Posts tagged ‘tumorali’

giugno 10, 2013

La proteina che alimenta il cancro, che non ha bisogno di ossigeno.

riesce a far sopravvivere le anche senza respirare
La capacità delle di sopravvivere anche in assenza di ossigeno dipende da , una la cui espressione aumenta in molti tipi di . Il suo ruolo cruciale, che la rende un nuovo promettente bersaglio per le , è stato scoperto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova guidato da Andrea Rasola e Paolo Bernardi, che hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche sulla rivista Cell Metabolism.cellula cancerosa 300x199 La proteina che alimenta il cancro, che non ha bisogno di ossigeno

lega ed inibisce la , una dei – le centrali energetiche delle – indispensabile per produrre energia utilizzando l’ossigeno. Questa interazione riduce la respirazione cellulare e stabilizza la Hif1α, la cui attività è richiesta per la crescita dei tumori. Tutto ciò contribuisce al cosiddetto effetto Warburg, un fenomeno che, spiegano Rasola e Bernardi, “rende le capaci di sintetizzarsi da molti dei componenti necessari per la loro proliferazione, che diventa possibile anche in un ambiente estremamente povero di ossigeno”.

Mag 29, 2013

Diagnosi precoce del cancro: grandi progressi della ricerca UE.

Un progetto finanziato dall’ si sta spingendo oltre i limiti nella cura contro il , attraverso lo sviluppo di una tecnologia emergente basata su risonanza magnetica (RMT) e ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU).cancer dna 300x195 Diagnosi precoce del cancro: grandi progressi della ricerca UE

I ricercatori stanno mettendo assieme HIFU guidati da RMT con la nanomedicina selettiva per fornire un pieno controllo spaziale e temporale del processo di rilascio del , permettendo di fornire le cure contro il esattamente dove sono necessarie, quando sono necessarie.

Il progetto NANOSMART (“Smart Nano-systems for Advanced Cancer Therapy”) è costruito in base a due obiettivi principali. Il primo è la progettazione di nuovi vettori biocompatibili sensibili alla temperatura (ovvero vettori che non vengano rigettati dal e che siano programmati per rilasciare il proprio carico quando cambiano le temperature) basati su nanosfere ibride inorganiche – organiche.

Il secondo obiettivo è quello di riuscire a eseguire valutazioni in vitro e in vivo del rilascio di farmaci guidato da RMT e innescato da HIFU. Il team che lavora al progetto ritiene che questa proposta rappresenti un’opportunità unica per una chemioterapia su misura, e sia quindi un significativo passo in avanti verso una cura migliore per il .

marzo 22, 2013

Cancro: peptide derivato dal pesce può rallentare formazioni metastatiche.

Ricercatori identificano un  derivato dal che è in grado di rallentare la diffusione delle metastasi e la crescita del 

Dai pesci un aiuto nella lotta contro il .
I ricercatori statunitensi della Facoltà di Medicina dell’Università del Maryland sono riusciti a individuare un , o , contenuta nel merluzzo del Pacifico che sarebbe attiva contro il .peptide tfa 261x300 Cancro: peptide derivato dal pesce può rallentare formazioni metastatiche

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS e, in particolare, si è scoperto che questo  chiamato (Thomsen-Friedenreich Disaccharide) che si trova in questa  del merluzzo, può inibire la diffusione delle metastasi e lo sviluppo del della prostata – oggetto dello studio. Tuttavia, l’ può essere attivo anche contro altre forme di  o .

«L’uso di prodotti dietetici naturali con attività antitumorale è un settore importante ed emergente della ricerca – spiega Hafiz Ahmed, professore di biochimica e biologia molecolare presso l’UM e scienziato dell’Istituto per l’ambiente marino e la tecnologia (IMET) – Capire come funzionano questi prodotti potrebbe consentire di sviluppare alimenti che fungono anche da terapie contro il  e agenti per l’immunoterapia».

La possibilità di avere delle armi efficaci contro le cosiddette metastasi – ossia quel processo di invasione dei tessuti circostanti il  e la migrazione attraverso il sangue e i vasi linfatici che è speso causa di morte dei pazienti oncologici – è più che auspicabile. E, secondo quanto emerso dallo studio, potenzialmente fattibile.
Per fare un esempio, il  alla prostata (oggetto dello studio) si diffonde in genere ai polmoni, le ossa e il fegato.

 

 

dicembre 24, 2012

Tumori: il passo “asincrono” dell’ormone che sviluppa le metastasi.

aprile 27, 2012

Una proteina nel latte materno svolge attività antitumorali.

L’attività di una in alti livelli, per mezzo di un processo detto in grado di indurre la morte delle , potrebbe spiegare l’attività anticancro del materno.

Il materno fa bene, e i bambini che possono godere di questo alimento ne traggono molti benefici – mamma compresa.
Tra i molti vantaggi dell’allattamento al seno, sia a livello fisiologico che psicologico, pare vi sia anche l’attività antitumorale che, sebbene non sia del tutto chiara, è ormai fatto noto.

