Posts tagged ‘tumore’

dicembre 3, 2013

Osteosarcoma: ricerca per impedire il dialogo tra cellule malate e cellule sane e combatterlo

 

Osteosarcoma: ricerca per impedire il dialogo tra cellule malate e cellule sane e combatterlo

Roma, 2 dic – Bloccare il ”dialogo” fra cellule sane e cellule malate per combattere l’Osteosarcoma, il tumore maligno primitivo piu’ frequente dell’osso che colpisce in prevalenza bambini e giovani fra i 10 e i 20 anni. E’ in corso da…

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giugno 11, 2013

Tumore prostata, no degli urologi alla scelta della chirurgia preventiva

L’appello degli esperti della Società italiana di Urologia oncologica durante il XXIII Congresso Nazionale SIUrO. “A differenza del seno e delle ovaie, in questo caso non c’è prova sicura sulla correlazione tra alterazione genetica e insorgere della malattia”

 

Tumore prostata, no degli urologi alla scelta della chirurgia preventiva

ROMA – No allo screening genetico di massa e alla chirurgia preventiva su organi sani (come la prostata) per evitare l’insorgenza di eventuali tumori. E’ questo l’appello che lanciano gli esperti della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) durante il XXIII congresso nazionale SIUrO in corso fino a domani a Firenze. Una presa di posizione che arriva dopo il caso di Angelina Jolie, che si è sottoposta a una doppia mastectomia preventiva per evitare l’insorgenza di tumore al seno, e quello di un manager londinese che si è fatto asportare la prostata per scongiurare il rischio di tumore.

Alterazioni genetiche.
“E’ vero, le ultime ricerche – afferma Giario Conti, Presidente SIUrO – hanno dimostrato che l’alterazione, tramite mancate riparazioni del Dna, del gene Brca 2 nel maschio aumenterebbe il rischio relativo di sviluppare il tumore di 9 volte circa rispetto alla popolazione normale. Tendenzialmente i tumori dovuti ad alterazioni genetiche sono più aggressivi, più veloci e danno più facilmente origine a metastasi. Ma per la prostata – dice Conti – , a differenza di quello che accade per il tumore al seno e alle ovaie dove la probabilità è molto alta e dove esistono dei percorsi medici precisi, le conoscenze attuali non sono assolutamente tali da garantire la correlazione tra l’alterazione dei geni e l’insorgenza del tumore”.

Il test di screening genetico per il tumore alla prostata, spiegano gli esperti, va richiesto solo per coloro che hanno numerosi precedenti in famiglia. “La presenza di un’anomalia genetica non rappresenta la certezza di contrarre il tumore – aggiunge il vicepresidente Siuro, Alberto Lapini -, e non giustifica in alcun modo una scelta radicale come l’asportazione della prostata”.

giugno 10, 2013

Istituto Europeo di Oncologia mette a punto un’analisi del sangue per la diagnosi del tumore polmonare

L’ messa a punto all’
Fra poco la diagnosi precoce del al polmone si baserà su una semplice del . Ad annunciarlo è Pier Paolo Di Fiore, direttore del Programma di dell’ (Ieo) di Milano, che in occasione dell’Ieo Day ha spiegato che “questo test ha una affidabilità simile a quella della Tac spirale”, metodo diagnostico utilizzato di routine per l’individuazione dei tumori nei forti . lung cancer 300x300 Istituto Europeo di Oncologia mette a punto unanalisi del sangue per la diagnosi del tumore polmonareBasato sulla quantificazione di piccole rilasciate nel molto più dalle tumorali che da quelle sane (i ), il test potrà essere utilizzato solo alla conclusione dello studio Cosmos 2 che, spiega Di Fiore, “deve dimostrare la stessa affidabilità del test in più ospedali. Dopo di che, penso fra un anno e mezzo o due anni, lo proporremo a tutti”.

maggio 22, 2013

Cancro ai polmoni: da oggi l’AIFA ha approvato un’arma terapeutica in più.

 

”Grazie all’impegno dell’Associazione Italiana Oncologia Toracica oggi i malati di al possono contare su un’arma terapeutica in piu’.

L’Agenzia Italiana per il Farmaco (), ha infatti deciso di accogliere la domanda dell’AIOT e ha inserito il nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole pretrattato e con traslocazione del ALK.lung cancer 300x300 Cancro ai polmoni: da oggi lAIFA ha approvato unarma terapeutica in più Questo significa che in attesa del completamento di tutto l’iter burocratico per l’inserimento del farmaco nella pratica clinica, non e’ piu’ necessario ricorrere all’uso compassionevole ma tutti i pazienti possono accedere a questa terapia che si e’ dimostrata di grande efficacia”: non nasconde la soddisfazione per questo obiettivo raggiunto Cesare Gridelli, presidente dell’AIOT e Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia A.O.R.N ”S.G.Moscati Avellino”. ”I pazienti con questo tipo di – spiega – non potevano aspettare un giorno di piu’, perche’ questa non concede loro il tempo di aspettare che tutto l’iter burocratico-amministrativo della registrazione di un farmaco in Italia compia il suo percorso. I dati hanno dimostrato che questo farmaco e’ cosi’ efficace in determinati pazienti che l’ ha deciso di inserirlo in un elenco speciale mettendo cosi’ gli oncologi in grado di somministrarlo ancor prima che l’iter di registrazione sia completato. Ha accolto una richiesta fatta dall’AIOT a fronte di tutta una serie di studi clinici che dimostravano l’efficacia della terapia e l’importanza di compiere questo passo”.

aprile 28, 2013

Carcinoma epatocellulare: movimento fisico ne abbassa drasticamente l’incidenza.

