Posts tagged ‘urine’

luglio 7, 2013

Trapianto rene: un semplice test delle urine prevede rigetto organo.

Un semplice test delle urine sara’ in grado di prevedere e diagnosticare il rigetto di trapianto del rene. Il progetto nasce da uno studio clinico promosso dall’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive (NIAID) negli Stati Uniti che punta sul rilevamento di tre biomarker nei campioni di urina dei trapiantati, un’alternativa non invasiva alla tradizionale biopsia renale attraverso la quale i medici rimuovono un piccolo frammento di tessuto renale per identificare eventuali danni e risposte negative dell’organo. I risultati della ricerca sono stati presentati sul New England Journal of Medicine. I biomarcatori considerati sono due molecole di RNA messaggero che codificano proteine del sistema immunitario coinvolte nel rigetto del trapianto e una molecola di RNA non codificante che partecipa alla produzione di proteine. “Lo sviluppo di un test diagnostico da effettuare a tre giorni dopo l’intervento chirurgico – ha spiegato Anthony S. Fauci, direttore del NIAID – costituisce un importante traguardo per valutare in tempi rapidi e senza eccessive complicazioni per l’assistito le sue risposte al trapianto”.kidney 300x208 Trapianto rene: un semplice test delle urine prevede rigetto organo

aprile 1, 2012

Arriva la pillola dei cinque giorni dopo.

Sbarca anche in Italia la pillola dei per la d’emergenza. Il nuovo farmaco () a base di acetato sara’ disponibile nelle farmacie dal 2 aprile 2012, come annunciato nel corso della conferenza stampa di lancio del prodotto organizzata oggi a Roma. Durante l’incontro e’ stato spiegato che per ottenere il farmaco occorre una ricetta medica non ripetibile e che prima della prescrizione il medico e’ tenuto a verificare l’assenza di una gravidanza preesistente attraverso l’esito negativo di un a base di . che la donna puo’ effettuare anche con un semplice stick sulle reperibile nelle farmacie e non obbligatoriamente del sangue.
La delibera di autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco () prevede infatti che la prescrizione sia preceduta dal riscontro di un di gravidanza (a esito negativo) basato sul dosaggio , possibile anche con i classici stick.
Efficace fino a 120 ore dal rapporto sessuale considerato a rischio di gravidanza indesiderata, se utilizzato entro le prime 24 ore dal rapporto il medicinale e’ tre volte piu’ efficace dei vecchi prodotti a base di levonorgestrel (la pillola del giorno dopo), e due volte di piu’ nelle prime 72 ore. Dagli studi effettuati su piu’ di 4.700 donne e’ emerso anche che l’ acetato e’ ben tollerato, con un profilo di sicurezza e tollerabilita’ sovrapponibile a quello della vecchia pillola anticoncezionale d’emergenza gia’ in commercio.

febbraio 9, 2012

Cancro alla prostata: lo stanerà un test delle urine.

Con un semplice delle si potrà rivelare la presenza, o prevederne lo sviluppo e l’aggressività, di un tumore alla .

 

Presto potrebbe essere disponibile un delle che aiuterà a smascherare la presenza di un alla , un tipo di molto aggressivo che ancora oggi miete numerose vittime tra gli uomini. Questo esame si presenterebbe come un opzione alla biopsia che è più invasiva, e permetterebbe anche di predire l’aggressività e la progressione della malattia.

La ricerca condotta per sviluppare questo nuovo è stata presentata al 2012 Genitourinary Cancers Symposium of the American Society of Clinical Oncology di San Francisco (Usa) dal dottor Daniel Lin, membro associato del Centro Hutchinson Public Health Sciences Division, professore associato e capo della divisione di Oncologia Urologica presso la University of Washington Department of Urology.
«Le biopsie prostatiche sono invasive e non sempre prendono tutto il tumore. La raccolta delle esame è molto meno invasiva. Se un diagnostico basato sulle potrà essere sviluppato aiuterebbe a predire se e quanto la malattia è aggressiva o la progressione della malattia, e sarebbe l’ideale», ha spiegato il dottor Lin.

novembre 12, 2011

Melograni: scudo anti-aging del DNA.

Una dose quotidiana di estratti di melograni e’ uno ”scudo” contro l’invecchiamento del . Lo ha stabilito uno studio svolto da un laboratorio privato spagnolo, ProbelteBio, costato 2 milioni di euro, come riporta il Daily Mail.

