaro tra Girolamo Archinà, l’uomo Ilva, e Lorenzo Liberti, il perito nominato dalla procura, all’Autogrill il 26 marzo 2010 che aveva il compito di verificare i livelli di inquinamento delle emissioni dell’Ivolta.
Queste mazzette sono in definitiva il sostanziale risultato dell’impegno istituzionale volto già negli anni scorsi alla riduzione delle emissioni inquinanti dello stabilimento Ilva di Taranto.
Il presidente della Regione Vendola, i vertici dell’azienda, i sindacalisti di UIL e CISL, insomma fu un vero e proprio coro entusiasta e unanime: “da 9,5 siamo passati a 0,2”. Praticamente dalle ciminiere dell’Ilva usciva l’aria fresca e pulita delle valli del Trentino.
agosto 5, 2012

Extraterrestri.

agosto 2, 2012

Quando un programma è chiaro.

agosto 2, 2012

e di Pietro restò solo.

Pubblicato da

luglio 31, 2012

Non lo vuole nessuno.

Pubblicato da

giugno 30, 2012

Messaggio di Nichi Vendola per il 120 anniversario del Partito dei lavoratori.

Messaggio di NICHI VENDOLA per il 120˚ anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori.

Carissimi compagni e carissime compagne,

l’occasione che viene proposta dal gruppo di Volpedo e dai circoli socialisti che hanno organizzato questa giornata di studi, è quantomai preziosa. Difficilmente, senza il vostro impegno, a partire da quello instancabile di Felice Besostri che mi ha così cortesemente invitato, avremmo potuto avere una sede collettiva di discussione su una data tanto gravida di conseguenze come quella della fondazione del 120˚ anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori, che poi diede origine al Psi. Una discussione che, vista la qualificazione delle presenze sia nazionali che internazionali, ragiona in maniera non scontata sull’evoluzione di un pensiero e di una pratica politica ancora valida per i giorni nostri, non lasciando a sterili commemorazioni il compito di “imbalsamare” la storia, rendendola infeconda.

La riflessione sulle comuni origini della sinistra europea, sulle sue divisioni, debbono farci prendere parte nella elaborazione di un pensiero politico all’altezza delle sfide proposte dall’attuale fase politica e sociale nel nostro paese ed in Europa.

Siamo all’indomani di un vertice europeo che veniva atteso con speranze eccessive e che, sul piano delle risposte da dare a questa crisi, non costituisce la necessaria discontinuità rispetto alla disastrosa situazione economica e politica attuale. Ritengo insensate le politiche che hanno puntato sull’imposizione di un rigore di bilancio che ha generato l’austerity, con un aumento della pressione fiscale e un taglio consistente della spesa sociale. Per questo mi sto impegnando, tanto in Italia quanto in Europa, per far sentire la voce di quei cittadini che sono stritolati dai meccanismi creati al solo scopo di garantire le attuali rendite di posizione dei mercati finanziari. L’Europa è in crisi innanzitutto poiché non ha affrontato la crisi attuale dal punto di vista di chi stava subendo gli effetti della crisi stessa, ma adottando le priorità di chi quella crisi l’aveva generata. Penso che la crisi dell’Europa, del suo progetto originario e delle speranze che aveva acceso in tanti cittadini europei, va a braccetto con quella della sinistra.

Ci sono tre domande alle quali, ritengo, dobbiamo saper rispondere collettivamente.

“La casa brucia” si ripete da molti mesi e così appare una crisi finanziaria ed economica nel nostro paese. Noi, che siamo stati educati a fronteggiare le fiamme per salvare chi abita dentro la casa, pensiamo davvero che per spegnere l’incendio si debba seppellire di sabbia ogni cosa? Siamo sicuri che per spegnere l’incendio, attraverso l’austerity, in realtà non stiamo soffocando l’intero sistema paese, portando le politiche deflattive ad avere degli effetti recessivi se non depressivi? Penso che risalire alle origini di questa crisi, che è una crisi generata non da una “finanza impazzita”, ma da una finanza utilizzata per generare il massimo grado di disuguaglianza sociale, sia fondamentale per fare le scelte necessarie. Se la casa brucia, non si può avere il solo debito sovrano, che va ridotto, come variabile indipendente. Va piuttosto rilanciata l’economia e l’occupazione, ambientalmente sostenibile, per far crescere la ricchezza prodotta. Ma vanno anche prese misure immediate per tagliare le unghie alla speculazione finanziaria.

La seconda domanda riguarda la questione che è alla base dei sistemi di convivenza umana: chi decide? Qual è il ruolo della democrazia nel fronteggiare la crisi? Alcuni segnali, dalla cancellazione del referendum che avrebbe voluto fare Papandreu all’imposizione di un governo tecnico in Italia, fanno sempre più pensare che la gestione della crisi sia tendenzialmente a democratica. Basti pensare alla silenziosa modifica dell’articolo 81 della nostra Costituzione, introducendo il pareggio di bilancio, che determinerà le scelte fondamentali di politica economica del nostro paese. Siamo in un regime di cessione di sovranità “inconsapevole”, ovvero non controllabile dai cittadini. Penso che l’unica strada per non alimentare le pulsioni nazionaliste ed antieuropeiste, che pure stanno crescendo, sia quello di rilanciare il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Si tratta di un impegno che non può essere preso genericamente, ma esso deve essere preceduto dalle scelte che, fin dalla prossima tornata delle elezioni europee, possano far eleggere direttamente il Presidente della Commissione ed che possano introdurre strumenti adeguati per dare un governo politico europeo che sappia guidare le politiche fiscali ed economiche per armonizzarle, a partire dal ruolo nuovo che dovrà assumere la Bce. Si tratterebbe di una cessione di sovranità “consapevole”, affidata al consenso ed alla partecipazione dei cittadini.

