Posts tagged ‘vacche’

luglio 27, 2011

Dai diamanti non nasce niente.


I segreti della particolare digestione dei ruminanti possono diventare una delle soluzioni della dipendenza energetica dal petrolio e dalle altri fonti fossili? Un team di scienziati scozzesi è convinta di sì. I particolari enzimi presenti nello stomaco delle mucche e degli ovini, enzimi che consentono la digestione delle piante, potrebbero contribuire a produrre in maniera efficace e redditizia energia alternativa.

Scarti della lavorazione del legno e altri rifiuti vegetali vengono efficacemente aggrediti da questi enzimi, al punto da farne immaginare un utilizzo su scala industriale per la produzione di energia rinnovabile. Lo studio è condotto con il coordinamento della Ingenza (un’azienda privata) dal Professor John Wallace dal Rowett Institute di Aberdeen e dalla ARK-Genomics dell’Istituto Roslin di Edimburgo.

Secondo il presidente di Ingenza:

Gli scienziati stanno cercando di ricavare energia da piante e alberi da anni, ma il nostro approccio si limita a riconoscere ciò che la natura fa da migliaia di anni. Riuscendo ad identificare gli enzimi, quelli che permettono ai ruminanti di digerire, e poi replicandoli su larga scala creeremmo enormi possibilità di applicazione su scala industriale di pratiche più sostenibili e rinnovabili.

Manca la parte più complessa del progetto, riuscire a sintetizzare in laboratorio questi enzimi, ma l’approccio è quello giusto, la speranza è che non abbiano torto.

aprile 5, 2011

Latte umano dalle mucche.

Non c’è limite alla perversione scientifica! Dopo la clonazione animale arriva quella di alcuni ricercatori cinesi, che recentemente hanno introdotto geni umani nel DNA di 300 mucche con l’obiettivo di riprodurre la qualità e le caratteristiche del latte materno da vendere al supermercato come sostituto di quello autentico.

Ribattezzato (non a caso) come “Franken-vacca“, rievocando l’anomalia e il risultato contro natura del mostro del romanzo di Mary Shelley, la mucca transgenica è stata modificata geneticamente proprio in Cina, dove le regole sui cibi Ogm sono più blande che in Europa e dove gli esperti che hanno portato avanti e seguito l’esperimento contano di produrre latte materno per portarlo sugli scaffali tra circa dieci anni.