Posts tagged ‘Unicredit’

novembre 23, 2012

Unicredit a giudizio per truffa sui derivati.

Marcello Frisone – L’istituto di Piazza Cordusio e uno dei suoi funzionari piu’ alti rinviati a giudizio: reato di truffa aggravata nei confronti del comune di Acqui Terme per sei derivati vend…Visualizza altro

maggio 19, 2012

L GUP DEL TRIBUNALE DI ACQUI TERME RINVIA A GIUDIZIO 2 FUNZIONARI DI UNICREDIT PER TRUFFA AGGRAVATA E USURA.

Sui derivati venduti ai clienti debutterà in tribunale non soltanto la truffa aggravata ma anche il reato di usura. È questa la novità targata Procura di Acqui Terme (la stessa che ha indagato sugli swap del Comune piemontese chiedendo il rinvio a giudizio di UniCredit) – diretta adesso da Antonio Rustico – che mercoledì ha chiesto e ottenuto dal Giudice dell’udienza preliminare (Gup) Laura Galli il rinvio a giudizio di due dipendenti di UniCredit per truffa aggravata e, appunto, usura nei confronti della Nuova BB Srl (azienda idro-termosanitaria di Bistagno, Alessandria). Non solo. Il provvedimento del Gup ha un ulteriore elemento di novità: il rinvio a giudizio dei due dipendenti (la prima udienza si terrà il 26 settembre dinanzi al Tribunale collegiale di Acqui Terme) è avvenuto nonostante lo stesso istituto abbia concluso una transazione conla Nuova BB, restituendo quasi il doppio del valore del danno patito dall’azienda. Insomma, sembrerebbe che aver risarcito il cliente (anche con una somma così “abbondante”) non abbia minimamente influenzato il Gup che ha comunque emesso ai danni dei due funzionari il decreto che dispone il giudizio. La banca non ha voluto commentare.

maggio 11, 2012

Un, due , tre, stella!


Così accade che Monte dei Paschi patteggia per 260 milioni a fronte di un contenzioso di 1,08 miliardi di euro; Banca Intesa patteggia per 270 milioni a fronte di un contenzioso da1,65 miliardi che risale al 2010, cui si sommano 119 milioni come indicato nella relazione al 30 settembre 2011; la Banca popolare di Milano ha pagato 186 milioni di euro per sanare la pendenza con il fisco che aveva riscontrato 313 milioni di euro da corrispondersi per il periodo 2004 – 2008; Unicredit per il momento ha pagato 99 milioni di euro relativi all’anno 2005, ma avrebbe una transazione in corso che prevede il pagamento di altri 200 milioni di euro che chiuderebbero definitivamente le pendenze con il fisco; il Credem da 45 milioni.
maggio 5, 2012

Le banche innanzitutto.

L'Ultima Parola Claudio Messora Camerieri delle Banche Gianluigi Paragone Beatrice Lorenzin Stefano Pedica Antonio Misiani Rimborsi elettorali

Questo non è il governo delle banche, per carità! A forza di dirlo, forse sperano che finiremo anche per crederci. Ma intanto che lo dicono, piazzano l’ennesima norma salva-banche, mentre il paese si impicca. Hai un debito con il fisco? Se ti chiami signor Rossi, Attilio Befera di Equitalia te lo triplica e poi ti porta via la casa (con te dentro, non fa differenza), la macchina e da ultimo la vita. Se invece ti chiami Alessandro Profumo e la tua casa è Unicredit, il Governo approva una norma che depenalizza l’abuso di diritto, stralciando tutte le indagini in corso a tuo carico per ogni “allegra” denuncia dei redditi. E intanto gli anziani non autosufficienti che sono costretti a vivere all’ospizio (chiamiamolo con il loro nome) devono pagare l’IMU sulla loro abitazione rimasta vuota come se si trattasse della seconda casa, mentre le fondazioni bancarie, che sono notoriamente enti caritatevoli che non vedono il becco di un quattrino, ne sono totalmente esonerate, così come la Bocconi.LEGGI TUTTO…

novembre 3, 2010

Banche e investimenti radioattivi.

