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marzo 8, 2010

Lavarsi le mani, istruzioni per l’uso

Un gesto semplice a cui bisogna dedicare almeno 60 secondi al giorno. Ma tre italiani su dieci non lo sanno fare. Invece è fondamentale insegnarlo anche ai bambini. 

Lavarsi le mani rappresenta un efficace mezzo di prevenzione anche contro la nuova influenza. Lo sostiene il Ministero della Salute. Concorde è il virologo dell’Università di Milano, prof. Fabrizio Pregliasco, che aggiunge però la parola “bene”. E’ così difficile,dunque, lavarsele a dovere? Strano, ma è così. Capita mediamente a tre italiani su 10. Un atto in apparenza semplice e comune (almeno due, tre volte al giorno per ciascuno), inculcatoci fin da bambini, che viene invece dimenticato, trascurato, attuato in fretta e, spesso, con disarmante superficialità. Dovrebbe durare almeno 60 – 90 secondi, un tempo forse troppo lungo nel ritmo di vita quotidiano, ma indispensabile per ridurre realmente il rischio di trasmissione. Una stretta di mano a una persona malata, afferrare la maniglia dell’autobus e poi toccarsi il naso, possono aprire la porta al virus H1n1.

Errori – Ben18 milioni d’italiani ritengono sia sufficiente usare l’acqua. Questo è vero, ed è necessario usarne in abbondanza, ma poi bisogna ricorrere al sapone (neutro). Il disinfettante va invece impiegato soltanto per trattare e medicare ferite ed abrasioni. Nel lavaggio, si dimostrano comunque troppo sbrigativi e veloci (20 – 30 secondi in complessivo). Alla fine, le loro mani continuano ad essere veicolo di trasmissione infettiva verso sè stessi, mangiando ad esempio il panino senza averle opportunamente pulite, o passando germi ad altre persone, magari con una semplice stretta di mano. Si tratta di sbagli facilmente evitabili. Non è difficile, senza paragonarsi all’indispensabile ritualità del chirurgo in fase pre – operatoria quando ricorre minuziosamente all’uso dello spazzolino, al lavaggio ed alla disinfezione.

(fonte Kataweb)