Posts tagged ‘turchia’

maggio 4, 2020

Morire per la libertà: l’estrema protesta contro il regime di un gruppo di musicisti in Turchia

in Contro-informazione  4 Maggio 2020

La straziante lettera di Ibrahim Gökçek, 318 giorni di sciopero della fame contro la persecuzione politica da parte del regime di Erdogan. Nel 2919, insieme ad altri componenti della band Group Yorum, ha iniziato lo sciopero in seguito al quale sono morti l’attivista e cantante turca Helin Bölek e Mustafa Kocak, ambedue di 28 anni. Ormai stremato, Ibrahim Gökçek ha trovato la forza di scrivere ancora una lettera al giornale Humanité, che l’ha pubblicata domenica scorsa e di cui riproponiamo un estratto.

“Dalla mia camera da letto, in una delle baraccopoli di Istanbul, guardo fuori dalla finestra il giardino. Uscendo, potevo vedere il Bosforo un po’ più lontano. Ma ora sono a letto e peso solo 40 chili. Le gambe non hanno più la forza di trasportare il mio corpo. Al momento, posso solo immaginare il Bosforo.

Mi chiamo Ibrahim Gökçek, per 15 anni ho suonato il basso nel Grup Yorum. Siamo nati nelle lotte per i diritti e le libertà iniziate in Turchia dal 1980. Abbiamo pubblicato 23 album per riunire cultura popolare e pensiero socialista. 23 album venduti in totale per oltre 2 milioni di copie. Abbiamo cantato i diritti degli oppressi in Anatolia e in tutto il mondo. In questo paese, tutto ciò che vivevano coloro che combattevano per i loro diritti, gli oppositori, coloro che sognavano un paese libero e democratico e anche noi che cantavamo le loro canzoni, vivevamo le stesse cose: eravamo guardati a vista, imprigionati, i nostri concerti erano proibiti, la polizia ha invaso il nostro centro culturale e fracassato i nostri strumenti. E per la prima volta con l’AKP al governo della Turchia, siamo stati inseriti nella lista dei “ricercati terroristi”.
Nonostante la qualifica che mi è stata data, non mi sento assolutamente un terrorista. Il motivo per cui siamo stati inseriti in questo elenco è perché nelle nostre canzoni parliamo di minatori costretti a lavorare sotto terra, di lavoratori assassinati da incidenti sul lavoro, di rivoluzionari uccisi sotto tortura, di abitanti dei villaggi il cui ambiente naturale viene distrutto, di intellettuali bruciati, di case distrutte nei quartieri popolari, dell’oppressione del popolo curdo e di quelli che resistono. Parlare di tutto ciò in Turchia è considerato “terrorismo”.

Nel febbraio 2019 sono stato arrestato e nel maggio 2019 abbiamo iniziato lo sciopero della fame per fare revocare il divieto dei nostri concerti, fermare le aggressioni al nostro centro culturale, per fare rilasciare tutti i membri incarcerati del nostro gruppo e cancellare i processi avviati contro di loro e perché venissero cancellati i nostri nomi dall’elenco dei terroristi. Successivamente, con Helin Bölek, abbiamo trasformato la nostra azione in uno sciopero della fame illimitato: non avremmo rinunciato a questo sciopero fino a quando le nostre richieste non fossero state accettate. Al prezzo, se necessario, della nostra stessa morte.

Helin Bölek è morta il 3 aprile, al 288° giorno di sciopero della fame illimitato. Quanto a me, che da qualche tempo vivo dentro un letto, non so come finirà il mio viaggio. La battaglia che si sta impegnando nel mio corpo si concluderà con la morte? Oppure con la vittoria della vita?
Quel che so con maggior forza in questa lotta, è che, fino alla soddisfazione delle nostre rivendicazioni, mi aggrapperò alla vita anche in questo cammino verso la morte.”

febbraio 23, 2014

Così emergenti, così europei.

Diversi paesi emergenti, con il recente deprezzamento delle valute, sono di fronte ad una nuova stagione di crisi da debito estero nelle periferie. Una dinamica non dissimile a quella che affligge l’Europa, nonostante l’assenza del cambio fisso. Senza un ritorno alla repressione finanziaria, la sequenza di euforia e collasso continuerà a spostarsi indisturbata da un paese all’altro del pianeta.

di Francesco Bogliacino, Universidad Konrad Lorenz di Bogotà (Colombia). Da Sbilanciamoci.info

La scorsa settimana l’Economist mostrava in un grafico la generale tendenza delle valute dei principali Paesi emergenti a deprezzarsi, con una forte caduta nell’ultimo mese [1].

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novembre 29, 2013

Troppo arabo alawita quel reporter turco.

Troppo arabo alawita
quel reporter turco
filo Assad dal Belgio
http://www.remocontro.it/grande-medio-oriente/troppo-arabo-alawita-quel-reporter-turco-filo-assad-dal-belgio/ Bahar Kimyongür è ancora detenuto nel carcere di Bergamo su ordine di cattura turco via Interpol per terrorismo. La storia di Bahar è complicata. Raccontato come giornalista, è soprattutto attivista politico belga di famiglia turca, origini arabo siriane alawite. Per Ankara la fobia Ergenekon

ottobre 18, 2013

GUERRA DI SPIE TRA TURCHIA E ISRAELE TRAMITE IRAN


Una storia oscura di cui sentiremo ancora parlare. La Turchia svela l’identità delle spie del Mossad operative in Iran. Rottura ormai insanabile tra Ankara e Tel Aviv.

La notizia arriva dal Washington Post ed è destinata a lasciare il segno sui prossimi equilibri in Medio Oriente. David Ignatius, Associate editor del giornale, una firma quindi, sc…Visualizza altro

giugno 19, 2013

Potenza delle immagini.

File:Eugène Delacroix - La liberté guidant le peuple.jpg

giugno 19, 2013

Il pianista sulla piazza.

turchia-europa-pianoforte-il-manifesto

Turchia Europa. La vignetta oggi su il manifesto.

giugno 16, 2013

Ad Istanbul arrestano anche i medici.

Arrestati, manganellati ed allontanati anche i medici volontari che si erano recati sul luogo degli scontri per soccorrere i feriti che, a causa delle critiche condizioni cliniche o per paura di essere identificati ed arrestati dalla polizia, non si erano recati presso gli ospedali della capitale.

giugno 16, 2013

Quello che i nostri media non fanno vedere.

giugno 16, 2013

Erdogan si domostra alla fine più ragionevole di certi politici di casa nostra.

Erdogan sospende Gezi Park e i 600 alberi e piazza Taskim non si fida

Dunque tutto viene rimesso nelle mani della giustizia e nulla sarà fatto al Gezi park finché non ci sarà un pronunciamento del tribunale competente dopo che per due settimane gli scontri tra civili e forze dell’ordine è stato durissimo con un bilancio di 4 morti (tre manifestanti e un poliziotto) e 7500 feriti di cui 50 in gravi cond

giugno 11, 2013

Video shock Turchia: un Poliziotto spara in testa a un manifestante e fugge.