Gli effetti antiossidanti del frutto caro agli dei sono gia’ noti agli scienziati, che ne hanno studiato l’efficacia contro le malattie cardiache, lo stress e nel migliorare anche la vita sessuale. Adesso i ricercatori spagnoli hanno esaminato l’azione diretta di questo anti-ruggine naturale del nostro patrimonio genetico, somministrando un estratto del frutto integrale – polpa, buccia e semi – a 60 volontari ogni giorno per un mese, confrontando i risultati sulla salute dei partecipanti rispetto ad un gruppo di controllo che aveva assunto solo un placebo.

giugno 11, 2011

Con un semplice test delle urine si potrebbe trovare in anticipo tumore in pancreas e stomaco.

Un semplice delle potrebbe scovare il del e dello in anticipo rispetto allo sviluppo dei sintomi.

Lo afferma uno studio scozzese pubblicato dalla rivista Proteomics-Clinical Applications. L’analisi si basa sulla ricerca di alcune tipiche di questi tumori. I condotti dall’Universita’ di Edimburgo su pazienti malati e su soggetti sani hanno mostrato che le sei molecole sono presenti nel 98 per cento dei campioni con il , mentre sono assenti nel 90 per cento dei campioni del gruppo di controllo.

marzo 15, 2011

Insufficienza renale: scienziati scoprono gene dietro la causa.

Un team internazionale di scienziati ha identificato una mutazione associata a un indicatore fondamentale dell’ , cioè alti livelli della nelle .

 

La scoperta potrebbe portare a nuovi metodi per curare l’ e per rallentarne il progresso. Lo studio, che è stato in parte finanziato dall’UE, è stato pubblicato sul Journal of the America Society of Nephrology (JASN).

L’ è un problema serio in tutto il mondo; in Europa, si pensa che circa 1 su 10 persone ne siano affette. I fattori di rischio conosciuti per l’ comprendono il diabete e l’. Chiarire i fattori genetici che stanno alla base dell’ si è però rivelato difficile.

In questo studio, il team rivela che una singola mutazione in un chiamato è legata a una malattia chiamata albuminuria, nella quale la va a finire nelle . Livelli più alti di nelle sono un indicatore chiave dell’ cronnica e sono legati a un maggiore rischio di sviluppare l’ terminale, che può essere curata esclusivamente tramite dialisi o trapianto di rene. Inoltre l’albuminuria è associata a malattie cardiovascolari e mortalità.

I ricercatori hanno scoperto la mutazione scannerizzando e confrontando i genomi di 63.000 persone di discendenza europea e 7000 afro-americani. I campioni comprendevano sia persone affette da diabete che persone non affette da diabete. L’associazione tra la mutazione del e l’albuminuria è stata trovata in persone di discendenza europea e africana e in persone diabetiche e non.

febbraio 24, 2011

Tumore alla vescica: un nuovo test dalle urine.

Si potra’ diagnosticare il tumore della vescica con un semplice test delle urine, invece che con l’invasiva cistoscopia.

 

Il test e’ stato sperimentato con successo all’Urologia universitaria dell’ospedale Molinette di Torino e i risultati della ricerca e della scoperta saranno pubblicati a maggio su ‘The Journal of Urology’, la piu’ prestigiosa rivista scientifica internazionale di urologia. L’incidenza del carcinoma della vescica, tre volte piu’ frequente nell’uomo rispetto alla donna, e’ in costante aumento nei Paesi industrializzati.

marzo 27, 2010

Fiutare il cancro.

Secono alcuni scienziati è possibile “fiutare il cancro.”I risultati indicano che i tumori del polmone producono cambiamenti nei composti odorosi secreti nelle urine e che tali cambiamenti possono essere individuati e utilizzati come strumento diagnostico.
Dagli odori del corpo arrivano nuove prospettive di diagnosi precoce del cancro ai polmoni: lo studio, condotto sulle cavie, è stato portato a termine dai ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia e i risultati, pubblicati su PloS One, suggeriscono che si tratta di un primo passo verso l’identificazione di biomarcatori tumorali nelle urine umane.

La presenza di cellule di cancro nei polmoni comporta dei cambiamenti negli odori dei fluidi del corpo che sono stati individuati sia nel corso dei test empirici sugli animali che grazie a sofisticate tecniche di analisi chimiche – afferma Gary K. Beauchamp, coordinatore delle ricerche –. Le nostre scoperte suggeriscono che la rilevazione degli odori può portare a miglioramenti diagnostici e a nuovi approcci terapeutici contro il tumore ai polmoni”.

La composizione delle urine presenta infatti alcune differenze a seconda che si tratti di soggetti sani o di soggetti malati: i biomarcatori tumorali sono stati individuati e il profilo chimico è stato costruito. Gli studi sono ancora ad uno studio sperimentale, ma gli esperti sperano che, proseguendo in questa direzione, sarà possibile identificare precocemente il cancro ai polmoni grazie a nuovi strumenti diagnostici. (liquidarea)