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aprile 12, 2020

‘La peggior solitudine è dentro di noi’

Parla con quello dentro di te, è tempo di meditare un po’”: José Mujica, carismatico ex presidente dell’Uruguay e uomo di grande umorismo, torna a condividere alcuni suoi pensieri e alcune delle parole più lucide e urgenti sulla drammatica situazione che stiamo vivendo.

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Intervistato per la rete spagnola La Sexta da Jordi ÉvolePepe ha posto l’attenzione su quelli che considera i problemi principali del mondo: l’ambizione e l’egoismo dell’essere umano di oggi, in particolare dei politici e dei pochi ricchi che controllano le grandi società.

 

Alla luce di ciò e al di là del problema del coronavirus, gli uomini avanzano verso quello che Mujica  definisce “olocausto ecologico”, che potrebbe essere fermato solo con una volontà collettiva.

È un problema politico – dice. Mai l’uomo ha avuto così tante risorse, capacità o capitale per fermarlo. Ma stiamo andando verso un vero olocausto e stanno facendo una padella gigantesca per friggerci”.

Da qui, l’evento globale di isolamento a causa del Covid-19 e l’inevitabile confronto con la morte, devono poi incoraggiarci a una riflessione sul genere umano:

Non siamo in guerra – e qui si riferisce al  linguaggio bellicoso di Donald Trump e di Emmanuel Macron. Questa è una sfida che la biologia pone per ricordarci che non siamo padroni assoluti del mondo come pensiamo”.

Mujica crede che i governi, nella cecità dell’ambizione e in nome della religione di mercato, abbiano smesso di prestare attenzione agli eventi globali che avrebbero impedito una pandemia.

I governi hanno sottovalutato le difficoltà… Credevano che fosse una cosa per i cinesi e, ora, è una cosa per tutti”, aggiungendo che il motivo per cui i Paesi asiatici hanno ottenuto una migliore risposta al virus è perché sono in grado di pensare e agire collettivamente, una nozione che manca in Occidente perché è “piuttosto focalizzato su individualismo dilagante”.

Insomma, questa crisi così grave per Mujica potrebbe essere letta anche come una buona cosa che aiuti a richiamare la nostra attenzione sul fatto che i problemi di altre parti sono anche i nostri problemi. Per questo motivo, l’ex presidente uruguayano chiede “di combattere l’egoismo che portiamo dentro” e di “diventare socialmente attaccati gli uni agli altri”. Ovviamente, per ora, virtualmente.

Un altro aspetto che il virus ha messo in evidenza, secondo Mujica, è che “ha dimostrato quante cose superflue abbiamo” e questo sembra essere il grande insegnamento: abbandonare il nostro attaccamento alla ricchezza materiale superflua per affermare ciò che è veramente importante.

È come se una madre Natura avesse rimproverato i suoi figli intimandoli ad andare nella propria stanza a riflettere su ciò che ha fatto. E ora siamo tutti quel figlio punito.

Ottantaquattro anni, Mujica è una personalità apprezzata in tutto il mondo anche per aver rinunciato all’epoca della presidenza, al 90% del suo stipendio continuando a vivere nella sua fattoria.

dicembre 26, 2013

Sobrietà invece di austerità.

«La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere».

Buone feste (meno consumistiche) con le parole di Pepe José Mujica, presidente socialista dell’Uruguay.

ottobre 28, 2013

Marihuana di Stato: a Montevideo costerà 70 centesimi di Euro al grammo


Sottrarre il consumo di sostanze stupefacenti alla criminalità organizzata è da decenni l’obbiettivo degli antiproibizionisti. Un sogno con alcuni precedenti storici che oggi si realizza nel continente americano, martirizzato dal narcotraffico spesso controllato dalle stesse classi dirigenti, con l’esperimento uruguayano. NeVisualizza altro

maggio 9, 2013

Auto blu.

– Non possiede un conto in banca, né tantomeno ha una carta di credito nel suo portafoglio. Vive con poco più che 20mila pesos al mese (800 euro) e non ha bisogno di una scorta, benché José Alberto “Pepe” Mujica Cordano, classe 1934, ricopra da due anni l’alta carica di presidente della Repubblica dell’Uruguay.

Non è un alieno o un ricco ed eccentrico miliardario prestato
alla politica. E non è nemmeno un esibizionista, Mujica, che poco reclamizza la sua austera condotta. È soltanto un esempio di buona politica che viene dal Sudamerica. Ogni mese dei 250mila pesos (circa 10 mila euro) del suo stipendio da Capo di Stato, Mujica trattiene per sé soltanto quegli 800 euro che in Uruguay equivalgono allo stipendio di un impiegato bancario. Il resto, il 90% dei suoi emolumenti, è devoluto al Fondo Raúl Sendic, un’istituzione che aiuta lo sviluppo delle zone più povere dell’Uruguay attraverso la costruzione di abitazioni con acqua e luce. Anche per questo e non solo per i suoi trascorsi, Pepe, come ama farsi chiamare dai premier stranieri in visita fino al fattorino, è amato e rispettato tanto quanto il nostro ex presidente Sandro Pertini con cui condivide il fatto di essere stato arrestato e imprigionato.

aprile 12, 2013

Hasta siempre Presidente.

A coloro che mi vogliono morto
 auguro una lunga vita
che possono vedere la Rivoluzione Bolivariana
continuare ad avanzare di battaglia in battaglia e di  vittoria in vittoria.
Sono una foglia spinta dal ciclone
non guardare la foglia, guarda l’uragano!

Hugo Chávez

luglio 24, 2012

800 euro al mese.

Un ex-presidente dell’Uruguay che vive con 800 euro al mese.

Onore e rispetto al Presidente Josè Mujica!!!

Vive con 800 euro al mese, ma non è una persona qualunque, anzi.

LA SUA STORIA – http://goo.gl/qcCWF