L’ potrebbe avere l’effetto di ridurre il rischio di sviluppare un del chiamato . Lo ha dimostrato uno studio, per ora solo sui topi, presentato all’International Liver Congress. Nello studio due gruppi di cavie predisposte al al sono stati sottoposti uno a una dieta controllata e l’altro a una ricca di grassi.liver 296x300 Carcinoma epatocellulare: movimento fisico ne abbassa drasticamente lincidenza A loro volta i gruppi erano divisi al loro interno, con una parte dei topi che faceva esercizio cinque volte a settimana e l’altra mantenuta sedentaria. Dopo 32 settimane il numero di topi con il tra quelli con la dieta controllata era del 30%, e la stessa differenza si e’ vista anche tra i gruppi sedentari e quelli attivi. “Sappiamo che gli stili di vita poco salutari di oggi aumentano il rischio di tumori del – spiega Jean-Francois Dufour dell’European Association for the study of liver – ma non era mai stato dimostrato prima che l’esercizio invece contribuisce a ridurli”.

aprile 14, 2013

Cancro al fegato: vaccino vaiolo arriva alla fase 2 del test.

Un ottenuto dal del modificato geneticamente, e ora usato come vaccino, potrebbe riuscire a rallentare la progressione del al . Per provarlo e’ appena iniziata una sperimentazione clinica multicentrica di fase 2 coordinata dall’universita’ di San Diego, che ne ha dato notizia in un comunicato. liver cancer 300x300 Cancro al fegato: vaccino vaiolo arriva alla fase 2 del test“Il e’ gia’ noto, e si sa che e’ sicuro perche’ e’ stato usato come vaccino – spiega Tony Reid, il coordinatore – ora stiamo lo stiamo usando come potenziale agente distruttivo per il al “. Secondo le teorie e i test preclinici, il vaccino e’ in grado di distruggere selettivamente le tumorali, e di stimolare il a combattere il . La sperimentazione dura 18 settimane, durante le quali il viene sia introdotto per endovena che iniettato nel stesso .

aprile 9, 2013

Cancro: nuove varianti genetiche aumentano rischio per seno, prostata e ovaie.

Una maxi ricerca internazionale ha analizzato i campioni di dna di più di 100mila persone malate e di altrettante sane. Ci saranno maggiori possibilità di individuare i soggetti più esposti e anche quelle di sviluppare cure mirate.

ROMA – Oltre 70 nuove che aumentano il rischio di al , alla e alle ovaie sono state individuate grazie a una maxi ricerca internazionale articolata in cinque studi i cui risultati sono stati pubblicati sulle riviste Nature genetics, American Journal of Human Genetics e Plos Genetics. La scoperta si deve al consorzio Collaborative Oncological -environment Study (Cogs), che riunisce oltre 100 istituzioni, tra le quali l’Istituto nazionale dei di Milano, impegnate nello studio dei fattori genetici che predispongono allo di alcuni .cellule cancerose 300x288 Cancro: nuove varianti genetiche aumentano rischio per seno, prostata e ovaie

Per arrivare a questi risultati sono stati analizzati i campioni di dna di oltre 100mila persone colpite dal e poi li si è confrontati con altrettanti campioni di dna di persone sane. Sono state individuate 74 nuove che aumentano il rischio di al , alla e alle ovaie, diagnosticati ogni anno a più di due milioni e mezzo di persone nel mondo.

“Il nostro istituto – spiega Paolo Radice, direttore della struttura di Medicina Predittiva dell’Istituto nazionale dei – ha partecipato agli studi sul al . Negli ultimi 10-15 anni si è iniziato a usare dei test clinici che rilevano alcuni che identificano i pazienti a rischio, perché con mutazioni di origine familiare. Ma il problema è che nel 75-80% dei casi il test non porta a identificare una mutazione, questo perché evidentemente la predisposizione è legata ad altre “. Ora, con questa scoperta, le possibilità di identificare i soggetti a rischio aumentano.

marzo 22, 2013

Cancro: peptide derivato dal pesce può rallentare formazioni metastatiche.

