Posts tagged ‘‘Universita’ Cattolica di Roma’

luglio 5, 2013

Pesce e alghe cibi ‘salva-tiroide’.

Pesce 'salva-tiroide' Pesce ‘salva-tiroide’

Pesci, molluschi, crostacei e alghe. E ancora, frutta e verdura coltivate vicino al mare. Sono i cibi ‘salva-tiroide’. Lo iodio contenuto in questi alimenti protegge, infatti, la ghiandola dalle malattie. Non e’ un caso che nelle popolazioni che vivono sul mare e si nutrono del pescato si registri la piu’ bassa incidenza di patologie della tiroide, quali gozzi, noduli e neoplasie. ”E’ l’alimentazione – spiega Luca Revelli, chirurgo endocrino dell’Universita’ Cattolica di Roma e tra gli organizzatori del convegno ‘Ambiente e tiroide, il mare, lo iodio, le radiazioni’ in corso ad Anzio – la fonte principale di questo elemento. ‘Respirare l’aria di mare’ e’ una leggenda metropolitana: le quantita’ di iodio che possono essere inalate sono meno che omeopatiche. Il cibo, dal pesce fresco ai prodotti locali coltivati su terreni costieri ricchi di iodio, invece ne sono ricchi”. Lo iodio sulla tavola, sottolineano gli esperti, lo portano anche i broccoli, gli spinaci, le rape e la salsa di soia.

aprile 29, 2013

Continua boom antidepressivi, aumenta rischio suicidi.

Continua boom antidepressivi, aumenta rischio suicidi Continua boom antidepressivi, aumenta rischio suicidi

– Gli italiani si fanno sempre piu’ aiutare dagli antidepressivi e continua ad aumentare il rischio suicidi. I dati emergono dal Rapporto Osservasalute 2012, presentato all’Universita’ Cattolica di Roma, secondo il quale il consumo di farmaci contro la depressione e’ quadruplicato in dieci anni, passando da 8,18 (dosi giornaliere ogni mille abitanti) del 2000 a 36,1 del 2011, complice anche la ”facilita’ di utilizzo” di questo tipo di medicinali, spesso prescritti anche ”in caso di depressione lieve”.

Altro dato ‘osservato speciale’ e’ il tasso dei suicidi, in continuo aumento negli ultimi anni, che nel biennio 2008-2009 si e’ attestato a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su (nel 2009 se ne sono registrati 3870 contro i 3.607 del 2006). Un dato che ”puo’ essere un segno, oltre che di patologia psichiatrica, del crescente disagio sociale”, si legge nel Rapporto, e che ”va monitorato con attenzione anche al fine di prevedere un rafforzamento delle attivita’ preventive e della presa in carico sanitaria e sociale di soggetti a rischio”.

L’incremento registrato osservato negli anni piu’ recenti, osserva il Rapporto, si deve pressoche’ esclusivamente a un aumento dei suicidi tra gli uomini (in particolare tra i 25 e i 69 anni) per i quali il tasso e’ passato da 11,70 (per 100.000) nel 2006 e nel 2007 a 11,90 (per 100.000) nel 2008 e 12,20 (per 100.000) nel 2009. A togliersi la vita e’ un uomo nel 77% dei casi (il tasso di mortalità e’ pari a 12,05 per 100.000 per gli uomini e a 3,12 per le donne).

marzo 3, 2013

Scoperto ”grilletto” che attacca agenti infettivi organismo.

Ricerca: scoperto ''grilletto'' che attacca agenti infettivi organismo

(ASCA) – Roma, 1 mar – E’ come un ”grilletto” molecolare che spara i linfociti all’attacco degli agenti infettivi che hanno invaso il nostro corpo, ed e’ stato scoperto da ricercatori dell’Universita’ Cattolica di Roma – Policlinico A. Gemelli. Potrebbe aprire nuove vie di cura contro le malattie autoimmuni e contro alcune infezioni che possono cronicizzare come la tubercolosi.

Il meccanismo viene azionato da molecole batteriche rilasciate dal patogeno stesso, che se mal funzionante, puo’ contribuire al cronicizzarsi di infezioni o al riacutizzarsi di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. Pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne, lo studio e’ stato supportato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

La ricerca, svolta utilizzando il Micobatterio della tubercolosi, e’ stata coordinata da Francesco Ria, docente di Immunologia ed Immunopatologia presso la Facolta’ di Medicina e chirurgia dell’Universita’ Cattolica di Roma.

Il grilletto molecolare e’ la molecola di superficie dei linfociti chiamata TLR2. ”Non solo il microrganismo della tubercolosi – spiega Ria -, ma anche molti altri batteri posseggono molecole in grado di attivare il grilletto”.

”Paragonando i linfociti a missili intelligenti – precisa il professor Ria – esiste un processo ben conosciuto che nel caso di un’infezione permette di ‘armare’ questi missili (rappresentato dalle cellule dendritiche, che selezionano i linfociti piu’ adatti a distruggere il bersaglio). Sempre compito delle cellule dendritiche e’ informare i missili sul probabile luogo in cui si trova il loro bersaglio (cioe’ l’agente infettivo) e fornire una specie di codice di guida”.