Lo studio che ha cercato di comprendere l’attività della -Related Apoptosis-Inducing Ligand () è stato condotto dai ricercatori italiani dell’IRCCS L’Istituto materno infantile di Burlo Garofolo (Trieste), dell’Università di Trieste e dell’Università di Ferrara. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Human Lactation.

marzo 27, 2012

Tumore al pancreas: una proteina invalida l’aderenza delle cellule tumorali alle cellule sane.

 

Identificata una nuova proteina che rende le meno “appiccicose” e quindi meno in grado di attaccarsi e invadere altri tessuti.

 

La scoperta e’ stata fatta da un team di ricercatori della Queen Mary University di Londra ed e’ stata pubblicata sul The American Journal of Pathology. Il team di ricerca ha dimostrato che c’e’ una proteina, la , che rende le ‘appiccicose’, consentendone cosi’ la diffusione nell’ambiente circostante. Il team ha quindi individuato una nuova proteina, nota come , che riesce a eliminare la . Prima di questo studio non si conosceva ne’ la funzione di nel corpo, ne’ il ruolo di nel cancro pancreactico.

gennaio 21, 2012

Senescenza cellulare: non rappresenta una barriera per le cellule tumorali.

Le , inserite in un ambiente nutritivo e di crescita adatto, tendono a proliferare indefinitamente. Questo ha fatto supporre che la cellulare potesse rappresentare una barriera alla loro crescita. Una collaborazione interdisciplinare tra l’Istituto per l’energetica e l’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Ieni-Cnr), l’Universita’ di Milano e la Cornell University (Usa) ha mostrato come la cellulare, che avviene spontaneamente nelle di , non ne arresta la crescita.

 

I risultati dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista open access PLoS Computational Biology. ”Il lavoro ha cercato di esplorare la relazione tra il e la cellulare, ovvero il processo naturale per cui le , invecchiando, smettono di dividersi – spiega Stefano Zapperi dello Ieni-Cnr – Da qui l’idea di seguire la crescita in vitro di di , monitorando il numero di quelle senescenti. Dopo tre mesi, effettivamente, la crescita ha cominciato a rallentare e la maggioranza delle sono diventate senescenti, ma senza che il processo di crescita si arrestasse mai completamente. Infatti, subito dopo e’ ripreso alla velocita’ iniziale, mentre le senescenti sono progressivamente scomparse”. Una consistente presenza di senescenti e’ stata osservata nei tumori ottenuti in topi immunocompromessi (con sistema immunitario modificato).

novembre 21, 2011

Artrosi: studio USA-Italia fa luce sulle cause.

Un gruppo di ricercatori americani, in gran parte appartenenti alle Universita’ di Stanford e Harvard, con il contributo di un italiano, il professor Leonardo Punzi, direttore delle Reumatologia dell’Universita’ di Padova, ha individuato il meccanismo piu’ probabile che causa l’insorgenza dell’.

 

L’importante scoperta, pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista “Nature Medicine”, apre nuovi e impensabili scenari nella terapia di questa diffusissima malattia, che rappresenta la causa piu’ frequente di disabilita’ nella popolazione. Lo studio ha dimostrato il ruolo centrale di un complesso di presenti fisiologicamente nel nostro organismo, chiamato complemento, che sono coinvolte nella protezione da , e tumorali

luglio 18, 2011

Cellule staminali: come utilizzarle per contrastare lesioni al midollo e contro patologie tumorali.

L’uso di per contrastare le lesioni al spinale e alcune . Della novita’ si e’ parlato durante la terza giornata del congresso internazionale sulle neuroscienze, IBRO, in corso a Firenze.

 

Il focus della giornata di oggi si e’ concentrato sulla delicata tematica delle e sui risultati raggiunti in questo ambito dalla ricerca scientifica. Durante l’incontro con i giornalisti gli specialisti hanno illustrato le problematiche relative a questo settore e gli obiettivi a cui guardare in futuro.

giugno 17, 2011

Una dieta anti-tumore.

Le conclusioni dello studio sui benefici della dieta proteica forniscono nuove conoscenze biologoche che dovrebbero essere approfondite anche nell’essere umano

Una dieta a basso tenore di e ad alto contenuto proteico consente di rallentare l’evoluzione di un tumore già presente: è questo il sorprendente risultato pubblicato in un articolo apparso sulla rivista Cancer Research, organo dell’American Association for Cancer Research.

Lo studio, condotto sui topi, ha permesso di ottenere importanti indicazioni biologiche che dovrebbero essere attentamente valutate anche nell’essere umano.

“Il risultato mostra che un cambiamento così semplice come il passaggio a una dieta differente abbia un impatto sul rischio di tumore”, ha spiegato Gerald Krystal, ricercatore del British Columbia Cancer Research Centre e coautore dell’articolo.