Posts tagged ‘università’

settembre 23, 2013

“Chiedono futuro? Che mangino brioches!” – Una riflessione sul DL scuola


Lunedì 9 settembre il Consiglio dei Ministri di un sempre più traballante governo Letta ha discusso e approvato i nuovi provvedimenti in materia di scuola, università e ricerca. Il Decreto Legge prevede circa 67mila assunzioni in tre anni tra docenti, insegnanti di sostegno e personale ATA; il finanziamento di 100 milioni diVisualizza altro
febbraio 6, 2013

L’università sottofinanziata e il declino italiano.

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La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto ormai livelli intollerabili (37%). Le sue cause sono spesso rintracciate in “un eccesso di istruzione”, a fronte di un sistema d’impresa che non richiede manodopera troppo qualificata. Ma le politiche messe in atto per risolvere il problema non fanno altro che assecondare un modello di sviluppo destinato a perpetuare il declino.

di Guglielmo Forges Davanzati da MicroMega on line
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febbraio 1, 2013

La soluzione dei problemi.

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Caporetto Università pubblica. “La cultura non si mangia“, contenti mo?

novembre 5, 2012

Appello: “Lezioni da riscrivere per imparare l’economia”

La crisi ha mostrato quanto sia andata fuori strada la teoria economica dominante. Un appello per ripensare (e insegnare) l’economia come scienza sociale, pluralista e attenta ai problemi della società

Con lo scoppio della crisi alla fine del 2007, sembrava che alcune delle idee principali su cui era stato costruito l’impianto di teoria economica dominante fossero oggetto di una profonda messa in discussione. Eppure, le vicende recenti dimostrano chiaramente la persistenza di un consenso diffuso accordato alla “narrazione neoliberista” che rappresenta come naturali e universalmente valide le relazioni di mercato, ormai utilizzate come strumento per spiegare i fenomeni più disparati, dalla democrazia alle migrazioni. Le relazioni economiche sembrano oggi sovrastare con le loro leggi presentate come ineluttabili lo spazio della politica e dei bisogni sociali e hanno imposto un linguaggio univoco, incomprensibile ai più, che fornisce un’unica interpretazione delle “realtà”, dalla quale deriva un’univoca ed apparentemente indiscutibile indicazione “tecnica” per governarla. L’utilizzo di un linguaggio apparente neutrale e inaccessibile se non a selezionati addetti ai lavori è in realtà uno strumento politico che impedisce agli individui di criticare le soluzioni presentate come uniche e necessarie per uscire dalla crisi, in particolare le politiche di austerity. E’ essenziale l’ampliamento delle capacità critiche in grado di mettere in discussione i modelli economici per favorire una reale partecipazione democratica che sappia contestare le trappole “retoriche” delle spiegazioni tecniche e preconfezionate.

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luglio 4, 2012

Dateci sotto, prima si finisce meglio è!

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Al fine di “ottimizzare l’allocazione delle risorse” , dal primo gennaio 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università pubbliche sarà ridotto di 200 milioni di €.

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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

aprile 15, 2012

All’università.

il sito di Ippo di Stefano Frassetto

gennaio 27, 2012

Sfigati, sfigatoni, sfigatissimi.

Martone.

novembre 30, 2010

Cinquemila studenti in marcia verso la sede di Confindustria – Napoli

Quindicimila studenti in marcia lancio di uova contro ConfindustriaCittà in tilt per la protesta degli universitari e dei ricercatori. Il corteo è partito da piazza del Gesù verso piazza dei Martiri dove i manifestanti hanno lanciato sacchetti di immondizia. Nel pomeriggio assemblea all’Orientale, occupata la facoltà di Lettere Erano circa 15mila gli studenti che oggi sotto una pioggia battente hanno manifestato a Napoli contro l’approvazione della riforma Gelmini. e per “una scuola migliore”. Il corteo è partito questa mattina, da piazza del Gesù diretto verso la sede della Confindustria. Una volta arrivati in piazza dei Martiri gli studenti hanno lanciato uova e sacchetti dell’immondizia contro il palazzo della sede degli industriali. Colpito anche quanche agente ma senza conseguenze. Sacchetti di immondizia sono stati gettati davanti all’ingresso del palazzo della Provincia di Napoli e il lunotto posteriore di un’auto della polizia sfondato dai dimostranti dinnanzi all’ingresso della Questura in via Medina. Occupato Castel dell’Ovo dove sono stati innalzati degli striscioni. Molto pesanti le ripercussioni sul traffico in tutta la città.(repubblica.it)

settembre 14, 2010

Anche l’Università di Bologna contro i ricercatori.

La protesta contro la Gelmini costa caro: i ricercatori dell’Università di Bologna che aderiscono al blocco della didattica saranno sostituiti da docenti a contratto, almeno quelli dei corsi fondamentali. Lo ha deciso il Senato accademico all’unanimità. Sarà spedita una lettera a tutti i presidi di facoltà che a loro volta la gireranno ai ricercatori chiedendo se hanno intenzione di aderire al blocco della didattica o meno. La risposta dovrà arrivare entro venerdì alle 12 e chi non lo farà sarà considerato come non disponibile a fare lezione. Ogni facoltà spedirà i dati raccolti alla sede centrale che deciderà quanti e quali corsi coprire con bandi per docenti a contratto. La priorità è per i corsi fondamentali. I ricercatori: “Ci rimpiazzano, è gravissimo”.

La decisione. Tramite il prorettore alla didattica, Gianluca Fiorentini, l’Alma Mater fa sapere di avere fatto di tutto a sostegno dei ricercatori, a cui va “solidarietà politica e umana”. Insomma, “non c’è nessuna guerra”, ma chi si rifiuterà di fare lezione per protesta contro il Governo sarà rimpiazzato nella didattica. “Abbiamo il dovere di dare continuità all’attività formativa – giustifica Fiorentini – un conto è se diminuisce la qualità della didattica, un conto è il blocco totale delle lezioni. Il danno, non solo d’immagine per l’Ateneo ma anche sociale per le famiglie e la collettività, è enorme. Non possiamo creare questo danno in un momento così difficile”.

settembre 3, 2010

La GELMINI INSULTA I PRECARI.

 Gli insegnanti senza contratto le hanno proposto un incontro pubblico. Ma Mariastella Gelmini ha preferito convocare una conferenza stampa. Per dire che “il precariato non è un problema reale”

 Oltre 40mila docenti tagliati nel 2009. 132mila posti che si perderanno in tre anni. La drastica riduzione dei fondi orchestrata da Giulio Tremonti ha conseguenze drammatiche, in un settore che da anni si caratterizza per una forte instabilità dei contratti. Molti docenti a rischio hanno iniziato lo sciopero della fame davanti a Montecitorio e in altre parti d’Italia. E hanno chiesto un faccia a faccia con il ministro dell’Istruzione. Lei li ha ignorati e ha scelto di parlare con i giornalisti: “Non siamo ancora in grado di sapere chi perderà il posto”, ha ammesso candidamente . Poi ha parlato di “10mila posti recuperati”. Senza però spiegare il trucco. Ilfattoquotidiano.it ha seguito le parole del ministro e le ha confrontate con quelle dei precari fuori dal Parlamento, in un botta e risposta virtuale . Ma la scuola non è l’unico problema. Per la Gelmini, l’altro fronte caldo è l’università. Ieri per 300mila studenti sono iniziati i test di selezione per le facoltà mediche. Nove candidati su dieci non ce la faranno . Ed è polemica sulla modalità dei quiz e sulla mancanza di una graduatoria nazionale(Pecoraro per il fatto quotidiano)