Posts tagged ‘Unione Europea’

gennaio 15, 2015

I gattopardi che comandano a Bruxelles

Claudio Conti – Due notizie in un solo giorno sono già una “grossa novità”, in quel mondo felpato che sono i vertici dell’Unione Europea. Se poi si tratta di decisioni che vanno a incidere sui meccanismi di funzionamento dell’Unione stessa, è necessario vederli da vicino e soppesarne l’importanza.

La prima, e più mediatizzata, riguarda la sentenza attesa Altro…

gennaio 5, 2015

Grecia fuori dall’euro? Per Berlino si può fare…

Claudio Conti – Può darsi voglia essere soltanto un segnale mirante a spaventare gli elettori greci, che il 25 andranno alle urne per determinare la composizione del prossimo parlamento. Ma è comunque un segnale della crisi senza vie d’uscita in cui si è venuta a trovare tutta la costruzione dell’Unione Europea.

Lo Spiegel – il giornale più l Altro…

marzo 9, 2014

Ancora dieci anni di crisi per riequilibrare l’eurozona?

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di Francesco Saraceno

Gli ultimi dati Eurostat sull’inflazione mostrano che la zona euro, e l’Unione europea in generale, continuano a flirtare con la deflazione. Questo accade soprattutto perché i paesi periferici hanno tassi di inflazione prossimi allo zero. Sorprendentemente, nessun paese UE ha, nel mese di gennaio, l’inflazione sopra il target BCE del 2% (Finlandia e Regno Unito si attestano a 1,9%). La deflazione è un problema per i debitori, che vedono aumentare il valore reale del loro debito. E’ un problema per la politica macroeconomica (in particolare la politica monetaria). Ma è anche un problema per il riequilibrio. 

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gennaio 28, 2014

medioevo prossimo venturo.

Nel tempo del nuovo feudalesimo instaurato dal potere egemone, che utilizza armi di distruzione di massa come il terrorismo economico e la disinformazione sistematica.
Giorgio Cattaneo – «Questo paese è meraviglioso», disse la donna, allungando lo sguardo sul latte nebbioso che esalava dalle acque e dai canneti della Maremma nella luce cruda e ancora incerta del primVisualizza altro

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=96258&typeb=0&Dov-e-finito-il-nostro-Paese

gennaio 17, 2014

Glaziev: un quadro fosco di come i paesi europei siano stati saccheggiati dall’adesione all’UE.


16 gennaio 2014 (MoviSol) – Sergei Glaziev, consigliere economico del Presidente Putin, ha documentato in numerosi articoli di fine anno i vantaggi che avrà l’economia ucraina dalla collaborazione con l’Unione Doganale Eurasiatica e la Russia, invece di entrare a far parte dell’Unione Europea. A sostegnVisualizza altro
http://www.movisol.org/14news012.htm

novembre 29, 2013

Europa militare nano spendaccione.

http://www.remocontro.it/difesa/europa-militare-nano-spendaccione/ Le spese militari dell’Unione Europea. Uno studio di Fulvio Nibali per Archivio Disarmo. I numeri di alti budget per una bassa rilevanza internazionale. 1756 miliardi di dollari buttati nel mondo in armamenti il 2012. Imbattibili gli Usa, Russia e Cina inseguono. Report di RemoContro in 13 capitoli

ottobre 29, 2013

Come la Merkel ci vuole fregare in via definitiva.

E’ successo in occasione di una cena data nella sede di Bruxelles del Consiglio europeo. Era stato appena servito il dolce, poco prima di mezzanotte, quando Angela Merkel ha fatto quello che i capi di governo europeo le chiedevano da mesi, cioè dimostrare la sua leadership. I paesi della zona euro devono diventare più competitivi, ha ripetuto con insistenza il cancelliere, il controllo che finora ha esercitato la Commissione europea non basta, bisogna adattare delle “misure più vincolanti”. Inoltre la “dimensione sociale” non deve essere trascurata, ha detto la leader della Cdu. L’Europa deve fare un “salto qualitativo”.

In occasione del suo terzo mandato Merkel è determinata a diventare una vera e propria cancelliera europea. Alle ultime elezioni i tedeschi le hanno dato il più alto numero di consensi che abbia mai avuto, è diventata il “leader più potente d’Europa” (The Economist) e ben presto guiderà una grande coalizione con il secondo partito tedesco. Merkel è convinta di essere in posizione di forza per promuovere un progetto che dovrebbe diventare la sua eredità politica: la riforma dell’Unione europea. Tuttavia anche se il rischio di una prossima disintegrazione della moneta unica è stato per ora evitato e se la congiuntura della zona euro mostra i primi segni di ripresa da molto tempo, Merkel è consapevole che in ogni momento la crisi potrebbe di nuovo aggravarsi. Dalla Francia all’Italia i partiti euroscettici hanno il vento in poppa, in molti paesi indebitati le riforme sono a un punto morto e le banche sono molto restie a concedere dei crediti.

Per questo motivo la cancelliera prepara una serie di riforme europee e sa già come imporre il suo progetto; con l’aiuto dei suoi nuovi partner di coalizione – i socialdemocratici – vuole dare un carattere “sociale” alla sua politica europea. Si tratta di creare dei programmi contro la disoccupazione dei giovani e contro l’evasione fiscale, e di adottare un bilancio specifico per la zona euro per rilanciare la crescita. In cambio Bruxelles avrà un potere di controllo esteso sulle politiche finanziarie ed economiche degli stati membri.