Ricercatori identificano un  derivato dal che è in grado di rallentare la diffusione delle metastasi e la crescita del 

Dai pesci un aiuto nella lotta contro il .
I ricercatori statunitensi della Facoltà di Medicina dell’Università del Maryland sono riusciti a individuare un , o , contenuta nel merluzzo del Pacifico che sarebbe attiva contro il .peptide tfa 261x300 Cancro: peptide derivato dal pesce può rallentare formazioni metastatiche

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS e, in particolare, si è scoperto che questo  chiamato (Thomsen-Friedenreich Disaccharide) che si trova in questa  del merluzzo, può inibire la diffusione delle metastasi e lo sviluppo del della prostata – oggetto dello studio. Tuttavia, l’ può essere attivo anche contro altre forme di  o .

«L’uso di prodotti dietetici naturali con attività antitumorale è un settore importante ed emergente della ricerca – spiega Hafiz Ahmed, professore di biochimica e biologia molecolare presso l’UM e scienziato dell’Istituto per l’ambiente marino e la tecnologia (IMET) – Capire come funzionano questi prodotti potrebbe consentire di sviluppare alimenti che fungono anche da terapie contro il  e agenti per l’immunoterapia».

La possibilità di avere delle armi efficaci contro le cosiddette metastasi – ossia quel processo di invasione dei tessuti circostanti il  e la migrazione attraverso il sangue e i vasi linfatici che è speso causa di morte dei pazienti oncologici – è più che auspicabile. E, secondo quanto emerso dallo studio, potenzialmente fattibile.
Per fare un esempio, il  alla prostata (oggetto dello studio) si diffonde in genere ai polmoni, le ossa e il fegato.

 

 

marzo 17, 2013

Tumore al seno: un test genomico che rivela quando la chemioterapia può essere evitata.

La , già in uso in diverse strutture anche in Italia, consente di calcolare il rischio di e individuare dunque le pazienti alle quali può essere evitato il  . Il problema resta il costo: 3mila euro. Ma i medici sono convinti che alla fine la sanità pubblica spenda meno.tumore seno 300x127 Tumore al seno: un test genomico che rivela quando la chemioterapia può essere evitata

Molte donne operate per  al potrebbero risparmiarsi la successiva perché su di loro non darebbe alcun vantaggio aggiuntivo nel rischio di ammalarsi di nuovo, rispetto alla sola terapia. Il punto è: come individuarle? Un nuovo  genomico – già in uso in Italia all’Ist di Genova, al Pascale di Napoli, all’Humanitas ed al San Raffaele a Milano, negli ospedali di Cremona e Grosseto – analizza l’espressione di 21 geni coinvolti nel  mammario, disegnando il profilo molecolare del  e individuando quello con bassa probabilità di recidive o metastatizzazione.

Un aiuto e un orientamento per l’oncologo che può così decidere se – dopo l’intervento chirurgico – procedere con la  – con tutti gli effetti collaterali fisici e psicologici – o fermarsi alla sola terapia  perché è sufficiente. Un passo avanti importante verso una medicina a misura della singola malata.

 Il  – utilizzato già negli Usa, in Canada,Spagna, Francia, Grecia, Irlanda e Gran Bretagna e discusso alla tredicesima conferenza internazionale sul  al  di St. Galles, vicino Zurigo – non è per tutte le donne, ma soltanto per quelle con ormonodipendente e senza metastasi ai linfonodi ascellari. Quindi a uno stadio iniziale dimalattia. “Parliamo di circa due terzi delle quarantamila malate italiane ogni anno – precisa Paolo Pronzato, direttore della divisione di Oncologia medica al San Martino-Ist di Genova– alle quali, come terapia complementare postoperatoria, abbiamo sempre proposto laterapia  o la . Però c’è una bella differenza a proporre la  a una donna che ha basso livello di rischio di una  e a

una che lo ha molto elevato. La prima può permettersi di non farla, alla seconda la consiglio vivamente. Il  – riproducibile – ci dice quali donne sono ad alto rischio, con un punteggio che valuta la percentuale di  e dunque aiuta l’oncologo a selezionare le donne da sottoporre a  e ad evitare quelle inutili. Ovviamente – aggiunge Pronzato – bisogna operare una selezione delle pazienti e in Italia stimo che si potrebbe proporre il  a 7-8000 donne”.

febbraio 26, 2013

Tumore alla prostata: cinque sedute contro quaranta per sconfiggerlo.

Cinque sedute di al posto delle 40 solitamente necessarie. E poi raggi più sicuri, precisi e con minori effetti collaterali.prostate gland 300x300 Tumore alla prostata: cinque sedute contro quaranta per sconfiggerlo Tutto questo grazie ad una che sfrutta l’accelerazione di particelle atomiche come se fossero un bisturi invisibile, che agisce solo lì dove serve. La terapia non è nuova, si chiama adroterapia, ma è innovativa l’applicazione della . L’ha presentata Roberto Orecchia, direttore della divisione di dello Ieo e direttore scientifico della Fondazione Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica).  “Utilizziamo questa tecnologia per trattare la nella sua fase iniziale, quando il  (l’ prostatico non supera i 10/15 nanogrammi per millilitro”. Essenziale quindi è la diagnosi precoce. Dopo può intervenire la cura. Rapida e di durata inferiore a quella tradizionale.