La terza domanda mette in campo noi. Quale sinistra di fronte alla crisi? È evidente che il cimento dei padri fondatori di 120 anni fa rende tutti noi nani sulle spalle di giganti. Eppure, il nostro posto nella storia non dovrà essere quello di chi abbia abbandonato ogni ambizione di cambiamento reale dell’esistente. La sinistra in Europa, in primo luogo, deve essere pienamente libera dai condizionamenti, dalle divisioni, dai nazionalismi e dagli egoismi. Siamo di fronte alla nostra sfida più impegnativa e per affrontarla abbiamo bisogno dell’impegno di ciascuno a lavorare insieme, non a misurare il proprio grado di consenso per tutelare solo se stessi.

Il campo socialista europeo è per noi il principale riferimento sulla scena politica continentale.Vogliamo contribuire ad un dibattito che ha il compito di mettere radicalmente in discussione ciò che è stato il quindicennio disastroso della terza via blairista. Ipnotizzate dall’ambizione di governo le classi dirigenti che hanno diretto la maggior parte dei governi negli anni ’90 hanno aperto la strada alla riscossa delle destre e alla disastrosa crisi attuale. Va riscoperte l’orgoglio di dirsi socialista, ambientalista, libertario e non liberista. Va fatto con una passione civile e politica che non sopporta il piccolo cabotaggio e che mette al centro la dimensione europea, sempre più necessaria. Se un tempo era il movimento operaio ad essere internazionale ed il capitale ad essere nazionale (o peggio patriottico), oggi sono le forze che rappresentano il lavoro (tanto partitiche che sindacali) che sono strette nella ridotta nazionale, mentre il capitale è globalizzato. Solo la sinistra, per la sua storia e per la fedeltà ai propri principi, dunque, può far rinascere una dimensione europeista e di sinistra.

Sta a noi raccogliere la sfida!

Evviva il socialismo! Evviva la libertà!

Genova, 30 giugno 2012

Nichi Vendola

giugno 26, 2012

Di Pietro e Vendola uniti nella lotta.

Mentre sono in corso le prove di alleanza ‘anomala’ tra Pd e Udc, in parallelo Antonio Di Pietro e Nichi Vendola si preparano a ”Costruire l’alternativa per cambiare l’Italia”. Su questo impegno, il presidente dell’Italia dei Valori e il leader di Sinistra Ecologia e liberta’ terranno una conferenza stampa venerdi’ prossimo 29 giugno alle ore 17 nella Sala Stampa di Montecitorio.

giugno 22, 2012

Forse abbiamo sopravvalutato Vendola.

E’ chiaro che un convegno è un convegno, com’è chiaro che, se un personaggio politico viene invitato, sarebbe scortese che questo non andasse. Ci sono però convegni e convegni, in alcuni le presenze potrebbero rappresentare un progetto per il futuro, come una possibile collocazione comune (tra le fila dei socialisti) in Europa.
Ed è così che Nichi Vendola, Presidente nazionale di SEL e attuale Presidente della Regione Puglia, il prossimo venerdì 29 giugno parteciperà alla tavola rotonda “Un’Alternativa per l’Europa“ promossa dal gruppo di S&D al Parlamento Europeo, da Sergio Cofferati, Leonardo Domenici e Gianni Pittella. L’iniziativa che è prevista alle ore 18 a Firenze, Sala Verde del Palazzo dei Congressi, sarà l’occasione per la presentazione del Manifesto “for a European Socialist Alternative” assieme allo stesso promotore Harlem Desir, eurodeputato Partito Socialista francese, e con (udite, udite) Anni Podimata, eurodeputata PASOK e relatrice di una proposta di legge al parlamento europeo per la tassazione delle attività finanziarie. Una tassa questa, annunciata tante di quelle volte dai governanti europei e mai approvata che è diventata una barzelletta al pari degli Eurobond. Il punto dirimente però è che mentre tutta la sinistra italiana guarda al modello Syriza, Niki discute con membri del PASOK  di alternativa in Europa, sembra uno scherzo, ma è tutto vero.

giugno 4, 2012

Votare a ottobre!

Vendola, voto a ottobre unica soluzione (ANSA) – ROMA, 4 GIU – ”Votare in autunno e’ l’unica soluzione in grado di salvare il Paese. Dopo la fallimentare esperienza del governo Monti, votare in autunno farebbe guadagnare al Paese sei mesi, anziche’ fargliene perdere altri sei”. E’ quanto sostiene il presidente di Sel Nichi Vendola, condividendo l’ipotesi avanzata da responsabile economico del Pd Stefano Fassina.
Vendola dovrebbe dirci con quale programma.
aprile 21, 2012

L’apocalisse chiamata Grillo.