I volontari di Greenpeace in Europa e in 29 città italiane, tra cui Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli e Palermo, stanno manifestando per chiedere al gruppo bancario BNP Paribas – che in Italia controlla BNL. Essi chiedono di fermare i suoi investimenti nel campo del nucleare civile non sempre a prova di “bomba”, da Angra3 in Brasile, un reattore nucleare obsoleto e pericoloso, alla devastante estrazione di uranio dalle miniere del Niger, che sta mettendo in serio pericolo la popolazione Tuareg. L’appello è chiaro: “attenzione i tuoi soldi possono essere soggetti ad investimenti radioattivi”.

Oltre la metà di tutti i finanziamenti all’energia nucleare in Europa, ben 92 miliardi di euro dal 2000 al 2009, arriva da un gruppo di soli dieci istituti finanziari. È questo il risultato della ricerca, commissionata dalla coalizione Banktrack di cui fa parte anche Greenpeace. Secondo lo studio – realizzato dall’istituto indipendente Profondo e pubblicato su www.nuclearbanks.org – al primo posto della classifica delle banche nucleari c’è BNP Paribas, banca francese presente in Italia attraverso BNL (Banca Nazionale del Lavoro).

Della partita sono anche UniCredit e Intesa Sanpaolo, che occupano rispettivamente la 23ma e la 28ma posizione nella classifica, anche se per Andrea Lepore responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace “non sono ancora disponibili informazioni ufficiali su quali banche finanzierebbero il ritorno del nucleare in Italia voluto dal Governo Berlusconi”.

novembre 11, 2009

Povere banche!

estate 2008 Montella - Agropoli - Francia (Normandia e Loira 211Bnp Paribas, gruppo di cui fa parte l’italiana Bnl, è tra i maggiori finanziatori di aziende che producono bombe a grappolo. Nel nostro paese la banca è al secondo posto della graduatoria, preceduta solo da Unicredit e seguita a ruota da Intesa Sanpaolo. Non si tratta però di investimenti diretti: Bnp opera sul mercato delle cluster bombs tramite fondi d’investimento e Società di investimento a capitale variabile (Sicav).

Investimenti. Fondi e Sicav in cui investe Bnp Paribas sono molteplici. Tra questi c’è Parvest. Il gruppo bancario propone ai suoi risparmiatori di scegliere questa Sicav anche sul suo sito internet. Ma nel rendiconto annuale di Parvest, che spiega agli azionisti come sono stati impiegati i loro soldi, tra le aziende in cui hanno investito i fondi si incontrano diversi produttori di bombe a grappolo.

Bombe. Sfogliando il rendiconto ci si accorge, per cominciare, che il fondo Parvest Global Equities possiede azioni di compagnie notoriamente produttrici di bombe a grappolo. Aziende nelle quali investono anche Parvest Uk e Parvest Usa. E questi sono solo alcuni esempi: il rapporto supera le 500 pagine e in 34 di queste compare la parola “difesa” a qualificare gli investimenti. Poi, è chiaro, non tutte le aziende che si occupano di difesa producono cluster bombs. Ma nel rendiconto è possibile individuare più volte i nomi di Lockheed Martin e L-3 Communications, due aziende accreditate come produttrici di bombe a grappolo dalle maggiori associazioni umanitarie del mondo.

Intenti. “Bnp Paribas adotta una politica degli investimenti restrittiva, intesa a contribuire al bando di mine antiuomo e bombe a grappolo. Il gruppo decide inoltre di sganciarsi dai fondi d’investimento comune connessi con compagnie specializzate nella fabbricazione di cluster bombs“.
Le cifre. Sommando tutti i capitali investiti dai vari fondi e Sicav della banca in industrie produttrici di cluster bombs, si ottengono cifre di gran lunga superiori ai 27 milioni di euro che è possibile dedurre dal solo rendiconto annuale Parvest. Va inoltre considerato che Bnp Paribas non è l’unico gruppo bancario italiano che propone questi fondi ai suoi risparmiatori. L’elenco completo dei cosiddetti “collocatori” dei Parvest è anch’esso consultabile liberamente. I dati complessivi sono ancora in corso di elaborazione in uno studio del mensile di finanza etica Valori e dell’Istituto di Ricerca Economica e Sociale (Ires) della Toscana. Ma si tratta di somme rilevanti, comprese nell’ordine tra le decine e le centinaia di milioni di euro.