Denaro in cambio di riforme. Merkel vuole adesso dare al suo controverso programma una forma “socialdemocratica” e per fare questo si è trovata un alleato importante. Vuole far passare il suo progetto grazie al sostegno del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che presiede la delegazione dell’Spd sulle questioni di politica europea nel quadro dei negoziati in vista della formazione della coalizione, ma pensa già alle prossime tappe della sua carriera. Per ora pensa a essere il capolista dei socialisti alle europee del prossimo maggio, dopodiché, se sarà riuscito a raccogliere abbastanza suffragi, cercherà di diventare presidente della Commissione europea. Così la cancelliera si sbarazzerebbe del suo ex alleato caduto in disgrazia, l’attuale presidente della Commissione José Manuel Barroso. Insieme a Schulz, Merkel potrebbe avviare le riforme in favore della crescita e della competitività.

Schulz vede regolarmente la cancelliera a Berlino, si scambiano sms ed elaborano compromessi

La linea del nuovo governo tedesco è prevedibile: nessun obbligo europeo ma più denaro per i programmi di rilancio e un potere più esteso per Bruxelles. Per imporre la sua nuova strategia Merkel, spesso soprannominata “Mutti” [mammina] nelle sue stesse fila, si è trovata un nuovo alleato in Schulz. E per quanto il dirigente dell’Spd dichiari pubblicamente che “Merkel non è la [sua] migliore amica”, a microfoni spenti entrambi i leader si lasciano andare a grandi dichiarazioni di stima reciproca. Schulz vede regolarmente la cancelliera a Berlino, si scambiano sms ed elaborano compromessi, l’ultimo dei quali riguarda il bilancio supplementare dell’Ue. Entrambi sono contrari a una soluzione di tutti i problemi su scala europea. I loro punti di vista convergono anche sui mezzi per riuscire a rafforzare l’unione monetaria ed economica.

Niente complicazioni

Schulz rappresenta un elemento importante per la grande coalizione e i suoi stretti rapporti con il capofila dell’Spd, Sigmar Gabriel, potranno tornare utili a Merkel sul piano europeo. Le elezioni europee dell’anno prossimo saranno le prime a svolgersi sulla base delle condizioni fissate dal trattato di Lisbona. I suoi risultati dovranno quindi essere presi in conto dai 28 capi di governo degli stati membri per la nomina del presidente della Commissione. Martin Schulz, 57 anni, ha buone possibilità di essere scelto. Può contare su un largo sostegno in parlamento e nel Consiglio europeo, che va ben oltre le fila della sua famiglia politica. Merkel lo sa e sarebbe ben contenta di averlo a capo della Commissione, soprattutto perché il socialdemocratico ha la fiducia del presidente francese François Hollande. Un elemento che permetterebbe di rilanciare il logoro motore franco-tedesco.

Il solo problema per la Merkel è che in quanto presidente della Cdu non può sostenere apertamente un membro dell’Spd. Nella campagna per le elezioni europee i due futuri partner di colazione faranno quindi banda a parte. Tuttavia la cancelliera si impegna a non aprire nuovi e inutili fronti di scontro con il socialdemocratico. Così giovedì scorso i leader del Partito popolare europeo si sono riuniti per discutere delle future elezioni europee. Molti hanno detto di volere che il Ppe presenti un suo capolista contro Schulz. Ma Merkel e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, hanno espresso forti riserve su questo punto. La cancelliera vuole conservare il diritto di nominare il suo favorito al posto di presidente della commissione dopo le elezioni – e forse si potrebbe trattare dello stesso Schulz.

Una cosa è certa, il contributo dei socialdemocratici tedeschi non sarà sgradito se Merkel vorrà imporre il suo programma in Europa.

agosto 16, 2013

Unione Europea, oligarchia e mercato



«Non siamo più di fronte a un deficit di democrazia, siamo oltre la democrazia nel regno delle oligarchie tecnocratiche e di mercato.»
http://www.italia.attac.org/ – di Franco Russo – Entrato in vigore il 1° dicembre 2009, il Trattato di Lisbona è stato messo in mora, anzi di fatto sostituito con un sistema di governance messo a punto da una serie di direttivVisualizza altro
giugno 15, 2013

Dal 1° luglio la Croazia entra nell’Unione europea. Ma il tasso di disoccupazione è alle stelle e il deficit/Pil è fuori dai vincoli

 

È partito il conto alla rovescia. Dal 1° luglio la Croazia sarà il 28° Paese a far parte dell’Unione europea. Dopodiché inizierà il processo di valutazione per l’adozione dell’euro che richiede almeno due anni dopo l’ingresso nell’Ue.
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giugno 15, 2013

Dazi sui pannelli fotovoltaici? Il problema è la Germania, non la Cina.

 

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Se l’Italia non crea filiere industriali per le tecnologie avanzate (come i pannelli fotovoltaici) dovrà importarle peggiorando il proprio deficit commerciale

di Daniela Palma, da Greenreport.it

Infine sono puntualmente arrivati: i dazi sui pannelli fotovoltaici importati dalla Cina annunciati dalla Commissione nell’autunno scorso, sono divenuti realtà (ancorché “provvisoria”, stando ai comunicati ufficiali). L’applicazione sarà graduale (11,8% fino al 6 agosto e 47,6% successivamente), mentre si afferma che l’Europa continuerà sulla linea del dialogo con l’economia del dragone per delineare i contorni di una rinnovata partnership commerciale nel settore. Anche se il tempo stringe, poiché entro dicembre l’Ue deciderà se imporre eventuali dazi definitivi.

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