Posts tagged ‘uova’

aprile 13, 2020

Pastiera, le strisce non si fanno a casaccio: riprendono la pianta del centro storico di Napoli

Come la maggior parte delle pietanze napoletane le origini della pastiera sono antichissime: risalgono alla Neapolis greca.

Questo dolce tipicamente pasquale, secondo la leggenda, nacque come offerta alla Sirena Parthenope come atto di devozione da parte del popolo. Ma non tutti sanno che la grata di pastafrolla, ovvero le strisce che si incrociano sopra il ripieno fatto di ricotta e grano, non vanno fatte a casaccio. Devono essere in un numero complessivo di sette, quattro in un senso e tre nel senso trasversale, a formare la planimetria di Neapolis, cioè del centro storico della Napoli attuale.

Esse rappresentano i tre Decumani e i quattro Cardini della città antica greca. Il grano, con la ricotta richiama il pane romano di farro del “confarratio“: il pane in uso nel rito matrimoniale romano. E ricordano le focacce rituali diffuse in epoca paleocristiana, composte da latte e miele che i catecumeni ricevevano nella notte di Pasqua al termine della messa.

Il numero sette ricorre nella ricetta tradizionale della pastiera napoletana: sette infatti sono gli ingredienti utilizzati. Farina, ricotta, grano, uova, l’acqua di mille fiori, il cedro e le spezie aromatiche.

Le strisce della pastiera devono quindi riprendere la pianta del centro storico di Napoli, che è attraversato da 3 decumani, paralleli alla costa:

Decumano superiore: via della Sapienza, via dell’Anticaglia, via Santi Apostoli.
Decumano maggiore: via dei Tribunali.
Decumano inferiore (Spaccanapoli): via Benedetto Croce, via S. Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia, via Giudecca Vecchia.

I decumani si incrociano a 4 cardini, i vicoli del centro storico di Napoli:

Vico S. Gaudioso, via Atri, via Nilo, via Giovanni Paladino
Vico Limoncello, Vico Cinquesanti, via S. Gregorio Armeno
via Duomo
Vico Grotta della Marra, Vico Sedil Capuano, via delle Zite

febbraio 15, 2013

Cibi afrodisiaci, non fanno bene a sesso ma alla salute.

Ostriche Ostriche

Cioccolata, ostriche, uova, mandorle, banane, avocado, fichi: cibi considerati afrodisiaci, che magari pensiamo di scegliere per la cena di San Valentino, secondo Linda Yarrow, professore di Nutrizione umana all’Universita’ statale del Kansas, non servirebbero in realta’ ad accendere il desiderio. Quello ottenuto sarebbe una sorta di effetto placebo, perche’ non c’e’ evidenza scientifica dell’effetto positivo di questi cibi sulla sessualita’ – spiega Yarrow – anche se non bisogna dimenticare che sono buoni e nutrienti.

Il cioccolato, regalo classico nel giorno della festa degli innamorati, contiene ad esempio i flavonoidi che sono antiossidanti e migliorano le funzioni vascolari riducendo il rischio di attacchi di cuore, ma non e’ provato che abbia effetti afrodisiaci e poi – ricorda l’esperta – meglio non eccedere per non rischiare di ingrassare.

luglio 11, 2011

Uova, una miniera di antiossidanti.

Le uova di gallina, sono ricche di antiossidanti. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Alberta in Canada, diretta dai dottori Wu Jianping, Andreas Schieber, Chamila Nimalaratne e Daise Lopes-Lutz e pubblicata su “Food Chemistry”.

Le uova, da sempre dividono gli esperti. C’è chi le accusa di contenere colesterolo, e chi ne decanta i benefici, ma che fossero una fonte preziosa di antiossidanti, non era mai stato dimostrato, almeno fino ad oggi.

Il team di studiosi canadesi del Dipartimento di Scienze agricole alimentari e nutrizionali, ha condotto un’indagine ad ampio respiro sulle proprietà nutrizionali delle uova di gallina, alimentate con una dieta standard a base di mais e frumento. Analizzando i tuorli, è emerso come contenessero triptofano e tirosina, due aminoacidi con spiccate proprietà antiossidanti.

ottobre 21, 2010

Evviva le uova ruspanti.

Dai primi di ottobre sugli scaffali degli oltre 1400 punti vendita della Coop è possibile trovare solo uova di galline allevate a terra, all’aperto o biologiche. Vietate quelle di batteria. E saranno (parzialmente) “salve” ben 1.5 milioni di ovaiole. Per il suo sforzo, inoltre, la nota catena di distribuzione si è recentemente aggiudicata il premio “Good Egg” assegnatole dall’organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento “Compassion in World Farming”. Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, ha così commentato:

Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale.(ecoblog)